Vino, studi, news, gossip

Buona Pasqua

Buona Pasqua da un piccolo angolo di Toscana intatto e suggestivo dove la mente si rigenera nell’armonia della campagna e l’amore cresce nei cuori

Resurrezione Giotto Padova, Cappela degli Scrovegni

Resurrezione Giotto Padova, Cappela degli Scrovegni

Donatella Cinelli Colombini

Nel giorno della Resurrezione ricordiamo con gratitudine e affetto il Dottor Giovanni Guerrini che ci ha lasciati il 2 aprile. Uomo buono, competente e infaticabile ha svolto per anni il lavoro di chirurgo e medico di famiglia a Montalcino dando cure e solidarietà a tutta la popolazione.

Magnificat, dal Vangelo secondo Luca

L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

Robert Parker lascia le “en primeurs”

<<Troppa fatica e troppe pressioni>> dice il capo di Wine Advocate ma senza di lui l’asta dei vini di Bordeaux si sgonfia

Robert Parker

Robert Parker

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
La notizia ha il suono di una bomba distruttiva per la principale denominazione francese che basa la sua filiera commerciale sui negociants (rivenditori) che comprano il vino dell’ultima vendemmia nelle aste di aprile –dette appunto en primeur– per poi rivenderlo uno o due anni dopo. Senza l’opinione di Robert Parker sui vini dell’ultima vendemmia, comprarli diventa molto ma molto più rischioso.
In realtà il periodico di Parker, Wine Advocate, manderà alle aste di Bordeaux l’espertissimo degustatore Neal Martin che già adesso giudica i vini di Borgogna, Oregon, Sud Africa, Tokaji e Madeira. Ma nessuno al mondo ha il carisma del grande Parker. Senza di lui le en primeur, diventano un coro di voci discordanti dove tutti i critici presenti dicono la loro opinione. Giudizi diversi che generano incertezza e dunque un clima poco favorevole agli investimenti che, attraverso portali come LivEx, dovrebbero arrivare da tutto il mondo. Erano infatti i rating di Robert Parker la garanzia dei futuri

Commercianti di vino a Bordeaux

Commercianti di vino a Bordeaux

guadagni soprattutto sui vini di punta, quelli dei First Growth un olimpo istituito nel 1855 di cui fanno parte Château Latour, Château Lafite Rothschild, Château Margaux, Château Haut-Brion e, dal 1973, anche Mouton Rothschild.
Già qualche scricchiolio nell’ ingranaggio delle en primeur, era percepibile qualche mese fa, quando Francois Pinault proprietario di Château Latour annunciò la decisione di lasciare le aste in anteprima

Sui ristoranti TripAdvisor batte la Michelin 525 punti a 18

Il 55% degli italiani va sul web prima di prenotare l’albergo e il 75% commenta il pernottamento. Nei ristoranti il 10% dei connazionali scrivono per protestare

Trivago

Trivago

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
I nostri connazionali consultano i giudizi on line ma non si fidano più di tanto anzi <<rivendicano la necessità di un maggiore trasparenza, “basta recensioni anonime”>> ha detto Massimo Feruzzi, Amministratore Unico di JFC responsabile della ricerca sugli italiani e i siti di recensioni di alberghi e ristoranti.
Un’indagine che ribalta, almeno per gli alberghi, la convinzione che gli italiani scrivano solo proteste. In realtà la motivazione più forte è la condivisione dell’esperienza, la voglia di raccontare, insomma, di apparire autorevoli. La sorpresa è nel numero delle persone che recensisce, molto più alta del previsto. Infatti se era prevedibile il 55,1% degli italiani che consulta sempre un sito prima di decidere (1,9% mai), è del tutto inaspettato il 52% di connazionali che recensisce. I siti più consultati sui pernottamenti sono tre TripAdvisor Booking e Trivago ma il primo è decisamente una potenza: 636 punti contro 321 del secondo classificato.

Gioco d’azzardo, alcool, sprechi e milionari

Gli abruzzesi sono i più accaniti giocatori in Italia, i russi invece svettano nella classifica mondiale dei consumatori di alcool. Tante notizie curiose

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Casino

Casino

Il Rapporto Coop 2014 curato da Albino Russo fotografa, come ogni anno, la realtà italiana e internazionale con una particolare attenzione a consumi e tendenze. Lasciando le analisi davvero importanti qui mi soffermerò su alcune notizie curiose come il gioco d’azzardo. Gli italiani spendono 16 miliardi l’anno per giocare, un giro d’affari enorme dove il tradizionalissimo LOTTO vale poco o niente in confronto alle macchinette e alle lotterie.

Marinaio russo

Marinaio russo

Se spalmiamo il gioco d’azzardo sull’intera popolazione italiana otteniamo una media di 273 € pro capite, un’enormità per una popolazione in crisi come la nostra. La sorpresa arriva dalla classifica delle regioni dove la densità di giocatori è più alta: primo Abruzzo seguito da Lombardia, Lazio e Emilia Romagna. Un dato che demolisce la fama dei giocatori meridionali e soprattutto partenopei, infatti, in questa classifica, la Campania segue la Toscana ed è poco sopra la media nazionale. Ogni scommettitore rischia intorno ai 6.000€ l’anno con una perdita media di 1.100 € questo significa che la stragrande maggioranza rimette somme davvero ingenti mentre a vincere è soprattutto lo stato che mette in tasca 8 miliardi di Euro.
Altre notizie curiose riguardano il consumo di alcool nel mondo. Il popolo che ne beve di più sono i russi, seguiti dai polacchi e poi dai francesi mentre noi italiani siamo fra i più virtuosi della classifica internazionale, battuti solo dagli indiani. In termini assoluti i russi consumano una media di 15,1 litri d’alcool all’anno per ogni adulto contro gli 11 dei tedeschi e i 4,3 degli italiani. Ci sono anche altre differenze: in maggioranza i russi bevono superalcolici (51%), i tedeschi soprattutto birra (53%) e noi prevalentemente vino (66%) con risultati completamente diversi in termini di salute e rischi sociali.

Birra: le bionde si tingono di rosa, arrivano le donne

La birra sembra un mondo maschile ma in realtà nell’antico Egitto erano le donne a produrla e oggi ci sono decine di birrifici al femminile We can do it

We can do it FemAle Svezia

We can do it FemAle Svezia

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Fu una suora tedesca a capire che l’aggiunta di luppolo allungava la vita alla birra e questo consentì la produzione industriale della celebre bionda. Le donne hanno avuto un ruolo determinante nella storia della birra, compresa la dea Nin Kasi che presiedeva alla sua produzione fra i babilonesi, e oggi cominciano ad essere importanti anche nel maschilissimo mondo dei birrifici.

Meg-Gill

Meg-Gill

The Drinks business ha messo in fila le 10 migliori ribattezzandole “brewsister” sorelle birraie come usava nelle gilde medioevali.
Ce ne sono ovunque, in Australia, Gran Bretagna, Usa, Svezia…. Italia. Nascono spesso da piccolissime birrerie artigianali, negli ultimi 20 anni e nella maggior parte dei casi dopo il 2000. Tutte queste imprese hanno avuto crescite verticali nell’ordine del 20% all’anno. Le birrerie al femminile vincono premi, come Sara Barton birraia dell’anno 2012 in UK oppure le tante medaglie del birrificio The Waen Brewery di Sue Hayward. Le donne fanno la comparsa nelle stanze dei bottoni dei grandi gruppi, ad esempio Emma Gilleland è capo birraio, la prima in 179 anni, del birrificio britannico Marston e Gwen Conley è direttore di produzione della Port Brewing in California oltre che reputatissimo assaggiatore di birra. Si tratta sempre di storie coraggiose, donna è la più giovane birraia degli Stati Uniti, Meg Gill oppure Kim Jordan CEO del terzo birrificio artigianale USA in ordine di grandezza, la New Belgium Brewing Company.

Ristoranti per due, dove fare una cena super-romantica

Dal ristorante prenotato in esclusiva a quello con un solo tavolo fino al carnevale di Venezia in costume e ai tavoli con vista degli chef stellati 

Ballo del Doge

Ballo del Doge

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

In inverno a Monsummano nel distretto termale, La Foresteria è prenotabile in esclusiva con 200€ più la cena. La coppia avrà a disposizione l’intero staff del ristorante e soprattutto lo spettacolare panorama di questo luogo che sembra sospeso fra le nuvole. Ci sono stata alcuni anni fa e per una cena deliziosa con amici davanti a visione aerea.
C’è un ristorante con un solo tavolo che accetta solo una coppia. “Solo per due” si trova a Vacone, un paesino in provincia di Rieti a 65 km da Roma. Ha un giardino, arricchito da piante rare, in cui cenare in estate e una sala con camino con il tavolo per l’inverno.
Se volete qualcosa di davvero forte vi propongo una cena per due nelle sale affrescate di Palazzo Marin a Venezia con pianoforte che suona solo per voi. Poi magari un giro in gondola con arrivo direttamente all’Hotel Bel sito dove vi aspetta una camera interamente arredata con mobili d’antiquariato. Tutto considerato quest’avventura, quasi da film, non costa una fortuna.

The most powerfull chi conta davvero nel mondo

Gli uomini e le donne più potenti del mondo secondo Forbes: politici, imprenditori ma anche Lay Gaga, i capi di Google e il califfo dell’ISIS

Vladimir Putin

Vladimir Putin

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Per Forbes l’uomo più potente del mondo è Vladimir Pitin, per il secondo anno di seguito sul gradino più alto. Una scelta che gli analisti di Forbes spiegano con una frase durissima << Russia looks more and more like an energy-rich, nuclear-tipped rogue state with an undisputed, unpredictable and unaccountable head unconstrained by world opinion in pursuit of its goals>> la Russia è sempre più uno stato canaglia ricco di risorse energetiche e con il nucleare, Ha un capo indiscusso, imprevedibile, incomprensibile e insensibile all’opinione pubblica mondiale nel perseguimento dei suoi obiettivi. In altre parole è il più potente perché è uno Zar con in mano un potere decisionale assoluto. Mamma mia!
Nei TOP 10 del mondo troviamo nell’ordine Barack Obama, il leader cinese Xi Jinpig, Papa Francesco vero leader etico del nostro tempo e poi Angela Merkel, Janet Yellen,

Obama-family

Obama-family

l’uomo più ricco d’America Bill Ghates, l’unico italiano in tutta la lista Mario Draghi, Sergey Brin e Larry Page entrambi di Google il più influente creatore di opinioni dell’era digitale.
Abu Bakr al-Baghdadi, l’autoproclamato califfo a capo dell’ISIS è al 54° posto e poco più avanti troviamo l’unico nome collegato al vino europeo Bernard Arnault della multinazionale del lusso LVMH con 60 brand del calibro di Bulgari, Fendi  e Dom Perignon.
Fra le donne la numero uno è Anghela Merkel seguita da Janet Yellen Chair della Federal Reserve, la più importante banca centrale del mondo e da Melinda Gates che, insieme al marito sta svolgendo una colossale opera filantropica in favore dei più poveri del mondo.

Come trasformarsi da wine lover in professionista

Prima di tutto diventa Sommelier secondo vai a lavorare in un posto dove puoi assaggiare grandi vini e ascoltare le opinioni di veri esperti e poi buttati

SWE- corso da Sommelier

SWE- corso da Sommelier

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

I costi ci sono ma non sono enormi se c’è anche una vera passione per il vino, un buon talento e la ferma volontà di trasformare questa passione in un’attività di successo.  Infatti l’unico vero investimento è il corso AIS, FISAR, ONAV, FIS, ASPI …. Con il diploma da Sommelier in tasca è possibile fare i passi successivi. In Italia il pezzo di carta conta e quindi questo primo scalino va fatto e pagato.

 

FORMAZIONE ALL’ESTERO

Andare all’estero non fa risparmiare, i primi passi costano anche fuori dal nostro Paese. In Europa ci sono associazioni di Sommelier quasi ovunque collegate al circuito ASI e organizzano periodicamente corsi simili a quelli italiani. In Gran Bretagna c’è la prestigiosissima House of Master of Wine, il sogno di ogni wine lover. Propone corsi di livello molto alto e non certo da debuttanti, per fare i primi passi meglio la WSET Wine and Spirit Education Trust dove ha studiato anche la cognata reale Pippa Middleton. Dunque oltre che avere buoni docenti ha anche studenti di alto livello! In USA è possibile indirizzare la propria formazione fin dall’inizio in base al lavoro che si ha intenzione di fare: Master Sommeliers per chi vuol operare nella ristorazione, WSET  più adatto per chi vuole lavorare da importatori o commercianti, SWE Society of Wine Educators che  forma i futuri docenti. 

Il Vinitaly delle donne

Vinitaly, chiude con numeri da capogiro: 150mila visitatori di cui un terzo stranieri e le donne del vino sempre più protagoniste che io vi farò scoprire

Vinitaly 2015 le Donne del Vino

Vinitaly 2015 le Donne del Vino

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Tanto business al Vinitaly 2015: buyer da 140 Paesi con Thailandia, Vietnam, Singapore, Malesia … e la supercoppia USA-Canada molto ben rappresentata con oltre il 20% di tutti gli operatori esteri. Insomma un grande Vinitaly dove gli stand sono stati impegnati fino alle ultime ore di fiera.
Un Vinitaly festoso, con cene, balli e eventi tutte le sere come la degustazione organizzata da Andrea Gori nell’elegantissimo e storico Hotel Due Torri.

Un Vinitaly dove le donne si sono poste come nuove protagoniste. Sono loro che

Marzia Morganti, Pietro di Lazzaro TG3 Donatella Cinelli Colombini

Marzia Morganti, Pietro di Lazzaro TG3 Donatella Cinelli Colombini

chiudono la fiera con Finitaly alla Gran Guardia davanti all’Arena. Ingioiellate come principesse con collane, spille, bracciali di Gerardo Sacco – l’orafo calabrese divenuto celebre per aver adornato le dive del cinema dentro e fuori dai set – le Donne del vino hanno fatto festa a Stevie Kim la vulcanica coreana che ha rivoluzionato Vinitaly con un concetto di marketing più interattivo e partecipativo.

Orange Wine mi ama, non mi ama, ma quanto mi ama?

C’è chi è entusiasta e chi li trova schifosi, gli orange winesvini a lunghissima macerazione hanno supporter e critici molto decisi, ma ognuno dica la sua

Orange Wines

Orange Wines

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Tempo fa scrissi un post sugli orange wine dopo aver letto un divertente articolo di Wine Searcher sugli equivoci e la confusione che regna su di loro. La quasi totalità dei consumatori non li conosce oppure crede siano miscele a base di succo d’arancia.
Un taglio leggero del mio post – stile toccata e fuga – trovò la disapprovazione del mio amico Paolo Valdastri << Mmmm, Donatella ci sarebbe bisogno di un approfondimento un pochetto più puntuale. Tecnicamente sono vini bianchi vinificati in rosso. Il lungo contatto con le bucce provoca, tra le altre cose, l’estrazione di tannino e la perdita dei profumi primari. Il problema dei profumi è notevole perché questi vini perdono la nota varietale e tendono a somigliarsi tutti. Il tannino li rende adatti ad abbinamenti con le carni, magari bianche, ma non con pesci al vapore ad esempio. Poi c’è il problema invecchiamento. Oltre un certo limite questi vini hanno tendenza ad ossidarsi.
In conclusione devono essere fatti molto bene per essere godibili>>

Vino croce e delizia dei ristoranti, istruzioni per l’uso

Qualche consiglio autorevole sul vino al ristorante e sul mondo di servirlo: Angelo Gaja sull’esposizione delle bottiglie e Marco Reitano sul Sommelier 

Noi-di-Sala- Identità Golose

Noi-di-Sala- Identità Golose

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Per molti ristoranti gli ultimi anni sono stati travagliatissimi. La spesa delle famiglie per i pasti fuori casa è scesa soprattutto dove c’era più abitudine a uscire: -16% nel Nord Ovest e – 11% nel Nord Est. I clienti mangiano fuori solo nel week end e questo rende davvero difficile evitare il rosso nel bilancio. Gestire bene il vino e soprattutto il rapporto fra il cliente e il vino diventa fondamentale e qui vi propongo alcune riflessioni utili.
Bottiglie esposte

sommelier

sommelier

Nei manuali sulla ristorazione, c’è scritto di esporre il vino o almeno di renderlo visibile nello spazio climatizzato dove viene conservato. Invece il grande Angelo Gaja, in una recente riunione a Santa Restituta (Montalcino), ha detto esattamente il contrario <<i ristoranti non devono esporre le bottiglie, non voglio, si rovinano e poi magari qualcuno le beve e rimane deluso. Basta esporre le bottiglie, devono stare distese, al buio>>. Quello che dice Gaja è esattissimo. Sta di fatto che per vendere un vino, anche in enoteca, bisogna esporre le bottiglie in piedi e dunque è necessario sacrificarne alcune e poi mandarle in cucina perché diventino un meraviglioso brasato.
Carta dei vini
Deve essere costruita per accompagnare i piatti del menù e in base alle esigenze della clientela, non sul gusto del proprietario. Questo l’ottimo consiglio di Giacomo Acciai su Ristoramagazine.
NOVITA’
Sono fondamentali e danno una spinta alle vendite
IL RAPPORTO COL CLIENTE
Le regole perfette arrivano da Marco Reitano Sommelier della Pergola dell’Hilton di Roma e ci vengono donate da uno strepitoso articolo di Intravino riguardante Identità Golose la kermesse di Paolo Massobrio sulla buona tavola e dintorni. Ecco come un vero professionista deve accostarsi al cliente del suo ristorante:

Il primo vino sembra sempre più buono

In degustazione il secondo vino è il più penalizzato ma al quinto la mente resetta e la serie inizia di nuovo.  Influenzano l’assaggio anche colori e suoni

degustazione Bibenda Day

degustazione Bibenda Day

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Se dovete organizzare una degustazione occhio alla successione dei vini: quello che deve spiccare fra tutti va servito per primo o per sesto ma mai per secondo.
La capacità di valutazione di naso e bocca si stanca molto velocemente e dunque meglio fare una pausa dopo 10 oppure 15 assaggi. Poi ci sono i colori che influenzano il giudizio sensoriale: se il vino ha un leggero squilibrio acido e la stanza è in tonalità verde o gialla il nostro difettuccio risulterà quasi impercettibile mentre se dobbiamo convincere un importatore USA che ama i vini molto morbidi circondiamolo di cose gialle e sentirà bene le

sicilia-en-primeur-2013 vini

sicilia-en-primeur-2013 vini

componenti dolci del vino. Con l’amaro invece i colori hanno pochissimo effetto e bisogna diffondere una melodia con toni gravi come “Nessun dorma” di Puccini, la voce di Pavarotti farà scomparire il finale secco del vino in un battibaleno.
Come capite bene ho giocato con le risultanze di studi scientifici ma ho anche capito che le neuroscienze possono avere dei risvolti pratici nella degustazione del vino.

Nomine nel Consiglio di Amministrazione MPS

Ringrazio il Presidente della Fondazione Monte Paschi Marcello Clarich e l’agenzia di “cacciatori di teste” per la stima che mi hanno dimostrato

Monte dei Paschi di Siena

Monte dei Paschi di Siena

indicandomi per il Consiglio di Amministrazione della Banca Monte Paschi. Le persone prescelte per far parte di questo organo hanno competenze molto superiori alle mie nei settori creditizi e finanziari. Sono certa che sapranno operare bene.
Il compito di rappresentare il territorio nel CdA della Banca MPS è complesso e impegnativo, soprattutto in questa fase e soprattutto per me, che mi intendo più di botti che di bot.

C’era una volta un bottone … a Sant’Arcangelo di Romagna

Il Museo del Bottone, quasi una divertente e sorprendente storia del costume con 10.000 pezzi esposti a Sant’Arcangelo nella terra di Federico Fellini

Museo del Bottone Sant'Arcangelo di Romagna

Museo del Bottone Sant’Arcangelo di Romagna

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Nella casa dei miei nonni i bottoni vecchi erano conservati in un barattolo di metallo grigio. Da bambina adoravo giocare con quei piccoli oggetti che, un tempo, venivano parsimoniosamente staccati da cappotti e vestiti prima di usarli come stracci. Per questo mi piace portarvi con me a scoprire un luogo affascinate: il Museo del bottone di Sant’Arcangelo di Romagna.

Sant’Arcangelo è un luogo bellissimo con il borgo medioevale e il castello Malatesta in mattoni rossi, le 150 grotte vinarie

Romagna a tavola

Romagna a tavola

che riempiono il sottosuolo di vino fin dall’epoca romana, i ristoranti amati da Federico Fellini e Tonino Guerra e infine i tessuti stampati con il mangano. Un luogo affascinantissimo, andateci! Oggi c’è un motivo in più oltre la cultura e la buona tavola: i bottoni.
Il museo è stato creato da Giorgio Gallavotti nel 2001, dopo che le sue mostre di bottoni avevano riscosso uno spettacolare successo. Racconta la storia dei bottoni ma anche la storia del costume e del modo di vivere. Bottoni del Settecento, dell’Ottocento e soprattutto del Novecento. Dalle forme stravaganti belle epoque, ai bottoni in legno degli anni dell’autarchia fascista, seguono i bottoni gioiello anni ‘60 ostentazione di lusso e di nuova socialità, i griffati delle case di moda e poi, con il 68 e il vento della contestazione giovanile, il ritorno a forme austere in piombo e ferro. I bottoni classici anni ‘80 e il nuovo lusso con pietre strass e materie prime pregiate finchè tangentopoli prima e la crisi economica dopo, causano la crisi del bottone come accessorio prezioso degli abiti. Sorprendentemente interessante e non meraviglia che ci siano oltre 100.000 visitatori all’anno.

Bulle & impossibili

Erina Lo Presti un’attrice di Montalcino nel trio comico femminile più famoso del teatro italiano “Le galline” con una nuova produzione esilarante

bulle-e-impossibili

bulle-e-impossibili

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La storia è questa: tre donne cinquantenni, che a stento riescono a mettere insieme i soldi per vivere, decidono di cambiare vita e diventare rapinatrici. Ovviamente il furto in banca fallisce e le tre sono costrette a fuggire a gambe levate inseguite dalla polizia. Quando tutto sembra perduto arriva un colpo di fortuna che cambia le cose e le neo criminali …. Una commedia di travolgente comicità che tocca argomenti seri come la disoccupazione, la disperazione e la voglia di rivincita della donne dandone una lettura ironica che usa il paradosso e gli stereotipi femminili per rivelare realtà anche molto crude e attuali.
Sul palcoscenico Erina Lo Presti una montalcinese DOCG che dal 1986 fa parte del trio comico “Le Galline” , lo stesso gruppo che recita ora nella commedia “Bulle & impossibili– cronaca di un miracolo supplementare” su un testo di Donatella Diamanti in scena il 17 al 22 marzo al Teatro di Rifredi a Firenze

                                                                       
Cinelli Colombini
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