Vino, studi, news, gossip

Rapisarda angelo dei grandi ustionati premio Donne del vino

Per aiutare l’opera umanitaria del Prof Rapisarda nelle zone più povere del mondo le Donne del Vino metteranno all’asta le loro bottiglie più pregiate e rare

Vincenzo-Rapisarda-personaggio-2016-Donne-del-Vino-asta- bottiglie-rare

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Sabato 12 novembre, nelle Cantine Fratelli Berlucchi di Borgonato di Cortefranca (Brescia) i wine lover potranno comprare bottiglie stellari per esclusività, qualità e prestigio prodotte nelle cantine delle Donne del Vino di tutta Italia. Bottiglie per regali o occasioni importanti che valgono una buona azione, perché il ricavato andrà alla onlus ALMaUST che si occupa di grandi ustionati in condizioni di particolare disagio e forma il personale medico nell’Africa dove non ci sono ospedali specializzati.
Un’opera umanitaria che parte dal Professor Vincenzo Rapisarda a cui

Vincenzo-Rapisarda-Personaggio-2016-Donne-del-Vino-ALMaUST

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l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, assegnerà, nella stessa occasione il Premio “Personaggio dell’Anno”. <<Con il premio al Professor Rapisarda Direttore della Struttura Complessa Chirurgia Plastica e Centro per Grandi Ustionati dell’Ospedale Niguarda di Milano, l’Associazione Nazionale Donne del Vino intende sostenere la sua opera umanitaria e scientifica riconoscendogli un particolare significato e utilità e ricollegandosi al tema 2016 dell’associazione “Donne vino e bellezza”>> ha detto la presidente Donatella Cinelli Colombini.
Il programma del 12 novembre alle Cantine Fratelli Berlucchi inizierà alle 15 con la visita delle cantine in cui saranno esposti i lotti con le bottiglie, proseguirà con l’asta e si concluderà con un “apericena” preparato dalle Donne del Vino ristoratrici. Più dettagliate informazioni e il catalogo on line dei vini saranno, a partire dalla fine di ottobre, nel sito http://www.ledonnedelvino.com/

I cinghiali stanno vendemmiando in Toscana

Lettera aperta all’Assessore all’agricoltura della Regione Toscana Marco Remaschi sull’emergenza cinghiali nelle vigne

merlot-2016-vendemmia-anticipata-per-i-cinghiali

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Caro Assessore, scrivo in qualità di Presidente della Doc Orcia, una denominazione nata nel 2000 in un territorio di 13 comuni fra le aree di produzione del Brunello di Montalcino, del Vino Nobile di Montepulciano e del Chianti.
Oggi 6 settembre i nostri vigneti sono letteralmente depredati dai cinghiali. Abbiamo già perso il 10-15% del raccolto ma siamo ancora a 20 giorni dalla vendemmia ammesso che, fra 20 giorni, nelle vigne ci sia ancora qualche grappolo non addentato dai ghiotti ungulati.
Come è ben noto, in Toscana la selvaggina di grandi dimensioni è 4 volte superiore alla media nazionale ed è concentrata nella Provincia di Siena dove, per anni, il contenimento degli ungulati è stato particolarmente carente.

Purtroppo le leggi emanate dalla Regione Toscana al fine di ridurre il numero dei

8-settembre-sangiovese-danni-dei-cinghiali

8-settembre-sangiovese-danni-dei-cinghiali

cinghiali a 150.000 in tre anni si stanno rivelando inefficaci. La somma delle disposizioni ha infatti creato, proprio in Provincia di Siena dove il problema è più grave, un labirinto senza uscita.
La Legge Regionale 9 febbraio 2016, emanata con lo scopo di gestire gli ungulati, si blocca di fronte a un problema: i cinghiali uccisi per le azioni di contenimento, in provincia di Siena, devono essere tutti consegnati ai Centri di Sosta. Il risultato è che i cacciatori si rifiutano di perdere tempo e soldi senza ricevere in cambio neanche un chilo di carne per fare una cenetta con gli amici.
Le azioni di contenimento sono quindi poche e pressoché inutili rispetto alla dimensione del problema.

Limiti del turismo del vino, no alla crescita illimitata

Il turismo è insieme un’opportunità e una minaccia per i territori del vino. Crea lavoro e sviluppo, ma allo stesso tempo consuma la destinazione

Limiti del turismo del vino Montefalco

Limiti del turismo del vino Montefalco

Di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne
E’ importante salvaguardare l’integrità e i caratteri distintivi dei territori perché sono proprio questi elementi a calamitare i visitatori, quando le destinazioni diventano “turistiche” cioè massificate, falsificate, omologate … perdono appeal e vengono abbandonate dal turismo migliore. Diventano destinazioni da “mordi e fuggi” quello dei grandi numeri e dei piccoli prezzi.
Il fenomeno si chiama inquinamento turistico e un tempo veniva anche detto “sanmarinizzazione” riferendosi al piccolo stato allora assediato dai souvenir tarocchi. Più di recente ho letto la parola “chiantizzazione” che richiama la

Limiti delturismo del vino Barolo

Limiti delturismo del vino Barolo

trasformazione della splendida zona del Chianti Classico a causa della forte presenza di turisti e escursionisti. Il dito accusatore è quindi puntato verso una destinazione di turismo del vino. Un forte campanello di allarme per le wine destination italiane che quindi devono porsi seriamente il problema della buona gestione del turismo limitandolo e salvaguardando l’identità locale.
Per capire meglio la dinamica con cui un territorio si trasforma nella caricatura di sé stesso è indispensabile spiegare che le destinazioni turistiche vivono 4 fasi:
CATTURA istituzioni e privati mettono oggi sforzo nell’attrarre i visitatori che vengono accolti come ospiti graditi.
CONFLITTO i turisti aumentano di numero e utilizzano i servizi originariamente creati solo per i residenti (strade, parcheggi, acquedotti …) creando dei disagi a questi ultimi che reagiscono con atteggiamenti ostili. I prezzi dei generi di consumo, dei ristoranti ma anche degli immobili salgono e comprare una casa, per un abitante, diventa difficile.

Limiti dell’enoturismo, caso Chianti Classico

L’analisi del Chianti Classico senese è utile per capire il concetto di carico turistico massimo cioè il punto nel quale i danni sono maggiori dei benefici

limiti dell'enoturismo Radda in Chianti

limiti dell’enoturismo Radda in Chianti

Di Donatella Cinelli Colombini turismo del vino

L’area del Gallo Nero è una delle destinazioni del vino di maggior successo e dove l’economia turistica, parallela a quella del vino, è in uno stato più evoluto.

Chianti Classico senese 2015

 

 

COMUNE                  ABITANTI    POSTI LETTO  PRESENZE  DI CUI STRAN.
RADDA IN CHIANTI  1.652           1.243                  113.906            89.859
CASTELLINA IN C.    2.899           2.184                 157.427           139.497
GAIOLE IN CH.          2.786           1.314                   91.673             73.309

PARTE DEI COMUNI DI
POGGIBONSI         29.229           1.450                 132.591            94.294
CASTELNUOVO B. 9.129             2.361                157.122           148.392
Ai turisti veri e propri cioè quelli che pernottano, si aggiungono i numerosissimi escursionisti, cioè i visitatori giornalieri, la cui presenza, benché non misurabile con certezza, è intuibile attraverso alcuni indizi (parcheggi, uso dei bagni pubblici, peso

limiti dell'enoturismo casale abbandonato

limiti dell’enoturismo casale abbandonato

dell’immondizia, … ) fra cui il numero dei ristoranti. A Radda, il paese più piccolo del Chianti Classico senese, ci sono 1.243 residenti e 29 ristoranti segnalati da Trip Advisor. Stessa cosa a Gaiole in Chianti (29 ristoranti) mentre a Castellina in Chianti ce ne sono 38 e a Castelnuovo Berardenga 36.
I dati riportati sopra evidenziano un alto numero di posti letto turistici e di posti a tavola rispetto alla popolazione residente in tutti i comuni rurali.

Non solo cantine: quello che non è vino

Il turismo del vino può ricevere accelerazione oppure può dare accelerazione alle altre attività delle cantine: ristorazione, ricettività, wellness

Cantine-turistiche-Banfi-Montalcino-ristorante

Non solo cantine-Banfi-Montalcino-ristorante

Di Donatella Cinelli Colombini
Il punto fermo è il vino, senza un territorio di grande vocazione viticola e delle bottiglie straordinarie non esiste l’enoturismo e quindi neanche le cantine turistiche. Ma il vino non basta. Sappiamo da anni che il turista del vino è attratto da un paniere di elementi fra cui la qualità del territorio, elemento sempre più influenzato dalla salvaguardia ambientale, la cultura, l’enogastronomia tipica e il vino. Da un’indagine Coldiretti/lxè risulta che il 30% degli italiani valuta il successo della vacanza in base alla possibilità di mangiare bene.

Non-solo-cantine-wellness-le-Tre-vaselle-Lungarorri-Torgiano

Non-solo-cantine-wellness-le-Tre-vaselle-Lungarorri-Torgiano

I viaggiatori foodies o gastronauti, come li chiama Davide Paolini, sono una bella fetta di turisti del vino perché sentono la stessa passione per la cultura e le scoperte enogastronomiche.
Dunque il vino è determinante ma deve allearsi a altri elementi di offerta per generare flussi turistici. Per mantenerli deve inoltre rinnovarsi perché, come tutti i turisti, anche il turista del vino è un amante infedele e si disamora se la sua passione non viene riaccesa da qualcosa di nuovo ma anche se stravolgimenti profondi offendono i suoi sentimenti. Quindi le cantine devono arricchirsi di nuove proposte ma non tradire la loro identità.
Va considerato che gli interessi dei consumatori cambiano: ieri la calamita era il lusso, poi è diventata la scelta estrema del produttore

Museo-contadino-Tenuta-Bonzara

Museo-contadino-Tenuta-Bonzara

“senza compromessi” oggetto di culto, oggi l’orientamento è sulla naturalezza e il paesaggio. E’ cambiato anche il confronto con le altre cantine. Ormai la competizione è globale e virtuale. Le distanze vengono valutate in ore e non più in km per cui sono avvantaggiate le wine destination che risultano meglio collegate dai voli low cost, dai trasporti a terra e riescono a comunicarlo via internet. La scelta del wine lovers non è più dunque fra due cantine delle Langhe ma fra una cantina della Franciacorta e una della Borgogna perché lui ha digitato le parole “winery with Michelin stars restaurant”.

L’enoturista: non chiede solo vino

Come cambia l’offerta turistica nelle cantine lontane dalle wine destination e come recuperare il “costo turista” – Parte 2

Ceretto-Cubo-sala-degustazione-Bricco-Rocche

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Di Donatella Cinelli Colombini

Nelle zone dove le cantine attrezzate per l’accoglienza sono rare e isolate ma soprattutto manca una denominazione celebre, le cantine hanno cercato di creare un microcosmo dove il visitatore trova quasi tutto: da mangiare, da dormire, da comprare e ovviamente da assaggiare. Una simile strategia è in diretta correlazione al “costo turista” cioè all’investimento necessario per portare il visitatore sul posto, cifra inversamente proporzionale alla capacità attrattiva del territorio come wine destination. Per spiegare questo concetto userò le mie due aziende: il “costo turista del vino” è basso a Montalcino dove il Brunello è una calamita formidabile e ci sono milioni di visitatori, mentre è alto alla Fattoria del Colle nella giovane e poco

Ceretto-sala-da-degustazone

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conosciuta Doc Orcia. Qui c’è bisogno di un ampio numero di servizi e prodotti per attrarre il visitatore ma anche per recuperare l’investimento di comunicazione e marketing necessario a portarcelo.
Il caso più emblematico, è rappresentato dalle Cantine Lungarotti con il Museo del Vino, l’albergo Le tre Vaselle, il wine bar, la vinoterapia … Con un lavoro assiduo durato cinquant’anni, i Lungarotti sono riusciti a dare visibilità al paese di Torgiano e maggiori prospettive commerciali al loro vino sviluppando un’offerta turistica articolata e di altissimo, direi anzi inarrivabile, livello culturale. Ovviamente il buon risultato finale ha richiesto la presenza di vini prestigiosi e di un enorme lavoro di marketing e comunicazione.

Premio Casato Prime Donne 2016 al coraggio e al talento

A Chaimaa Fatihi 23 anni, di fede islamica per il coraggio di scrivere <<terroristi vi odio>>, a Giuseppe Casciaro, Bruno Gambacorta e Filippa Lagerback per aver divulgato il territorio, vanno i Premi Casato Prime Donne 2016 che saranno consegnati il 18 settembre a Montalcino.

Casato Prime Donne - Montalcino

Casato Prime Donne – Montalcino

<<Il 18° Premio Casato Prime Donne manda un messaggio forte sul ruolo femminile nella costruzione del dialogo con il mondo islamico e il rifiuto del terrorismo>> dice Donatella Cinelli Colombini presidente della giuria presentando Chaimaa Fatihi musulmana di 23 anni che ha avuto il coraggio di dichiarare apertamente il proprio odio per chi uccide in nome della sua stessa fede. Chaimaa è una pacifista che porta il velo come segno di devozione nonostante venga spesso attaccata per questa sua scelta.

La cerimonia di premiazione avverrà il 18 settembre a Montalcino nel teatro degli Astrusi appena restaurato dall’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Silvio Franceschelli. La giuria composta da Donatella Cinelli Colombini, Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione, ha ancora una volta scelto chi fa scelte coraggiose e apre alle donne un nuovo ruolo nella società.

Come le vincitrici delle passate edizioni del Premio – Samantha Cristoforetti, Sandra Savaglio, Giusi Nicolini … anche Chaimaa ha scritto una dedica che rimarrà al Casato Prime Donne di Montalcino, la prima cantina con un organico di sole donne. Le frasi, in italiano e inglese, delle vincitrici formano un percorso meditativo naturalistico nella campagna che l’Unesco ha iscritto nel patrimonio dell’umanità.

La dedica di Chaimaa Fathihi, in italiano arabo e inglese, sarà accompagnata da

Chaimaa Fatihi - vincitrice del Premio Casato Prime Donne 2016

Chaimaa Fatihi – vincitrice del Premio Casato Prime Donne 2016

un’istallazione di arte contemporanea creata da Roberto Turchi.

<<A tutte le Donne del mondo, che sanno farsi forza e non mollano mai di fronte alle paure, ai pregiudizi, all’odio e alla violenza. Alle madri, alle figlie, alle sorelle, nonne e zie di ogni nazione, fede e pensiero, che non temono l’incontro, la condivisione e la reciproca solidarietà femminile che le caratterizza. Che le Donne possano essere la scintilla del cambiamento del nostro paese, continente, mondo>>

Gli eventi per turisti in cantina 3° parte

Quanto conta la comunicazione nel caso di eventi per turisti in cantina e quali sono le iniziative a pagamento destinati ai wine lovers 

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino e Trequanda in Toscana

MarteComunicazione Marzia-Morganti ufficio stampa

MarteComunicazione Marzia-Morganti ufficio stampa

L’INIZIATIVA NON COMUNICATA E’ INESISTENTE

Fotografie, video, comunicati stampa azioni di PR, article marketing … l’azione di comunicazione deve essere forte e mirata ma soprattutto deve continuare nel tempo perché non tutte le opportunità di visibilità arrivano immediatamente dopo gli eventi per turisti in cantina. A volte il follow up deve continuare per mesi.
La comunicazione deve usare l’evento come argomento di attualità che riaccende l’interesse ma poi concentrarsi sulla cantina, il produttore, i vini e soprattutto sull’offerta turistica che l’iniziativa mette in evidenza. Non deve raccontare

Alessandro Maurilli uffici stampa

Alessandro Maurilli uffici stampa

solo l’appuntamento, dunque, ma usarlo come riflettore per illuminare quello che ci sta dietro.
In genere la comunicazione più efficace è mista: l’azione dell’ufficio stampa tradizionale con comunicati e inviti spediti ai giornalisti, il recall e l’inoltro di foto, notizie più dettagliate. Accanto l’azione on line che sfrutta i contatti costruiti in precedenza cioè le offerte del sito, il blog con la news letter ad esso collegata e soprattutto i social c on un’azione virale che comprende la scelta di un hashtag a piccoli investimenti che accrescono la visibilità dei post.
Molto spesso il feedback degli eventi dedicati al vino influenza anche l’incoming dei visitatori. Il caso più clamoroso è quello della splendida cantina Antinori nel Chianti

Fiammetta Mussio Pr e ufficio stampa

Fiammetta Mussio Pr e ufficio stampa

Classico in cui i Master of Wine fecero la cena di gala in occasione del loro symposium in Toscana nel 2014. Le foto di questa splendida serata hanno fatto il giro del mondo accrescendo la fama e la forza attrattiva di questa cantina capolavoro.

EVENTI IN CANTINA PER TURISTI IN SENSO STRETTO
Si tratta di piccole iniziative dirette proprio ai turisti del vino: appuntamenti a data fissa oppure creati e lanciati via internet. Si tratta generalmente di iniziative a pagamento che, nella stragrande maggioranza dei casi riguardano degustazioni verticali dei propri vini o assaggi di grandi vini altrui.

Eventi in cantina per i turisti 2° parte

Seconda parte delle “istruzioni pratiche” da usare per organizzare eventi in cantina capaci di qualificare e accrescere i visitatori

Eventi in cantina, Festival Franciacorta

Eventi in cantina, Festival Franciacorta

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello

INSIEME E’ MEGLIO
Quando le risorse sono poche meglio unire le forze come hanno fatto le cantine della Franciacorta sostenendo la passerella dorata sul lago d’Iseo dell’artista visionario Christo. Un successo di pubblico senza precedenti ma anche un business da 3 milioni di Euro al giorno che ha valorizzato in modo enorme la zona e i suoi prodotti con le bollicine di Franciacorta in posizione privilegiata.
Quindi partecipare alle iniziative collettive è sempre positivo, specialmente quando tali eventi hanno un carattere diffuso e si svolgono nelle cantine secondo un programma condiviso come avviene per la giornata “Cantine aperte“. Anche in

Eventi in cantina, Marsala, Cantine aperte

Eventi in cantina, Marsala, Cantine aperte

Franciacorta è successo lo stesso, le grandi aziende hanno organizzato cene con chef stellati, serate con personaggi della cultura e l’inaugurazione della passerella di Christo ha coinciso con il festival della denominazione.
Qualche volta i produttori di vino reagiscono da individualisti cercando di accaparrarsi giornalisti e parlando male dei vicini. Non c’è tattica più sbagliata, è invece la squadra che vince e questo avviene quando tutti esprimono al meglio la loro diversità in un clima di lealtà reciproca.

Gli eventi in cantina per i turisti

Come usare gli eventi per aumentare il numero e la qualità dei visitatori della cantina – Prima parte:  perchè bisogna evitare ciò che è fuori contesto

Eventi in cantina Cantine Florio - ClassVenues

Eventi in cantina Cantine Florio – ClassVenues

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

In Italia siamo in un periodo strapieno di eventi legati al vino, ogni consorzio, comune e grande cantina organizza festival o appuntamenti dove bottiglie d’autore accompagnano musica, letteratura, cinema, cucina, mostre d’arte, convegni … con una corsa al gigantismo e alla presenza di personaggi televisivi che sembra inarrestabile. Una proliferazione così fitta che finisce per avere un effetto cannibale dove ogni iniziativa oscura l’altra ed è sempre più difficile essere percepiti con un profilo definito e soprattutto ottenere un’utilità superiore al costo. Nella sovrabbondanza tanti progetti si ripetono, i personaggi finiscono per essere gli stessi e l’interesse diminuisce.

Eventi in cantina

Eventi in cantina

In questo quadro così competitivo, gli eventi in cantina per i turisti sono da studiare con cura per non risultare inutili. Per le aziende piccole e medio piccole, con budget limitati, diventa importantissimo avere le idee chiare sugli obiettivi da raggiungere e sugli strumenti da usare.
Per questo cercherò di dare delle linee guida, quasi delle regole, nella speranza che siano utili a chi vuol usare un evento per accrescere il numero o innalzare il target dei visitatori nella propria azienda
EVITARE CIO’ CHE E’ FUORI CONTESTO
L’indicazione di evitare ogni iniziativa scollegata al vino o ai valori su cui si appoggia la cantina vale soprattutto per le sponsorizzazioni di iniziative come festival del cinema, premiazioni …. Non credete a chi vi dice che suscitano contatti, in realtà servono solo a ridurre i costi agli organizzatori.

Cosa bevono e cosa mangiano gli italiani all’estero

Dalla ricerca shock della Coldiretti, alle interviste di Dissapore ecco cosa mangiano gli italiani all’estero e soprattutto cosa non mangiano

cosa mangiano gli italiani all'estero Chiken parmigiana

cosa mangiano gli italiani all’estero Chiken parmigiana

Di Donatella Cinelli Colombini

LA CUCINA ITALIANA NEL MONDO

Nel mondo ci sono ristoranti italiani strepitosi, spesso lussuosissimi. Vendendo il mio Brunello ne ho visitati tanti ed ho mangiato una cucina italiana moderna raffinatissima. Nelle note che seguono non mi riferisco certo a quelli. Così come non voglio parlare dei turisti che, dopo due giorni dall’arrivo all’estero cercano gli spaghetti e finiscono in una finta trattoria romana con le tovaglie a quadretti bianchi e rossi. Mangeranno male ma se lo meritano perché viaggiare significa anche entrare nella cultura gastronomica dei luoghi visitati senza portarsi il salame in valigia.

cosa mangiano gli italiani all'estero pizza pepperoni

cosa mangiano gli italiani all’estero pizza pepperoni

Oggi parleremo di cosa mangiano gli italiani all’estero e anche di cosa non mangiano. Ovviamente ci sono reazioni diverse: più insofferenti quelli che a casa di mamma mangiavano da Dio, e sono soprattutto quelli del Sud. Più rassegnati quelli  che vivevano da soli ed erano già abituati a tramezzini e cibi precotti. Emblematico il caso della pizza (la mitica PizzaHut) che appoggia su una pasta dura precotta e ha sopra un formaggio simile all’ Emmental. I napoletani non riescono a mangiarla neanche se hanno fame.

Chaimaa Fatihi Giuseppe Casciaro Bruno Gambacorta e Filippa Lagerback Premio Casato Prime Donne 2016

La giuria del Premio Casato Prime Donne, per la prima volta presieduta da Donatella Cinelli Colombini, sceglie una giovane mussulmana che si oppone all’Isis

Premio-Casato-Prime-Donne-2016-Chaimaa-Fatihi

Premio-Casato-Prime-Donne-2016-Chaimaa-Fatihi

Per la divulgazione del territorio vincono tre big: Giuseppe Casciaro capo redattore dei supplementi di Repubblica, Bruno Gambacorta con il suo Eat Parate e Filippa Lagerback con il turismo in bicicletta.

Chaimaa Fatihi, 23 anni, studentessa di legge a Modena e delegata dei Giovani Musulmani d’Italia al Forum Nazionale Giovani, all’indomani della strage al Bataclan ha dato voce ai fedeli del Corano che hanno orrore della violenza con una lettera aperta ai terroristi ripresa nella prima pagina di “Repubblica” <<Maledetti terroristi>> ha scritto <<La mia fede è l’Islam, una religione che predica la pace …. Da musulmana vi rinnego, vi combatto con la parola, l’informazione, con la voce di chi vive quotidianamente la propria fede, dando esempio dei suoi insegnamenti>>.

Premio-Casato-Prime-Donne-2016-Filippa-Lagerback

Premio-Casato-Prime-Donne-2016-Filippa-Lagerback

In questa giovane donna che ha affrontato gli integralisti con il velo indosso e a mani nude, la Giuria del Premio Casato Prime Donne – composta da Donatella Cinelli Colombini presidente, Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione- ha visto un esempio di coraggio e di una nuova femminilità capace di muovere le coscienze.
I premi della sezione giornalistica, destinati a chi divulga il territorio di Montalcino e il Brunello, sono andati a Giuseppe Casciaro per l’articolo Dall’albergo vicino a Montalcino un panorama suggestivo. Castello di Velona pubblicato ne “La Repubblica” , Bruno Gambacorta per il servizio televisivo intitolato 50 anni della DOC trasmesso in TG2 Eat Parade e Filippa Lagerback per il programma TV In bici con Filippa: Montalcino trasmesso in “Bike Channel”.

Pollan: mangiare insieme come le nonne per salvare il mondo

Michael Pollan filosofo, umorista, narratore e polemista punta il dito sui consumatori complici di un sistema che finirà per farli ammalare

Pollan e Carlo Petrini a Pollenzo

Pollan e Carlo Petrini a Pollenzo

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Negli USA un bambino su tre mangia da McDonald’s. Si sta affermando uno stile di vita che spinge a mangiare da soli, in fretta, per strada, con cibi freddi spesso preparati con i peggiori prodotti industriali.
Il governo statunitense li chiama secondary eating anche se ormai sono il 20% dei pasti totali ed è stato valutato che l’americano medio passa più tempo consumando questi snack ( 78 minuti) piuttosto che seduto a tavola con la famiglia (68 minuti). Per questo, secondo Pollan, noi consumatori siamo complici del sistema aberrante delle multinazionali che producono pesticidi e spingono a mangiare cibi che fanno male.

Michael Pollan Yale

Michael Pollan Yale

A questo genio estroso, trasgressivo e imprevedibile, che trasforma in racconti ironici delle problematiche fondamentali nel pianeta, Michael Pollan, è stata recentemente attribuita la laurea honoris causa all’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo. Il rettore Piercarlo Grimaldi ha detto << non è un semplice titolo accademico, ma significa riconoscere il valore di uno studioso>> studioso ma soprattutto saggista che ha scritto alcuni dei libri più importanti e originali sull’alimentazione: nutrizione e salute ma anche e soprattutto sostenibilità gastronomica perché come dice Carlin Petrini <<la nostra è la prima generazione che spende più per dimagrire che per mangiare>>.

Luigi Socini Guelfi, protagonista del Novecento senese

A 10 anni dalla morte Siena rende omaggio a uno dei suoi figli più capaci, coraggiosi e appassionati: Luigi Socini Guelfi. Un uomo da cui trarre ispirazione 

Luigi Socini Guelfi e la moglie Franca con mio padre Fausto Cinelli come paggetto

Luigi Socini Guelfi e la moglie Franca con mio padre Fausto Cinelli come paggetto

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ morto a 102 anni nella notte fra il 17 e il 18 agosto 2008 chiedendo discrezione e preghiere. La sua Contrada  del Bruco, aveva appena vinto il Palio e lui, che era stato capitano vittorioso, aveva esposto fuori di casa la bandiera di cui era tanto orgoglioso. Ora, a distanza di 10 anni è giusto valorizzare la grandezza di un uomo straordinario per trarre coraggio dal suo esempio in un’epoca come quella attuale, in cui troppo spesso viene seguita la convenienza invece del dovere e la politica è diventata un mercato di interessi personali anziché la costruzione del bene comune.

Luigi Socini Guelfi Contrada del Bruco

Luigi Socini Guelfi commemorazione Contrada del Bruco

Luigi Socini Guelfi, per me zio Gigi, discendeva da una famiglia senese antica e importante, quella di Lelio e Fausto Socino che, nel Cinquecento furono fra i maggior sostenitori della riforma protestante in Italia. Il Padre di Luigi, il mio bisnonno Livio, era un industriale nel settore della distillazione ed era stato sindaco di Siena dal 1916 al 18 portando in città il tranvai e la luce elettrica. Poco più tardi Livio acquistò la Fattoria del Colle a Trequanda che oggi io amministro.

I segreti del bon ton: brindisi, dress code, inviti agli ex

Prisca Mencacci, esperta in cerimoniale della Provincia di Arezzo ci insegna come evitare le brutte figure con tanti piccoli e utili suggerimenti per chi invita

segreti-del-bon-ton-dosccorso-dopo-il-pranzo

segreti del bon ton discorso dopo il pranzo

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Pochi consigli tratti dal libro Tutti i gusti del ….Presidente ( Trenta editore, pp. 136 € 12) che sarà utilissimo a chi si appresta a organizzare un evento importante e si chiede <<ma come si danno i posti a tavola?>> . Ecco qualche perla da questo delizioso libretto sul bon ton.

segreti-del-bon-ton-brindisi

segreti del bon ton brindisi

BRINDISI Alla fine del pasto è compito del padrone di casa alzarsi e sollevare il bicchiere con un breve discorso rivolto agli ospiti e specialmente al principale di loro. Inizia con un ringraziamento e termina con un augurio. Solo dopo il padrone di casa uno degli invitati potrà replicare con il proprio brindisi, ma esclusivamente uno non tutti! I calici non si battono ma si alzano. Meglio evitare la frase << cin cin>> e preferire <<alla salute>>.
DURATA DEI PASTI Più sono importanti gli ospiti meno dura il convivio.

                                                                       
Cinelli Colombini
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