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Cambiamento del clima e zonazione dei vigneti 

Temperature più alte e piogge scarse cambiano il potenziale qualitativo dei vigneti mettendo in dubbio la zonazione passata e recente

Montalcino-opportunità-e-problematiche-della-zonazione

Montalcino-opportunità-e-problematiche-della-zonazione

di Donatella Cinelli Colombini

Un tempo il terroir era una divinità intoccabile e soprattutto immutabile. Era alla radice del valore di certi vini e di certi chateau.
Poi il global warming ha cambiato le cose.

ZONAZIONE DEI VIGNETI IN UN’EPOCA DI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Partendo da casa nostra, dal territorio del Brunello. Un tempo si riteneva che oltre i 600 metri sul mare fosse impossibile produrre uva di Sangiovese adatta per il Brunello ora molti produttori guardano alle “terre alte” con occhi innamorati e tutte le zone fresche hanno acquistato valore.
Una situazione generalizzata che riguarda i principali territori del vino di tutto il mondo e mette in discussione regole che sembravano scritte per l’eternità.

Per questo viene da chiedersi se la zonazione, chiesta con forza da una parte della stampa, sia possibile in un’epoca in cui il clima innesca un rapido sconvolgimento nel potenziale qualitativo dei vigneti.

Bordeaux vigneto marzo 2018

Bordeaux vigneto marzo 2018

DOPO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO LE VECCHIE CLASSIFICHE SONO ANCORA VALIDE ?

Bordeaux ha cambiato il suo disciplinare nel 2019, per autorizzare varietà come il Marselan e il Touriga Nacional finora vietate nell’uvaggio di Bordeaux e Bordeaux Supérieur.
Come giustamente fa notare James Lawrence in un articolo di Wine Searcher che vi invito a leggere, il problema maggiore riguarda la gerarchia dei migliori vigneti francesi consacrata da quasi due secoli. Ma proprio mentre tutti si chiedono se le classifiche stilate dal 1855 in poi per i vigneti bordolesi sono da rivedere … nel 2008 il Barolo vengono istituite le le sotto zone e i cru. Va detto che esse non costituiscono una classifica di valore ma la battaglia legale avvenuta intorno all’uso del nome Cannubi fa pensare che l’attribuzione di un valore decrescente, anche se non ufficializzata, comunque ci sia. E questo avviene mentre terreni storicamente destinati alla produzione di Dolcetto perché più alti e più freddi, cominciano ora a rivelarsi molto performanti.

Romanelli e la sua masterclass sul vino in Toscana

Prima delle 3 masterclass della Vendemmia Experience proposte da Donatella Cinelli Colombini ai wine lovers desiderosi di veder nascere i grandi vini toscani

 

Leonardo-Romanelli-asterclass-su-Sangiovese-in-occasione-della-Vendemmia-experience-2020

Leonardo-Romanelli-masterclass-su-Sangiovese-in-occasione-della-Vendemmia-experience-2020

Sono iniziate con Leonardo Romanelli e una super super super lezione. Il progetto continuerà alla Fattoria del Colle nei week end 25-27 settembre con Franco Pallini e in quello 9-11 ottobre con Leonardo Taddei.
Unire esperienze pratiche della vendemmia, visite in vigna ed in cantina a degustazioni guidate con una straordinaria lezione tenuta da un grandissimo esperto, si sta rivelando una formula vincente e capace di appassionare e arricchire di conoscenze i turisti appassionati e persino i membri dello staff di Donatella Cinelli Colombini che si sono aggiunti agli ascoltatori.
Qualche chicca dalla lezione di Leonardo Romanelli durata quasi due ore davanti ad un pubblico letteralmente ipnotizzato ed entusiasta. Riporto le opinioni e quello che suscita la riflessione omettendo la didattica pura che, i più volenterosi, possono trovare nei siti internet.

 

ROMANELLI E IL RUOLO DEL CRITICO ENOLOGICO

Leonardo-Romanelli-asterclass-su-Sangiovese-in-occasione-della-Vendemmia-experience-2020

Leonardo-Romanelli-masterclass-su-Sangiovese-in-occasione-della-Vendemmia-experience-2020

Leonardo Romanelli comincia parlando del suo lavoro <<già la parola critico è brutta, fa pensare ad un giudice, a uno che punisce>>. Meglio ispirarsi al modello dei critici d’arte come Achille Bonito Oliva con la transavanguardia e l’anticipazione delle nuove tendenze.
L’importanza dell’emozione nell’assaggio è sottostimata e questo è un male. Gli assaggiatori stanno interpretando il loro lavoro in un senso quasi maniacale che li allontana dalla gente. Caricano dettagli tecnici, sensazioni organolettiche sempre più sofisticate che il pubblico, spesso, neanche capisce. <<Ieri durante la degustazione di un vino del 1930 c’era chi si concentrava sull’analisi sensoriale, al palato, parlando di sensazioni acide …. Invece la cosa importante era vivere e trasmettere l’emozione di bere il frutto di una vendemmia avvenuta quasi un secolo fa. Senza dare valore all’emozione di questa esperienza, la gente a cui la raccontiamo, non capisce il suo vero significato>>.

 

I sapori tradizionali e il turismo

Come e perché la cucina tradizionale può salvaguardare l’economia, l’identità e le prospettive turistiche delle destinazioni: Siena e la terra di Siena

 

Ricette-di-Siena-crostini-neri-Fattoria-del-Colle-agriturismo

Ricette-di-Siena-crostini-neri-Fattoria-del-Colle-agriturismo

Di Donatella Cinelli Colombini

Mentre ero Assessore al Turismo del Comune di Siena, ruolo che ho ricoperti per 10 anni (2001-11), ho dedicato molta attenzione alle tradizioni gastronomiche nella convinzione che fosse necessario preservarle dal degrado turistico. Il cosiddetto inquinamento turistico accompagna i flussi dei visitatori e purtroppo erode l’identità locale in modo irreversibile. Un rischio che persino Siena, apparentemente impermeabile ad ogni contaminazione esterna, corre, al pari di ogni destinazione di grande successo.

 

RICETTARIO SENESE

Con uno staff di bravissime collaboratrici e l’aiuto esterno di Marzia Morganti Tempestini furono raccolte le ricette di tradizione orale.

Cavolo-con-le-fette-ricette-senesi-Fattoria-del Colle-Agriturismo

Cavolo-con-le-fette-ricette-senesi-Fattoria-del Colle-Agriturismo

Un lavoro certosino fatto di interviste nelle case di riposo e nelle Contrade. Gli artigiani del gusto ebbero un risalto particolare in un volume fotografico che, grazie alle immagini di Bruno Bruchi, dette una dignità e una nuova consapevolezza a pasticceri, fornai, frittellai, macellai, salumieri, affinatori di formaggio …. che recuperarono il ruolo di custodi di una tradizione antica ma importante.
Dolci come il panpepato o il pan cò santi raccontano, infatti, il passato di Siena meglio di un libro di storia; dove potevano cospargere i dolci di pepe nero, che nel medioevo era costoso e usato al posto del denaro, se non in un ricca città di banchieri?

 

CRONACA 2020 NELLE VIGNE E NELLE CANTINE DI BRUNELLO

Nell’anno covid le vigne sono le uniche ad aver avuto la vita facile: accudite nonostante il lockdown, mai come quest’anno l’obiettivo era la bassa produzione

 

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Invaiatura Sangiovese 2020 – Violante – Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Nel trambusto dei primi giorni del lockdown, mentre tutti gli italiani si chiudono in casa, i miei vignaioli continuano ad andare nelle vigne con le autodichiarazioni in macchina e le prime mascherine sul volto. Per complicare le cose, intorno al 20 marzo, mentre i germogli delle viti sono appena spuntati, arriva un’ondata di freddo che arrostisce le giovani foglioline. Poco male, tutti sappiamo che bisogna sperare in un’annata scarsa perché il covid devasterà i mercati. Devastazione che è poi avvenuta anche più del previsto. Per questo decido di abbandonare 4 vigneti per un totale di 8 ettari. Su queste superfici, che ovviamente ritengo le meno qualitative, facciamo solo lo stretto indispensabile.

 

GELATA PRIMAVERILE E RIDUZIONE SPONTANEA DELLA PRODUZIONE D’UVA

Insomma prendo in anticipo le decisioni del Ministro Bellanova sulla vendemmia verde.
L’inverno 2019-2020 è stato mite e asciutto. Durante il lookdown, alla Fattoria del Colle deserta io e mio marito Carlo ci consoliamo prendendo il sole all’ora di pranzo. La fioritura avviene fra la fine di maggio (a Montalcino) e l’inizio di giugno (alla Fattoria del Colle).

 

INVERNO ASCIUTTO E MITE, GIUGNO PIOVOSO, LUGLIO TORRIDO

Germoglio-20 marzo-2020-Fattoria-del-Colle

Prima del germoglio – 15 marzo 2020 – Fattoria del Colle

A giugno, dopo mesi di “asciuttore” arriva finalmente la pioggia facendoci tirare un sospiro di sollievo perché nonostante il covid eravamo riusciti a piantare una nuova vigna al Casato Prime Donne. Se non fosse piovuto avremmo dovuto innaffiarla.
Ma la pioggia ha anche risvolti negativi: ci sono grandi attacchi di oidio e i vignaioli ingaggiano un’autentica battaglia per difendere i vigneti. Per fermare la muffa bianca, in un’azienda biologica come la nostra, bisogna lavorare di notte e interrompere i trattamenti di zolfo ai primi raggi del sole. Uno sforzo notevole per i trattoristi e un grosso fastidio per i primi turisti arrivati alla Fattoria del Colle per rigenerarsi dopo i mesi di quarantena in casa. Pazienza, le viti passano avanti a tutto.
Decisamente il 2020 è un anno complicato per tanti motivi.

 

Experience Vendemmia in Toscana con super esperti

Ultimi due weekend di settembre e  primi due di ottobre alla Fattoria del Colle una vendemmia experience di Brunello, Chianti e Orcia

 

vendemmia-experience-Fattoria-del-Colle-Toscana

vendemmia experience – Fattoria del Colle – Toscana

Dal venerdì sera alla domenica per vedere nascere i grandi vini rossi toscani toccando con mano le viti, i grappoli e le fasi della vinificazione ma soprattutto assaggiando mosti, vini, riserve … fino a capire l’evoluzione del nettare di Bacco con l’aiuto di grandissimi esperti, molto noti e  di assoluta competenza  che racconteranno la storia del vino toscano e le specificità produttive del Sangiovese.  Sono Leonardo Romanelli Leonardo Taddei  e  Franco Pallini.
Una esperienza imperdibile per i wine lover, da vivere serenamente nei grandi spazi della campagna e nell’ambiente salubre di vigneti BIO.

 

VENDEMMIA FULL EXPERIENCE CON BRUNELLO CHIANTI E ORCIA

18-20, 25-27 settembre, 2-4, 9-11 ottobre con un programma che comprende visite, degustazioni,  esperienze dirette e una lezione frontale con un super esperto.

Il contenitore di questi weekend pieni di esperienze ed emozioni è la Fattoria del Colle a 2 ore e mezzo da Roma e Bologna, un’ora da Firenze e Perugia.

vendemmia-experience-Fattoria-del-Colle-Toscana

vendemmia experience – Fattoria del Colle – Toscana

18 km dall’uscita A1 Valdichiana-Bettolle.
La Fattoria del Colle è un piccolo borgo rurale della fine del Cinquecento. Ci sono la villa, la cappella e le case dei contadini che sono ora alloggi per turisti arredati con mobili di piccolo antiquariato e comfort moderno.

 

PROGRAMMA DELLA VENDEMMIA EXPERIENCE

Il programma dei weekend vendemmia full experience 2020 comprende la partecipazione alle fasi della raccolta dell’uva e della vinificazione con assaggio del mosto. La visita guidata alle vigne con assaggio dell’uva. La visita della cantina di Montalcino (Casato Prime Donne) e del Chianti-Doc Orcia con degustazione verticale di Brunello e di Orcia, un seminario sul Sangiovese e il vino in Toscana tenuto da un prestigioso wine critic e infine l’esperienza “enologo per un giorno” in cui produrre il proprio Supertuscan.

Per informazioni e prenotazioni cliccare nel sito cinellicolombini.it oppure telefonare al numero 0577 662108.

 

GIUDIZIO SUI VINI: ECCO QUELLI CINESI

Il giudizio sui vini si evolve con lo stile di vita e la cultura gastronomica dei mercati principali, è successo con gli USA e ora accade con la Cina

 

Giudizi cinesi sui vini - Cwe - nuovo rating in 10 punti

Cwe – sistema di giudizio cinese sui vini sulla base del gusto e il cibo cinese

di Donatella Cinelli Colombini

In ogni aspetto della civiltà umana esistono valutazioni che rimangono stabili e altre che variano. Pensate alla pittura, nessuno ha mani messo in discussione Raffaello, ma Caravaggio è rimasto un illustre ignoto fino alla metà del Novecento, per non parlare di Giotto e degli artisti medioevali che cent’anni fa venivano disprezzati come “primitivi”.

 

I GIUDIZI SUI VINI VARIANO A SECONDA DEI MERCATI PIU’ IMPORTANTI

Succede lo stesso nel vino: nessuno mette in discussione la classifica del 1855 con i 5 Bordeaux First Growth Lafite, Margaux, Haut Brion, Latour e Mouton ma ora il panorama dei vini super star è più ampio e mi riferisco a etichette come Sassicaia, Grange per non parlare del successo internazionale di denominazioni come il Brunello o di zone come la Nuova Zelanda.

I-cinesi-abituati-al-te-e-a-cibi-non-grassi-hanno-un-metro-di-giudizio-diverso-sul-vino

I cinesi abituati al te e a cibi non grassi hanno un metro di giudizio diverso sul vino

Il giudizio sul vino ha avuto un’evoluzione progressivamente più rapida collegandosi al cambiamento dello stile di vita e al gusto dei mercati più importanti. Ecco che quando il centro del business enoico è passato dall’Europa agli Stati Uniti, i giudizi sui vini sono radicalmente cambiati per la forte influenza di consumatori che amavano vini più opulenti e adatti a pasti più destrutturati e con cibi meno salati.
Come la crescita dei consumi USA ha portato con se l’influenza dei critici statunitensi – Robert Parker/WineAdvocate, Wine Spectator, Wine Enthusiast, Vinous, James Suckling … – con i loro giudizi in centesimi, la crescita di importanza del mercato cinese, che nel 2021 dovrebbe diventare il secondo del mondo,  porta con sè un prevedibile e anzi previsto sistema di valutazione cinese. Il nuovo rating si chiama Cwe – Chinese Wine Evaluator e si basa su un’approfondita analisi dei <<consumatori cinesi di vino, sulla loro cultura del cibo e le loro abitudini alimentari>>, come si legge sul sito della China Alcoholic Drinks Association.
L’obiettivo dei rating Cwe è quello di <<stabilire un sistema di punteggio che si adatti al consumatore cinese>> per rendere più facili le sue scelte e consentirgli <<di gratificare meglio le sue preferenze>>.

 

I GIUDIZI CINESI SUI VINI SONO IN DIECI PUNTI E SI CHIAMANO CWE

Quando dico che il sistema di valutazione cinese era previsto mi riferisco ai rumors in questo senso e al riferimento presente nella guida all’abbinamento fra i piatti cinesi e i vini italiani proposto due anni fa come parte del programma “Chinese Cuisines meet Italian Wines” sostenuto da Ice Pechino.

Brindisi con vista nell’Orcia vino più bello del mondo

10 cantine della Doc Orcia offrono assaggi e paesaggi, esperienze uniche, rigeneranti, di vini che diventano cartoline liquide del proprio territorio

Orcia-Doc- Brindisi-con-vista-Rocca d'Orcia vigne

Orcia-Doc- Brindisi-con-vista-Rocca d’Orcia vigne

Nell’anno in cui l’enoturismo riscopre le esperienze all’aria aperta, come il trekking e le visite guidate nei vigneti, i panorami assumono una nuova importanza. L’Orcia, che vanta il paesaggio agricolo più celebre e celebrato, un autentico miracolo di armonia e bellezza, lo propone come scenario dei propri assaggi.

BRINDISI CON VISTA NEL VINO PIU’ BELLO DEL MONDO

Nei mesi di agosto e settembre 10 cantine della Doc Orcia offriranno un brindisi con panorama a tutti coloro che

Orcia-Doc- Brindisi-con-vista-vigna-Pienza

Orcia-Doc- Brindisi-con-vista-vigna-Pienza

prenoteranno (la prenotazione è obbligatoria) una visita con degustazione. <<E’ il nostro modo per offrire benessere dopo il lockdown>> ha spiegato la Presidente del Consorzio del Vino Orcia, Donatella Cinelli Colombini, facendo diretto riferimento alla “terapia del paesaggio”. Bellezza dei panorami come tocca sana della mente insieme allo stimolo positivo che viene dalla scoperta di una giovane denominazione come l’Orcia nata nel 2000 nel Sud della Toscana, fra i territori del Brunello e del Vino Nobile, che si sta facendo notare come una delle Doc emergenti in Italia

Cenerentola nascita di un vino destinato a diventare un mito

A volte le imprese impossibili si realizzano. Cenerentola diventa un vino da fiaba e scala le classifiche mondiali conquistando i cuori prima delle menti

Cenerentola Orcia Doc con-le-pietre-del-fiume-Orcia

Cenerentola Orcia Doc con-le-pietre-del-fiume-Orcia

di Donatella Cinelli Colombini

Cenerentola la storia impossibile della ragazza perseguitata dalla sorte e dalla cattiveria degli uomini che ha il coraggio di sfidare il suo destino e riscattarsi grazie alle sue buone qualità. Nella fiaba lei fa innamorare il principe che poi la sposa, nella realtà tutte le donne sognano la grande occasione che in poco tempo le porta in alto.
Ma poi non tutte le donne hanno il coraggio di provarci come Cenerentola.
Io invece adoro le sfide. Più sono difficili e più mi attraggono. E quella della Doc Orcia, denominazione nata il 14 febbraio del 2000 sulle alte colline fra i territori del Brunello e del Vino Nobile, sembrava proprio una sfida impossibile.

FOGLIA TONDA VITIGNO AUTOCTONO  SENESE  ABBANDONATO DA UN

Cenerentola-Doc-Orcia-con-la-corona-in-etichetta- e la-lampada-celebrativa

Cenerentola-Doc-Orcia-con-la-corona-in-etichetta- e la-lampada-celebrativa

SECOLO FRA OPPORTUNITA’ DI SCOPERTE E RICERCHE MANCATE

Capii subito che la competizione con le due sorelle più grandi e famose, doveva essere fatta con un uvaggio diverso dal loro. Usare il Sangiovese in purezza significava trasformare l’Orcia in un Brunello di serie C.

Questo perché Montalcino ha una vocazione straordinaria per il Sangiovese che arriva a livelli straordinari.
Ma anche nell’ipotesi di trovare terroir ancora migliori nell’Orcia non avevano un brand forte come il Brunello. Purtroppo il concetto “vince il più bravo” è vero nello sport ma non nel vino dove i valori simbolici – posizionamento, prezzo, fama ….. – hanno la prevalenza sulla qualità intrinseca delle bottiglie.
Serviva un vitigno indigeno complementare al Sangiovese. Già vent’anni fa i supertuscan erano in fase calante e quindi un blend con Merlot, Cabernet o Syrah era da escludere. Quindi mi misi a cercare un vitigno autoctono promettente. Lo trovai per caso a una degustazione organizzata dalla Regione Toscana all’Enoteca Italiana di Siena. Il vitigno foglia tonda abbandonato da oltre un secolo ma chiaramente descritto dai libri di ampelografia toscana. Era presente nei vigneti del Barone di Ferro a Brolio e persino nei vigneti urbani dentro le mura di Siena.

A cena alla Fattoria del Colle

Vini superpremiati, cibi antichi e verdure dell’orto, panorami belli come cartoline, personale ospitale. Ecco perché la Fattoria del Colle è speciale

 

Peposo cotto nel Chianti - Fattoria del Colle ristorante

Peposo cotto nel Chianti – Fattoria del Colle ristorante

La semplicità della campagna e la raffinatezza di una villa nobile per cene a lume di candela o pranzi davanti a uno scenario di vigneti, boschi e borghi antichi che sembra uscito da un dipinto medioevale. Piatti con lo stemma della proprietaria Donatella Cinelli Colombini e calici da degustazione per godersi la buona tavola con un mix di eleganza e semplicità.

 

UN MENU’ DI PIATTI TRADIZIONALI CON QUALCHE ECCEZIONE

Nel 2020 l’unico vero cambiamento, rispetto al passato, è la necessità di prenotar in anticipo e di igienizzarsi all’arrivo. Poi gli ospiti trovano la stessa accoglienza calorosa di sempre con il vantaggio di spazi più ampi per godersi la conversazione e i piaceri del palato in tranquillità.

Fattoria del Colle - ristorante agrituristico - sala banchetti nel fienile

Fattoria del Colle – ristorante agrituristico – sala banchetti nel fienile

Nel menù piatti classici come i pinci fatti a mano e conditi con i pomodori freschi e l’aglione dell’orto della fattoria e la tagliata di bue chianino, insieme a piatti leggermente aggiornati come i maltagliati con ragù di cinghiale e scaglie di panforte oppure il peposo cotto nel Chianti e servito con la sua gelatina. Anche nei dolci tanta cura e tanta tradizione per riscoprire il panforte fatto in casa oppure la mantovana moderna e antica.

 

CAFFE’ IN FORCHETTA DI MONTALCINO

Delizioso dessert nato nel primo Novecento a Montalcino. Si chiama caffè in forchetta ma in realtà viene mangiato con il cucchiaio

 

di Donatella Cinelli Colombini

E’ un dolce liberty, un’epoca in cui i caffè divennero luoghi importanti nella vita sociale. A Montalcino, come a Venezia o a Torino, i locali del centro, furono riqualificati e arricchiti di velluti e specchi per ospitare una clientela borghese che, nella città del Brunello, comprendeva nobili, studiosi, imprenditori, proprietari terrieri e persino qualche artista.

 

CAFFE’ IN FORCHETTA NELLA MONTALCINO DEL PRIMO NOVECENTO

Caffè in forchetta di Montalcino Toscana Fattoria del Colle

Caffè in forchetta di Montalcino Toscana Fattoria del Colle

Montalcino ha infatti sempre avuto un tessuto sociale diversificato, colto e molto aperto all’esterno. Nonostante questa vivacità, lo stile di vita delle donne era controllato e non certo disinvolto come a Parigi. In particolare le donne venivano criticate quando consumavano il caffè, considerata una bevanda troppo audace. Per questo venne inventato un cream caramel dove al latte veniva aggiunto il caffè per cui diventava possibile servire il caffè alle signore senza che sembrasse tale. Il dolce ebbe un notevole successo e veniva consumato in tutte le case finché, come tutte le cose, passò di moda. Lo pubblicai in un opuscolo intitolato “66 ricette di cucina montalcinese” che trascriveva la tradizione gastronomica orale del territorio montalcinese. Questo ridette fama al caffè in forchetta che ora è molto presente nei menù dei ristoranti del territorio del Brunello.
Ve lo ripropongo. E’ un dolce semplice e adattissimo a concludere dolcemente il pasto.

 

Brunello 2014 la rivincita su Decanter

Considerata un’annata minore, la vendemmia 2014 del Brunello, offre piacere a chi la beve. Una dote importante che Andrew Jefford spiega su Decanter

Andrew-Jefford-Decanter-sul-Brunello-2014

Andrew-Jefford-Decanter-sul-Brunello-2014

Di Donatella Cinelli Colombini

La vita di un produttore di vino è piena di sorprese: articolo di Decanter dedicato al piacere edonistico di bere vino, premia il Brunello 2014 e ci riempie di gioia.

I vini nati in vendemmia deboli sono come “Figli di un Dio minore” per scoprirne la bellezza bisogna superare i luoghi comuni. Questo è successo con il Brunello 2014 prodotto in un’annata piovosa e fredda che ci ha costretto a selezionare i grappoli fino a produrre un terzo del normale, usando per il Brunello l’uva che normalmente viene destinata alla selezione e alla riserva, quella dei vigneti TOP che non falliscono mai qualunque sia il clima.

BRUNELLO DI MONTALCINO 2014  BUONI GIUDIZI DELLA

Brunello 2014-Donatella-Cinelli-Colombini-Casato-Prime-Donne-Montalcino

Brunello 2014-Donatella-Cinelli-Colombini-Casato-Prime-Donne-Montalcino

CRITICA INTERNAZIONALE

I giudizi della stampa specializzata internazionale erano stati favorevoli: 91/100 da Robert Parker -Wine Advocate e Wine Enthusiast 90/100 da Wine Spectator. Il mercato aveva apprezzato questo Brunello piacevole da bere e “spensierato” come lo definiva Monica Larner.
Tuttavia nessuno si era lanciato in veri “gridi di gioia” prima dell’articolo di Andrew Jefford Decanter contributing editor and multiple award-winnig author pubblicato sulla rivista enologica più importante del Regno Unito e fra le più autorevoli e influenti del mondo.

Siamo aperti vieni a cena alla Fattoria del Colle

Mangiare è un’esperienza culturale oltre che un grande piacere. Alla Fattoria del Colle diventa un’armonia di sapori, immagini e grandi vini

 

Pere cotte nel vino Fattoria del Colle Ristorante

Pere cotte nel vino Fattoria del Colle Ristorante

Donatella Cinelli Colombini ha raccolto le ricette delle massaie di Trequanda e dintorni prima ancora di aprire il ristorante della Fattoria del Colle. Per lo stesso motivo ha un orto con insalate, zucchine, pomodori, aglione … oltre al dragoncello, una varietà sconfinata di menta, salvia, rosmarino…

 

GRANDI VINI DEL CASATO PRIME DONNE E DELLA FATTORIA DEL COLLE

Ovviamente il vero punto di forza del ristorante della Fattoria del Colle è il vino che proviene dalle due cantine: il Casato Prime Donne a Montalcino e la stessa fattoria dove nascono Chianti Superiore, Supertuscan e Doc Orcia con Cenerentola che sta diventando una vera star dell’enologia. La carta dei vini è circoscritta ad una quindicina di referenze compreso uno spumante, un bianco e un rosato. Chi pensa che sia poco per trasformare il vino nel punto di forza del ristorante, non considera che il menù è costruito per esaltare i sapori nei bicchieri ed è possibile cambiare abbinamento a ogni piatto oppure, cosa davvero straordinaria, concedersi una verticale di Brunello scegliendo fra 23 annate e oltre 50 etichette fra riserve, selezione Prime Donne e semplice Brunello.

agriturismo-in-Toscana-ristorante-Fattoria-del-Colle

Agriturismo-in-Toscana-ristorante-Fattoria-del-Colle

Se non bastassero le suggestioni nel bicchiere ci sono poi le spiegazioni del personale di sala o dello chef Alessandro Sironi che è un sommelier.

 

MENU’ PIENI DI STORIA, TRADIZIONE E SAPORE

Il menù si concentra su proposte giornaliere capaci di offrire esperienze autentiche della campagna senese: 6 piccole pietanze che alternano zuppe di pane con pinci, carni nobili come quelle di bue chianino o maiale cinta senese con verdure provenienti dall’orto, dolci tradizionali quali la mantovana, il panforte e le pere cotte nel vino insieme a suggestioni più moderne come il semifreddo di mantovana. Ricette ed ingredienti toscani e spesso a km 0. La lista delle pietanze è più austera rispetto al passato, ma la capacità di dare emozione e cultura del territorio è forse più forte di prima.

Weekend d’estate tra i vigneti toscani

Due notti e due cene alla Fattoria del Colle nella Toscana più autentica dove gli spazi sono grandi e ogni dettaglio è curato per dare sicurezza ed emozione

 

Fattoria-del-Colle-soggiorni-brevi-in-agriturismo

Fattoria-del-Colle-soggiorni-brevi-in-agriturismo

Nella campagna più bella per trascorrere un weekend in una vera fattoria con quattrocento anni di storia tra vigneti, oliveti e panorami mozzafiato. La Fattoria del Colle propone soggiorni in camere con bagno e appartamenti o con spazi esterni riservati e attrezzati per pranzare. Un’accurata sanificazione interna ed esterna garantirà la sicurezza dei visitatori. Tuttavia, per evitare possibili contaminazioni, ancora non vengono effettuate le pulizie giornaliere ma solo la consegna della biancheria di ricambio.

 

RIGENERARSI ALL’APERTO, VISITE CON ASSAGGIO E CENE A TEMA

3 parchi attrezzati in cui godere il sole, il panorama e la quiete della campagna, una piscina, 3 percorsi di trekking segnalati da cartelli dedicati alla scoperta della natura, un percorso di trekking incentrato sulla vite.

 

DOC ORCIA BIO LEONE ROSSO 2018

Primo vino DOC Orcia BIO di Donatella Cinelli Colombini è il Leone Rosso 2018, quasi un Super Tuscan a base di  Sangiovese e Merlot

 

Orcia DOC 2018 Leone Rosso Fattoria del Colle Donatella Cinelli Colombini

Orcia DOC 2018 Leone Rosso Fattoria del Colle Donatella Cinelli Colombini

IL LEONE RAMPANTE E GLI ANTENATI DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI

Il nome del vino ed il leone rampante nella sua etichetta si riferiscono allo stemma degli antenati di Donatella Cinelli Colombini, che nel 1592 costruirono la Fattoria del Colle dove nasce questo vino. Si tratta di un’antica e ricca famiglia toscana di giuristi e filosofi, i Socini o Sozzini. I nomi di Lelio (1525-1562) e Fausto (1539-1604) Socini sono scritti nei libri di filosofia fra i liberi pensatori per la loro opposizione alla Chiesa e i loro scritti sul dogma della Trinità. Purtroppo queste loro convinzioni, li resero famosi, ma li ridussero in povertà perchè furono scomunicati e i loro beni furono confiscati. La Fattoria del Colle tornò di proprietà della famiglia solo nel 1919 quando fu acquistata dal nonno di Donatella, l’Ingegner Livio Socini.
Ancora oggi lo stemma della famiglia, con il leone rampante, è visibile negli ingressi e nei soffitti della villa del Colle.

 

Che cos’è la consistenza di un vino

Il corpo, la pienezza, in altre parole la consistenza di un vino è spesso usata fra i descrittori di grandi bottiglie. Vicki Denig ci aiuta a capire come nasce

 

Consistenza dei vini Venica e Venica con AGIVI

Consistenza dei vini Venica e Venica con AGIVI

di Donatella Cinelli Colombini

La usano enologi, sommelier, critici per vini di ogni parte del mondo ma spesso i wine lovers hanno difficoltà a capire il significato della parola consistenzatexture riferita a un vino anche perché è un liquido, mentre normalmente la consistenza viene usata per i solidi.

 

I VINI CON MAGGIORE CONSISTENZA HANNO PIU’ STRUTTURA

In effetti la consistenza di un vino dipende dalle sostanze che lo compongono e non sono acqua. Come si sa, il vino contiene il 75-85% di acqua, una componente di alcol che generalmente va dall’11 al 15%, i polialcoli (come la glicerina con il suo effetto di morbidezza) e un gruppo di sostanze diverse come acidi, tannini e polifenoli.
I vini con maggiore consistenza hanno un movimento più lento nel calice, tendono a fermarsi subito dopo che la mano ha smesso di imprimere un movimento rotatorio e lasciano archetti ben visibili. Tutti indici di alta densità e quindi di struttura potente del vino.

Consistenza dei vini Gravner

Consistenza dei vini Gravner

Elementi che, da soli, non garantiscono la qualità, se non associati a finezza e eleganza, ma possono essere un buon punto di partenza per un wine maker capace.

 

LA CONSISTENZA DEL VINO NASCE NELLA VIGNA MA ANCHE IN CANTINA

Ovviamente gran parte della consistenza arriva dal terroir e dal vitigno così come dal livello di maturazione dell’uva nel momento della vendemmia. Ma anche l’enologia può fare la sua parte ed è proprio qui che si appunta l’attenzione di Vicki Denig, in un delizioso articolo di Wine Searcher, che vi invito a leggere.

 

                                                                       
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