Auguri e ricetta del dolce di Pasqua di Montalcino
Buona Pasqua, auguro a tutti di riempirsi d’amore con lo spirito della Pasqua, quello della Resurrezione. Ecco il dolce di Pasqua di Montalcino...
Buona Pasqua, auguro a tutti di riempirsi d’amore con lo spirito della Pasqua, quello della Resurrezione. Ecco il dolce di Pasqua di Montalcino...
Vinitaly è la faccia sorridente del vino che vince e convince: Donne del Vino e CinelliColombini –cantina di donne- con un piccolo e sovraffollatissimo stand

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello
Vinitaly 2017: così tanti operatori che moltissime cantine chiederanno di aumentare lo spazio e dovranno portare più personale per non dover rinunciare a troppi contatti. Un numero di buyer così enorme nessuno l’ha mai visto e nessuno se lo aspettava, anche se le avvisaglie c’erano: prima della fiera il Direttore Mantovani aveva annunciato 6.000 operatori più dello scorso anno e tutte le cantine si erano sentite dire “quest’anno non vado a Prowein vengo a Verona“. Nonostante questo, l’afflusso dei compratori ha lasciato tutti spiazzati. Un successone per Vinitaly e per il vino italiano.
Ce lo ricorderemo per questo, ma anche per la crescita enorme del fuori salone, con

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feste private sempre più enormi e con chef stellati, quella più divertente da AGIVI- i giovani del vino che si sono scatenati nei balli e nelle foto, quella più affollata delle Donne del Vino con 25 persone in soprannumero e troppe rimaste escluse. Ci ricorderemo Verona e Bardolino in festa con Vinitaly and the city pienissima di wine lovers. Ma ci ricorderemo anche il terrorismo che ha fatto saltare la diretta di Linea Verde con le Donne del Vino che delusione!
Per il resto un grande Vinitaly. Anche con qualche spunto divertente con le foto sbagliate della Puglia, che hanno mandato su tutte le furie il bravissimo assessore Leo di Gioia, preoccupato dalle critiche dei suoi produttori che invece lo stimano (Vittoria Cisonno in testa) ma vogliono che faccia causa all’agenzia di PR che ha usato il Cile invece del Salento.
Queste le 5 parole più associate al vino italiano in USA. Colpisce la forza della Toscana e del Chianti

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Di Donatella Cinelli Colombini, agriturismo, Fattoria del Colle
Le notizie arrivano dall’indagine “Wine Opinions Vinitaly Survey” e sono state ottimamente commentate da Wine Meridian. In ordine decrescente c’è un primo gruppo di parole che comprende Chianti, Toscana, Sangiovese, Barolo, Rosso e Dry seguito da una seconda lista con termini qualificativi che indicano soprattutto le sensazioni suscitate dal vino Earthy (terroso), Prosecco, Food, Fruity (fruttato), Robust (robusto), Diversity (diversità).
Una prima riflessione sulla parola Chianti che dimostra come lo sforzo di comunicare Classico, selezione, superiore …. Abbia dato frutti solo fra gli addetti ai lavori

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mentre il grande pubblico faccia una gran confusione … quasi come quando si dice Bordeaux mettendo in un unico paniere i Premier Cru e i vin de pays, Margaux e les Graves.
Che ci sia una forbice ampia fra la percezione dei conoscitori e quella del grande pubblico risulta evidente dal confronto fra questa lista e la classifica delle denominazioni più presenti nella stampa internazionale mostrata dalla Regione Toscana all’inaugurazione delle Anteprime 2017. Il Brunello svettava primo davanti a Chianti e Chianti Classico. Invece nell’indagine “Wine Opinion Vinitaly Survery” il prestigioso vino di Montalcino è relegato in posizione molto periferica.
La complessità del vino è soprattutto aromatica e nel Brunello è la somma di quattro momenti: la vigna, la vinificazione e la maturazione e l’affinamento

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Di Donatella Cinelli Colombini, cantine Casato Prime Donne, Fattoria del Colle
Molti pensano che la complessità del vino dipenda soprattutto dalle ultime due ma io non sono d’accordo. E’ vero: scegliere fusti di rovere di foreste centenarie e tonnellerie artigiane di grande qualità ha un’ importanza notevole. Per questo i miei tonneau vengono da 5 laboratori dove il legno rimane sotto la pioggia per anni e la lavorazione è manuale. La varietà dei legni e delle tostature aumenta la complessità.
Tutto vero ma la complessità, secondo me deve essere nell’uva. La maturazione in botte così come l’affinamento in bottiglia esalta la complessità del vino esattamente come un grande pianista esalta la bellezza della musica.

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E’ una verità che ho capito vendemmia dopo vendemmia facendo errori e esperienze. La complessità dell’uva e quindi del vino aumenta con l’età dei vigneti e la crescita del loro patrimonio biologico. Per questo è indispensabile mantenere vivo il terreno e mantenere le viti in perfetto equilibrio. La qualità dei cloni, la quantità di uva di ogni pianta ma soprattutto il carattere del terreno, che deve essere di età geologica importante ( i miei sono pliocenici e neo quaternari) … tutto conferisce complessità. E tutto va preservato adottando un’agricoltura rispettosa dell’ambiente: biologico ma non solo.
Lo spettacolare risultato della vendemmia 2015 di Michel Chapoutier il mago del Syrah della Valle del Rodano che ha 9 vini con 100 punti da Robert Parker

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Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne
Cosa rende così eccezionali i vini di Michel Chapoutier? Come ha fatto questo francese con le scarpe sempre sporche di terra, che si presenta alle cerimonie ufficiali con i pantaloni spiegazzati come se andasse a potare … come ha fatto a farsi premiare su 9 vini 2015 con 100 centesimi da Robert Parker –Wine Advocate? Nessuno è mai riuscito in una simile impresa. Significa la perfezione è la versione enologica del nuotatore Michael Phelps che fa piazza pulita di medaglie d’oro a ogni Olimpiade. Un asso piglia tutto.

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Basta ascoltarlo per capire la magia di Michel Chapoutier: l’Ermitage è l’unico vigneto al mondo in cui si vedono quattro ere geologiche dal primario al quaternario. Dal 1808 la natura è rispettata con pazienza e umiltà cercando l’equilibrio: questo significa un rapporto con le viti e la terra che va oltre il biodinamico e diventa una simbiosi fra ambiente, storia e attività umana. La vigna è coltivata con i cavalli e a mano con un’assiduità impressionate. Per Chapoutier la qualità dell’uva è tutto. Conosce le peculiarità di ogni piccola parcella <<qui il terreno trasmette la pietra la grafite invece li è il cassis che emerge>>. Eppure ha trasformato l’azienda in un colosso internazionale con vigneti in Portogallo e Australia con una irrefrenabile ricerca di nuove sfide e di un visionario equilibrio con l’ambiente.
2012 Brunello cinque stelle, 2015 Rosso di Montalcino cinque stelle e cinque stelle per il 2016 appena nato che promette punte di eccellenza mai viste

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Da Donatella Cinelli Colombini
Montalcino in grande spolvero festeggia i 50 anni del Consorzio del Brunello con l’inaugurazione della nuova sede nel cuore del centro storico medioevale ma soprattutto con una sequenza strabiliante di vendemmie al TOP. Il nostro Brunello 2012 è già arrivato agli importatori e la risposta è stata entusiastica: ordini a pioggia! Ci aspettiamo grandi risultati anche dal Rosso di Montalcino 2015 imbottigliato a grande velocità dopo che l’annata precedente aveva letteralmente volato.

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Ma la cosa più entusiasmante è vedere come l’intero gruppo dei 208 produttori di Brunello cresce in qualità e capacità di presentarsi al mercato. Benvenuto Brunello,
alla sua 25 edizione, sente gli anni di una formula un po’ invecchiata, ma è sempre una bellissima festa che ora può contare sul complesso monumentale di Sant’Agostino recuperato all’antico splendore e sul teatro settecentesco degli Astrusi appena restaurato. E’ bello anche questo: sentire che il vino di Montalcino fa festa nei luoghi che ha contribuito a riportare all’originaria bellezza.

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Certo, è sempre più difficile emergere in un sovraffollato calendario di presentazioni. Se nel 1992 il Brunello inventò la formula delle anteprime dei nuovi vini con una degustazione collettiva per stampa e mercato, ora fanno la stessa cosa decine di consorzi. Anche in Toscana la competizione diventa dura, soprattutto con il colosso Chianti Classico sempre più glamour e capace di mettere in campo eventi spettacolari sfruttando gli spazi della Leopolda e il gemellaggio con lo Champagne.
Tequila da 3,5 milioni di Dollari e cognac da 2 milioni. Queste le bottiglie più care mai vendute, coperte di platino e diamanti

Bottiglie più care del mondo – Tequila Ley 925
Di Donatella Cinelli Colombini
Una classifica con prezzi da capogiro in cui ogni goccia di liquido vale migliaia di Dollari. Ecco le bottiglie più care del mondo, quelle che sono state pagate le cifre più astronomiche.
10) 25.000 Dollari Rhum Legacy di Angostura edizione limitata prodotta in occasione del 50esimo anniversario dell’indipendenza di Trinidad & Tobago;
9) 117.000 Dollari Château d’Yquem del 1811, si tratta della bottiglia di vino bianco più cara al mondo. L’intenditore di vino e privato collezionista Christian Vanneque acquistò questa bottiglia presso l’Antique Wine Company di Londra e svolse un’accurata indagine sulla sua autenticità;

Henri IV Dudognon Heritage Cognac Grande Champagne
8) 168.000 Dollari Ampoule di Penfolds un’opera d’arte enologica in opere d’arte realizzate a mano in legno e vetro da artisti come Nick Mount, Hendrik Forster, Andrew Bartlett e Ray Lake. Solo 12 bottiglie contenenti cabernet sauvignon prodotto in un vigneto piantato nel 1888;
Febbraio, le nuove botti entrano in cantina per diventare la culla dell’ultima vendemmia del futuro Brunello. Ecco i perché di una scelta importante

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Di Donatella Cinelli Colombini, cantina, agriturismo in Toscana
Febbraio è il mese in cui tradizionalmente il futuro Brunello inizia la sua maturazione in botte. C’è tuttavia chi si anticipa, come consigliava il compianto Professor Yves Glories, l’enologo che ha insegnato al mondo intero, come interpretare la maturazione polifenolica dell’uva. Eravamo all’Università di Bordeaux 2, dove lui insegnava, alla fine del gennaio 2001, e io gli feci assaggiare il vino della mia più recente vendemmia, prendendomi una solenne lavata di capo perché non lo avevo ancora messo in botte.
La tradizione montalcinese è tuttavia quella di mettere il vino nei contenitori in legno quando ha completato la fermentazione malolattica ed viene fatto il primo travaso. Per questo, a gennaio, gli enologi consulenti , come la nostra Valerie Lavigne, arrivano nelle cantine e fanno la degustazione totale della nuova vendemmia insieme all’enotecnico interno, nel nostro caso all’enotecnica Barbara Magnani.
E’ un esame molto attento e lento di ogni tino. Analisi di laboratorio, mappe dei

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vigneti, diari della vendemmia … ma soprattutto l’assaggio conducono alla decisione che segna il destino di ogni partita. Fino a cinquant’anni fa, l’ufficio di Barbara era lo “scrittoio” del Fattore del Colle. E’ una piccola stanza all’ingresso della villa cinquecentesca, da cui il profumo del vino si propaga in tutti gli uffici. Barbara e Valerie siedono una di fronte all’altra con gli schermi dei PC portatili davanti. Entrambe amano la tecnologia e i dati, così come gli appunti di degustazione, sono tutti digitali, niente fogli.
Come e perché compleanni e feste in una fattoria storica, come la fattoria del Colle, a sud del Chianti, diventano eventi memorabili

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Ci sono compleanni dei bambini pieni di giochi e dolci; ci sono compleanni importanti come i 18 anni, i 21 anni oppure “compleanni tondi” per celebrare i 30 oppure i 50 anni che diventano feste con tantissimi invitati. Ci sono gli addii al nubilato, le feste di laurea e persino le feste di divorzio. Ci sono feste casual con DJ e tante sorprese oppure feste eleganti in smoking con buffet raffinato, candelieri e musica dal vino …. ciascuna con i suoi perché e i suoi piccoli riti. Ogni festeggiato ha un sogno diverso per il suo party ma tutti cercano qualcosa di nuovo, capace di sorprendere gli amici e rimanere nel ricordo di tutti gli invitati.

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La fattoria del Colle permette di realizzare questi momenti memorabili, con pochi soldi oppure in modo davvero fiabesco .
Prima di tutto la location: i luoghi in cui è possibile dormire hanno il vantaggio di eliminare il rischio dell’alcol test e i problemi di orario. Dopo il ballo, i più nottambuli possono continuare la festa accanto all’open bar con una musica meno forte. Conta anche la dimensione della location … e non solo per far dormire tutti gli invitati (la fattoria del Colle ha 100 posti letto in camere, appartamenti e ville). I luoghi grandi, con una magia legata alla loro storia, permettono di ideare feste capaci di sorprendere a affascinare. Le strutture moderne infatti sono tutte molto simili e, purtroppo, anche più prevedibili.
Wine&Siena il 21 e 22 gennaio trasforma i palazzi storici della capitale del gotico nei luoghi di assaggio di grandi vini di 250 cantine

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne
Wine&Siena: siamo al Desk 165 nella sala del Mappamondo del Palazzo Pubblico con Brunello e Brunello Prime Donne 2012, Roso di Montalcino, Cenerentola DOc Orcia e Chianti Superiore. Assaggiare il Brunello sotto gli affreschi di Duccio di Buoninsegna e Simone Martini sarà un’emozione nuova. E’ la consacrazione del valore culturale del vino, del suo essere parte della stessa civiltà senese che ha prodotto opere d’arte come l’affresco del Buongoverno con l’immagine scelta dall’Unesco come simbolo mondiale della Pace, oppure pietre miliari della storia civile come il “constituto” del 1309, prima carta costituzionale scritta in volgare perché tutti la potessero leggere e capire. Tutto questo fa parte di questo palazzo ed è bellissimo visitarlo con un calice del meraviglioso Brunello 2012 in mano.

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Questo e tanto altro è Wine&Siena organizzato dal Merano Wine Festival con 250 produttori di vino e tanti artigiani del gusto selezionati uno per uno. Ogni espositore ha dovuto infatti sottoporre le sue bottiglie a una commissione che ha ammesso e premiato i migliori. I nostri cinque vini sono stati tutti premiati e i due Brunello 2012 hanno ottenuto anche la medaglia d’oro.
La formula dell’evento senese, che anticipa di venti giorni le anteprime dei vini toscani, è un mix di arte, storia e enogastronomia. Le location sono scrigni di capolavori d’arte come Rocca Salimbeni sede della direzione generale del Monte dei Paschi di Siena dove verranno assaggiati Chianti, Chianti Classico, Montecuco Cortona … In Palazzo Sansedoni ci saranno 4 master class con degustazioni guidate (da non perdere la vista su Piazza del Campo, la mitica piazza del Palio). La Doc Orcia insieme ai vini di Bolgheri, Piemonte, Veneto … e alla gastronomia saranno nel rettorato sede di una delle università più antiche del mondo fondata nel 1240.
Dopo Soldera a Montalcino altro atto vandalico in Oltrepò nella cantina di Ottavia Giorgi di Vistarino. 5.300 ettolitri, danno da mezzo milione di Euro

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Di Donatella Cinelli Colombini
Quarant’anni, un master in viticultura, mamma da pochi mesi e il sogno di riportare l’Oltrepò all’eccellenza nel vino. Il sogno di Ottavia Giorgi di Vistarino forse finisce con un atto vandalico simile a quello che ha distrutto il Brunello di Gianfranco Soldera. Qualcuno scavalca il muro di cinta della sua azienda Rocca dè Giorgi e apre i tini di Pinot nero, Riesling, Pinot grigio, Chardonnay, Moscato, Croatina, Barbera e Cabernet. Un danno enorme, non un’intimidazione di stampo mafioso ma piuttosto il desiderio di rovinare Ottavia e l’azienda nel presente e nel futuro. Oltre al danno economico c’è infatti quello commerciale che forse è ancora più devastante perché fa perdere all’azienda il suo posizionamento nel mercato a favore dei concorrenti. Un disastro che nella sua violenza distruttiva lascia sgomenti.

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Potrebbe succedere anche a me, è il mio primo pensiero. Io ho parti delle tinaie all’esterno, dove ho sperimentato i lieviti indigeni selezionati. Andarci e far uscire tutto il vino sarebbe un gioco da ragazzi. Bisogna potenziare subito i sistemi d’allarme è il secondo pensiero …. ma si può vivere così? E poi perché?
Il 2012 annata 5 stelle nel territorio di Montalcino è la prima grande vendemmia di Brunello Prime Donne nello stile del nuovo millennio
Le alte temperature estive e la siccità durata quindici mesi, ci regalano vini mediterranei e appaganti. Brunello 2012 Prime Donne straordinario in gioventù e anche molto longevo.

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Quell’anno l’inverno fu freddo e arido e anche le abbondantissime nevicate non idratarono il terreno. L’estate 2012 iniziò con alle spalle 12 mesi poco piovosi e fu arida e caldissima con temperature molto alte anche di notte. In quelle condizioni estreme le viti mostrarono una sorprendente adattabilità producendo pochi grappoli, di piccole dimensioni e soprattutto, durante l’invaiatura (quando l’uva cambia di colore), abbandonando una parte dei frutti che rimasero verdi e furono asportati dai vignaioli con il diradamento.
La natura ha suoi percorsi misteriosi che noi uomini dobbiamo guardare con rispetto, per questo riesce a dare frutti meravigliosi anche in condizioni difficili.
I vigneti del Casato Prime Donne, situati nella parte Nord di Montalcino, quella più fresca, nel 2012 hanno sopportato bene lo stress idrico anche grazie alla componente argillosa del suolo e alle continue zappature che hanno mantenuto soffice e umido il terreno. La vendemmia 2012 è stata dunque memorabile con tutti i grappoli sanissimi e perfettamente maturi.

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Il Brunello 2012 Prime Donne è selezionato da un pannel di 4 assaggiatrici espertissime fra tutta la produzione della cantina di Donatella Cinelli Colombini. Poche bottiglie ogni anno che rispecchiano il “gusto femminile”. Generalmente si distingue all’interno dell’intera produzione di Brunello per la maggiore struttura e lo stile tradizionale. Le assaggiatrici si riuniscono una o due volte l’anno e sono Marina Marina Thompson, Astrid Schwarz, Daniela Scrobogna e Rosemary George MW. In alcune annate le assaggiatrici hanno deciso di non produrre il Brunello Prime Donne ma quando firmano un vino, come nel 2012, creano sempre piccoli capolavori che ottengono punteggi altissimi da parte della stampa internazionale più importante.
I video sono lo strumento più forte del principale canale di comunicazione del vino: il web. Impariamo a fare e a far fare i video sul vino. Ecco come
Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne
Video del vino: 5 raccomandazioni per aumentare la propria visibilità e farsi conoscere usando un video. Prima di tutto perché: un’indagine condotta da Italy Fine Wine un paio d’anni fa mostrava come la presenza di un video nel sito di una cantina aumentasse l’interesse di 470 volte e allungasse la permanenza di 7 volte. Si tratta di elementi importanti visto che il web è saldamente al primo posto fra i canali di diffusione delle notizie sul vino e, persino i turisti a caccia di cantine da visitare, lo usano con il cellulare. Pare che nel 2017 il 70% del traffico internet sarà di video. Quindi tanto vale imparare a usare meglio questo super canale di comunicazione.
Ma cosa trasforma un normale video, magari fatto con il telefonino in una calamita di popolarità on line e soprattutto perché alcuni video vengono condivisi da un numero altissimo di persone fino a diffondersi come un’epidemia e portare una visibilità enorme a chi li ha fatti? Il primo concetto da ricordare è che l’effetto virale, cioè il bisogno di condividere e diffondere il video da parte di chi lo vede funziona come il passaparola.
Wine Lady: Monica Larner, Karin O’Keefe, Alison Napjus assaggiatrici dei vini italiani per Robert Parker-Wine Advocate, Wine Enthusiast e Wine Spectator

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Di Donatella Cinelli Colombini
Se il mercato del vino americano non è in mano alle donne, poco ci manca! Vi presento le 3 Wine Lady, le donne che assaggiano i vini italiani per le principali testate USA. Sono espertissime, giovani, intelligenti, aperte e sgobbone perché lavorano senza sosta. Monica Larner, Karin O’Keefe, Alison Napjus sono le persone che danno i punteggi sulle bottiglie italiane per i giornali più influenti nel mercato americano Robert Parker-Wine Advocate, Wine Enthusiast e Wine Spectator. I loro rating aprono le porte dei monopoli canadesi fanno entrare nelle carte dei vini dei ristoranti più esclusivi, aiutano le cantine nelle trattative coi loro importatori. Insomma sono il trampolino di lancio del successo.
Conosciamo dunque più da vicino queste 3 wine lady.

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MONICA LARNER
Monica Larner è una californiana che vive a Roma. Nasce in una famiglia in cui vino e cinema convivono da anni e fu proprio per le riprese della serie televisiva “World War II” che arrivò in Italia nel 1983. La sua vita è proseguita fra la cantina di famiglia nel Ballard Canyon a Santa Barbara (California) e il giornalismo che ha studiato nelle università di Boston e New York. Nella sua vita professionale ci sono esperienze ai quotidiani La Repubblica e Herald Tribune, il corso da sommelier AIS, molti libri sull’Italia e un’immenso archivio fotografico di 50.000 immagini.
C’è chi celebra il vino dopo Parker con grida di gioia e chi continua a essere influenzato dal grande Robert ma oggi tutti i punteggi contano meno di prima

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Di Donatella Cinelli Colombini
Dopo Parker Il portale The Drinks Business, sempre attentissimo a tutto quello che succede nel mondo del vino e della birra ha pubblicato un’intervista al Master of Wine Chris Hancock (Robert Oatley Vineyards nella New South Wales in Australia) soprannominato Mr Chardonnay per aver diffuso questa varietà nella terra dei canguri all’inizio degli anni ‘80. Un articolo che stimola alcune riflessioni.
La frase che mi ha colpito è << We have just about lost all of the jammy, alcoholic, heavy, dead skin Shirazes that are Parker pleasing palate killers, which is an hallelujah moment. Instead, we’re moving towards lighter, brighter more interesting

Robert Oatley Vineyards
wines from quality producers>> Sono meno frequenti tutte le caratteristiche preferite da Parker nel Shiraz – confettura, alcol, pesante estrazione dalle bucce dell’uva – è un momento di giubilo. Invece ci stiamo orientando verso vini più leggeri e brillanti che interessano di più ai produttori di qualità. Anche l’Australia, dunque, cambia rotta e dopo essersi affermata con vinoni monumentali caratterizzati da quantità esagerate di polpa, legno e alcol, per cui davano l’impressione di doverli masticare anziché bere, sta ricercando l’identità attraverso una nuova attenzione per le vigne.


