brunello Tag

Premio Casato Prime Donne 2017

Ancora pochi giorni per mandare alla segreteria del Primio Casato Prime Donne gli articoli, i programmi e le foto pubblicate fra il I° giugno 2016 e 2017

Premio Casato Prime Donne 2016

Premio Casato Prime Donne 2016

Chiude il 15 giugno la raccolta di articoli o programmi televisivi riguardanti Montalcino e i suoi vini oppure le foto sui territori del vino Brunello e Orcia. Vanno inviati alla segreteria del Premio Casato Prime Donne per partecipare alla 19° edizione di questa iniziativa che, anno dopo anno, cresce in consensi e visibilità. Ha lo scopo di esprimere la gratitudine del territorio verso chi ne promuove la civiltà e le produzioni enologiche ma soprattutto mira a valorizzare le donne che propongono nuovi modelli di femminilità. Negli anni il Premio Casato Prime Donne ha bruciato i tempi assegnando il riconoscimento a personalità, ancora poco conosciute, che successivamente hanno fatto azioni memorabili come Samantha Cristoforetti che, quattro anni dopo il premio, è andata nello spazio. Oppure ha valorizzato il coraggio civile di una grande astrofisica che è rientrata dall’estero per insegnare in un università italiana – Sandra Savaglio – oppure quello di una giovane araba che si oppone al terrorismo rischiando la propria vita – Chaimaa Fatihi -. Il Premio Casato Prime Donne, accende i riflettori su un nuovo modo di

Carlotta Annibale e Giuditta parisi Punti di vista Montalcino Casato Prime Donne

Carlotta Annibale e Giuditta parisi Punti di vista Montalcino Casato Prime Donne

essere donna in una società che cambia e chiede al genere femminile un contributo di coraggio, etica e di esempi positivi.
La giuria composta da Donatella Cinelli Colombini presidente, Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione rappresenta, nel suo carattere composito e nelle sue competenze multidisciplinari un punto di osservazione privilegiato sulla società attuale ed è riuscita a dare contenuto e messaggio al premio Casato Prime Donne rendendolo un grande strumento di promozione sociale e territoriale. Le giurate sono affiancate dal Sindaco di Montalcino, dal Presidente del Consorzio del Brunello Patrizio Cencioni e da tre personalità di chiara fama: Mario Fregoni, Leone Piccioni e Sergio Zavoli.

Barack e Michelle Obama a Montalcino e a Siena

Barack e Michelle Obama a Borgo Finocchieto Buonconvento fanno i turisti, sorridenti e informali, scatenando la curiosità generale. Ma che belle persone

Barack e Michelle Obama nel Comune di Siena

Barack e Michelle Obama nel Comune di Siena

Di Donatella Cinelli Colombini

Perché sono molto amati, perché sono molto famosi, perché sono persone ricche di umanità e apprezzano l’Italia, la gente di Siena ha accolto Michelle e Barack Obama con un entusiasmo anche superiore a quello che avrebbe riservato a un presidente USA in carica.
L’Ambasciatore John Phillips aveva preannunciato l’arrivo di Obama nel suo splendido resort di Buonconvento, lo scorso febbraio durante Benvenuto Brunello. E in occasione del suo viaggio in Italia, il primo presidente nero della storia statunitense, è davvero arrivato in terra di Siena.

Barack e Michelle Obama a Borgo Finocchieto con Filippo Bartolotta

Barack e Michelle Obama a Borgo Finocchieto con Filippo Bartolotta

La residenza di Phillips si chiama Borgo Finocchieto ed è composta da diversi edifici in mattoni risalenti al 1318. Quando Phillips e sua moglie Linda Douglas, lo comprarono era in rovina ma il loro sapiente restauro ha saputo coniugare il rispetto delle strutture autentiche con l’eleganza adatta alle residenze del jet set: mobili d’antiquariato e un confort da 5 stelle con tanto di spa e palestra.
John Phillips è un personaggio di primo piano, avvocato con laurea a Berkeley, è uno degli uomini più influenti e vicini a Obama anche per aver finanziato la sua seconda campagna elettorale. La moglie ha avuto rapporti ancora più stretti con l’ex presidente americano per aver diretto la comunicazione nell’ufficio della Casa Bianca e essersi occupata della riforma sanitaria.

Violante la Cinellicolombini Jr con la valigia

Viaggio in Belgio, 50° anniversario del Consorzio Brunello e video top secret con Lorenzo Baglioni; la settimana di Violante Gardini Cinellicolombini

Violante-Gardini-Cinellicolombini-Jr

Violante-Gardini-Cinellicolombini-Jr

Di Donatella Cinelli Colombini

La nostra è una famiglia che non conosce le parole “noia” oppure “quiete”. Siamo tutti in frenetica attività ma Violante Gardini, la Cinellicolombini Jr batte tutti. Quello che vi racconto è qualche frammento della settimana scorsa.
Week end del 25 aprile in Belgio per 3 degustazioni dal nostro importatore. Impossibile parlarle <<mamma qui davanti ho la fila per assaggiare, chiamami dopo>> e dopo racconta <<dalla finestra vedevo Porsche, suv costosissimi, Mercedes che dopo la degustazione venivano letteralmente riempiti dei nostri vini>>. Insomma un successo strepitoso per la cantina e per l’instancabile

Brunello-di-Montalcino-cena-del-50°anniversario

Brunello-di-Montalcino-cena-del-50°anniversario

Violante. Instancabile perché nelle mattinate fra una degustazione e l’altra, Violante ha trovato l’energia per visitare Bruges la città dei canali e delle casette fiamminghe di epoca medioevale e Bruxelles. <<Bello il centro storico ma la città mi ha fatto paura, ci sono enormi fioriere per fermare i tir che volessero lanciarsi sulla gente e ogni pochi metri trovi una pattuglia di poliziotti>> una città trasformata dall’incubo del terrorismo. Nonostante questo Violante è contenta <<è stato un bellissimo viaggio>>.
Appena il tempo per disfare le valige e c’è il 50° anniversario del Consorzio del Brunello. Io sono a Malta e l’energetica Violante va a Montalcino alla cerimonia nel Teatro degli Astrusi dove mia madre Francesca è protagonista del talk show sulla storia del Brunello <<è stata bravissima>> mi racconta.

Brunellomania

Brunellomania: è la febbre di appassionati e ricchi collezionisti nei confronti del Brunello, i prezzi delle bottiglie e dei vigneti salgono

Brunellomania-Robert-Parker-e-Monica-Larner-a-Montalcino

Brunellomania-Robert-Parker-e-Monica-Larner-a-Montalcino

Arrivano i punteggi di Wine Advocate-Robert Parker Jr per il Brunello 2012 e le nostre bottiglie vengono premiate con due ottimi rating: 94+/100 al Brunello Prime Donne e 93/100 al Brunello classico.
Insieme ai giudizi sull’intera produzione Monica Larner ha pubblicato un lungo commento che fotografa la realtà 2017 di Montalcino. Va detto che Monica Larner, giovane wine citics di Robert Parker Jr- Wine Advocate ha una capacità di raccontare i territori del vino spettacolare, degna della più grande tradizione del giornalismo anglosassone. Si potrebbe pensare che esperti come lei vengano selezionati solo per il talento nell’assaggio del vino, invece non è così. Monica ha raccontato che quando Robert Parker le propose di diventare editor per i vini italiani aveva già

Benvenuto-Brunello-2017-Monica-Larner

Benvenuto-Brunello-2017-Monica-Larner

verificato sia la sua capacità di degustazione sia la sua capacità espositiva e il suo acume di giornalista. Insomma per lavorare nel più temuto giornale di rating sul vino, bisogna eccellere su più fronti e Monica Larner eccelle senza ombra di dubbio.
Andiamo dunque a leggere cosa ha scritto Monica Larner nell’articolo <<Italy, Tuscany: Brunello di Montalcino (New Releases) and the Undeniable Effects of Brunellomania>> l’innegabile effetto della Brunellomania.
Per Monica la Brunellomania ha la faccia sorridente dei produttori, commercianti e gestori di attività turistiche di Montalcino e si manifesta in alcuni fenomeni ben evidenti: in primo luogo l’aumento dei prezzi del Brunello al consumo in USA.

Mega Vinitaly 2017 visto da dentro

Vinitaly è la faccia sorridente del vino che vince e convince: Donne del Vino e CinelliColombini –cantina di donne- con un piccolo e sovraffollatissimo stand

Vinitaly-2017-Violante-e-il-suo-ritratto

Vinitaly-2017-Violante-e-il-suo-ritratto

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

Vinitaly 2017: così tanti operatori che moltissime cantine chiederanno di aumentare lo spazio e dovranno portare più personale per non dover rinunciare a troppi contatti. Un numero di buyer così enorme nessuno l’ha mai visto e nessuno se lo aspettava, anche se le avvisaglie c’erano: prima della fiera il Direttore Mantovani aveva annunciato 6.000 operatori più dello scorso anno e tutte le cantine si erano sentite dire “quest’anno non vado a Prowein vengo a Verona“. Nonostante questo, l’afflusso dei compratori ha lasciato tutti spiazzati. Un successone per Vinitaly e per il vino italiano.

Ce lo ricorderemo per questo, ma anche per la crescita enorme del fuori salone, con

WineEnthusist-tasting-Donatella-CinelliColombini consegna lo spillo delle DDV alla pres.WomenOfVine

WineEnthusist-tasting-Donatella-CinelliColombini consegna lo spillo delle DDV alla pres.WomenOfVine

feste private sempre più enormi e con chef stellati, quella più divertente da AGIVI- i giovani del vino che si sono scatenati nei balli e nelle foto, quella più affollata delle Donne del Vino con 25 persone in soprannumero e troppe rimaste escluse. Ci ricorderemo Verona e Bardolino in festa con Vinitaly and the city pienissima di wine lovers. Ma ci ricorderemo anche il terrorismo che ha fatto saltare la diretta di Linea Verde con le Donne del Vino che delusione!

Per il resto un grande Vinitaly. Anche con qualche spunto divertente con le foto sbagliate della Puglia, che hanno mandato su tutte le furie il bravissimo assessore Leo di Gioia, preoccupato dalle critiche dei suoi produttori che invece lo stimano (Vittoria Cisonno in testa) ma vogliono che faccia causa all’agenzia di PR che ha usato il Cile invece del Salento.

Chianti, Toscana, Sangiovese, Barolo, Rosso

Queste le 5 parole più associate al vino italiano in USA. Colpisce la forza della Toscana e del Chianti

NY-Wine-Experience-vino-italiano-in USA-non solo Chianti

NY-Wine-Experience-vino-italiano-in USA-non solo Chianti

Di Donatella Cinelli Colombini, agriturismo, Fattoria del Colle
Le notizie arrivano dall’indagine “Wine Opinions Vinitaly Survey” e sono state ottimamente commentate da Wine Meridian. In ordine decrescente c’è un primo gruppo di parole che comprende Chianti, Toscana, Sangiovese, Barolo, Rosso e Dry seguito da una seconda lista con termini qualificativi che indicano soprattutto le sensazioni suscitate dal vino Earthy (terroso), Prosecco, Food, Fruity (fruttato), Robust (robusto), Diversity (diversità).
Una prima riflessione sulla parola Chianti che dimostra come lo sforzo di comunicare Classico, selezione, superiore …. Abbia dato frutti solo fra gli addetti ai lavori

Houston-seminario-Brunello-USA-non-solo-Brunello-e Toscana

Houston-seminario-Brunello-USA-non-solo-Brunello-e Toscana

mentre il grande pubblico faccia una gran confusione … quasi come quando si dice Bordeaux mettendo in un unico paniere i Premier Cru e i vin de pays, Margaux e les Graves.
Che ci sia una forbice ampia fra la percezione dei conoscitori e quella del grande pubblico risulta evidente dal confronto fra questa lista e la classifica delle denominazioni più presenti nella stampa internazionale mostrata dalla Regione Toscana all’inaugurazione delle Anteprime 2017. Il Brunello svettava primo davanti a Chianti e Chianti Classico. Invece nell’indagine “Wine Opinion Vinitaly Survery” il prestigioso vino di Montalcino è relegato in posizione molto periferica.

Complessità: per me è l’anima del vino

La complessità del vino è soprattutto aromatica e nel Brunello è la somma di quattro momenti: la vigna, la vinificazione e la maturazione e l’affinamento

complessità-del-vino-nasce-nalla-naturalezza-del-vigneto

complessità-del-vino-nasce-nalla-naturalezza-del-vigneto

Di Donatella Cinelli Colombini, cantine Casato Prime Donne, Fattoria del Colle

Molti pensano che la complessità del vino dipenda soprattutto dalle ultime due ma io non sono d’accordo. E’ vero: scegliere fusti di rovere di foreste centenarie e tonnellerie artigiane di grande qualità ha un’ importanza notevole. Per questo i miei tonneau vengono da 5 laboratori dove il legno rimane sotto la pioggia per anni e la lavorazione è manuale. La varietà dei legni e delle tostature aumenta la complessità.
Tutto vero ma la complessità, secondo me deve essere nell’uva. La maturazione in botte così come l’affinamento in bottiglia esalta la complessità del vino esattamente come un grande pianista esalta la bellezza della musica.

complessità-del-vino-importanza-dei-tini-piccoli-a-cappello-aperto-con-follatore

complessità-del-vino-importanza-dei-tini-piccoli-a-cappello-aperto-con-follatore

E’ una verità che ho capito vendemmia dopo vendemmia facendo errori e esperienze. La complessità dell’uva e quindi del vino aumenta con l’età dei vigneti e la crescita del loro patrimonio biologico. Per questo è indispensabile mantenere vivo il terreno e mantenere le viti in perfetto equilibrio. La qualità dei cloni, la quantità di uva di ogni pianta ma soprattutto il carattere del terreno, che deve essere di età geologica importante ( i miei sono pliocenici e neo quaternari) … tutto conferisce complessità. E tutto va preservato adottando un’agricoltura rispettosa dell’ambiente: biologico ma non solo.

9 vini 2015 con 100 centesimi Robert Parker

Lo spettacolare risultato della vendemmia 2015 di Michel Chapoutier il mago del Syrah della Valle del Rodano che ha 9 vini con 100 punti da Robert Parker

Michel-Chapoutier-100-centesimi-

Michel-Chapoutier-9-vini-100-centesimi-Parker

Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Cosa rende così eccezionali i vini di Michel Chapoutier? Come ha fatto questo francese con le scarpe sempre sporche di terra, che si presenta alle cerimonie ufficiali con i pantaloni spiegazzati come se andasse a potare … come ha fatto a farsi premiare su 9 vini 2015 con 100 centesimi da Robert Parker –Wine Advocate? Nessuno è mai riuscito in una simile impresa. Significa la perfezione è la versione enologica del nuotatore Michael Phelps che fa piazza pulita di medaglie d’oro a ogni Olimpiade. Un asso piglia tutto.

Michel-Chapoutier-Ermitage

Michel-Chapoutier-Ermitage

Basta ascoltarlo per capire la magia di Michel Chapoutier: l’Ermitage è l’unico vigneto al mondo in cui si vedono quattro ere geologiche dal primario al quaternario. Dal 1808 la natura è rispettata con pazienza e umiltà cercando l’equilibrio: questo significa un rapporto con le viti e la terra che va oltre il biodinamico e diventa una simbiosi fra ambiente, storia e attività umana. La vigna è coltivata con i cavalli e a mano con un’assiduità impressionate. Per Chapoutier la qualità dell’uva è tutto. Conosce le peculiarità di ogni piccola parcella <<qui il terreno trasmette la pietra la grafite invece li è il cassis che emerge>>. Eppure ha trasformato l’azienda in un colosso internazionale con vigneti in Portogallo e Australia con una irrefrenabile ricerca di nuove sfide e di un visionario equilibrio con l’ambiente.

Sua maestà il Brunello in anteprima

2012 Brunello cinque stelle, 2015 Rosso di Montalcino cinque stelle e cinque stelle per il 2016 appena nato che promette punte di eccellenza mai viste

Violante-e-Alessia-a-Benvenuto-Brunello

Benvenuto-Brunello-2017-Violante-e-Alessia

Da Donatella Cinelli Colombini

Montalcino in grande spolvero festeggia i 50 anni del Consorzio del Brunello con l’inaugurazione della nuova sede nel cuore del centro storico medioevale ma soprattutto con una sequenza strabiliante di vendemmie al TOP. Il nostro Brunello 2012 è già arrivato agli importatori e la risposta è stata entusiastica: ordini a pioggia! Ci aspettiamo grandi risultati anche dal Rosso di Montalcino 2015 imbottigliato a grande velocità dopo che l’annata precedente aveva letteralmente volato.

Benvenuto-Brunello-premiazione-Leccio-d'Oro

Benvenuto-Brunello-premiazione-Leccio-d’Oro

Ma la cosa più entusiasmante è vedere come l’intero gruppo dei 208 produttori di Brunello cresce in qualità e capacità di presentarsi al mercato. Benvenuto Brunello,

alla sua 25 edizione, sente gli anni di una formula un po’ invecchiata, ma è sempre una bellissima festa che ora può contare sul complesso monumentale di Sant’Agostino recuperato all’antico splendore e sul teatro settecentesco degli Astrusi appena restaurato. E’ bello anche questo: sentire che il vino di Montalcino fa festa nei luoghi che ha contribuito a riportare all’originaria bellezza.

Benvenuto-Brunello Enoteca-bd-di-Bruno-Dalmazio

Benvenuto-Brunello Enoteca-bd-di-Bruno-Dalmazio

Certo, è sempre più difficile emergere in un sovraffollato calendario di presentazioni. Se nel 1992 il Brunello inventò la formula delle anteprime dei nuovi vini con una degustazione collettiva per stampa e mercato, ora fanno la stessa cosa decine di consorzi. Anche in Toscana la competizione diventa dura, soprattutto con il colosso Chianti Classico sempre più glamour e capace di mettere in campo eventi spettacolari sfruttando gli spazi della Leopolda e il gemellaggio con lo Champagne.

Le bottiglie più care del mondo

Tequila da 3,5 milioni di Dollari e cognac da 2 milioni. Queste le bottiglie più care mai vendute, coperte di platino e diamanti 

 

bottiglie-più-care-del-mondo-Tequila Ley 925

Bottiglie più care del mondo – Tequila Ley 925

Di Donatella Cinelli Colombini

Una classifica con prezzi da capogiro in cui ogni goccia di liquido vale migliaia di Dollari. Ecco le bottiglie più care del mondo, quelle che sono state pagate le cifre più astronomiche.

 

TOP TEN DELLE BOTTIGLIE PIU’ CARE

10) 25.000 Dollari Rhum Legacy di Angostura edizione limitata prodotta in occasione del 50esimo anniversario dell’indipendenza di Trinidad & Tobago;

9) 117.000 Dollari Château d’Yquem del 1811, si tratta della bottiglia di vino bianco più cara al mondo. L’intenditore di vino e privato collezionista Christian Vanneque acquistò questa bottiglia presso l’Antique Wine Company di Londra e svolse un’accurata indagine sulla sua autenticità;

Henri IV Dudognon Heritage Cognac Grande Champagne

Henri IV Dudognon Heritage Cognac Grande Champagne

8) 168.000 Dollari Ampoule di Penfolds un’opera d’arte enologica in opere d’arte realizzate a mano in legno e vetro da artisti come Nick Mount, Hendrik Forster, Andrew Bartlett e Ray Lake. Solo 12 bottiglie contenenti cabernet sauvignon prodotto in un vigneto piantato nel 1888;

Nuove botti per il Brunello 2016

Febbraio, le nuove botti entrano in cantina per diventare la culla dell’ultima vendemmia del futuro Brunello. Ecco i perché di una scelta importante

Botti-vecchie-che-escono-Fattoria-del-Colle-Toscana

Botti-vecchie-che-escono-Fattoria-del-Colle-Toscana

P1100916Di Donatella Cinelli Colombini, cantina, agriturismo in Toscana

Febbraio è il mese in cui tradizionalmente il futuro Brunello inizia la sua maturazione in botte. C’è tuttavia chi si anticipa, come consigliava il compianto Professor Yves Glories, l’enologo che ha insegnato al mondo intero, come interpretare la maturazione polifenolica dell’uva. Eravamo all’Università di Bordeaux 2, dove lui insegnava, alla fine del gennaio 2001, e io gli feci assaggiare il vino della mia più recente vendemmia, prendendomi una solenne lavata di capo perché non lo avevo ancora messo in botte.
La tradizione montalcinese è tuttavia quella di mettere il vino nei contenitori in legno quando ha completato la fermentazione malolattica ed viene fatto il primo travaso. Per questo, a gennaio, gli enologi consulenti , come la nostra Valerie Lavigne, arrivano nelle cantine e fanno la degustazione totale della nuova vendemmia insieme all’enotecnico interno, nel nostro caso all’enotecnica Barbara Magnani.
E’ un esame molto attento e lento di ogni tino. Analisi di laboratorio, mappe dei

botti-nuove-Adour-tostatura

botti-nuove-Adour-tostatura

vigneti, diari della vendemmia … ma soprattutto l’assaggio conducono alla decisione che segna il destino di ogni partita. Fino a cinquant’anni fa, l’ufficio di Barbara era lo “scrittoio” del Fattore del Colle. E’ una piccola stanza all’ingresso della villa cinquecentesca, da cui il profumo del vino si propaga in tutti gli uffici. Barbara e Valerie siedono una di fronte all’altra con gli schermi dei PC portatili davanti. Entrambe amano la tecnologia e i dati, così come gli appunti di degustazione, sono tutti digitali, niente fogli.

Compleanni e feste in agriturismo in Toscana

Come e perché compleanni e feste in una fattoria storica, come la fattoria del Colle, a sud del Chianti, diventano eventi memorabili 

festa-compleanno-Fattoria-del-Colle

festa-compleanno-Fattoria-del-Colle

Ci sono compleanni dei bambini pieni di giochi e dolci; ci sono compleanni importanti come i 18 anni, i 21 anni oppure “compleanni tondi” per celebrare i 30 oppure i 50 anni che diventano feste con tantissimi invitati. Ci sono gli addii al nubilato, le feste di laurea e persino le feste di divorzio. Ci sono feste casual con DJ e tante sorprese oppure feste eleganti in smoking con buffet raffinato, candelieri e musica dal vino …. ciascuna con i suoi perché e i suoi piccoli riti. Ogni festeggiato ha un sogno diverso per il suo party ma tutti cercano qualcosa di nuovo, capace di sorprendere gli amici e rimanere nel ricordo di tutti gli invitati.

festa-compleanno-Fattoria-del-Colle

festa-compleanno-Fattoria-del-Colle

La fattoria del Colle permette di realizzare questi momenti memorabili, con pochi soldi oppure in modo davvero fiabesco .

Prima di tutto la location: i luoghi in cui è possibile dormire hanno il vantaggio di eliminare il rischio dell’alcol test e i problemi di orario. Dopo il ballo, i più nottambuli possono continuare la festa accanto all’open bar con una musica meno forte. Conta anche la dimensione della location … e non solo per far dormire tutti gli invitati (la fattoria del Colle ha 100 posti letto in camere, appartamenti e ville). I luoghi grandi, con una magia legata alla loro storia, permettono di ideare feste capaci di sorprendere a affascinare. Le strutture moderne infatti sono tutte molto simili e, purtroppo, anche più prevedibili.

Wine&Siena porta il Brunello nel cuore gotico

Wine&Siena il 21 e 22 gennaio trasforma i palazzi storici della capitale del gotico nei luoghi di assaggio di grandi vini di 250 cantine

ine&Siena-Donatella-Cinelli-Colombini

ine&Siena-Donatella-Cinelli-Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Wine&Siena: siamo al Desk 165 nella sala del Mappamondo del Palazzo Pubblico con Brunello e Brunello Prime Donne 2012, Roso di Montalcino, Cenerentola DOc Orcia e Chianti Superiore. Assaggiare il Brunello sotto gli affreschi di Duccio di Buoninsegna e Simone Martini sarà un’emozione nuova. E’ la consacrazione del valore culturale del vino, del suo essere parte della stessa civiltà senese che ha prodotto opere d’arte come l’affresco del Buongoverno con l’immagine scelta dall’Unesco come simbolo mondiale della Pace, oppure pietre miliari della storia civile come il “constituto” del 1309, prima carta costituzionale scritta in volgare perché tutti la potessero leggere e capire. Tutto questo fa parte di questo palazzo ed è bellissimo visitarlo con un calice del meraviglioso Brunello 2012 in mano.

Social-team-Wine&Siena-Violante-Gardini

Social-team-Wine&Siena-Violante-Gardini

Questo e tanto altro è Wine&Siena organizzato dal Merano Wine Festival con 250 produttori di vino e tanti artigiani del gusto selezionati uno per uno. Ogni espositore ha dovuto infatti sottoporre le sue bottiglie a una commissione che ha ammesso e premiato i migliori. I nostri cinque vini sono stati tutti premiati e i due Brunello 2012 hanno ottenuto anche la medaglia d’oro.
La formula dell’evento senese, che anticipa di venti giorni le anteprime dei vini toscani, è un mix di arte, storia e enogastronomia. Le location sono scrigni di capolavori d’arte come Rocca Salimbeni sede della direzione generale del Monte dei Paschi di Siena dove verranno assaggiati Chianti, Chianti Classico, Montecuco Cortona … In Palazzo Sansedoni ci saranno 4 master class con degustazioni guidate (da non perdere la vista su Piazza del Campo, la mitica piazza del Palio). La Doc Orcia insieme ai vini di Bolgheri, Piemonte, Veneto … e alla gastronomia saranno nel rettorato sede di una delle università più antiche del mondo fondata nel 1240.

Nuovo atto vandalico in cantina

Dopo Soldera a Montalcino altro atto vandalico in Oltrepò nella cantina di Ottavia Giorgi di Vistarino. 5.300 ettolitri, danno da mezzo milione di Euro

Ottavia-Giorgi-di-Vistarino-colpita-dall'atto-vandalico

Ottavia-Giorgi-di-Vistarino-colpita-dall’atto-vandalico

Di Donatella Cinelli Colombini

Quarant’anni, un master in viticultura, mamma da pochi mesi e il sogno di riportare l’Oltrepò all’eccellenza nel vino. Il sogno di Ottavia Giorgi di Vistarino forse finisce con un atto vandalico simile a quello che ha distrutto il Brunello di Gianfranco Soldera. Qualcuno scavalca il muro di cinta della sua azienda Rocca dè Giorgi e apre i tini di Pinot nero, Riesling, Pinot grigio, Chardonnay, Moscato, Croatina, Barbera e Cabernet. Un danno enorme, non un’intimidazione di stampo mafioso ma piuttosto il desiderio di rovinare Ottavia e l’azienda nel presente e nel futuro. Oltre al danno economico c’è infatti quello commerciale che forse è ancora più devastante perché fa perdere all’azienda il suo posizionamento nel mercato a favore dei concorrenti. Un disastro che nella sua violenza distruttiva lascia sgomenti.

Rocca-dei-Giorgi-contevistarino-villa-autunno

Rocca-dei-Giorgi-contevistarino-villa-autunno

Potrebbe succedere anche a me, è il mio primo pensiero. Io ho parti delle tinaie all’esterno, dove ho sperimentato i lieviti indigeni selezionati. Andarci e far uscire tutto il vino sarebbe un gioco da ragazzi. Bisogna potenziare subito i sistemi d’allarme è il secondo pensiero …. ma si può vivere così? E poi perché?

                                                                       
Cinelli Colombini
Privacy Overview

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito ritieni più interessanti e utili.