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Vinoterapia moda o vero wellness?

Il nome fashion e il successo dei grandi vini fanno nascere il dubbio. E allora andiamo a vedere cosa succede al corpo e alla mente con i trattamenti al vino

vinoterapia Fattoria del Colle

vinoterapia Fattoria del Colle

Nei territori del Chianti, del Barolo, del Sagrantino …. stanno nascendo, a fianco delle camere con vista sulle vigne, delle aree wellness in cui rigenerare il corpo con le virtù salutari dell’uva. Ovviamente la fama del vino è l’elemento trainante, specialmente quando è conosciuto per la sua capacità di migliorare con il tempo come avviene per il Brunello.
Anche la fattoria del Colle offre un “Risveglio di-vino” che comprende bagno di

Turismo enogastronomico Tagliata di cinta senese - drago (6)

Turismo enogastronomico Fattoria del Colle ristorante

vapore (hammam), gommage alla polvere d’uva, bagno nel vino, massaggio personalizzato e maschera viso (130€ a persona). Un’esperienza sensoriale da vivere in coppia che utilizza i vini di Montalcino prodotti nella cantina Casato Prime Donne della stessa proprietà.

VIRTU’ BENEFICHE DEL VINO SULLA PELLE

Vediamo dunque cos’è e a cosa serve la vinoterapia, scoprendo che fa molto bene alla pelle e complessivamente a tutto l’organismo. Cosi come il vino possiede un effetto rilassante e calmante, così le uve aiutano nella depurazione dell’organismo, ma soprattutto al dimagrimento e più in generale a modellare la figura.

Barolo Boys una storia da film

Barolo boys storia di una rivoluzione” sbanca il Most Festival di Cinema e Vino del Penedès con i premi della Giuria e della miglior Produzione Internazionale

BaroloBoys_cover_ITA

BaroloBoys_cover_ITA

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello

E’ una delle storie più belle del vino italiano, talmente bella che sembra un film e invece sono i fatti realmente accaduti che hanno ispirato un film.
Nel 1983 il vento della ribellione giovanile soffia anche fra i filari di Nebbiolo e 4 giovani langaroli sognano di rivoluzionare la tradizione e produrre il vino più buono del mondo. Lo scontro con le vecchie generazioni, che si oppongono a ogni cambiamento, è durissimo. Elio Altare, il più radicale del gruppo, prende la motosega scende in cantina e taglia le botti del padre. La reazione è terribile e viene diseredato. Ma non si arrende, con Chiara Boschis, Giorgio Rivetti e Roberto Voerzio trovano un giovane importatore visionario come loro Marc de Grazia e con lui partono per New York. Un’impresa squattrinata e un po guascona ma talmente coraggiosa da fare breccia nel

Chiara Boschis

Chiara Boschis

mondo del vino conquistando gli appassionati di tutto il mondo. Nasce il mito di Langa In – Barolo Boys piccoli produttori con un’enorme passione per il grande vino e il coraggio di rischiare tutto per affermare le proprie idee di cambiamento. Un idealismo generoso che nel cinico e arrivista mondo di oggi appare quasi inverosimile ma ispira rispetto e gratitudine.
Cosa resta della rivoluzione dei Barolo boys, dopo 30 anni? Gli effetti sono forti e indelebili. Hanno cambiato il Barolo aprendo la porta all’innovazione e al confronto con il mondo. E’ dal loro seme che sono nati successivamente movimenti, iniziative commerciali e un nuovo stile di comunicazione che hanno fatto del Piemonte l’avanguardia nel vino italiano.

Golf & vino la strana coppia che spopola ovunque

I golfisti bevono vino? Si ma quale? Poco tannino e molto frutto, morbidezza e eleganza. Nick Faldo uno dei golfisti più famosi dice come ha scelto i suoi vini

Nick Faldo I SUOI VINI

Nick Faldo I SUOI VINI

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello

Golf sport da ricchi e golf club luoghi esclusivi ed eleganti che sembrano cornici perfette per ottime bottiglie di vino. Ma cosa bevono questi sportivi che amano camminare nel verde tirando colpi a una pallina? Un indizio arriva dalla linea di vini creata da Nick Faldo, il campione britannico che ha dominato in circuito mondiale del golf per 25 anni. Proprio ai suoi vini è dedicato un articolo di Wine searcher.

ANCHE VINI ITALIANI PER IL CAMPIONE DI GOLF

Faldo è a capo di un impero economico molto diversificato ed ha una grande passione per il vino. Insieme all’importatore e amico Milton Sandford ha selezionato 6 dei vini che verranno venduti a prezzi fra le 11 e le 50 Sterline (69 per il Barolo). Piccole serie di 5.000 bottiglie di Sauvignon di Touraine proveniente da Domaine de la Renaudie, Chablis di Jean-Marc

Nick Faldo wines

Nick Faldo wines

Brocard, un Valpolicella Ripasso della cantina Le Tobele, un Rioja di Bodegas Baigorri, un Châteauneuf-du-Pape del Domaine Berthet-Rayne e un Barolo 2008 prodotto da Paolo Monti.
Ed ecco i caratteri che hanno guidato la scelta <<quite easy, fruity, velvety wines. I don’t like heavy tannins>> facilmente comprensibili, fruttati, vellutati. Senza tannini pesanti, ha detto Ser Nick Faldo. La scelta ha privilegiato la tipicità e il riflesso del terroir. Il Master of Wine Richard Hemming ha commentato << Sono tutti vini classici, interpretazioni affidabili di ciascuna tipologia, coerente su tutta la linea il Valpolicella era il mio preferito in termini di stile e di valore>>.

Turisti del vino super: opinion leader e amanti del lusso

Hanno esigenze simili ma gli opinion leader sanno riconoscere i grandi vini anche se non possono pagarli e i milionari possono pagarli ma non sanno apprezzarli

 

Del Monego Master of Wine e campione del mondo sommelier al Casato Prime Donne

Del Monego Master of Wine e campione del mondo sommelier al Casato Prime Donne

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Montalcino

Si tratta di turisti del vino molto impegnativi perché entrambi aspirano ad assaggiare grandissime bottiglie quasi in esclusiva.
Cominciamo dagli opinion leader, in questo gruppo ci sono professionisti, dilettanti e esibizionisti.

PROFESSIONISTI

I professionisti sono talent scout cioè cercatori di gioielli enologici: giornalisti, importatori, negozianti, sommelier e altri addetti al commercio del vino. Generalmente si informano prima e successivamente  chiedono a enoteche e ristoranti nella stessa zona di produzione, infine vanno a vedere e ad assaggiare in cantina. Sono a caccia

Casato Prime Donne Montalcino, sala da degustazione

Casato Prime Donne Montalcino, sala da degustazione

di buone occasioni, di eccellenze e di cose estreme: il vigneto più fitto, la vite più rara, il tino più antico, più, più …. In una ricerca senza fine che, negli ultimi anni, ha spesso riguardato la naturalezza “estrema” al limite del difettoso. Visite rigorosamente individuali possibilmente con il produttore e assaggi sterminati sul passato, presente, futuro e soprattutto sperimentazioni. I veri professionisti parlano poco, ascoltano molto, hanno un occhio radiografico anche sui dettagli e una memoria di ferro. Fanno sentire il produttore sotto il microscopio ma chi passa l’esame fa buoni affari. Dopo aver scoperto il Piemonte, la Toscana, la Sicilia ora sono in Puglia e in Abruzzo.

Vega Sicilia il vino mito della Spagna

I suoi vini sono invecchiati in botte più a lungo di ogni altro vino al mondo. Vega Sicilia 5 meravigliose cantine di una famiglia in guerra per controllarle  

Vega Sicilia

Vega Sicilia

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

STORIA

Il nome significa il campo di Cecilia e sembra derivare dalla chiesa dedicata alla Santa con questo nome presso Valbuena del Duero nell’anno 912. Segue la costruzione di un monastero e, nel 1848, di una cantina. Tuttavia, per i grandi appassionati di vino la storia di Vega Sicilia, comincia nel 1864, quando Eloy Lecanda, fece arrivare dalla Francia 18.000 barbatelle di Cabernet Sauvignon, Carmenere, Petit Verdot, Malbec e, stranamente, il Pinot Noir. Alla fine del secolo giunse a Vega Sicilia un personaggio leggendario, in Spagna, l’enologo Domingo

Unico Vega Sicilia

Unico Vega Sicilia

Garramiola Txomin che nel 1915 produsse la prima annata di Vega Sicilia come lo consociamo oggi, con una lunghissima maturazione in botte: 10 anni, più a lungo di ogni altro vino del mondo. La maturazione in botte è stata recentemente ridimensionata a 5 anni ma la longevità strabiliante è ancora il tratto distintivo dei vini di Vega Sicilia. Un carattere che deriva dal terreno dei vigneti calcareo con banchi di gesso e, nei fondovalle, caratterizzato da una miscela di argilla, sabbia e ghiaia. Vega Sicilia appare sul palcoscenico internazionale, come una star del vino, nel 1982 quando viene acquistata dall’industriale miliardario David Alvarez. Una acquisizione che ha un retroscena curioso. I vini e la cantina di Vega Sicilia piacevano molto anche al cantante Julio Iglesias che perse l’affare solo per pochi giorni di ritardo.

I turisti del vino classici ecco come accoglierli

I veri turisti del vino sono quelli con un profondo interesse per il nettare di Bacco, quelli che degustano, leggono, studiano, consigliano e visitano il vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Montalcino CasatoPrime Donne WeinClub

Montalcino CasatoPrime Donne WeinClub

Rispetto al totale dei turisti in Italia, i viaggiatori mossi da un interesse prevalente, ma non esclusivo, per il vino sono una quota minoritaria ma comunque consistente; sono stati stimati da Nomisma-WineMonitor (2014) nel 9% degli stranieri ( circa 4,5 milioni) e nel 4,5% dei connazionali (circa 13 milioni). Le percentuali cambiano se prendiamo i dati della Wine Tourism Conference  elaborati dell’Università di Salerno per le Città del Vino nel XII Rapporto 2015 sull’Enoturismo. Questa fonte indica un flusso di 20 milioni di viaggiatori enoturistici nel mondo e fra di loro 3.000.0000 diretti in Italia. Una fetta del 7,9% dei flussi totali che conferma l’enorme importanza di questo segmento.

Musica e vino di cantine aperte 2013

Musica e vino di cantine aperte 2013

I foodie cioè i viaggiatori del gusto, quelli interessati solo a vini e eccellenze gastronomiche sono ancora di meno e, secondo Bankitalia (2012), si aggirano su 730.000 viaggiatori all’anno.

A questi vanno aggiunti gli escursionisti, cioè coloro che si spostano dalla mattina alla sera. Sono numerosissimi soprattutto fra i connazionali, infatti, nel nostro Paese si sta radicando l’abitudine ad andare nei territori del vino nel raggio di 100 km dal luogo di residenza. E’ considerato un modo divertente per impiegare il tempo libero specialmente se c’è in programma un bel pranzetto e se è possibile fare shopping di eccellenze enogastronomiche km 0. Per gli stranieri invece, l’escursionismo in cantina è il  completamento della vacanza al mare oppure il diversivo rispetto ai musei e alle città d’arte che costituiscono il cuore del viaggio in Italia.

Il look del vino, come vestono i produttori italiani

Vignaioli  nella vigna e vignaioli che viaggiano per il mondo, donne senza trucco oppure molto sofisticate … ecco a voi i dress code del vino italiano

Angelo-Gaja

Angelo-Gaja

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello

Alcuni produttori hanno un look molto personale che li distingue come il maglioncino Oscar Farinetti che ricorda tanto Marchionne, tuttavia il Signor Eataly cambia colore e il capo della Fiat no. Le camice senza cravatta di Angelo Gaja che qualche volta la cravatta la tette. Le giacche country di Pieno Antinori che con il suo stile british e gli abiti vissuti è il prototipo perfetto della vecchia aristocrazia fiorentina. Uno stile basato sulla semplicità che caratterizza anche l’abbigliamento delle figlie Albiera, Allegra e Alessia: niente gioielli vistosi, vestiti griffati o altri status symbol perché proprio non ne hanno bisogno belle, brave e famose come sono!

Albiera, Allegra e Alessia Antnori

Albiera, Allegra e Alessia Antnori

Il look degli uomini del vino italiano potrebbe essere riunito in due tipologie principali: campagnolo e gessato. Quasi a rappresentare due facce della produzione del vino: la vigna e la vendita. Il look dei primi è con giacca di velluto in Piemonte e maremmana in Toscana, pantaloni a coste oppure jeans. Gli stessi vignaioli indossano il completo blu nelle occasioni ufficiali e mostrano una crescente disinvoltura in questi abiti che, vent’anni fa, mettevano solo ai matrimoni e ai funerali. Quelli che viaggiano di più per vendere i loro vini hanno anche il completo gessato. In questo look il prototipo perfetto è Giovanni Geddes il più geniale uomo marketing del vino italiano.

Storia della critica del vino all’Académie Internaz. du Vin

Qui vi riassumo la storia della critica del vino di cui ha parlato Raul Salama all’Académie Internationale du Vin. Un passato breve e con molte sorprese

Donatella Cinelli Colombini Académie internationale du Vin

Donatella Cinelli Colombini Académie internationale du Vin

Donatella Cinelli Colombini, Brunello Casato Prime Donne

Sono stata accolta nell’Academie Internationale du Vin grazie a Angelo Gaja e Franco Martinetti ho fatto il mio debutto a Berlino con una conferenza di 20 minuti sul turismo del vino in Italia. Vi risparmio il racconto del mal di pancia legato alla tensione, non mi succedeva una cosa simile dal primo anno di Università. Davanti a me c’erano 70 produttori, giornalisti, esperti fra i più autorevoli d’Europa e fra loro Daniele Cernilli che a pranzo mi dice <<quando ho dovuto parlare io è stato terribile>>. Ma alla fine, grazie a Dio, ce l’ho fatta!
Interessantissime le altre relazioni: la prima sulla mineralità, uno degli argomenti più

Don Melchior di Concia y Toro

Don Melchior di Concia y Toro

discussi nell’ultimo anno, ha scatenato un dibattito feroce mentre la seconda riguardava i vini di Jerez de la Frontera. Curiosamente in questa zona della Spagna hanno un problema opposto al nostro: hanno un alcool naturale di 12 °Vol e una gradazione minima obbligatoria per disciplinare di 15°…..e pensare che da noi cerchiamo di ridurre l’alcool che normalmente è maggiore di quello che vorremmo. Ho imparato che la distribuzione spagnola è sempre stata concentrata nelle mani di pochi “cavisti” che ora usano internet in modo molto aggressivo. Ho imparato che nei vigneti di Romanée Conti è stata registrata soprattutto in primavera con un’accelerazione del ciclo vegetativo.

Il Louvre non è più solo un Museo ma anche una cantina

A pochi passi dal Louvre, dove un tempo c’era la cantina del re di Francia, apre uno spettacolare museo del vino. Intanto i vini di Bordeaux aprono 5 wine bar all’estero

Les-caves-du-louvre

Les-caves-du-louvre

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne
Se stai per andare a Parigi non puoi perderlo. Si chiama Caves du Louvre ed è a vicino al celebre museo. Fu scavata nel Settecento dal cantiniere del Re di Francia Luigi XV e collegata al Palazzo del Louvre, dove lui dimorava, con una galleria per impedire che i malviventi rubassero le preziose bottiglie. In undici anni di lavoro i locali sono stati restaurati con estro ed eleganza diventando un autentico tempio del grande vino francese. 800 metri quadri e 12 sommelier in questo mondo sotterraneo dove luci e tecnologia trasformano le grotte in luoghi da

Le caves du Louvre

Le caves du Louvre

film quasi incredibili. La visita è all’insegna dell’esperienza attiva e c’è persino l’Atelier Winemaking per produrre il proprio vino usando quello che matura dentro le barriques. C’è la sala degli aromi, quella dei terreni dei vigneti … la sala di imbottigliamento e quella delle etichette. Chi ha voglia di imparare i segreti del vino francese in un modo divertente e tutto nuovo deve andarci!

Wine2wine 2015 con le novità del prossimo Vinitaly

2.000 partecipanti 42 convegni in due giorni intensissimi che i giovani del vino hanno vissuto come un super master. Le novità del Vinitaly 2016 con il 50° anno

Bollino del Concorso 5 stars wines di Vinitaly 2015

Bollino del Concorso 5 stars wines di Vinitaly 2016

Donatella Cinelli Colombini, Brunello

Un successone per Wine2Wwine che sta affermando un nuovo modo di fare convegnistica con interventi brevi e in certi casi addirittura telegrafici (5 minuti) e una straordinaria quantità di contenuti utili. Un metodo che i giovani hanno apprezzato molto accorrendo in massa all’evento e stipandosi nelle conferenze dedicate ai brand ambassador o export manager, alla comunicazione digitale e le nuove tendenze.

Wine2wine Wine Ambassador di Vinitaly Academy

Wine2wine Wine Ambassador di Vinitaly Academy

Insomma Stevie Kim e Ian D’Agata hanno vinto la scommessa e stanno trasformando Wine2Wine in uno straordinario strumento di crescita culturale e aggiornamento del mondo del vino. Anche Vinitaly Academy sta andando a gonfie vele e fra i partecipanti ci sono persino dei Master of Wine. La cosa che mi entusiasma in questo gruppo di Ambassador, super esperti del vino italiano è la presenza di tantissime donne.

Ci sarà VITE sulla terra?

Angelo Gaja ci regala una perla del suo pensiero sugli effetti del global warming nei vigneti. Il Corriere vinicolo riassume la posizione degli esperti mondiali

Angelo_Gaja

Angelo_Gaja

Di Donatella Cinelli Colombini

Il titolo è “Ci sarà vite sulla terra?” e negli articoli c’è la sintesi delle diverse posizioni. Chi possiede o lavora nei vigneti milionari tende a negare l’effetto del riscaldamento per difendere la sua posizione di forza, mentre una grossa fetta della comunità scientifica afferma che la geografia dei territori migliori cambierà privilegiando le regioni più a Nord e con maggiore altitudine. Le risposte al cambiamento climatico vanno dall’empirismo alla genetica ma una cosa è certa: non possiamo perdere tempo e non potendo cambiare le cause i viticultori devono adattare la vigna mitigando gli

Vigneto sangiovese, Fattoria del Colle novembre 2015

Vigneto sangiovese, Fattoria del Colle novembre 2015

effetti del clima. Io sono fra i beneficati dal global warming con vigneti di Brunello nella zona fresca che ha fortemente aumentato il suo potenziale qualitativo grazie all’innalzamento delle temperature ma questo non significa che il problema globale non esista.

TROPPO CALDO NEI VIGNETI di Angelo Gaja (novembre 2015)
Anche i viticoltori e produttori di vino guardano in modo diverso al clima che cambia.

Chi sono i turisti del vino? Gli enoturisti per caso

I turisti del vino sono un piccolo esercito armato di cavatappi. Qui vi presenteremo quelli che arrivano in cantina senza un vero interesse ma poi … 

cantina spumante

cantina spumante

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

5 milioni di visitatori per un totale di circa 10 milioni di ingressi nelle cantine italiane (Wine Monitor  2014). E’ uno dei flussi che cresce di più e soprattutto spende di più. L’indagine 2015 di GFK su commissione della Fondazione Italia patria della bellezza, ha esaminato un campione di 5.000 turisti esteri in Italia scoprendo che il 60% di loro ha comprato del vino (56% degli europei 64% dei non EU). I russi hanno dimostrato il maggior apprezzamento per le nostre bottiglie seguiti da cinesi, statunitensi e tedeschi ( rispettivamente 75%, 67%, 64%, 62%). Dalla stessa indagine emergono anche le parole chiave che gli stranieri collegano al nostro agroalimentare, sono in ordine decrescente: qualità, genuinità e notorietà.

turismo nei vigneti

turismo nei vigneti

L’indagine riconferma il primato dell’agroalimentare fra i motivi di soddisfazione dei turisti esteri di ritorno dal nostro paese. Infatti se il turismo è secondo all’arte, come calamita dei turisti esteri, è invece saldamente in testa fra le cose più apprezzate del Bel Paese.
Un successo in crescita confermato dai 7 itinerari italiani fra i 52 scelti in tutto il mondo, dalla potentissima guida Lonely Planet 2015 “Wine trails”. Ci sono Toscana (concentrata sul Chianti Classico), Veneto, Trentino Alto Adige, Piemonte, Friuli e Puglia per un’edizione di oltre cento milioni di guide. L’Italia è dunque, a buon diritto, fra le maggiori wine destination del mondo e in questa veste si mostra al pubblico internazionale. Un pubblico composto da turisti e non solo da turisti del vino.

IOsonoDONATELLA

E’ il miglior Brunello mai prodotto da Donatella. 600 bottiglie con una veste che racconta la sua storia: da esperta di oreficeria medioevale a vignaiola

Brunello IosonoDonatella Donatella Cinelli Colombini

Brunello IOsonoDONATELLA Donatella Cinelli Colombini

Questo Brunello è la realizzazione del sogno di Donatella Cinelli Colombini, il sogno di una cantina tutta al femminile, il Casato Prime Donne di Montalcino, la prima in Italia, nata come un atto di coraggio è poi divenuta una bandiera dell’enologia in rosa. Ogni anno organizza un premio dedicato al territorio e alle donne che tracciano nuove strade verso il futuro.
Ma anche il sogno di produrre grandi vini in una zona fresca di Montalcino, a cui il global warming ha regalato un nuovo, grande potenziale qualitativo. Oggi, le

IOsonoDONATELLA Brunello

IOsonoDONATELLA Brunello

vigne piantate da Donatella, le sperimentazioni sui lieviti autoctoni selezionati e le prove sui legni e sulle dimensioni delle botticelle per la maturazione, danno frutti eccellenti. Grandi e alcuni grandissimi vini, contraddistinti da eleganza e armonia.. Sono esportati in 34 Paesi esteri e destinati a una clientela esigente e selezionata.
Il Brunello IOsonoDONATELLA è la conclusione di 18 anni di lavoro paziente, da quando, nel 1998, Donatella prese due proprietà dei genitori: il Casato Prime Donne a Montalcino e Fattoria del Colle a Trequanda a sud del Chianti. Pian piano le ha trasformate in due eccellenze del vino e del turismo. Luoghi dove l’autenticità diventa racconto, alta qualità e emozione.

I primi 3 del mondo: Au Pardis Seven Springs Quilceda Creek

Il podio del vino più ambito del mondo, quello del Wine Spectator, nel 2015 è tutto di cantine USA e qui ve le presento con tante notizie da sbalordire

Sir Peter Michael

Sir Peter Michael

Di Donatella Cinelli Colombini

Al numero 4 della TOP 100 Wine Spectator c’è il Brunello 2010 della Tenuta Il Poggione, splendida proprietà di Montalcino che tiene alto il nome dei vini italiani nella classifica più ambita del mondo. Ma qui vi parlerò dei primi tre della lista dei TOP 100  facendovi scoprire cantine fondate negli ultimi quarant’anni che sono già arrivate in cima.

AU PARADIS

Il numero 1 del mondo per il 2016 è  il Cabernet Sauvignon  2012 di Peter Michael

Cabernet Sauvignon 2012 di Peter Michael

Cabernet Sauvignon 2012 di Peter Michael

prodotto a Oakville in California nella tenuta “Au paradis” . Costa 195$ ma  e ve lo potete far mandare a casa.

La cosa più curiosa è l’incrocio etnico: prima di tutto il proprietario Sir Peter Michael, un industriale inglese dell’elettronica di straordinario successo con business anche nelle produzioni radiofoniche e televisive, che è stato insignito del titolo di Baronetto dalla Regina Elisabetta nel 1989. La moglie Michael è soprannominata “Lady M” con un nickname che richiama alla mente le avventure dell’agente 007. I due si sono appassionati di agricoltura in Gran Bretagna, la loro patria di origine, dove hanno una proprietà di 1.000 acri nel Berkshire.

Premio Minerva 2015 a Donatella Cinelli Colombini

26 novembre, Roma Sala della Protomoteca in Campidoglio, Donatella Cinelli Colombini vignaiola di Montalcino riceve il Premio Minerva Anna Maria Mammoliti

Premio Minerva 2015 on Donatella Cinelli Colombini

Premio Minerva 2015 on Donatella Cinelli Colombini

Si tratta del primo riconoscimento italiano dedicato alle donne, sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica.
Il premio è giunto quest’anno alla XXVI edizione e fu creato da Anna Maria Mammoliti fondatrice del Mensile Minerva e Club delle Donne un’associazione che mira alla valorizzazione della qualità del lavoro femminile in tutti i campi del sapere. Il Premio Minerva ha per simbolo una spilla in oro e pietre preziose appositamente disegnata dal maestro Renato Guttuso e viene attribuito ogni anno, dal 1983, a donne che si siano distinte nei vari campi del sapere e che, simbolicamente, rappresentano esemplari modelli femminili per le loro capacità professionali e per i valori positivi di cui sono portatrici.
La lista delle vincitrici delle passate edizioni è di altissimo profilo: Simone Veil, Camilla

Premio Minerva 2015 Donatella Cinelli Colombini risponde alle domande di Daniela Viglione

Premio Minerva 2015 Donatella Cinelli Colombini risponde alle domande di Daniela Viglione

Cederna, Elda Pucci, Diane Fainstein (Sindaco di San Francisco), Nilde Iotti, Olga Villa, Margherita Hack, la pittrice Paola Levi Montalcini, Vasso Papandreu, Wanda Rutkiewic prima donna a scalare l’Everest, Elena Bonner Sacharova, Helen Hancock presidente CPD dell’IBM, Kazimira Pruskiene ex primo ministro lituano, Emma Bonino, Barbara Spinelli, Susanna Agnelli, Tullia Zevi, Lubna Al-Qasimi (Ministro del Bilancio e della Pianificazione degli Emirati Arabi Uniti).

Premio Minerva 2015 Donatella Cinelli Colombini

Premio Minerva 2015 Donatella Cinelli Colombini

Per Donatella, vignaiola di Montalcino il Premio Minerva è arrivato inaspettato e graditissimo. Inaspettato perché raramente una vignaiola accede a riconoscimenti di questa importanza, più spesso destinati a personalità della cultura e della politica. Forse per questo Donatella ha salito le scale del Campidoglio con l’emozione e l’orgoglio di portare con se il lavoro e l’impegno di tante donne che, come lei, hanno aperto un ambito quasi esclusivamente maschile, al protagonismo femminile. Le cantine di Donatella Cinelli Colombini – Casato Prime Donne nel territorio del Brunello e la Fattoria del Colle a Trequanda – sono le prime in Italia con un organico interamente rosa, quasi una bandiera per le pari opportunità nel vino.

                                                                       
Cinelli Colombini
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