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iSommelier e il sacerdote del vino diventa elettronico

Volete decidere all’ultimo momento di portare in tavola un grande vino? Ora è possibile grazie a iSommelier uno smart decanter che accelera l’ossigenazione 

iSommelier

iSommelier

di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Al primo colpo d’occhio sembra uno di quei piccoli elettrodomestici che servono per preparare il caffè americano con i filtri. Invece è un sommelier tecnologico capace di accelerare i tempi della decantazione e persino spiegarti tutto sulla bottiglia che stai bevendo.
Lo produce l’industriale cinese Eric Li che, grazie alla sua fabbrica di Bordeaux frequenta assiduamente le cantine e i ristoranti più raffinati di Francia, si sorprese sentendo un amico che telefonava al sommelier per farsi preparare il vino per la cena. Fu da questo episodio che gli venne l’idea di costruire un decanter capace di fare in pochi minuti quello che tradizionalmente richiede ore.

iSommelier iFavine

iSommelier iFavine

Eric Li è a capo di un impero industriale fra i maggiori al mondo nel campo degli elettrodomestici, la Top Electric, per questo riuscì a mettere subito a lavoro 30 specialisti in vino e tecnologie e in poco tempo, nel 2015, produrre iSommelier un piccolo congegno che, di fatto, sostituisce il Sommelier in carne e ossa. E’ munito della caraffa in cui versare il vino, ha un display in cui registrare il nome dell’etichetta e della cantina, ma soprattutto contiene un congegno che assorbe l’aria dall’ambiente, la purifica, l’addiziona con ossigeno e la insuffla nel vino accelerando i tempi della decantazione.

Cenone di capodanno in agriturismo con bambini

A mezzanotte arriva il nuovo anno e nasce il Brunello 2011 che gli ospiti della Fattoria del Colle berranno per primi insieme a Donatella Cinelli Colombini

Fattoria del Colle Violante e le sue amiche brindano

Fattoria del Colle Violante e le sue amiche brindano

La meravigliosa campagna senese è un luogo magico per trascorrere il capodanno perché permette di vivere esperienze davvero straordinarie come quella di bere per primi il Brunello 2011. Il celebre vino rosso di Montalcino diventa Brunello a mezzanotte dei 31 dicembre dopo quattro anni e tre mesi dalla vendemmia. Nessun rosso DOCG rimane in cantina così a lungo e questo evidenzia il pregio e la straordinaria longevità del vino di Montalcino.
Alla Fattoria del Colle c’è la tradizione del cenone nell’osteria con un menù molto ricercato che comprende 10 preparazioni. A mezzanotte la festa si sposta nella cantina storica bevendo il nuovo Brunello insieme alla produttrice in persona, Donatella Cinelli Colombini. Si tratta delle

Capodanno alla Fattoria_del_Colle

Capodanno alla Fattoria_del_Colle

prime bottiglie che vengono aperte e, secondo Donatella, portano fortuna. Lei tiene moltissimo a questa tradizione che ha ereditato da suo nonno e continua da oltre quarant’anni.
Ovviamente c’è un buffè dolce strepitoso che è la gioia di tutti i bambini e viene servito un grande spumante brut metodo classico che Donatella ha creato insieme a tre “amici di vigna”. Uno spumante blac de blanc cioè di solo Chardonnay e con 42 mesi di contatto coi lieviti.
C’è poi il protagonista assoluto delle feste nel territorio senese; il panforte eseguito dalla pasticcera della Fattoria del Colle Patrizia Cenni secondo l’antica ricetta. Ancora seguendo la tradizione aspettando la mezzanotte c’è il gioco del panforte con i bambini veri protagonisti di questa competizione scherzosa e antica. Dunque un capodanno in agriturismo con bambini

Assoenologi e Fisar puntano sulle donne, è finita un’epoca?

Graziella Cescon nuova presidente dei Sommelier Fisar e Gabriella Diverio nuovo direttore dell’Associazione Enologi Italiani

Graziella Cescon

Graziella Cescon

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne
Finalmente! Finalmente il mondo del vino scommette sulle donne e affida alle loro mani grandi responsabilità. Dopo Roberta Corrà direttore generale GIV due nuove donne arrivano nelle stanze dei bottoni.
Graziella Cescon è la prima donna a capo di un’associazione di sommelier, il 21 novembre è stata eletta presidente FISAR dopo che l’assemblea l’aveva letteralmente sommersa di voti ed era risultata la prima delle elette. Graziella è venuta alla Fattoria del Colle con la Fisar in Rosa, in occasione della Festa della Donna. Di questa giovane bionda, sorridente, elegante e sempre molto misurata, colpiscono la concentrazione e l’intelligenza. E’ sempre “sul pezzo”, attenta e pronta a dare il suo contributo.
Su Gabriella Diverio vorrei fare una riflessione più allargata, guardando anche il

Gabriella Diverio

Gabriella Diverio

metodo con cui è stata scelta come D.G.di Assoenologi in sostituzione di Giuseppe Martelli, l’uomo che ha diretto l’organizzazione per 38 anni cioè negli anni in cui gli enologi crescevano di numero (oggi sono 4.000) e di prestigio fino a diventare delle vere e proprie star del vino.
Il “Presidentissimo” degli enologi italiani e mondiali Riccardo Cotarella si è affidato a una società di cacciatori di teste, la Profexa di Bologna, in modo da evitare le raccomandazioni e i nepotismi troppo spesso tristemente presenti nel nostro Paese. L’annuncio sul sito di Profexa puntava a selezionare candidati di altissimo profilo << La risorsa ricercata dovrà possedere un background manageriale di comprovata esperienza con competenze specifiche e successi riconosciuti nel settore del Marketing, in quelle realtà dove lo studio della comunicazione è un volano per catalizzare risultati, dovrà possedere quelle competenze comunicative e quegli strumenti tipici di chi con la comunicazione deve fare funzionare il business>>.

Fiasco da vino una bella storia toscana

Il fiasco esisteva già nel XIII secolo ma solo nel 1922 fu inventato il sistema per tapparlo ermeticamente e mise le ali alle esportazioni del vino toscano

 

fiaschicarro

fiaschicarro

Di Donatella Cinelli Colombini

Tutto inizia con la scoperta del vetro, sei mila anni fa. E’ invece del primo secolo dopo Cristo la tecnica del vetro soffiato, cioè la bolla d’aria creata soffiando all’interno dell’impasto fuso di sabbia silicica, carbonato di calcio e soda. Ma bisogna aspettare fino alla metà del XIII secolo per trovare in Toscana i “maestri bicchierai” che nella zona di San Gimignano, Gambassi e Montaione avevano le loro fornaci. Nel secolo successivo i vetrai toscani si specializzarono nella produzione di “vetri ottici”, cioè occhiali.

Altra invenzione dello stesso periodo fu il rivestimento dei fiaschi con un’erba palustre comunemente chiamata stiancia (tipha latifolia) proveniente dagli acquitrini della valle dell’Arno.

 

 

fiascaia

fiascaia

Il fiasco da vino impagliato si diffuse in tutta l’Italia, anche se con forme e nomi diversi, come le pulcianelle di Orvieto.
Nei secoli successivi il fiasco divenne sinonimo di vino toscano e soprattutto di Chianti. Nel 1574 un bando (legge) granducale fissò la sua capacità a 2,280 litri corrispondenti a “mezzo quarto” volume che veniva certificato da un bollo con il giglio di Firenze nel rivestimento e, in epoca successiva, nel vetro.
Tuttavia fu nell’Ottocento, per opera di Adolfo Laborel Malin, che il fiasco divenne più robusto e nel 1922 fu ideata la tappatura ermetica che ne permetteva la spedizione in grandi quantità mettendo letteralmente le ali alla commercializzazione e soprattutto alle esportazioni dei vini toscani.

Le bionde svedesi brindano con il rosso

Scopriamo insieme il mercato svedese con il Systembolaged che controlla le vendite di vino e le quarantenni donne in carriera che bevono specialmente i vini rossi cari

Systembolaged

Systembolaged

Di Donatella Cinelli Colombini ,BrunelloCasato Prime Donne

Il miglior consumatore svedese è donna fra i 40 e i 45 anni, vive in città ed ha una buona situazione sociale ed economica. Beve soprattutto vini rossi costosi! Evviva le bionde bellezze svedesi, verrebbe da dire, perché nel grande Paese scandinavo i vini italiani vanno forte, sono al primo posto fra le bottiglie straniere con il 35% di quel segmento di mercato.
Agnese Ceschi di Wine Meriadian ha intervisto Jan Olof Mark proprietario di Banus HB uno dei più stimati importatori svedesi. Nell’articolo che vi suggerisco di leggere perché, come ogni post di Wine Meridian, apre una finestra sul mondo, ci sono importanti notizie sul mercato svedese.

Violante Gardini Cinelliclombini degustazione Gambero Rosso a Stoccolma

Violante Gardini Cinelliclombini degustazione Gambero Rosso a Stoccolma

Prime di tutto le dimensioni: 200 milioni di litri all’anno. Ogni svedese consuma in media 20 litri di vino l’anno.
Poi le tendenze: nei vini italiani vincono l’originalità, le piccole produzioni con origine ben localizzata e le bollicine. In queste scelte influisce anche il turismo cioè la conoscenza dei vini italiani che i visitatori svedesi acquisiscono durante le vacanze in Italia.

Non è tutto lusso quello che sembra lusso ….. negli alcolici

Aumentare la percezione della qualità e non la qualità intrinseca, ecco la nuova tendenza delle bevande di alto prezzo, soprattutto per i super alcolici

Hine Cognac bottle

Hine Cognac bottle

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello

La chiamano “premiumisation” ed è la nuova tendenza delle bevande alcoliche con i marchi che cercano di migliorare la loro immagine senza accrescere la qualità, per alzare i prezzi e quindi i profitti evitando di investire in ricerca e sofisticate attrezzature produttive.
E’ questo l’argomento di un interessantissimo articolo di Drinks Business con l’intervista al CEO della maison di Cognac Hine, Francois le Grelle. Una distilleria che vende prodotti di altissima gamma come un Cognac in bottiglie di cristallo Baccarat che costano 5.250 sterline l’una e sono considerate la massima espressione del talento di Thomas Hine nella distillazione.
Di fronte a queste espressioni di qualità estrema, dentro e fuori la bottiglia, Francois de Grelle si indigna quando vede delle mistificazioni cioè prodotti mediocri che sembrano, ma solo sembrano, di alto livello e finiscono per confondere il consumatore offuscano l’immagine anche delle bottiglie davvero pregiate.

Francois le Grelle

Francois le Grelle

In realtà il mercato del lusso è in piena corsa e i consumatori più danarosi ed esigenti sono alla costante ricerca di cose esclusive con materie prime impeccabili e qualità senza compromessi. Acquisti che siano anche degli investimenti da tenere in cantine simili a casseforti.
Purtroppo, il caso del super falsario Rudy Kurniawan dimostra che gran parte dei clienti delle bottiglie più costose ed esclusive non sono intenditori ma solo persone desiderose di esibire la loro ricchezza oppure di speculare sull’aumento di valore.

Vinoterapia moda o vero wellness?

Il nome fashion e il successo dei grandi vini fanno nascere il dubbio. E allora andiamo a vedere cosa succede al corpo e alla mente con i trattamenti al vino

vinoterapia Fattoria del Colle

vinoterapia Fattoria del Colle

Nei territori del Chianti, del Barolo, del Sagrantino …. stanno nascendo, a fianco delle camere con vista sulle vigne, delle aree wellness in cui rigenerare il corpo con le virtù salutari dell’uva. Ovviamente la fama del vino è l’elemento trainante, specialmente quando è conosciuto per la sua capacità di migliorare con il tempo come avviene per il Brunello.
Anche la fattoria del Colle offre un “Risveglio di-vino” che comprende bagno di

Turismo enogastronomico Tagliata di cinta senese - drago (6)

Turismo enogastronomico Fattoria del Colle ristorante

vapore (hammam), gommage alla polvere d’uva, bagno nel vino, massaggio personalizzato e maschera viso (130€ a persona). Un’esperienza sensoriale da vivere in coppia che utilizza i vini di Montalcino prodotti nella cantina Casato Prime Donne della stessa proprietà.

VIRTU’ BENEFICHE DEL VINO SULLA PELLE

Vediamo dunque cos’è e a cosa serve la vinoterapia, scoprendo che fa molto bene alla pelle e complessivamente a tutto l’organismo. Cosi come il vino possiede un effetto rilassante e calmante, così le uve aiutano nella depurazione dell’organismo, ma soprattutto al dimagrimento e più in generale a modellare la figura.

Barolo Boys una storia da film

Barolo boys storia di una rivoluzione” sbanca il Most Festival di Cinema e Vino del Penedès con i premi della Giuria e della miglior Produzione Internazionale

BaroloBoys_cover_ITA

BaroloBoys_cover_ITA

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello

E’ una delle storie più belle del vino italiano, talmente bella che sembra un film e invece sono i fatti realmente accaduti che hanno ispirato un film.
Nel 1983 il vento della ribellione giovanile soffia anche fra i filari di Nebbiolo e 4 giovani langaroli sognano di rivoluzionare la tradizione e produrre il vino più buono del mondo. Lo scontro con le vecchie generazioni, che si oppongono a ogni cambiamento, è durissimo. Elio Altare, il più radicale del gruppo, prende la motosega scende in cantina e taglia le botti del padre. La reazione è terribile e viene diseredato. Ma non si arrende, con Chiara Boschis, Giorgio Rivetti e Roberto Voerzio trovano un giovane importatore visionario come loro Marc de Grazia e con lui partono per New York. Un’impresa squattrinata e un po guascona ma talmente coraggiosa da fare breccia nel

Chiara Boschis

Chiara Boschis

mondo del vino conquistando gli appassionati di tutto il mondo. Nasce il mito di Langa In – Barolo Boys piccoli produttori con un’enorme passione per il grande vino e il coraggio di rischiare tutto per affermare le proprie idee di cambiamento. Un idealismo generoso che nel cinico e arrivista mondo di oggi appare quasi inverosimile ma ispira rispetto e gratitudine.
Cosa resta della rivoluzione dei Barolo boys, dopo 30 anni? Gli effetti sono forti e indelebili. Hanno cambiato il Barolo aprendo la porta all’innovazione e al confronto con il mondo. E’ dal loro seme che sono nati successivamente movimenti, iniziative commerciali e un nuovo stile di comunicazione che hanno fatto del Piemonte l’avanguardia nel vino italiano.

Golf & vino la strana coppia che spopola ovunque

I golfisti bevono vino? Si ma quale? Poco tannino e molto frutto, morbidezza e eleganza. Nick Faldo uno dei golfisti più famosi dice come ha scelto i suoi vini

Nick Faldo I SUOI VINI

Nick Faldo I SUOI VINI

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello

Golf sport da ricchi e golf club luoghi esclusivi ed eleganti che sembrano cornici perfette per ottime bottiglie di vino. Ma cosa bevono questi sportivi che amano camminare nel verde tirando colpi a una pallina? Un indizio arriva dalla linea di vini creata da Nick Faldo, il campione britannico che ha dominato in circuito mondiale del golf per 25 anni. Proprio ai suoi vini è dedicato un articolo di Wine searcher.

ANCHE VINI ITALIANI PER IL CAMPIONE DI GOLF

Faldo è a capo di un impero economico molto diversificato ed ha una grande passione per il vino. Insieme all’importatore e amico Milton Sandford ha selezionato 6 dei vini che verranno venduti a prezzi fra le 11 e le 50 Sterline (69 per il Barolo). Piccole serie di 5.000 bottiglie di Sauvignon di Touraine proveniente da Domaine de la Renaudie, Chablis di Jean-Marc

Nick Faldo wines

Nick Faldo wines

Brocard, un Valpolicella Ripasso della cantina Le Tobele, un Rioja di Bodegas Baigorri, un Châteauneuf-du-Pape del Domaine Berthet-Rayne e un Barolo 2008 prodotto da Paolo Monti.
Ed ecco i caratteri che hanno guidato la scelta <<quite easy, fruity, velvety wines. I don’t like heavy tannins>> facilmente comprensibili, fruttati, vellutati. Senza tannini pesanti, ha detto Ser Nick Faldo. La scelta ha privilegiato la tipicità e il riflesso del terroir. Il Master of Wine Richard Hemming ha commentato << Sono tutti vini classici, interpretazioni affidabili di ciascuna tipologia, coerente su tutta la linea il Valpolicella era il mio preferito in termini di stile e di valore>>.

Turisti del vino super: opinion leader e amanti del lusso

Hanno esigenze simili ma gli opinion leader sanno riconoscere i grandi vini anche se non possono pagarli e i milionari possono pagarli ma non sanno apprezzarli

 

Del Monego Master of Wine e campione del mondo sommelier al Casato Prime Donne

Del Monego Master of Wine e campione del mondo sommelier al Casato Prime Donne

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Montalcino

Si tratta di turisti del vino molto impegnativi perché entrambi aspirano ad assaggiare grandissime bottiglie quasi in esclusiva.
Cominciamo dagli opinion leader, in questo gruppo ci sono professionisti, dilettanti e esibizionisti.

PROFESSIONISTI

I professionisti sono talent scout cioè cercatori di gioielli enologici: giornalisti, importatori, negozianti, sommelier e altri addetti al commercio del vino. Generalmente si informano prima e successivamente  chiedono a enoteche e ristoranti nella stessa zona di produzione, infine vanno a vedere e ad assaggiare in cantina. Sono a caccia

Casato Prime Donne Montalcino, sala da degustazione

Casato Prime Donne Montalcino, sala da degustazione

di buone occasioni, di eccellenze e di cose estreme: il vigneto più fitto, la vite più rara, il tino più antico, più, più …. In una ricerca senza fine che, negli ultimi anni, ha spesso riguardato la naturalezza “estrema” al limite del difettoso. Visite rigorosamente individuali possibilmente con il produttore e assaggi sterminati sul passato, presente, futuro e soprattutto sperimentazioni. I veri professionisti parlano poco, ascoltano molto, hanno un occhio radiografico anche sui dettagli e una memoria di ferro. Fanno sentire il produttore sotto il microscopio ma chi passa l’esame fa buoni affari. Dopo aver scoperto il Piemonte, la Toscana, la Sicilia ora sono in Puglia e in Abruzzo.

Vega Sicilia il vino mito della Spagna

I suoi vini sono invecchiati in botte più a lungo di ogni altro vino al mondo. Vega Sicilia 5 meravigliose cantine di una famiglia in guerra per controllarle  

Vega Sicilia

Vega Sicilia

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

STORIA

Il nome significa il campo di Cecilia e sembra derivare dalla chiesa dedicata alla Santa con questo nome presso Valbuena del Duero nell’anno 912. Segue la costruzione di un monastero e, nel 1848, di una cantina. Tuttavia, per i grandi appassionati di vino la storia di Vega Sicilia, comincia nel 1864, quando Eloy Lecanda, fece arrivare dalla Francia 18.000 barbatelle di Cabernet Sauvignon, Carmenere, Petit Verdot, Malbec e, stranamente, il Pinot Noir. Alla fine del secolo giunse a Vega Sicilia un personaggio leggendario, in Spagna, l’enologo Domingo

Unico Vega Sicilia

Unico Vega Sicilia

Garramiola Txomin che nel 1915 produsse la prima annata di Vega Sicilia come lo consociamo oggi, con una lunghissima maturazione in botte: 10 anni, più a lungo di ogni altro vino del mondo. La maturazione in botte è stata recentemente ridimensionata a 5 anni ma la longevità strabiliante è ancora il tratto distintivo dei vini di Vega Sicilia. Un carattere che deriva dal terreno dei vigneti calcareo con banchi di gesso e, nei fondovalle, caratterizzato da una miscela di argilla, sabbia e ghiaia. Vega Sicilia appare sul palcoscenico internazionale, come una star del vino, nel 1982 quando viene acquistata dall’industriale miliardario David Alvarez. Una acquisizione che ha un retroscena curioso. I vini e la cantina di Vega Sicilia piacevano molto anche al cantante Julio Iglesias che perse l’affare solo per pochi giorni di ritardo.

I turisti del vino classici ecco come accoglierli

I veri turisti del vino sono quelli con un profondo interesse per il nettare di Bacco, quelli che degustano, leggono, studiano, consigliano e visitano il vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Montalcino CasatoPrime Donne WeinClub

Montalcino CasatoPrime Donne WeinClub

Rispetto al totale dei turisti in Italia, i viaggiatori mossi da un interesse prevalente, ma non esclusivo, per il vino sono una quota minoritaria ma comunque consistente; sono stati stimati da Nomisma-WineMonitor (2014) nel 9% degli stranieri ( circa 4,5 milioni) e nel 4,5% dei connazionali (circa 13 milioni). Le percentuali cambiano se prendiamo i dati della Wine Tourism Conference  elaborati dell’Università di Salerno per le Città del Vino nel XII Rapporto 2015 sull’Enoturismo. Questa fonte indica un flusso di 20 milioni di viaggiatori enoturistici nel mondo e fra di loro 3.000.0000 diretti in Italia. Una fetta del 7,9% dei flussi totali che conferma l’enorme importanza di questo segmento.

Musica e vino di cantine aperte 2013

Musica e vino di cantine aperte 2013

I foodie cioè i viaggiatori del gusto, quelli interessati solo a vini e eccellenze gastronomiche sono ancora di meno e, secondo Bankitalia (2012), si aggirano su 730.000 viaggiatori all’anno.

A questi vanno aggiunti gli escursionisti, cioè coloro che si spostano dalla mattina alla sera. Sono numerosissimi soprattutto fra i connazionali, infatti, nel nostro Paese si sta radicando l’abitudine ad andare nei territori del vino nel raggio di 100 km dal luogo di residenza. E’ considerato un modo divertente per impiegare il tempo libero specialmente se c’è in programma un bel pranzetto e se è possibile fare shopping di eccellenze enogastronomiche km 0. Per gli stranieri invece, l’escursionismo in cantina è il  completamento della vacanza al mare oppure il diversivo rispetto ai musei e alle città d’arte che costituiscono il cuore del viaggio in Italia.

Il look del vino, come vestono i produttori italiani

Vignaioli  nella vigna e vignaioli che viaggiano per il mondo, donne senza trucco oppure molto sofisticate … ecco a voi i dress code del vino italiano

Angelo-Gaja

Angelo-Gaja

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello

Alcuni produttori hanno un look molto personale che li distingue come il maglioncino Oscar Farinetti che ricorda tanto Marchionne, tuttavia il Signor Eataly cambia colore e il capo della Fiat no. Le camice senza cravatta di Angelo Gaja che qualche volta la cravatta la tette. Le giacche country di Pieno Antinori che con il suo stile british e gli abiti vissuti è il prototipo perfetto della vecchia aristocrazia fiorentina. Uno stile basato sulla semplicità che caratterizza anche l’abbigliamento delle figlie Albiera, Allegra e Alessia: niente gioielli vistosi, vestiti griffati o altri status symbol perché proprio non ne hanno bisogno belle, brave e famose come sono!

Albiera, Allegra e Alessia Antnori

Albiera, Allegra e Alessia Antnori

Il look degli uomini del vino italiano potrebbe essere riunito in due tipologie principali: campagnolo e gessato. Quasi a rappresentare due facce della produzione del vino: la vigna e la vendita. Il look dei primi è con giacca di velluto in Piemonte e maremmana in Toscana, pantaloni a coste oppure jeans. Gli stessi vignaioli indossano il completo blu nelle occasioni ufficiali e mostrano una crescente disinvoltura in questi abiti che, vent’anni fa, mettevano solo ai matrimoni e ai funerali. Quelli che viaggiano di più per vendere i loro vini hanno anche il completo gessato. In questo look il prototipo perfetto è Giovanni Geddes il più geniale uomo marketing del vino italiano.

Storia della critica del vino all’Académie Internaz. du Vin

Qui vi riassumo la storia della critica del vino di cui ha parlato Raul Salama all’Académie Internationale du Vin. Un passato breve e con molte sorprese

Donatella Cinelli Colombini Académie internationale du Vin

Donatella Cinelli Colombini Académie internationale du Vin

Donatella Cinelli Colombini, Brunello Casato Prime Donne

Sono stata accolta nell’Academie Internationale du Vin grazie a Angelo Gaja e Franco Martinetti ho fatto il mio debutto a Berlino con una conferenza di 20 minuti sul turismo del vino in Italia. Vi risparmio il racconto del mal di pancia legato alla tensione, non mi succedeva una cosa simile dal primo anno di Università. Davanti a me c’erano 70 produttori, giornalisti, esperti fra i più autorevoli d’Europa e fra loro Daniele Cernilli che a pranzo mi dice <<quando ho dovuto parlare io è stato terribile>>. Ma alla fine, grazie a Dio, ce l’ho fatta!
Interessantissime le altre relazioni: la prima sulla mineralità, uno degli argomenti più

Don Melchior di Concia y Toro

Don Melchior di Concia y Toro

discussi nell’ultimo anno, ha scatenato un dibattito feroce mentre la seconda riguardava i vini di Jerez de la Frontera. Curiosamente in questa zona della Spagna hanno un problema opposto al nostro: hanno un alcool naturale di 12 °Vol e una gradazione minima obbligatoria per disciplinare di 15°…..e pensare che da noi cerchiamo di ridurre l’alcool che normalmente è maggiore di quello che vorremmo. Ho imparato che la distribuzione spagnola è sempre stata concentrata nelle mani di pochi “cavisti” che ora usano internet in modo molto aggressivo. Ho imparato che nei vigneti di Romanée Conti è stata registrata soprattutto in primavera con un’accelerazione del ciclo vegetativo.

Il Louvre non è più solo un Museo ma anche una cantina

A pochi passi dal Louvre, dove un tempo c’era la cantina del re di Francia, apre uno spettacolare museo del vino. Intanto i vini di Bordeaux aprono 5 wine bar all’estero

Les-caves-du-louvre

Les-caves-du-louvre

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne
Se stai per andare a Parigi non puoi perderlo. Si chiama Caves du Louvre ed è a vicino al celebre museo. Fu scavata nel Settecento dal cantiniere del Re di Francia Luigi XV e collegata al Palazzo del Louvre, dove lui dimorava, con una galleria per impedire che i malviventi rubassero le preziose bottiglie. In undici anni di lavoro i locali sono stati restaurati con estro ed eleganza diventando un autentico tempio del grande vino francese. 800 metri quadri e 12 sommelier in questo mondo sotterraneo dove luci e tecnologia trasformano le grotte in luoghi da

Le caves du Louvre

Le caves du Louvre

film quasi incredibili. La visita è all’insegna dell’esperienza attiva e c’è persino l’Atelier Winemaking per produrre il proprio vino usando quello che matura dentro le barriques. C’è la sala degli aromi, quella dei terreni dei vigneti … la sala di imbottigliamento e quella delle etichette. Chi ha voglia di imparare i segreti del vino francese in un modo divertente e tutto nuovo deve andarci!

                                                                       
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