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Comportamenti più odiosi della gente del vino

Due classifiche a confronto, le cose deprecabili, i comportamenti odiosi della gente del vino secondo The Drinks Business e secondo me

comportamenti-più-odiosi-della-gente-del-vino

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Di Donatella Cinelli Colombini

COMPORTAMENTI  FASTIDIOSI DURANTE LE DEGUSTAZIONI

Noi che produciamo, vendiamo oppure giudichiamo il vino siamo una comunità internazionale, generalmente piacevole e decisamente gaudente ma, come ogni altro aggregato umano abbiamo, i nostri difetti e alcuni  comportamenti odiosi della gente del vino danno davvero fastidio. Qui metto a confronto due liste di questi “peccati capitali”  la prima è della giornalista, Lauren Eads, e la seconda è la mia che sono produttrice a Montalcino. Il risultato è molto diverso e rispecchia due

Anteprima-Chianti-Classico

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diversi modi di giudicare le stesse occasioni di incontro cioè le degustazioni.

ECCO LA LISTA DI LAUREN

  • Sputare il vino da grande distanza come se fosse una gara di salto in lungo
  • Sputare in qualunque contenitore a portata di mano per poi scoprire che si trattava di una brocca da acqua
  • Esibire la velocità nel fare assaggi. Chi lavora con il vino è abituato ad assaggiare oltre 50 campioni al giorno ma la persona normale che vede fare una cosa del genere rimane sconcertata
  • Fare domande durante le degustazioni . Bisognerebbe evitare la conversazione e soprattutto le domande per non disturbare la concentrazione dell’assaggiatore
  • Imbucarsi in eventi riservati ai tecnici per bere grandi vini gratis, sfruttando lo spirito ospitale dei produttori. In genere è facile individuare questi personaggi perché non sputano ma si dilungano in lunghi discorsi
  • Ricevere pochissimo vino nel bicchiere. Nessuno lo vuole sprecare ma ne serve almeno due dita per sentire i profumi e il sapore
  • Una situazione spiacevole nelle degustazioni “around the table” riguarda la corsa all’assaggio delle bottiglie più care e più esclusive. Dopo pochi minuti sono esaurite e chi degusta con metodo – prima i bianchi leggeri, poi quelli strutturati, dopo i rossi giovani … -finisce per arrivare ai tavoli dei super vini quando sono ormai esauriti.
  • Il difetto più grosso è la supponenza di chi parla in modo difficile e soprattutto prolisso. Insomma chi “pontifica” di vino.

 

Le Prime Donne al NY Wine Experience: un sogno si avvera

Il Brunello di Donatella Cinelli Colombini va al NY Wine Experience, la degustazione dei 250 vini top scelti dal Wine Spectator per prestigio e qualità

Brunello-riserva-2010-NY-Wine-Experience

Brunello-riserva-2010-NY-Wine-Experience

Ha 18 anni, la giovane impresa di Donatella Cinelli Colombini (è nata nel 1998) è maggiorenne e ha ricevuto l’invito più atteso, quello che per una cantina equivale al ballo delle debuttanti all’Operà di Vienna. L’invito a partecipare al Wine Experience, la degustazione organizzata a New York dalla prestigiosa rivista statunitense Wine Spectator. Una selezione dei migliori 278 vini del mondo scelti per prestigio e qualità. Una degustazione così esclusiva da attrarre wine lovers da Paesi lontani perché sono certi di trovarvi il meglio del meglio e anche molte novità. Il biglietto di ingresso costa 2.495$ ed è a numero chiuso, gli ingressi vengono acquistati on line

new-york-wine-experience-2015

New-York-Wine-Experience-2015

fino al full booking. Per il Brunello di Donatella Cinelli Colombini c’è stato un regalo ulteriore: il suo è uno dei 4 Brunello scelti per il seminario. Davanti a 1.000 persone lei racconterà la storia di un casolare diroccato che diventa la prima cantina italiana con uno staff interamente femminile e del vigneto Ardita, un piccolo appezzamento di circa due ettari, dove nasce un’uva straordinaria con una straordinaria continuità qualitativa nelle diverse annate. Un luogo magico per la coltivazione del Sangiovese.

Montalcino – San Giovanni d’Asso: fusione d’amore?

Favorevoli e contrari alla fusione fra la terra del Brunello e quella del tartufo bianco delle Crete senesi. Ma in realtà dall’unione guadagnano tutti

Di Donatella Cinelli Colombini

Montalcino-San-Giovanni-nuovo comune

Montalcino-San-Giovanni-nuovo comune

Il nuovo comune, frutto della fusione fra Montalcino e San Giovanni d’Asso, si chiamerà solo Montalcino e sarà il 37° comune italiano per estensione con seimila abitanti, circostanza questa che lo metterà al riparo da future aggregazioni coatte. Infatti, nei prossimi anni le fusioni fra comuni  saranno obbligatorie per le comunità sotto la fatidica soglia dei 5.000 residenti. Solo adesso il “matrimonio” avviene come una scelta dei cittadini e viene anzi premiato da incentivi di 200.000 + 200.000 € l’anno. Presto le cose cambieranno per i piccoli poco lungimiranti che già ora faticano a mantenere scuole, ufficio postale, farmacia …. Hanno fatto bene, dunque, i due

Montalcino-San-Giovanni-fusione-di-Tartufo-e-Brunello

Montalcino-San-Giovanni-fusione-di-Tartufo-e-Brunello

sindaci – Silvio Franceschelli e Fabio Braconi – a progettare di unire le forze. Tutto il mondo politico applaude a questa scelta che è stata approvata con il voto unanime dei rispettivi consigli comunali e dell’assemblea regionale. Quest’ultima, il 25 luglio, ha dato via alla procedura: referendum consultivo il 16 ottobre, scioglimento dei due consigli comunali il 31 dicembre, arrivo del commissario prefettizio il I° gennaio e elezione del nuovo sindaco con la tornata elettorale di primavera. Resta da vedere il sentimento della popolazione e quanto sono percepite le opportunità collegate alla fusione.

Quali sono i vini italiani più cari

Vince il Barolo Monfortino di Giacomo Conterno ma è la Toscana a dominare la lista dei 10 vini italiani più cari secondo Wine Seacher da 755 a 431$ a bottiglia

Vini italiani più cari Monfortino Giacomo Conterno

Vini italiani più cari Monfortino Giacomo Conterno

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne
<<Specchio delle mie brame qual è il vino più caro del reame?>> la classifica delle classifiche, quella in cui tutti noi produttori di vino vorremmo vedere le proprie bottiglie è quella dei vini più cari cioè quelli premiati dal mercato per la loro qualità, esclusività e prestigio. Piccolissime serie di vini mito destinati alla clientela più esigente e danarosa. L’esclusività è infatti la chiave per entrare in questa classifica. Non a caso, lo scorso anno il primo era la Vendemmia d’Artista di Ornellaia una serie limitata di bottiglie con etichette disegnate da artisti di fama internazionale e destinate, insieme ai grandi formati, a finanziare alcuni musei. Ebbene la quantità di bottiglie è stata aumentata e la Vendemmia d’Artista è precipitata fuori dai top 10 dei vini più cari. Peccato!

Masseto vini italiani piùcari

Masseto vini italiani piùcari

Va precisato che mancano, il questa classifica, le bottiglie pressoché introvabili o i pezzi unici. I 10 vini italiani più cari sono nel mercato e per mercato si intende le 72.301 rivendite di tutto il mondo che partecipano al data base di Wine Searcher .
Primo dunque il Monfortino di Giacomo Conterno portabandiera del Barolo e la Toscana protagonista con 5 vini: Masseto, Brunello Riserva Biondi Santi, Bibi Graetz Testamatta, Brunello Riserva Case Basse, Vin Santo Occhio di Pernice Avignonesi. Nel complesso quasi una rivincita dei vini classici sui Spertuscan.

Brunello vendemmia al via

Poca uva ma perfetta. Da noi il primo semestre 2016 è stato il più piovoso da un secolo: niente stress idrico alle viti ma pochi grappoli

Vendemmia-Montalcino-Casato-Prime-Donne

Vendemmia-Montalcino-Casato-Prime-Donne

Di Donatella Cinelli Colombini

Contando 60 giorni dall’invaiatura possiamo prevedere la vendemmia del Casato Prime Donne a Montalcino  e alla Fattoria del Colle nella Doc Orcia fra il 20 settembre e i primi di ottobre. La qualità del vino si forma fra agosto e settembre ora servono giornate assolate, notti fresche e soprattutto nessuna grossa perturbazione perché il 2016, in molti vigneti italiani, verrà ricordato come quello della grandine. Soprattutto di luglio ci sono stati temporali catastrofici.

COSA E’ CAMBIATO NEGLI ULTIMI VENT’ANNI

Cenerentola-Doc-Orcia-Fattoria-del-colle-Leslie-Brienza

Cenerentola-Doc-Orcia-Fattoria-del-colle-Leslie-Brienza

Cioè le diversità da prima del global warming? La cosa più eclatante riguarda il grado alcolico: prima era un problema arrivare sopra il 12 % oggi è un problema stare sotto il 14%. Ricordate la famosa questione dello zuccheraggio e dei controlli nelle cantine per impedire l’aggiunta del saccarosio a mosti troppo bassi di gradazione? Negli anni ’80 era la voce principale delle sofisticazioni. Adesso invece i vignaioli studiamo tutti i sistemi per impedire una maturazione “tecnologica” troppo veloce e troppo intensa dell’uva.

Premio Casato Prime Donne nel teatro che rinasce

Premiazione del Casato Prime Donne, pre-inaugurazione del Teatro di Montalcino, pranzo multi etnico e performace  artistica The Dove’s Flight di Roberto Turchi

Roberto-Turchi-The-Dove's-Flight

Roberto-Turchi-The-Dove’s-Flight

Premiazione dei vincitori del Casato Prime Donne 2016 con pre-inaugurazione del Teatro di Montalcino, pranzo multi etnico in onore della pacifista Chaimaa Fatihi e performace artistica “The Dove’s Flight” di Roberto Turchi

Montalcino, 18 settembre, Donatella Cinelli Colombini festeggia i vincitori del Premio Casato Prime Donne 2016 nella sua cantina con l’inaugurazione della nuova tinaia pensata per preservare il naturale, perfetto equilibrio della sua uva di Brunello. Un ambiente produttivo trasformato in spazio artistico dalla performance di Roberto Turchi “The Dove’s Flight” e una festa in campagna con un pranzo multietnico ispirato a Chaimaa Fatihi la pacifista di fede islamica che a soli 23 anni è un esempio di coraggio nell’opporsi al terrorismo

Premio-Casato-Prime-Donne-Montalcino-Teatro-degli-Astrusi

Premio-Casato-Prime-Donne-Montalcino-Teatro-degli-Astrusi

La cerimonia del Premio Casato Prime Donne, domenica 18 settembre, avviene nel settecentesco Teatro degli Astrusi che il Comune di Montalcino, sotto la guida del Sindaco Silvio Franceschelli, sta riportando all’antico splendore dopo il cedimento del tetto di tre anni fa. Un lavoro a marce forzate che presto ridarà alla città del Brunello, in completa funzionalità, uno spazio difficilmente sostituibile. Comincia quindi con una “pre-inaugurazione” che tocca il cuore di tutta Montalcino la giornata che festeggia la “Prima Donna” Chaimaa Fatihi giovanissima pacifista araba e i migliori contributi alla divulgazione del territorio: Giuseppe Casciaro di “Repubblica”, Bruno Gambacorta del TG2 “EatParade”, Filippa Lagerback con “In bici con Filippa” e il fotografo Andrea Rabissi.

Premio Casato Prime Donne 2016 al coraggio e al talento

A Chaimaa Fatihi 23 anni, di fede islamica per il coraggio di scrivere <<terroristi vi odio>>, a Giuseppe Casciaro, Bruno Gambacorta e Filippa Lagerback per aver divulgato il territorio, vanno i Premi Casato Prime Donne 2016 che saranno consegnati il 18 settembre a Montalcino.

Casato Prime Donne - Montalcino

Casato Prime Donne – Montalcino

<<Il 18° Premio Casato Prime Donne manda un messaggio forte sul ruolo femminile nella costruzione del dialogo con il mondo islamico e il rifiuto del terrorismo>> dice Donatella Cinelli Colombini presidente della giuria presentando Chaimaa Fatihi musulmana di 23 anni che ha avuto il coraggio di dichiarare apertamente il proprio odio per chi uccide in nome della sua stessa fede. Chaimaa è una pacifista che porta il velo come segno di devozione nonostante venga spesso attaccata per questa sua scelta.

La cerimonia di premiazione avverrà il 18 settembre a Montalcino nel teatro degli Astrusi appena restaurato dall’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Silvio Franceschelli. La giuria composta da Donatella Cinelli Colombini, Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione, ha ancora una volta scelto chi fa scelte coraggiose e apre alle donne un nuovo ruolo nella società.

Come le vincitrici delle passate edizioni del Premio – Samantha Cristoforetti, Sandra Savaglio, Giusi Nicolini … anche Chaimaa ha scritto una dedica che rimarrà al Casato Prime Donne di Montalcino, la prima cantina con un organico di sole donne. Le frasi, in italiano e inglese, delle vincitrici formano un percorso meditativo naturalistico nella campagna che l’Unesco ha iscritto nel patrimonio dell’umanità.

La dedica di Chaimaa Fathihi, in italiano arabo e inglese, sarà accompagnata da

Chaimaa Fatihi - vincitrice del Premio Casato Prime Donne 2016

Chaimaa Fatihi – vincitrice del Premio Casato Prime Donne 2016

un’istallazione di arte contemporanea creata da Roberto Turchi.

<<A tutte le Donne del mondo, che sanno farsi forza e non mollano mai di fronte alle paure, ai pregiudizi, all’odio e alla violenza. Alle madri, alle figlie, alle sorelle, nonne e zie di ogni nazione, fede e pensiero, che non temono l’incontro, la condivisione e la reciproca solidarietà femminile che le caratterizza. Che le Donne possano essere la scintilla del cambiamento del nostro paese, continente, mondo>>

Glyphosate: uccide solo l’erba?

L’Unione Europea non trova l’accordo sulla proibizione di questo diserbante che molti ritengono cancerogeno e quindi proroga il suo uso

 

Glifosato- Glyphosate la battaglia dell'erbicida

Glifosato- Glyphosate la battaglia dell’erbicida

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Il Ministro Martina ne ha limitato l’uso ma questo basta?

Il glyphosate o glifosato come lo chiamiamo in Italia, Monsanto è uno dei prodotti chimici per l’agricoltura più usati nel mondo, campi di cereali, frutteti e vigneti sono pieni di questo diserbante. In Francia è il pesticida più usato. Ma non è sicuro che sia innocuo per la salute, anzi! <<L’Organizzazione mondiale della Salute lo considera un probabile cancerogeno. L’agenzia europea Efsa ha invece definito “improbabile” il rischio cancro>>. Nel dubbio l’Europarlamento ha autorizzato il suo uso per altri 7 anni con 374 voti a favore, 225 contrari e 104 astensioni. Nella commissione sono contrari quattro

Glifosato gli erbicidi nei vigneti

Glifosato gli erbicidi nei vigneti

Paesi: Italia, Francia, Svezia e Olanda… speriamo che basti a limitare, visto che vietare sembra impossibile, l’uso di questo prodotto così dannoso per il paesaggio e forse anche per l’uomo. Si perché il rischio cancro non è il solo problema innescato dai pesticidi, altri sono le mutazioni del DNA e i disturbi alla riproduzione. Su questi piccoli inconvenienti i dati epidemiologici sono top secret.
Speriamo bene!
<<Abbiamo comunque ottenuto la richiesta che il discusso erbicida non sia più impiegato in prossimità di parchi pubblici e scuole>> ha spiegato Michele Rivasi, vicepresidente del gruppo politico dei Verdi all’Assemblea di Strasburgo. Poco ma sempre meglio di niente.

Eventi in cantina per i turisti 2° parte

Seconda parte delle “istruzioni pratiche” da usare per organizzare eventi in cantina capaci di qualificare e accrescere i visitatori

Eventi in cantina, Festival Franciacorta

Eventi in cantina, Festival Franciacorta

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello

INSIEME E’ MEGLIO
Quando le risorse sono poche meglio unire le forze come hanno fatto le cantine della Franciacorta sostenendo la passerella dorata sul lago d’Iseo dell’artista visionario Christo. Un successo di pubblico senza precedenti ma anche un business da 3 milioni di Euro al giorno che ha valorizzato in modo enorme la zona e i suoi prodotti con le bollicine di Franciacorta in posizione privilegiata.
Quindi partecipare alle iniziative collettive è sempre positivo, specialmente quando tali eventi hanno un carattere diffuso e si svolgono nelle cantine secondo un programma condiviso come avviene per la giornata “Cantine aperte“. Anche in

Eventi in cantina, Marsala, Cantine aperte

Eventi in cantina, Marsala, Cantine aperte

Franciacorta è successo lo stesso, le grandi aziende hanno organizzato cene con chef stellati, serate con personaggi della cultura e l’inaugurazione della passerella di Christo ha coinciso con il festival della denominazione.
Qualche volta i produttori di vino reagiscono da individualisti cercando di accaparrarsi giornalisti e parlando male dei vicini. Non c’è tattica più sbagliata, è invece la squadra che vince e questo avviene quando tutti esprimono al meglio la loro diversità in un clima di lealtà reciproca.

Cosa bevono e cosa mangiano gli italiani all’estero

Dalla ricerca shock della Coldiretti, alle interviste di Dissapore ecco cosa mangiano gli italiani all’estero e soprattutto cosa non mangiano

cosa mangiano gli italiani all'estero Chiken parmigiana

cosa mangiano gli italiani all’estero Chiken parmigiana

Di Donatella Cinelli Colombini

LA CUCINA ITALIANA NEL MONDO

Nel mondo ci sono ristoranti italiani strepitosi, spesso lussuosissimi. Vendendo il mio Brunello ne ho visitati tanti ed ho mangiato una cucina italiana moderna raffinatissima. Nelle note che seguono non mi riferisco certo a quelli. Così come non voglio parlare dei turisti che, dopo due giorni dall’arrivo all’estero cercano gli spaghetti e finiscono in una finta trattoria romana con le tovaglie a quadretti bianchi e rossi. Mangeranno male ma se lo meritano perché viaggiare significa anche entrare nella cultura gastronomica dei luoghi visitati senza portarsi il salame in valigia.

cosa mangiano gli italiani all'estero pizza pepperoni

cosa mangiano gli italiani all’estero pizza pepperoni

Oggi parleremo di cosa mangiano gli italiani all’estero e anche di cosa non mangiano. Ovviamente ci sono reazioni diverse: più insofferenti quelli che a casa di mamma mangiavano da Dio, e sono soprattutto quelli del Sud. Più rassegnati quelli  che vivevano da soli ed erano già abituati a tramezzini e cibi precotti. Emblematico il caso della pizza (la mitica PizzaHut) che appoggia su una pasta dura precotta e ha sopra un formaggio simile all’ Emmental. I napoletani non riescono a mangiarla neanche se hanno fame.

Drops of God il manga giapponese sul vino fa il bis

E’ il racconto sul vino più diffuso nel mondo, il fumetto Drops of God e ora fa il bis con una storia intitolata Mariage sull’abbinamento perfetto cibo vino

Drops of Good

Drops of God

Di Donatella Cinelli Colombini

Drops of God” è un fenomeno editoriale senza precedenti nel mondo, nessun libro sul vino ha mai venduto 500.000 copie come uno dei volumetti del manga. Una storia a fumetti che dura dal 2004 e racconta di Shizuku Kanzaki un giovane e bellissimo assaggiatore che cerca di identificare 13 vini per ottenere l’eredità del padre. Un’impresa quasi impossibile che lo vede in competizione con il fratellastro Toomine Issei davanti a bottiglie di tutto il mondo.
Traduzioni anche in francese e inglese per un racconto che pare interminabile ma avvince in modo impressionante per cui moltiplica le vendite dei vini citati. In Corea lo usano come un libro di testo per acculturarsi sul vino e lo considerano una fonte assolutamente affidabile. Michele Bernetti di

Tadashi Agi

Tadashi Agi

Umani Ronchi mi ha detto che la citazione del suo Verdicchio nel manga giapponese gli ha aperto le porte del mercato giapponese.
Per questo Yuko e Shin Kibayashi fratello e sorella, che hanno ideato il manga “Drops of God” e si firmano con lo pseudonimo Tadashi Agi, sono le persone che hanno maggiormente contribuito alla diffusione dei grandi vini nel Paese del sol levante.

Vota la foto più bella della Val d’Orcia, le cinque finaliste sono on line!

'Genti e Terre dei vini Brunello e Orcia’ è il tema del concorso. Il Premio Casato Prime Donne dedica come di consueto una sezione alla fotografia e allo scatto più bello della Val d’Orcia, una campagna meravigliosa che l’Unesco ha iscritto nel Patrimonio dell’Umanità nel 2004. Le 5 foto finaliste sono state scelte dalla giuria del Premio composta da Donatella Cinelli Colombini, Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione. Da oggi fino al 4 settembre sarà possibile accedere alla casella di voto per decretare il vincitore del concorso. E’ sufficiente accedere al pannello cliccando qui sotto,...

Brunello di Montalcino: storie, ettari e tanti tanti euro

Una stella rossa tra premi Nobel, scandali e miliardari. Il Brunello di Montalcino è molto più di un vino, è l’anima di una terra con una specialissima forza di gravità

di Sara Mazzeschi

I love brunello di Montalcino

I love brunello di Montalcino

Forza di gravità. Il Brunello ne ha una tutta sua ma cos’è che attrae così tanto le persone? E’ da anni sulla cresta dell’onda, chiunque beva vino, dunque non necessariamente un appassionato, lo conosce e ne ha letto su riviste, siti web e anche su qualche muro ma nonostante ciò l’interesse non cala, al contrario.  Il fatto è che il Brunello non è solo un grande vino, è l’essenza stessa di Montalcino, entrambi legati da sempre al territorio e chi lo vive creano  –penso- una speciale attenzione per il prodotto finale, per la gente e per l’origine di tutto.

                                                                       
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