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IOsonoDonatella Brunello di Montalcino DOCG 2013

IOsonoDonatella una selezione di 1.000 bottiglie creata da Donatella Cinelli Colombini per i wine lovers che, come lei, amano il Brunello di grande eleganza

IOsonoDonatella 2013 Brunello

IOsonoDonatella 2013 Brunello

2013 annata di Brunello partita in sordina con 4 stelle, che dopo la maturazione in botte si è rivelata strepitosa per complessità e finezza. Nella selezione IOsonoDonatella questi caratteri si manifestano con straordinaria eleganza. Si tratta infatti di un “fine wine” esclusivo adatto per regali e occasioni importanti che viene prodotto solo nelle migliori vendemmie e proviene interamente dal vigneto Ardita. Un appezzamento di viti di Sangiovese con un’estensione di circa due ettari dove il terreno è capace di donare una finezza superiore all’uva e al vino.

IOsonoDonatella-Brunello-2013

IOsonoDonatella-Brunello-2013

La selezione IOsonoDonatella è stata realizzata, per la prima volta con il Brunello 2010 quando Donatella Cinelli Colombini ha capito che il suo sogno di produrre un grandissimo Brunello era diventato realtà. Un progetto iniziato nel 1998 quando ricevette, dalla madre Francesca, il Casato Prime Donne sulla collina di Montalcino e iniziò a ristrutturare i vigneti e la cantina. Un sogno da vignaiola appassionata che anno dopo anno ha portato Donatella a ottenere riconoscimenti in tutto il mondo.

A Parigi con Millésima e a Londra con Wine Advocate

Due città meravigliose in 5 giorni per due eventi memorabili le degustazioni di Millésima dei vini italiani e la celebrazione dei 40 anni di Wine Advocate

Donatella-CinelliColombini-Parigi-Monumento-a-Giovanna-d'Arco

Donatella-CinelliColombini-Parigi-Monumento-a-Giovanna-d’Arco

Di Donatella Cinelli Colombini

Parigi è ancora più bella e molto più assediata dal traffico rispetto a come la ricordavo. E’ insolitamente caldo ma c’è poco tempo di fare i turisti, giusto una passeggiata fino al Louvre e a Notre Dame con piccolo shopping di antiquariato (una maiolica popolare settecentesca). Che città meravigliosa! E’ la moda in formato urbano. L’evento di Millésima è in pieno centro in un palazzo impreziosito da stucchi e ringhiere in ferro battuto costruito nell’Ottocento per formare gli artigiani d’arte. L’organizzazione di Millésima è impeccabile: dal modo con cui sono vestiti i tavoli, alle brochure e al servizio per ordinare i vino è tutto perfetto, elegante e efficiente. Millésima è il top e si vede anche da questo. E’ il leader della vendita di grandi vini francesi e ora sta assumendo lo

Monica-Larner-Lisa-Perrotti-Brown-degustazione-Robert-Parker-a-Londra

Monica-Larner-Lisa-Perrotti-Brown-degustazione-Robert-Parker-a-Londra

stesso ruolo a livello mondiale. Attualmente il suo business è principalmente di grandi Bordeaux e Borgogna ma il suo portafoglio contiene il fior fiore delle cantine italiane con un business che cresce ogni anno. Colpisce il livello della loro clientela ricchissima e competentissima. Sanno assaggiare e non si meravigliano della qualità delle nostre bottiglie ma, anzi, sono a caccia di vini eccellenti a prezzi nettamente inferiori a quelli francesi. Noi siamo fra il Brunello di Poggio di Sotto quello di Altesino e i vini de Le Macchiole e Tua Rita. I nostri Brunello piacciono e i clienti ce lo dicono esplicitamente <<ces vins sont fantastiques, ils sont élégants>>. Alla fine della serata Champagne e Château d’Yquem con l’annuncio che gli acquisti della serata hanno superato ogni attesa.

Enoturismo prossimo futuro

Nei prossimi cinque anni come cambierà nell’enoturismo in Italia? Più turisti del vino, più web, accoglienza in cantina più professionale e diversificata

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

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visita-con-assaggi-e-musica-Casato-Prime-Donne-Montalino

Accogliendo una richiesta di Roberta Garibaldi, la professoressa dell’Università di Bergamo che sta preparando il suo secondo “Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano” in uscita a gennaio, mi sono posta la domanda di come cambierà il turismo goloso nei prossimi 5 anni. Ho tracciato quelle che, secondo me, saranno le principali tendenze del turismo del vino nel futuro prossimo. Io conosco solo questa parte del turismo enogastronomico e sono quasi certa di aver fotografato la sua evoluzione.
WEB e PORTALI

Enoturismo-CasatoPrimeDonne_tinaia-ambiente immersivo

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Sempre più digitale. Il turismo del vino è, in Italia, in realtà un escursionismo che dura dalla mattina alla sera. Pochi pernottano nei territori del vino. La stragrande maggioranza degli italiani lo considerano un passatempo rilassante in mezzo alla natura e partono da casa con una sola destinazione prefissata per decidere sul posto cos’altro vedere e dove mangiare. In questa situazione diventa sempre più importante essere ben visibili nei navigatori dell’auto e nei grandi portali come Google o TripAdvisor, anche perché le recensioni giocheranno un ruolo determinante nella scelta dei turisti.

E se i produttori diventassero più importanti dei vini?

Questa è l’evoluzione prospettata da Jancis Robinson: vino sempre più interattivo e esperienziale, i produttori protagonisti e in contatto con i consumatori

Jancis Robinson

Jancis Robinson

Di Donatella Cinelli Colombini, Casato Prime Donne, Brunello

Jancis Robinson la Master of Wine più nota e più ascoltata ci dona un’autentica perla sulla rapida evoluzione del rapporto fra i consumatori e il vino. Come sempre visionaria e anticipatoria la super wine expert britannica individua delle tendenze prima di tutti gli altri con due premesse: il vino è ancora prevalentemente consumato da chi ha più di 50 anni e questo viene spesso dimenticato dagli addetti al marketing che si affannano sulle generazioni di nativi digitali. Altro punto di partenza sono i rapporti fra le imprese e i consumatori. Nell’industria manifatturiera o meccanica gli uffici “assistenza clienti” quelli che un tempo erano gli “uffici reclami” sono diventati il più importante anello di congiunzione con la clientela e vengono considerati di importanza strategica per fidelizzare alla marca e rendere più soddisfacente il consumo o l’utilizzo della merce venduta.
Nel vino avviene la stessa evoluzione anche se più sotto traccia ed è proprio la

Jancis Robinson MW

Jancis Robinson MW

Robinson a metterla in luce. Sullo sfondo di questa analisi c’è anche il ruolo dei wine critics. La loro influenza sugli over 50 è ancora forte ma devono imparare a dialogarci di più affrontando anche l’annoso problema dell’autenticità e della trasparenza dei giudizi.
Non sappiamo se i consumatori sono <<more empowered or just most self expressive>> più potenti o più auto assertivi ma certamente stiamo andando verso un ”economia dell’esperienza” in cui i consumatori vogliono visitare il luogo in cui nasce la loro bottiglia preferita e pagano per interagire con il brand o ancora meglio con il produttore.

La botola di Gozo … l’avventura continua

Voi pensavate che dopo 10 mesi la costruzione della terrazza sul tetto della casa di Gozo-Malta fosse conclusa? Invece no! Ma ci sono progressi

Gozo-settembre-2018-gruppo-folkloristico-di-Qala

Gozo-settembre-2018-gruppo-folkloristico-di-Qala

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

La celebre botola della scala che sale alla terrazza della nostra casa di Gozo (per la verità è di mio marito Carlo) ha finalmente una chiusura. E’ una lastra metallica, provvisoria ma almeno si apre e si chiude con il motore. Piove ancora in casa ma molto meno di prima. In compenso abbiamo scoperto che il WiFi non passa da un piano all’altro e che il cavetto per la connessione internet è troppo corto per lavorare sul tavolo di quello che sarebbe dovuto diventare il mio studio al primo piano. Ci sono poi tante piccole

Donatella-Vincenzo-Rosalba-Santoro-col-Vescovo-di-Gozo-Mario-Grech

Donatella-Vincenzo-Rosalba-Santoro-col-Vescovo-di-Gozo-Mario-Grech

sorprese poco piacevoli che nella nostra ingenuità non avevamo messo in conto. Se piove forte la terrazza e la cucina – tinello che vi abbiamo costruito sono inaccessibili. Aprendo la celebre botola allaghiamo la casa e la nuova bellissima scala con scalini di vetro diventa uno scivolo dove rompersi l’osso del collo. Meglio tenere la macchina per il caffè e qualche scorta di cibo nella cucina vecchia a piano terra che è meno panoramica ma sempre accessibile.
Nella terrazza il panorama è di una bellezza straordinaria ma non c’è la TV e mangiare in quel luogo da sogno significa perdere tutti i TG rimanendo tagliati fuori dalle vicende italiane. Tutto rimediabile:  radio, scorte in cucina …

Cristina Cippitelli sarà la nostra prima Master Sommelier

Cristina Cippitelli: l’amore per la terra viene dai nonni di Gaeta ma ha imparato a assaggiare a Boston e Toronto e ora ha la scholarship dei Master Sommelier

Cristina-Cippitelli-sarà-il-primo-Master-Sommelir-italiano

Cristina-Cippitelli-sarà-il-primo-Master-Sommelir-italiano

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

E non mi riferisco al titolo Alma-AIS istituito che qualche anno ha causato reazioni indignate internazionali bensì alla Court of Master Sommeliers un sodalizio nato nel 1969 che comprende 240 membri da USA, Canada, UK, Nuova Zelanda, Germania, Olanda e Francia. Sono il top della sommelerie: assaggiatori, giornalisti, opinion maker, wine educator … insomma sono professionisti competenti, di grande talento che hanno un’influenza enorme sul mercato.
Il loro presidente è il mitico Gerard Basset che è anche Master of Wine. Ma i Master Sommelier sono ormai i rivali, per prestigio e influenza, dei potentissimi MW, anzi, per certi versi, sono persino più forti.
Non ci sono membri italiani fra i Master of Wine e fra i Master Sommelier. Segno di un

Cristina-Cippitelli-e-Donatella-Cinelli-Colombini

Cristina-Cippitelli-e-Donatella-Cinelli-Colombini

provincialismo che viene fuori anche nelle competizioni internazionali: quando ci sono italiani sul podio lavorano all’estero come Paolo Basso. Anche quella che potrebbe diventare la prima Master Sommelier italiana sta in Canada. Si chiama Cristina Cippitelli, è venuta a trovarmi alla Fattoria del Colle da Toronto dove lavora all’Air Canada Center mentre studia per il diploma Wset e per l’Advanced Certificate dei Master Sommelier.
E’ una bella persona ed ha una bella storia che vi racconto.

Cantine profitti e assunzioni di export manager

Export manager, addetti al commerciale e esperti di e-commerce; le cantine italiane guadagnano e sono alla ricerca di chi sa vendere il vino

Nomisma-Denis-Pantini-richeste-di-export-manager

Nomisma-Denis-Pantini-richeste-di-export-manager

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

Le imprese enologiche hanno due principali obiettivi: vendere di più e ottimizzare la produzione. Nell’ordine vorrebbero penetrare i mercati esteri (61%), aprirsi al turismo del vino e alla vendita diretta (51%), ridurre i costi (49%), trovare nuovi canali distributivi in Italia (47%) migliorare la qualità dei propri prodotti (34%), puntare sul biologico (24%) e sull’e-commerce (23%).
Se tuttavia andiamo a vedere in quali reparti vorrebbero assumere degli specialisti oppure acquisire nuove competenze la successione delle voci della stessa lista cambia completamente e gli addetti al commerciale (51%) schizzano in vetta seguiti dagli export manager (40%) e dall’e-commerce (35%).

Vini e Capricci Gozo Donatella Cinelli Colombini guida la degustazione 2

Vini e Capricci Gozo Donatella Cinelli Colombini guida la degustazione 2

Sorprende lo scarso interesse per le competenze che riguardano l’incoming turistico e la vendita diretta ma un simile atteggiamento riflette l’illusione tutta italiana che << i turisti verranno sempre>> e che basti aprire la porta perché qualcuno entri a comprare. In realtà fra tutti i settori quello turistico è l’unico in piena crescita ma, a causa delle sue dimensioni enormi (1.200 miliardi contro i meno di 80 del vino) richiede professionalità molto sofisticate sia a livello nazionale che nelle imprese.

Cenerentola Doc Orcia un vino con la corona

2016 vendemmia vecchio stile che entusiasma i grandi wine lover e mette la corona sopra l’etichetta del Cenerentola Doc Orcia

Annata 2016 da incorniciare: profondità, complessità, finezza e soprattutto grande capacità di invecchiamento, caratteri che solo una lenta maturazione dell’uva riesce a donare al vino.

Il Sangiovese, vitigno principale del Cenerentola DOC Orcia (insieme al Foglia tonda), produce un’uva “metereopatrica” cioè molto influenzata dal clima. La sua buccia è composta da pochi strati di cellule e quindi ha bisogno dell’aiuto del sole per esprimersi al meglio.
Per questo, nelle alte colline del Sud della Toscana, dove il clima è arido ma fresco, il Sangiovese ha il suo habitat ideale e giunge a livelli di eccellenza inarrivabili in qualunque altra parti del mondo.

Foglia-tonda-donatella-cinelli-colombini

Foglia-tonda-donatella-cinelli-colombini

Nel 2016 il primo semestre dell’anno è stato piovosissimo, ha idratato la terra in profondità creando le riserve per i mesi caldi, ma ha anche disturbando la fioritura al punto da ridurre sensibilmente il numero e la dimensione dei grappoli. Poi è arrivata un’estate “pazzerella”. Giornate molto calde -sopra i 35°C- alternate a temporali di grande violenza e i produttori hanno avuto autentici batticuore per il rischio grandine.
Chi, come noi, è stato risparmiato dalle calamità, ha fatto una delle migliori vendemmie a memoria d’uomo.
Anche sulla data della raccolta ci sono state delle sorprese: il germoglio delle viti era avvenuto 15 giorni prima del solito e tutti, noi compresi, prevedevamo una vendemmia anticipata, invece già nel momento dell’invaiatura (cambio di colore dei grappoli da verde a blu) il calendario del ciclo vegetativo si era riallineato a quello tradizionale e poi la maturazione è andata avanti lentamente e con regolarità. Nel 2016, la prima volta dopo diversi anni, i grappoli hanno percorso il cammino verso la vendemmia a passo di lumaca con l’accumulo degli zuccheri nella polpa degli acini che procedeva più lentamente della maturazione polifenoloca, cioè quella delle sostanze nobili contenute nella buccia.

La realtà aumentata batte l’alcol test

Realtà aumentata e vino con luci e ombre: cambia la gestione del vigneto e il turismo, La cosa migliore sono le auto senza autista che fregano l’alcol test

realtà-aumentata-Phil-Van-Allen-haemi

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

Il mondo agricolo, tradizionalmente conservatore è davanti a una cascata di tecnologia. Fin ora ha brillato per la raccolta di dati inutilizzati. Rilevamenti che permetterebbero di gestire i vigneti quasi pianta per pianta che invece restano nei cassetti e non guidano trattori e irroratori per ridurre acqua e prodotti chimici. Situazione ben nota che fa spesso sorridere gli esperti di intelligenza artificiale applicata come Phil Van Allen, docente all’ Art Center College of Design di Pasadena in California. << He joked that while executives in the wine world are well known for their data gathering,

realtà-aumentata-Phil-Van-Allen-sal

realtà-aumentata-Phil-Van-Allen-sal

they don’t have a stellar reputation for doing their due diligence in terms of adequately analyzing it>> ha detto al Consumer Wine Symposium (DTCWS) 2018 a San Francisco scherzato sul fatto che i managers del vino sono ben noti per la loro raccolta di dati, mentre non hanno una reputazione stellare in termini di analisi di questi dati.
Verissimo, ed è proprio questo che mi ha sempre fermato dall’aderire ai progetti di agricoltura di precisione: non siamo in grado di trasformare i dati raccolti del satellite, dei droni, delle centraline … nel miglioramento della coltivazione più che biologica che pratichiamo nel vigneto.

A Nipozzano nel castello dei Frescobaldi

Il castello di Nipozzano fa da cornice alla tavola rotonda dell’UIV sui mercati internazionali e sulla necessità di più “tricolore” per vincere all’estero

Nipozzano-Ferescobaldi-tavola rotonda dell'Unione Italiana Vini

Nipozzano-Ferescobaldi-tavola rotonda dell’Unione Italiana Vini

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

Avete presente la serie televisiva I Medici? Quella che raccontava dello scontro feroce, avvenuto nel primo Quattrocento, fra le famiglie Medici e Albizzi per la supremazia su Firenze e probabilmente su enormi flussi finanziari in tutta Europa. Ecco, il castello degli Albizzi è Nipozzano. Oggi non ci sono più i banchieri armati di pugnale ma il fascino di questo luogo è intatto anche perché non è mai stato venduto ma è passato per via ereditaria per circa un millennio arrivando, nel 1877 ai Frescobaldi grazie al matrimonio di Leonia Albizzi. Ecco che dalla storia antica si arriva alla storia recente forse persino più intrigante. Fa un certo effetto mangiare alla stessa tavola dove i Frescobaldi siedono con il Principe di Galles Carlo oppure vedere le foto di una giornata di relax dei marchesi fiorentini insieme a Bill Clinton. Tessere di un mosaico affascinante con saloni pieni di arredi di grande antiquariato e, nelle

Nipozzano-Ferescobaldi-tavola rotonda dell'Unione Italiana Vini

Nipozzano-Ferescobaldi-tavola rotonda dell’Unione Italiana Vini

cantine, oltre alle botti anche una grotta segreta con le bottiglie confezionate nel giorno di nascita di ogni membro del nobile casato: qualche centinaio per i maschi e qualche decina per le femmine…
Sono andata a Nipozzano per la tavola rotonda dell’Unione Italiana Vini presieduta da Ernesto Abbona che ha esortato all’unità di intenti affinché le grandi cantine uniscano la loro azione a quella delle denominazioni consolidando i risultati commerciali nei mercati esteri. Un appello che Andrea Rea SDA Bocconi Wine Lab ha ribadito con accenti più tecnici proponendo la sua divisione dei consumatori in 3 tipologie: “Trendy” legati alle mode e alla convivialità, “Fine” interessati all’esperienza e alla scoperta dei territori, “Icon” desiderosi di simboli, lusso e esclusività.

Sfide di vino fra Oxford – Cambridge. E noi?

Creare squadre di assaggiatori – studenti nelle università più importanti, ecco una formula nuova per far entrare il vino nello stile di vita dei giovani TOP

Oxford Cambridge Pol-Roger-Wine-Tasting- competition-2018

Oxford Cambridge Pol-Roger-Wine-Tasting- competition-2018

Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

E’ noto come le maggiori università inglesi abbiano cantine fornitissime e club di wine lovers ma la sorpresa è leggere della sfida Oxford Cambridge all’ultimo assaggio.
Una sfida ad altissimo livello con due superstar del giornalismo enologico come giudici –Jancis Robinson MW e Hugh Johnson- e una fornitura di vini da parte di Justerini & Brooks uno dei wine mercian più importanti del mondo per il suo sterminato portafoglio di eccellenze enologiche.
Quindi una sfida degna delle università che ogni anno si contendono con Harvard, MIT e Stanford il podio mondiale delle migliori del mondo. E anche lo sponsor non è uno qualsiasi Pol Roger lo Champagne preferito da Winston Churchill. E’ stato proprio il direttore della maison francese – Cassidy Dart- a scegliere i 6 vini rossi e i 6 bianchi che i contendenti hanno assaggiato con bottiglie rigorosamente bendate in 40 minuti.
Fra essi c’era anche Correggio Arneis 2016 Roero e un Rosso di Montalcino 2013 de Le Ragnaie. Due vini decisamente difficili perché di vitigni autoctoni e, almeno nel secondo caso, con un affinamento insolitamente lungo.

Violante al reality sul vino War of Wineries

Si chiama War of Wineries e andrà in onda dal 25 marzo su Real Time alle 12,20. E’ il primo reality sul vino ed ha fra i protagonisti Violante Gardini

WAR-of-WINERRIES-Violante -Gardini

WAR-of-WINERRIES-Violante -Gardini

Non perdetelo sul canale 31 del digitale terrestre; Sky canale 131 e 132 (+1) e tivùsat canale 31).

Ed ecco la programmazione:

– 1^ e 2^ puntata Domenica 25 Marzo alle h 12.20 e 12.50

– 3^ e 4^ puntata Domenica 1 Aprile alle h 12.20 e 12.50

– 5^ e 6^ puntata Domenica 8 Aprile alle h 12.20 e 12.50

Questo è lo spot

Si tratta del primo reality dedicato al vino con giovani produttori che si sfidano in gare semi serie e in certi casi costruite apposta per far entrare nel panico i partecipanti. Ma il bello del

WAR-of-WINERRIES-Violante -Gardini

WAR-of-WINERRIES-Violante -Gardini

reality è anche saper ridere e saper far ridere chi guarda. Con questo spirito Violante ha accettato di partecipare e con la convinzione che un approccio più virtuale e scanzonato possa avvicinare al vino anche quei giovani che, fin ora, lo hanno visto come qualcosa di troppo difficile e lontano dalla loro quotidianità. Ecco dunque il racconto di prima mano della nostra concorrente

War of wineries– Guerra tra cantine….. l’unica guerra le cui vittime sorridono.

Bordeaux, la Citè du Vin e Millésima

Donatella Cinelli Colombini a Bordeaux per visitare la Cité du Vin e Millésima il suo nuovo prestigiosissimo importatore in Francia

Bordeaux-Donatella-Cinellicolombini-a-Chateau-Margaux

Bordeaux-Donatella-Cinellicolombini-a-Chateau-Margaux

Di Donatella Cinelli Colombini

Bordeaux è la capitale mondiale del vino con intorno un distretto enologico che fattura oltre 14 miliardi di Euro l’anno cioè  più di tutta l’Italia
E’ la capitale della provincia romana dell’ Aquitania terra lungamente contesa fra i re di Francia e d’Inghilterra, da quando, nel 1154 Eleonora d’Aquitania duchessa di Aquitania e Guascogna, sposò Enrico Plantageneto e si ritrovò ad essere regina d’Inghilterra portando in dote le ricche terre francesi.
Grazie a questo passato anglo-francese Bordeaux sviluppò il business del vino con l’isola britannica e ne fece il trampolino di un successo mondiale. Furono gli inglesi i primi estimatori del Claret e poi del vino di Bordeaux rosso e potente, ancora prima dei francesi.

Bordeaux-Millésima-Chateau-Margaux

Bordeaux-Millésima-Chateau-Margaux

L’Aquitania è diventata definitivamente francese nel 1653 ma l’istinto ribelle ha continuato ad animarla tanto da avere un regolamento edilizio che vi impediva la costruzione di edifici alti per agevolare il tiro dei cannoni del re di Francia. Nonostante questo, o forse per essere sempre bastian contraria, nell’epoca napoleonica Bordeaux appoggiò i Borboni e durante l’occupazione tedesca divenne il luogo migliore per espatriare illegalmente.

2018 le nuove tendenze del vino

Il vino è trendy ma nel 2018 deve essere una scoperta, raccontare, contenere valori, essere bio e forse rosato da vitigni autoctoni, magari anche con le bolle

IMG_2067Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello
WineNews insiste su un punto: il vino sempre più trendy, simbolo di socialità, cultura, diversità, naturalezza. Ma il vino del 2018 saprà anche raccontare e avere significati che vanno oltre la qualità. Un vino da scoprire costantemente esplorando il mondo attraverso il bicchiere. Un vino sempre più digitale e social. Ecco che Marilena Colussi, ricercatrice del food & beverage e sociologa dei consumi indica i drive del nuovo anno: vini biologici, biodinamici e naturali che sono ormai una moda mondiale e inarrestabile per il bisogno di mangiare cose sicure e salutari. Contemporaneamente c’è il Novel food con gli insetti in prima linea. E un crescente bisogno di valori e di territorio.

Novel-food-Cina-mercatino

Novel-food-Cina-mercatino-spiedini-di-insetti

Un sondaggio sui principali distributori italiani aggiunge 3 tendenze: i rosati che finalmente diventano di moda anche in Italia, i vini autoctoni e persino le bollicine autoctone. La fine del monopolio dei grandi nomi e la ricerca delle piccole particolarità, cantine di nicchia capaci di raccontare qualcosa di diverso.
Ecco The Drinks Business con 10 tendenze 2018 viste dall’osservatorio di Londra.
Basta con la carne. Persino il celebre chef Alain Ducasse ha trasformato il suo ristorante al Plaza Athénée hotel di Parigi in un locate “meat free”. La cucina vegetariana e vegana non è più solo una cosa da hippy, alla Tate Modern di Londra si mangiano hamburger di fagioli neri e brioche di barbabietola.

Pasqua sacra e profana alla Fattoria del Colle

Spiritualità, natura, visite guidate in cantina, degustazioni di grandi vini, piccole lezioni di cucina, e qualche peccato di gola per Pasqua alla Fattoria del Colle

Pasqua-Fattoria del Colle - Agriturismo in toscana

Pasqua-Fattoria del Colle – Agriturismo in toscana

Chi ama trascorrere la Pasqua con la famiglia, con gli amici e con gli amici a quattro zampe, troverà alla Fattoria del Colle, nella Toscana più panoramica e intatta,  il luogo ideale. Il giusto mix di nobili tradizioni e informalità campagnola, grandi vini con premi internazionali e piatti poveri fatti a mano secondo una tradizione centenaria.
Nel programma ci sono la visita con degustazione della cantina del Brunello Casato Prime Donne e quella della Fattoria del Colle che comprende anche le 4 sale storiche della villa cinquecentesca e con i racconti, anche molto romantici, della fattoria.

Pasqua- Vinoterapia-Fattoria del Colle

Pasqua- Vinoterapia-Fattoria del Colle

Due appuntamenti da non perdere sono la degustazione verticale di 5 Brunello dal 1999 al 2013 e la piccola lezione di cucina per imparare a “tirare” i pinci e preparare un dolce primaverile veloce e prelibato: la ricotta montata.
Hanno un posto particolare nel programma le cene e i pranzi che introducono nella civiltà della Toscana: ecco il baccalà alla fratina di Trequanda della venerdì santo, ecco il peposo degli artigiani della terracotta la cui leggendaria invenzione è attribuita a Filippo Brunelleschi autore della cupola del Duomo di Firenze. Il principe della tavola è la bistecca e la tagliata di bue chianino, gigante bianco che vive libero sulle colline intorno alla fattoria ma ha una storia che rimanda agli antichi romani.

                                                                       
Cinelli Colombini
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