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Dove, quando e come gustare un vino

Aperitivo in piscina con vino bianco, merenda in cantina con Rosso di Montalcino e molto altro:  perché scegliere il vino e il luogo adatto aggiunge emozione

Gustare un vino, dove, quando, con chi

Gustare un vino, dove, quando, con chi

Alzi la mano chi non rimane imbambolato di fronte agli scaffali pieni di bottiglie cercando il vino giusto per il momento particolare che sta organizzando. TUTTI!

Il vino è come un vestito, un accessorio …. Ogni bottiglia è particolarmente adatta per un momento del giorno, una certa situazione e soprattutto per un lui o una lei.

Ecco qualche idea. Ho usato i nostri vini, quelli di Donatella Cinelli Colombini e la Fattoria del Colle da scenario per fare degli esempi e  mostrare come ogni situazione si arricchisca di emozione e piacere accompagnandosi alla bottiglia giusta.

Vernaccia di San Gimignano, il bianco di Toscana

Le 16 torri di San Gimignano vegliano sui filari di Vernaccia, il vino bianco che migliora invecchiando e sa di pietra focaia

di Sara Mazzeschi

San_Gimignano e vigne di vernaccia

San_Gimignano e vigne di vernaccia

Ricordo bene la mia prima degustazione orizzontale, a Siena l’Enoteca Italiana aveva riunito nelle esclusive sale sotteranee molti produttori di San Gimignano e per me, appena uscita dal 2°corso AIS, era un’incredibile occasione per conoscere meglio il vino bianco toscano per eccellenza, la Vernaccia Docg.  Che delusione! Al sesto assaggio già i vini mi sembravano tutti uguali ed in più la beffa, quel bianco asciutto dal retrogusto amarognolo e minerale proprio  non “andava giù”! Ho impiegato un po’ di tempo e numerosi bicchieri per apprezzarlo ed oggi, come spesso accade nel mondo del vino, non solo ho cambiato idea ma  ne sono diventata un’appassionata estimatrice, soprattutto della versione Riserva.

Le 13 donne del vino più toste del mondo

Fra gli esempi di enologia in rosa scelte da Glamour 5 italiane: Karoline Walch, Dominga Cotarella, Cristina Ziliani, Roberta Bianchi e Francesca Bonfadini

Dominga Cotarella Donne del vino scelte da Glamour

Dominga Cotarella Donne del vino scelte da Glamour

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne
Glamour” è un rotocalco fashon della Condé Nast che presenta bellezza, celebrità, matrimoni, salute e donne del vino …. Tante immagini e pochissimo testo con la nuova tecnica di comunicazione basata sulle foto e i video. C’è di tutto dalla visita di Watch Kerry Washington e Sarah Jessica Parker alla Casa Bianca per parlare di donne e farsi la foto di copertina insieme a una spiritosissima e truccatissima Michelle Obama. La first Lady è talmente alta che le altre hanno bisogno di salire su delle scatole per essere allo stesso livello.

Walch Donne del vino scelta da Glamour

Walch Donne del vino scelta da Glamour

E’ qui che fra trucchi, spiritosissimi video sull’evoluzione storica della biancheria intima e tanti, ma proprio tanti matrimoni con foto persino dello stesso giorno, troviamo (grazie a WineNews) le 13 donne del vino più toste del mondo. In questo spazio modaiolo e super visual la presentazione è decisamente forte << And while a vineyard can seem very far from the boardroom, female winemakers face many of the same obstacles and ostracism that their desk-dwelling counterparts do>> mentre le vigne sembrano lontane dalle stanze dei consigli di amministrazione, le produttrici donne si trovano davanti gli stessi ostacoli e lo stesso ostracismo delle donne che lavorano negli uffici.

Alison e William sposi a Gozo

Nessun matrimonio ha avuto una cornice più bella: la Cittadella di Gozo appena restaurata e i Templi Gigantija patrimonio dell’Umanità Unesco

Gozo Cittadelle di notte

Gozo Cittadelle di notte

Di Donatella Cinelli Colombini

Il padre di Alison Joseph Xuereb è uno dei più noti dentisti delle isole maltesi ma il suo talento lo ha portato ad avere relazioni professionali e amici in tutto il mondo, così come la sua passione per i grandi vini da invecchiamento lo ha messo al centro di un network internazionale di appassionati e esperti. Al matrimonio della figlia c’erano dunque invitati di parecchie nazionalità oltre che l’elite dei maltesi gourmand. Un matrimonio pensato nei minimi dettagli per unire le cose più care: la famiglia, Gozo con i suoi monumenti più belli, gli amici la grande enogastronomia.

Brunello Prime Donne 2008 matrimonio di Alison e William a Gozo

Brunello Prime Donne 2008 matrimonio di Alison e William a Gozo

Ed ecco che da queste passioni sincere viene fuori una festa spettacolosa e capace di mettere il rilievo la bellezza dei luoghi come neanche il più abile ufficio di promozione turistica sarebbe riuscito a fare.
La cerimonia nuziale è alle 17,30 nella cattedrale, nel cuore della Cittadella, un enorme fortezza in pietra calcarea che si innalza in uno dei punti più alti dell’isola. I restauri appena conclusi le hanno ridato la bellezza possente che aveva nel XVI secolo, arricchendo con giardini e spazi per attività culturali le zone  che erano originariamente destinate a proteggere la popolazione di Gozo dai pirati. E’ uno splendore.

Alison e William uscita dalla Cattedrale

Alison e William uscita dalla Cattedrale

La sposa, al braccio del padre visibilmente commosso, arriva in cattedrale in perfetto orario. La cerimonia dura un’ora e un quarto, è celebrata da tre sacerdoti in maltese; è solenne ma anche intima. Dopo la Messa, sulle scale esterne, gli invitati tirano petali di rose agli sposi. Poi tutti salgono sulle mura per brindare con lo Champagne. Alison e William sono innamorati e bellissimi. Abbracciano tutti, accettano di fare foto a ripetizione, vivono il momento con la calma di chi ha coronato un autentico sogno d’amore.

Champagne i 10 luoghi da non perdere

Recentemente incluso nel patrimonio dell’umanità Unesco, con le sue prestigiosissime bollicine, lo Champagne attrae un crescente numero di wine lovers

Champagne Pol Roger

Champagne Pol Roger

Di Donatella Cinelli Colombini

Lo Champagne non è la prima regione del vino iscritta nel patrimonio universale Unesco, precedentemente il riconoscimento era andato alla Val d’Orcia con il Brunello, il Piemonte, la Mosella in Germania e il Tokaj in Ungheria, ma la regione delle bollicine francesi è forse quella più evocativa e con cantine più spettacolari.
Visitarla tutta richiederebbe giorni e giorni, per questo la lista dei 10 luoghi da non perdere in Champagne redatta da The drinks business può essere particolarmente utile a progettare il viaggio. Io vi riassumo qualche notizia ma vi invito ad andare all’articolo originario dove ci sono molte, molte, molte più informazioni

Chamapgne cantine Tattinger

Chamapgne cantine Tattinger

1- Caverne “ crayères” nel gesso. Furono scavate nel Duecento e nel Trecento per estrarre i blocchi con cui costruire le mura della città di Reims. Una città sotterranea di 200 km di gallerie dove la temperatura non sale mai sopra i 14°C. Nicolas Ruinart fu il primo a capire che questi ambienti potevano essere utilizzati per conservare le bottiglie di Champagne e ora sono delle immense cantine piene di Pommery, Tattinger, Charles Heidsieck, G.H.Martell. Quelle più grandi sono di Veuve Clicquot (24km).
2- Cattedrale di Reims uno dei capolavori del gotico francese (1211- 1480) purtroppo in gran parte rifatta dopo le distruzioni belliche. Per 800 anni è stata il luogo delle incoronazioni e 33 sovrani francesi sono saliti sul trono in questo spettacolare tempio di luce.

Villa in Toscana per un soggiorno di charme

Nel punto di incontro tra le Crete Senesi e la Val d’Orcia  ecco Villa Archi, da torre cinquecentesca a villa di charme per soggiorni in Toscana

di Alice Bracciali, Fattoria del Colle

Villa in Toscana

Villa in Toscana

Nel corso dei secoli si è trasformata da torre del ‘500 a podere di campagna e oggi si veste di nuovo, conservando nello stile un sapore autentico di Toscana. Mobili di antiquariato locale, travi in legno, pavimenti in cotto e il grande focolare che domina l’ampio salone affiancano  comfort più moderni come aria condizionata nelle camere, WI-FI e TV.  Villa Archi è tuttora in continua trasformazione, da villa ideale per serate in piscina o davanti al focolare con gli amici, a luogo di pace e silenzio per rilassarsi dallo stress, da location romantica per aperitivi al tramonto in compagnia delle persone che ami a parco in cui giocare con bambini e cani. 7 camere, 5 bagni, una cucina in cui preparare le tue prelibatezze e un ampio salone in cui mangiare tutti insieme. Ma non finisce qui: piscina esterna privata, parco attrezzato con tavolini, sedie e un gazebo in cui organizzare barbecue e cene.

Wine Weekend – Primo corso sul vino in cantina

“Il primo corso sul vino in vigna e in cantina”, una rivoluzione nelle wine class, alternando assaggi e lezioni in aula con esperienze sul campo a contatto diretto di grappoli e botti

scuola di vino toscano Fattoria del Colle

scuola di vino toscano Fattoria del Colle

Una vera e propria scuola di vino toscano in fattoria per wine lovers appassionati di SangioveseLa nuova proposta di Donatella Cinelli Colombini è una wine class a tutti gli effetti con lezione frontale, dispense e personale formato nel ruolo di tutor. La novità, rispetto ai normali corsi sul vino, è nell’immediato passaggio dalla teoria alla pratica nella vigna e nelle cantine, così come nell’alleggerimento delle informazioni tecniche <<in forma turistica>> con le leggende, i personaggi e la descrizione dei luoghi che sono il cuore affascinante delle denominazioni toscane. Ecco che le degustazioni si svolgono in cantina e in certi casi direttamente prelevando il vino dalle botti, così come la spiegazione del

scuola di vino toscano Donatella Cinelli Colombini

scuola di vino toscano Donatella Cinelli Colombini

Sangiovese continua nella vigna e la degustazione dei vini prosegue a tavola con i piatti e i formaggi specificamente scelti in abbinamento perfetto. 

Per maggiori informazioni contattaci su holiday@cinellicolombini.it                             oppure al tel. 0577 662108

Una full immersion nei vini toscani talmente varia e coinvolgente da diventare una vacanza adatta persino gli astemi. E se qualche wine lover ha un partner poco amante del vino, ben venga, si divertirà anche lui.
Un modo nuovo coinvolgente e vacanziero per arricchirsi di informazioni su Sangiovese, Chianti Classico, Bolgheri, Brunello …. capire la differenza fra l’impronta sul vino lasciata dalla barrique, dal tonneau o dalla botte grande, imparare a riconoscere le viti di Sangiovese e infine provare a fare il proprio vino Supertuscan portandolo a casa per berlo con gli amici. Tante esperienze, visite e informazioni intramezzate da aneddoti e leggende per capire davvero le specificità produttive e il mito dei grani vini toscani.

Franciacorta dove si cammina sull’acqua

Dal 17 giugno la  Franciacorta propone cene stellate, bollicine d’autore e The Floating Piers di 4 km di camminata sull’acqua del Lago d’Iseo

Festival Franciacorta The-Floating-Piers-wow-webmagazine

Festival Franciacorta The-Floating-Piers-wow-webmagazine

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

I festival del vino 2016 all’insegna della cultura e del gigantismo. Collisioni a Barolo (dove saremo presenti con Brunello e Orcia) con Elton John, Mika, Niccolò Fabi, i Negramaro, Marco Mengoni e poi talk show a ripetizione con scrittori, cantanti e ovviamente produttori di vino. Oltre 100.000 persone al giorno per una maratona dal 14 al 18 luglio.
La Franciacorta mette in campo una proposta altrettanto sensazionale ma meno rock. Un’istallazione di arte contemporanea dell’artista bulgaro Christo, protagonista internazionale della “land art” cioè dell’arte che cambia il paesaggio e il suo significato. Christo è diventato celebre per aver impacchettando le Montagne Rocciose in Colorado, Porta Pinciana a Roma e il Reichstag a Berlino. Con un vago richiamo blasfemo Christo fa camminare i visitatori sull’acqua. Non è uno scherzo, dal 18 giugno, un tappeto dorato lungo 4 km, costato 14 milioni e  sostenuto da 200mila cubi galleggianti, collegherà la terraferma con le isole del lago d’Iseo. Da Sulzano sulla costa a Peschiera Maraglio e

Franciacorta, cantina Fratelli Berlucchi

Franciacorta, cantina Fratelli Berlucchi

Sensole nel Monte Isola fino all’isolotto di San Paolo. Sarà possibile camminare sull’acqua giorno e notte nella cornice magica di uno dei laghi più belli d’Italia. Proibiti i tacchi si consiglia di camminare scalzi.
Oltre a questa sensazionale istallazione artistica che ha una continuazione nella mostra Water Project del Museo Santa Giulia di Brescia, il Festival Franciacorta pullula di eventi mondani e enogastronomici. Il 17 anteprima firmata dalle Donne del vino e organizzata dall’Hostaria Uva Rara in collaborazione con la cantina Castello di Gussago, in tavola arriveranno piatti della tradizione lacustre appositamente pensati per accompagnare le varie tipologie di Franciacorta.

Il vino per i giovani deve essere pop?

Opinioni a confronto sul vino per giovani winelovers: pop, biologico, ceep, famoso … ma in 10 anni i giovani bevitori italiani sono calati del 5%

Qual'è il vino per i giovani?

Qual’è il vino per i giovani?

Di Donatella Cinelli Colombini

Perché i giovani francesi hanno ripreso a bere vino e i coetanei italiani no? Un grafico pubblicato nei numeridelvino, mostra come nel 2005, circa il 65%, dei giovani italiani e francesi, fra i 15 e i 24 anni non bevessero vino. Oggi la percentuale è completamente cambiata; fra i millennials oltralpini è scesa di 10 punti e fra i nostri giovani è aumentata fino al 71%.
Una situazione che deve far riflettere. Come deve essere il vino per i giovani? Ruenza Santandrea dell’Alleanza delle Cooperative Italiane settore vino, ha detto la sua durante lo scorso Vinitaly pronunciano una frase molto dura; basta con il vino fighetto <<Il calo dei consumi di vino in Italia è legato a doppio filo con il concetto di élite cui spesso viene

vino e giovani

vino e giovani

abbinato. Il vino non deve essere appannaggio di pochi eletti, è arrivato il momento di ridare al vino il suo giusto valore; un prodotto alla portata di tutti e quindi democratico. In una parola, un prodotto Pop, giovane e fuori dagli schemi>>.
Un commento che non trova tutti concordi ma sembra confermato dagli esiti dell’indagine del Professor Michele Micozzi per l’istituto Marchigiano di tutela vini. Un’analisi fatta su un campione di 1.500 consumatori fra i 18 e i 35 anni. Per questi giovani il vino è il simbolo della convivialità e dello stare insieme e viene scelto in base alla qualità (18%) alla sostenibilità ambientale (12%) e solo in ultima battuta dalla marca (5%) oppure ai premi che ha ricevuto o al packaging (8%).

Cité du Vin e l’enoturismo in Francia mette il turbo

La Francia crea la più prestigiosa destinazione enoturistica la Cité du Vin. Ministro Franceschini vai a vederla e valorizza anche il nostro vino per il turismo

Cité du Vin

Cité du Vin

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne
La chiamano la Guggenheim del vino riferendosi allo spettacoloso museo di Bilbao di Frank Gehry ma questo diventerà ancora più famoso: un decanter di 55 metri, progettato da Xtu alle porte di Bordeaux e coperto di pannelli di vetri e alluminio iridescente.

Cité du Vin, sette anni di lavori, 81 milioni di Euro di investimento e 14 mila metri quadri di esposizioni, esperienze sensoriali di odori, video e immagini in 3D, sale da degustazione, auditorium, museo, tanti schermi e tecnologia, un’immensa enoteca con di 14.000 bottiglie di 80 Paesi del mondo scelte dal sommelier campione del mondo Andreas Larsson e

Cité du Vin Bordeaux

Cité du Vin Bordeaux

l’enologo Michel Rolland. Bottiglie parlanti perché il loro codice a barre apre video in inglese sottotitolato in 3 lingue. Al piano belvedere sulla Garonna, che scorre accanto, ci sono il bar e il ristorante. Costo di ingresso 20€ e biglietto famiglia di 50€. Sono attesi mezzo milione di visitatori l’anno.
Dire che invidio i francesi non basta, ho un’invidia furiosa, ma proprio esagerata.

Le grandi cantine in Italia e nel mondo

I big del vino in Italia sono GIV-Riunite, Caviro, Davide Campari e Antinori ma solo il Marchese fiorentino vende bottiglie premium con prezzo medio sopra gli 8€

Antinori Tignanello

Grandi cantine Antinori Tignanello

Di Donatella Cinelli Colombini
La più grande è Costellation che supera i due miliardi cioè più del bilancio di un piccolo stato. Sul suo impero enologico non tramonta mai il sole ma non si sente appagata ed è pronta a spendere 285 milioni di dollari per 5 brand californiani. In Italia possiede la Ruffino e a Montalcino produce Brunello al Greppone Mazzi. Nella classifica dei big internazionali del vino sul podio c’è il gruppo LVMH leader nel lusso nell’abbigliamento come sulla tavola e l’australiana Treasury Wine Estates.
Nella classifica internazionale, la prima italiana è la Giv-Riunite, al settimo posto, con 533 milioni di business ma se guardiamo l’export non siamo più dei nanetti e piazziamo quattro cantine fra le prime cinque nel mondo.

Roberta Corra GIV

Roberta Corra GIV

I più grandi gruppi enologici italiani sono, dopo GIV, sono Caviro, Davide Campari, Palazzo Antinori, Mezzacorona, Cavit, Zonin e Fratelli Martini Secondo Luigi. Sono le sole 8 sopra i 150 milioni di fatturato annuo che entrano nell’albo d’oro delle 25 imprese del vino più grandi del mondo.
L’indagine sui colossi del vino, che come ogni anno, Mediobanca presenta prima di Vinitaly, è la fotografia di un settore dove le grandi imprese vanno a gonfie vele. Anche il confronto con il manifatturiero è confortante: dal 2010 al 2015 loro segnano una crescita del 2% e noi del vino del 31,6%. In gran parte è merito dell’export che ha marciato a tutta velocità anche grazie ai fondi OCM per le azioni promozionali, e mette a segno un +46,6% ( in Italia +18,7).

Il vino e l’acqua in tavola fra galateo e innovazione

Tutti mettono il tovagliolo sul piatto anche se è sbagliato e nessuno usa più il bicchiere grande per l’acqua. Il nuovo bon ton del vino e l’acqua in tavola

Il vino e l'acqua in tavola secondo galateo

il-vino-e-l’acqua-in-tavola-secondo-galateo

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello 

Se andate a vedere i manuali di bon ton troverete schemi di apparecchiatura che nessuno usa più da quasi vent’anni, specialmente nella ristorazione. Nelle case sopravvivono splendidi cristalli, regali di nozze vecchi di decine d’anni e usati pochissime volte a causa della fragilità dei bordi superiori. Sono questi cimeli e il bisogno di metterli in tavola almeno una volta l’anno, l’unico motivo per apparecchiare seguendo lo schema dei manuali dove il contenitore per l’acqua è il calice più grande e più a sinistra, mentre nella normalità le grandi coppe sono destinate ai rossi da invecchiamento.

Tutti i ristoranti hanno sostituito la loro cristalleria adattandola alle esigenze di consumatori sempre più esigenti che vogliono bere il vino nei bicchieri più adatti: calici assolutamente trasparenti e senza incisioni, con coppe allungate e più o meno ampie.
Eppure la mise en place dei libri di testo per i futuri maître è spesso ancora quella di un tempo con i bicchieri da vino e l’acqua in tavola come usava nell’Ottocento.
In realtà, nella ristorazione il bicchiere da acqua è diminuito d’altezza fino a diventare una coppetta distinguendosi nettamente dai calici del vino. Per accentuare la diversità dai cristalli destinati a Champagne e Brunello, il contenitore per l’acqua è spesso colorato in abbinamento con la tovaglia oppure con i fiori del centrotavola. Rimane comunque la sua posizione centrale davanti al commensale e più a sinistra rispetto ai calici.

Paolo Basso campione mondiale sommelier visto da vicino

Un sabato con Paolo Basso al Casato Prime Donne di Montalcino .. incontrare persone eccezionali come lui è uno dei motivi per cui mi piace il mio lavoro

Paolo Basso al Casato Prime Donne di Montalcino

Paolo Basso al Casato Prime Donne di Montalcino

Di Violante Gardini Cinellicolombini Jr.
E’tutto programmato da settimane, con precisione svizzera. Alla fine invece, tutto da rifare, c’è un grosso imprevisto, mamma si rompe una vertebra a Gozo e rimane bloccata nelle isole maltesi. Io sono in azienda da sola ma di spostare la visita di Paolo Basso non se ne parla proprio, hai presente la precisione svizzera!
Non è la prima volta che riceviamo un super vip del vino, anzi, quest’anno sono stati da noi Monica Larner del Wine Advocate e Bruce Sanderson del Wine Spectator, ma questa è la prima volta che sono da sola. Sono agitata come prima di un esame e preparo tutto in anticipo: con la cantiniera Barbara Magnani decidiamo i vini da degustare e con la

Paolo Basso Campione del mondo sommelier ASI 2013

Paolo Basso Campione del mondo sommelier ASI 2013

chef Roberta dell’Osteria della Fattoria del Colle fisso il menù dei un pranzo leggero ma appetitoso, in modo da sposarsi bene coi vini.
Paolo Basso è preceduto dalla sua fama. Ha vinto il concorso ASI di miglior sommelier del mondo a Tokyo nel 2013 battendo i concorrenti di 54 Paesi davanti a 4.000 delegati internazionali. Nel suo palmarès c’è anche un titolo europeo, nel 2010, e tre secondi posti mondiali.
È una giornata calda al Casato Prime Donne ed il sole ci invita a portare gli occhiali scuri ma le piogge degli ultimi giorni ci impediscono di andare in vigna. Ci vediamo costretti a rimanere nel piazzale, davanti alla cantina, per parlare delle nuove vigne, delle potature stile Simonit&Sirch e della conversione al biologico.
Paolo Basso è accompagnato dalla moglie e dalla figlia Chiara, tutte persone molto piacevoli.

                                                                       
Cinelli Colombini
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