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Come cambia la qualità del vino

Dopo 25 anni dalla svolta verso la qualità del vino, arriva un nuovo cambiamento: territorialità,  naturalezza,  diversità e capacità di emozionare

qualità del vino, emozioni uniche Ornellaia

qualità del vino, emozioni uniche Ornellaia

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Due contributi spiegano in modo diverso la rivoluzione in atto  nel concetto di qualità del vino; il primo è lindagine Censis commissionata da Ornellaia, la cantina di Bolgheri dei Marchesi dè Frescobaldi che ha sbancato le aste internazionali trascinando al successo i vini italiani (+47% ). L’analisi fotografa il concetto attuale del lusso come qualcosa che è sempre più legato a un’emozione straordinaria e meno al possesso di status symbol durevoli e esclusivi. Lusso è insomma soprattutto un’esperienza unica e capace di emozionare come guidare una macchina da gran premio sul circuito di Formula1 oppure, meno

qualità del vino Amarone Quintarelli 1985

qualità del vino Amarone Quintarelli 1985

avventurosamente, pranzare in un ristorante 3 stelle Michelin sorseggiando l’ultima bottiglia di Amarone 1985 di Bepi Quintarelli. E’ proprio a questo nuovo concetto di lusso, smaterializzato e esperienziale, che si riconduce l’aumento di alberghi 5 stelle (41%) e sempre più collegati a luoghi storici di cui viene gelosamente conservato lo charme.
Ma l’aspirazione al lusso riguarda anche le piccole cose e la gente comune, non solo i milionari. Ed ecco che mentre la crisi contraeva i consumi alimentari (-3% negli ultimi due anni) la vendita dei prodotti tipici cresceva del 2% e quella del bio addirittura del 10%. Stessa cosa è avvenuta con il vino che ha visto diminuire le quantità consumate dell’8% mentre saliva la spesa (+3,%).

Le vespe sono i custodi della tipicità dei vini

Fra gli elementi che determinano la specificità di un’area viticola entrano anche vespe sociali e calabroni nella cui pancia vivono e si accoppiano i lieviti

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

vespa sull'uva

vespa sull’uva

C’è una notizia buona e una cattiva.
La notizia buona è che un gruppo di studiosi dell’Università di Firenze e della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, coordinati da Duccio Cavalieri, ha scoperto come nascono i lieviti indigeni cioè quelli specifici di un determinato territorio, quella cattiva è che l’uso diffuso di lieviti industriali potrebbe inquinare l’ambiente determinando nuovi ibridi cioè metterebbe a rischio la tipicità dei vini. Infatti la biodiversità è qualcosa di vivo, i lieviti  sono un patrimonio microbiologico originario e assolutamente unico di ogni zona ma anche molto fragile perchè soggetto ai cambiamenti.

Casato Prime Donne Montalcino tinaia del vento

Casato Prime Donne Montalcino tinaia del vento

Per capire la dimensione del problema basta ricordare il crescente valore attribuito all’identità. Nella civiltà attuale parole come naturalezza, diversità e autenticità sono sempre più requisiti indispensabili per le produzioni di alto livello: vino, formaggi, ortaggi, pane …. Ma non basta; c’è poi il rischio della sparizione di alcuni caratteri dei vini di pregio, come la mineralità, che i recenti studi collegano direttamente al patrimonio biologico della vigna e della cantina ma soprattutto ai lieviti indigeni. Lieviti che vivono e si riproducono nella pancia di vespe sociali e calabroni e, in presenza di ceppi diversi, danno origine a nuovi ibridi.
Dobbiamo quindi allargare anche a loro il nuovo concetto di terroir comprendendo suolo, clima, vitigni, lavoro dell’uomo e patrimonio biologico vespe comprese. Non è uno scherzo, le amiche alate fanno qualcosa di più dell’impollinazione.

I bicchieri da vino sempre più grandi … forse troppo?

La gran confusione fra i bicchieri da vino sempre più grandi e i calici mignon usati come dose giornaliera nelle campagne governative

Le Vin. Je l’aime, je le respecte 2

Le Vin. Je l’aime, je le respecte 2

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne 

Ma il governo francese non lo sa che i bicchieri da vino sono sempre più grandi? E’ del dicembre scorso la campagna “Le Vin. Je l’aime, je le respecte” con vignette in cui due acini d’uva propagandano il giusto consumo 2-3-4-0 numero che significa: massimo 2 bicchieri al giorno per le donne, massimo 3 bicchieri al giorno per gli uomini, massimo 4 bicchieri bevuti tutti insieme, un giorno la settimana senza alcool. Facile, chiaro, memorizzabile …. Ma quanto sono grandi questi bicchieri? Si perché negli ultimi anni la dimensione dei bicchieri da vino è cresciuta fino a diventare maggiore dello stomaco di chi beve. Il bicchiere enorme e le

bicchieri da vino Riedel

bicchieri da vino Riedel

porzioni piccole sono diventate sinonimo di tavola raffinata e di apprezzamento per il vino, sono insomma uno status symbol sia nei ristoranti di lusso che nelle case leganti. Chi non rimane deluso se, dopo aver ordinato al ristorante, una bottiglia costosa, la vede servire negli stessi calici che sono sul tavolo? Ormai il bicchiere “supersize” è associato all’idea di apprezzamento per il nettare di bacco più buono.
Una contraddizione fra le dosi consigliate dalle autorità governative e le tendenze dell’arredo tavola che è stata sottolineata da Wine searcher con un delizioso articolo firmato da Wink Lorch. Una contraddizione che esiste ovunque e riguarda anche le vetrerie italiane compresa la RCR di Colle di Val d’Elsa che ha in catalogo quasi solo calici grani e grandissimi.

Tre momenti di vini di Donatella Cinelli Colombini

Momenti di vini: a casa Pellucci assaggiando vini di tutto il mondo, consorzio dei consorzi toscani AVITO e la degustazione Brunello – Amarone a Treviso

Momenti "di vini" a casa Pellucci cena con grandi vini di tutto il mondo

Momenti di vini  a casa Pellucci cena con grandi vini di tutto il mondo

Di Donatella Cinelli Colombini

Tre momenti di vini indimenticabili in poco più di ventiquattro ore che voglio condividere con voi. Prima tappa a Fiesole in casa dei miei amici Emanuela e Emanuele Pellucci. Amici di una vita con cui ho condiviso l’infanzia delle figlie e, soprattutto con Emanuele, uno sviscerato amore per il Brunello –lui come giornalista io come produttrice. Vini incredibili per qualità e origine. Il giorno dopo Emanule ha scritto su Facebook << neppure Jancis Robinson e Debra Meiburg, due tra le più note Masters of Wine al femminile, avrebbero saputo riconoscere la provenienza di alcuni vini>> E infatti noi commensali abbiamo padellato tutte le regioni di origine e gran parte dei vitigni. Con me e mio marito Carlo c’erano i Francois del Castello di Querceto Niccolò e

Emanuela e Emanuele Pellucci a cena con i vini del mondo

Emanuela e Emanuele Pellucci a cena con i vini del mondo

Simonetta Magnelli delle Chiuse di Montalcino, l’enologo Vittorio Fiore con sua moglie. Ed ecco i vini
Champagne Vielle Réserve Premier Cru Sadi Malot (l’unico servito non alla cieca),
Sauvignon Pequenas Producciones 2015 Casas del Bosque (Cile), vincitore di una gran medaglia d’oro al concorso Catad’Or 2015
Riesling Edition Grainhuebel 2014 Winzerveirein Deidesheim (Germania),

Le 10 parole del vino inglese escluso

Il vino stesso è un messaggio universale, ma il racconto del vino è pieno di termini  di tutto il mondo e queste sono le 10 parole del vino più usate

Julien Miquel spiega le 10 parole del vino più usate

Julien Miquel spiega le 10 parole del vino più usate

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne, Toscana 

Leggo da Julien Miquel  un enologo francese che vive in Nuova Zelanda ed è un autentico genio del vino  social. Quest’anno il suo Social Vignerons ha vinto il Wine Blog Award fra le novità . Vi suggerisco di seguirlo in Facebook, Twitter oppure nel suo blog o in Vivino perché vi aprirà la mente.  Qui riprendo un suo pezzo sulle 10 parole del vino più diffuse e vi faccio scoprire curiosità che solo un super esperto conosce.

Il vino per Julien è come un attore che non ha bisogno di interpreti per farsi capire

riserva fra le 10 parole del vino più diffuse

riserva fra le 10 parole del vino più diffuse

ma  << But there are a few wine terms that keep popping up on wine labels all the time. So you are simply better off understanding their meaning if you want to know what you’re buying>> ci sono alcuni termini che spuntano continuamente sulle etichette. Per capire cosa state comprando è meglio sapere cosa significano.

Ecco dunque il vocabolario “Bignami” del vino di Julien Miquel con le 10 parole del vino non inglesi più diffuse nelle retro etichette, perché come tutti sanno il fronte è quasi sempre un’opera di grafica mentre le notizie obbligatorie per legge e le spiegazioni sono quasi sempre dietro.

L’ingresso delle cantine turistiche

Sembra incredibile ma per vendere il vino bisogna offrire l’acqua. Ecco come organizzare l’ingresso turistico della cantina dove partono le visite guidate

Turisti del vino in cantina

Turisti del vino in cantina

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne 
Qui demolirò molti luoghi comuni: l’importanza dell’acqua in cantina, il ruolo dei bagni, l’apriporta elettrico, l’attesa come problema, la distribuzione dei depliant delle cantine concorrenti …..
Comincio dalla porta di ingresso, a mio avviso, va aperta dall’addetto all’accoglienza e non mediante un sistema automatico. E’ più scomodo, è più costoso ma cambia completamente il rapporto fra la cantina e il turista del vino. Andare alla porta è un modo di dare il benvenuto, magari sorridendo. Invece aprire la porta restano dietro il bancone trasforma questo momento in qualcosa meccanico

Accoglienza in cantina Casato Prime Donne Montalcino

Accoglienza in cantina Casato Prime Donne Montalcino

e di freddo. Sembra la stessa cosa ma la differenza è forte fra chi è accolto e chi entra senza essere degnato di uno sguardo.
Solo nelle grandi aziende, con molte migliaia di visitatori, la zona di accoglienza è esclusivamente dedicato alla sosta dei turisti, nelle normali cantine è invece un ambiente “promiscuo” in cui avvengono varie attività: l’attesa delle visite guidate, l’assaggio e le vendite. Insomma, in moltissime aziende i tour partono e finiscono nello stesso punto per cui l’ingresso ha un carattere polifunzionale.
Questo e un problema e insieme un’opportunità.
Esaminiamo per primi gli aspetti pratici. Appena arrivati i turisti hanno bisogno di bere acqua, di andare al bagno e di sedere al fresco, d’estate, oppure al caldo d’inverno.

Bordeax i pesticidi nei vigneti e la salute dei bambini

Il programma shock di France 2 <<Produits chimiques, nos enfants en danger>> ha scosso la Francia i pesticidi nei vigneti mettono a rischio la salute dei bambini

pesticidi nei vigneti esempio di trattamento antiparassitario

pesticidi nei vigneti esempio di trattamento antiparassitario

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Altro che paradiso degli amanti della natura e dei grandi vini! Bordeaux si rivela come un territorio fortemente inquinato proprio a causa dei pesticidi nei vigneti. Nella Gironda terra di chateau e di grandi brand del vino i bambini si ammalano di cancro il 20% in più della media nazionale.
Il volto più nero della viticultura francese è arrivato nelle case dei francesi con la violenza di un ciclone. Scatenando le proteste dei genitori delle zone viticole e forse allertando le autorità sanitarie.

vini-di-Bordeaux

vini-di-Bordeaux

Cancro, malformazioni prenatali, disturbi nello sviluppo e autismo… malattie molto diverse fra loro che possono avere la stessa causa: i pesticidi.
Ma da dove arrivano questi pesticidi? 6 aziende si spartiscono un business da 50 miliardi di Euro Bayer, Dupont, Monsanto, Syngenta, Dow, Basf.
97% di alimenti contaminati, Francia primo consumatore di pesticidi in Europa dove si vendono ogni anno 65.000 tonnellate di pesticidi puri.
Gli autori dei programma di France 2 hanno lavorato con una tecnica da 007, mettendo le mani su migliaia di dati sensibili e, fino ad oggi, segreti. Confrontando migliaia di numeri è stata realizzata una mappa delle regioni più inquinate. 3 sono segnate in nero come più contaminate e una di esse è quella dei vigneti bordolesi: la Gioronda.

La saga di Fiorano fra Antinori e Boncompagni Ludovisi

Una storia che sembra la continuazione del Marchese del Grillo, sullo sfondo vini da mito e il marchio Fiorano conteso fra gli Antinori e i Boncompagni Ludovisi

Alessia Antinori

Alessia Antinori

Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Comincio da un fatto di attualità avvenuto il 24 ottobre scorso a New York dove Alessia presiedeva a una degustazione da 175$ a persona presso l’ Italian Wine Merciants per presentare i vini prodotti a Fiorano da suo nonno il Prince Alberico Boncompagni Ludovisi. E’ in quella sede che due persone le hanno presentato dei documenti legali contestandole l’uso del nome “Fiorano”. Un colpo di scena organizzato del lontano cugino Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi che ha anche rilasciato una dichiarazione sull’accaduto a The Drinks Business <<My farm estate Tenuta di Fiorano has the

Alessandrojacopo-Boncompagni-Ludovisi

Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi

exclusive rights in European Union and the rest of the world to the brand names ‘Fiorano’ and ‘Fioranello>> la mia azienda Tenuta Fiorano ha il diritto di usare il nome Fiorano e Fioranello in esclusiva in Europa e nel resto del mondo.
Una contestazione più da tribunale che da sala da degustazione che passerebbe inosservata se non fosse coinvolta la famiglia del Marchese Piero Antinori, uno dei brand vinicoli più prestigiosi del mondo. Da qui la mia curiosità, e spero anche la vostra, di sapere perché le vigne e il nome Fiorano hanno scatenato un tale putiferio.
Parto da un meraviglioso articolo di Armando Castagno intitolato “Fiorano memorie e girandole” pubblicato lo scorso anno su “Vitae”. Armando ci porta per mano a scoprire un luogo pieno di fascino.

Pasqua in Toscana con bambini, nonni e cani

Pasqua in Toscana con bambini nonni e cani per riscoprire la sacralità e la gastronomia di questa festa aggiungendo vino e wellness alle tradizioni 

Pasqua con bambini nonni e cani alla Fattoria del Colle

Pasqua-in-Toscana-con-bambini-nonni-e-cani

La Fattoria del Colle è a 12 km dall’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore e 40 km da Sant’Antimo a Montalcino, a 100 km da Assisi. Chi vuole vivere la Pasqua in modo spirituale ha vicino i posti giusti.
Per chi desidera godersi la famiglia e pensa a una Pasqua con bambini, nonni e cani proponiamo un programma con attività giornaliere interessati e divertenti. Comprende la visita alla cantina del Brunello Casato Prime Donne (Montalcino) con una degustazione itinerante enomusicale, una novità assoluta creata dal sommelier musicista Igor Vazzaz. Alla fattoria del Colle l’avventura nel vino continua con la visita guidata alle sale storiche della fattoria, ancora abitate dalla proprietaria Donatella Cinelli Colombini e della cantina del Chianti e dell’Orcia. Un percorso pieno di curiosità che risveglierà i ricordi dei nonni e insegnerà ai più piccoli molte cose sulla storia toscana. Ci

Pasqua Fattoria del Colle, enologo per un giorno

Pasqua Fattoria del Colle, enologo per un giorno

saranno poi due degustazioni imperdibili: una verticale di Brunello dalla botte alla grande riserva e l’esperienza di diventare enologo per un giorno creando il vino dei propri sogni.
Per gli amanti della cucina una piccola chicca: la chef Roberta e la pasticcera Patrizia insegneranno a preparare la zuppa di Pasqua che gli antichi boscaioli consumavano solo il giorno della festa e per la “Pasqua con bambini” una lezione dedicata ai più piccoli che faranno gli “ossi di morto” biscotti tipici di Montalcino dal brutto nome e dal gusto prelibato.

Gli orari di apertura al pubblico delle cantine italiane

Da noi le cantine turistiche hanno orari e soprattutto giorni di apertura diversi da quelli in cui arrivano i visitatori. Conviene, oppure è meglio cambiare?

Porta della cantina Montalcino Casato Prime Donne

Porta della cantina Montalcino Casato Prime Donne

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Il turista del vino è davanti alla cantina, pronto ad iniziare l’esperienza fra calici e botti che ha sognato da tempo. Ma proprio in questo momento le probabilità di delusione sono le più alte. L’orario di apertura è infatti il maggiore problema delle cantine turistiche italiane. Il turista del vino, come tutti i turisti, arriva nei periodi festivi cioè nel week end e durante le vacanze quando gran parte delle cantine sono chiuse. Una situazione simile al bagnino che prende le ferie d’agosto. Una situazione che trova una giustificazione solo nella dimensione attuale dei flussi

Marielle Kubik e le sue allieve al Casato Prime Donne Montalcino

Marielle Kubik e le sue allieve al Casato Prime Donne Montalcino

enoturistici e del business enoturistico ancora troppo piccoli, salvo pochi casi, per giustificare l’assunzione di personale completamente dedicato all’accoglienza turistica e presente anche nei giorni festivi. Molto più spesso il campanello della porta di cantina suona negli uffici commerciali, oppure al front office agrituristico e più raramente nella zona di produzione del vino. E’ infatti in questi reparti che lavorano le persone a cui è demandato, in forma “promiscua”, l’incoming di individuali e gruppi. Una situazione che consente dei risparmi nei costi della manodopera ma diminuisce la spinta alla professionalizzazione del servizio di accoglienza. C’è la convinzione diffusa che basti una buona conoscenza dell’inglese e dei vini per offrire ai visitatori un’esperienza intensa che imprima per sempre nella loro memoria le specificità dell’azienda. Purtroppo questa è solo un’illusione.

La cantina aurea e i vigneti d’oro di Montalcino

Francesco Illy crea una cantina aurea degna di Leonardo da Vinci mentre il valore delle vigne di Brunello sale a mezzo milione di Euro l’ettaro

Cantina-aurea-Podere-le-Ripi

Cantina-aurea-Podere-le-Ripi

Di Donatella Cinelli Colombini

Montalcino tutto d’oro con l’inaugurazione della cantina aurea del più visionario e geniale dei suoi produttori: Francesco Illy l’uomo delle sfide impossibili. Poi c’è la “corsa all’oro rosso” dei vigneti da parte di super, super VIP del vino e non solo. L’ultimo acquisto sono i 12 ettari di vigneto della Velona (solo 7 di Brunello) pagati 6 milioni di Euro dal gruppo Bertarelli, la famiglia della barca Alinghi che ha vinto due American Cup e già possiede la griffe enologica Poggio di sotto a Montalcino oltre a Colle Massari nel Motecucco e Grattamacco a Bolgheri.

vigneto-Bonsai-Podere-le-Ripi

vigneto-Bonsai-Podere-le-Ripi

Ma lo shopping di vigneti montalcinesi ha avuto un’accelerazione degli ultimi mesi: il podere Salicutti è stato acquistato da un imprenditore tedesco e, qualche mese fa, la Cerbaiona dei miei amici Diego e Nora Mulinari è stata comprata per 6 milioni di Euro (3,2 ettari di vigneto) da Gary Rieschel. WineNews ha calcolato l’incremento di valore delle vigne di Brunello in 50 anni ed è emersa una cifra stratosferica: 2.474% praticamente il valore è cresciuto di 25 volte.

Benvenuto Brunello bello ma sempre uguale

Il Brunello festeggia i 50 anni dalla DOC  con un grande 2011 e una super riserva 2010 ma deve rinnovare le iniziative e soprattutto Benvenuto Brunello

BENVENUTO-BRUNELLO-2016-CENA-DI-GALA-SOMMELIER-AIS

BENVENUTO-BRUNELLO-2016-CENA-DI-GALA-SOMMELIER-AIS

Di Donatella Cinelli Colombini

Vini strepitosi, ogni anno il numero delle eccellenze enologiche aumenta nel Brunello come in una squadra olimpica dove ognuno cerca di battere il record del compagno. I vini di Montalcino si confermano in piena salute e in piena corsa verso i successi internazionali. Un 2011 Brunello con una qualità superiore alle aspettative e una bevibilità che sarà l’acceleratore del suo successo nella ristorazione internazionale. Il trecentesco convento di Sant’Agostino, che diventerà presto sede del Consorzio del Brunello, è una cornice perfetta per l’assaggio dei grandi rossi di questo territorio.

ALESSANDRO-REGOLI-GIULIO-SALVIONI-RICCARDO-ILLY-ANDREA-MACHETTI

IRENE-CHIARI-ALESSANDRO-REGOLI-GIULIO-SALVIONI-RICCARDO-ILLY-ANDREA-MACHETTI

In occasione di Benvenuto Brunello 2016 i due chiostri del convento hanno ospitato le degustazioni dei giornalisti -assistite dai sommelier- e i banchi dei produttori in cui era possibile sentire i vini e le spiegazioni  su ciascuna bottiglia. Meno bene la cena di gala. All’arrivo una fila esagerata davanti al guardaroba. Kerin O’Keefe del Wine Enthusiast, che era proprio davanti a me, si è spazientita <<se avessi immaginato una cosa simile sarei venuta alle nove>>. Ma anche chi ha saltato la fila non è stato più fortunato. Nel primo chiostro c’era Riccardo Illy <<il presidente del Consorzio Bindocci ci ha detto di tenere i cappotti ma non riusciamo a entrare nella sala degli aperitivi, c’è troppa gente>> e con le mani occupare sarebbe stato quasi impossibile prendere un calice.

E il Brunello di Montalcino 2011 si scopre grande

Fra lo sbalordimento generale il Brunello di Montalcino 2011 piace quanto e forse più della leggendaria annata 2010

Brunello di Montalcino 2011 e 2010 degustazione di Luciano Pignataro

Brunello di Montalcino 2011 e 2010 degustazione di Luciano Pignataro

Di Donatella Cinelli Colomini 
Tutto è iniziato il 22 gennaio quando Luciano Pignataro, geniale e trasgressivo come sempre, pubblica un articolo intitolato “Brunello di Montalcino: la 2011 è meglio della 2010. Degustazione alla cieca di 44 campioni”.
Il gruppo di assaggiatori è di altissimo livello: Fabio Casamassima, Luciano Di Lello, Antonio Di Spirito, Daniele Moroni,Gianmarco Nulli Gennari, Andrea Petrini, Giuseppe Picconi, Luciano Pignataro, Stefano Ronconi, Fabrizio Russo, Maurizio Valeriani.
Ambiente informale, tovaglia a quadretti e quella che poteva sembrare una zingarata si rivela invece una genialata. Perché fra lo sbalordimento generale i Brunello di un’annata 4 stelle, senza attese da parte dei mercati internazionali come la 2011, risulta mediamente meglio di quelli 2010 esaltati dalla critica e dai buyer di tutto il mondo. In assaggio tutti i Brunello più noti Biondi Santi compreso. Solo in 8 casi, compreso il mio e quello della più celebre cantina montalcinese, il 2010 ha battuto l’annata più recente ma comunque le distanze erano minime e il livello generale altissimo.

Brunello 2011 e Brunello 2010 degustazione Luciano Pignataro

Brunello 2011 e Brunello 2010 degustazione Luciano Pignataro

A riconfermare il giudizio arrivano, il 29 gennaio, le valutazioni di Walter Speller super – assaggiatore del wine blog della più celebre Master of Wine Jancis Robinson. In questo caso possiamo confrontare i Brunello “selezione” 2011 e la riserva 2010 cioè i vini in cui tutte le cantine si impegnano al massimo nella qualità. Anche qui i giudizi sono molto molto vicini e dire che la riserva 2010 è piaciuta molto a Speller che ha dichiarato a MontalcinoNews <<è veramente una Riserva di qualità come non la vedevo da molti anni>>

Perché sposarsi al Colle è più bello

Abbiamo organizzato il matrimonio di campioni mondiali di sport, registi cinematografici,  finanzieri con invitati di 16 nazionalità diverse … e ognuno ha detto <<sposarsi al Colle è più bello>>

Di Sara Mazzeschi, Fattoria del Colle

Sposi a fattoria del Colle

Sposi a fattoria del Colle

Perché a tavola ci sono Brunello e altri vini con premi internazionali, perchè il taglio della torta è nel boschetto con le luci dello scenografo di “4 matrimoni e un funerale”, perchè la luna di miele è nella camera del Granduca di Toscana, perché i panorami sono i più belli del mondo e perché la Fattoria del  Colle è un luogo autentico, con quattrocento anni di nobile storia e un matrimonio ha bisogno di una cornice vera come l’amore degli sposi.

Ho preso parte a cerimonie in tutta Italia ma non c’è niente da fare , sposarsi in Toscana è insuperabile! Infatti , dati alla mano, è tra le mete più ricercate e negli ultimi tempi  ville, castelli e casali che si offrono come possibili location sono spuntate come funghi.  Fattoria del Colle, nel Sud di Siena, dove organizzo matrimoni da anni ha visto decine e decine di coppie richiedere la perfezione per il loro Giorno e mai questo luogo antico e magico ha deluso.  Ma perché sceglierlo? Perché sposarsi qua è più bello?

Il successo di BuyWine 2016 e l’addio a ToscanaPromozione

L’edizione 2016 di BuyWine collegata alle Anteprime dei vini Toscani, è stata un successone. Piccole Doc e piccoli produttori contenti, Orcia compresa

BuyWine-2016

BuyWine-2016

Di Donatella Cinelli Colombini

Questa è una storia agro-dolce molto italiana, una storia che mi auguro avrà un lieto fine e riguarda il vino toscano, quello meno conosciuto, quello delle piccole denominazioni e delle piccole cantine familiari. E’ la storia di BuyWine 2016.
BuyWine è un workshop che fa incontrare importatori di tutto il mondo alle aziende toscane del vino di ridotte dimensioni, cioè quelle che hanno maggiore difficoltà a internazionalizzarsi. L’edizione 2016 era

BuyWine-2016-a-San-Quirico-con-la-DOC-Orcia

BuyWine-2016-a-San-Quirico-con-la-DOC-Orcia

rimasta in dubbio fino a ottobre con i piccoli consorzi che spingevano perchè fosse fatta e la Regione Toscana che tagliava risorse e eventi. Alla fine il nuovo assessore all’Agricoltura Marco Remaschi ha preso il coraggio a due mani e l’ha approvata.  ToscanaPromozione, l’agenzia della Regione Toscana per la promozione e il marketing, ha fatto un’autentica rincorsa per recuperare i mesi di ritardo. Incredibile ma vero, il 12-16 febbraio sono arrivati in Toscana 240 buyer da 36 Paesi esteri, ancora più selezionati degli anni scorsi. Metà di loro era alla sua prima partecipazione a BuyWine e tutti con una gran voglia di fare affari e scoprire le denominazioni più nuove e piccole.

                                                                       
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