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I vini toscani più citati dalla stampa estera

Insieme alla prima riunione di A.Vi.To. superconsorzio toscano arriva una bella sorpresa per il Brunello e gli altri vini toscani

Vini toscani presenza nella stampa internazionale

Vini toscani presenza nella stampa internazionale

Di Donatella Cinelli Colombini

Oggi si è riunito per la prima volta A.vi.to. consorzio dei consorzi toscani del vino e il Governatore Enrico Rossi ha voluto essere presente allo storico appuntamento che mette fine al campanilismo enologico. Ho preso parte alla riunione in rappresentanza della piccola Orcia Doc e quindi posso darvi una piccola chicca in anteprima.
Kaus Davi consulente della Regione per la comunicazione ha presentato i risultati di un’indagine sui vini toscani. Una delle slide mostrava i più citati nella stampa internazionale.
Ebbene il colosso Chianti cumulando Chianti, Chianti Classico, Chianti Rufina …. spera di un soffio il  Brunello che compete da solo e si conferma il più amato dalla stampa internazionale. A sorpresa nella TOP 10 entra anche il Rosso di Montalcino

Vino Nobile la DOCG più femminile e giovane d’Italia

Oltre la metà delle cantine guidate da giovani sotto i quarant’anni e il 36% di aziende dirette da donne, il Vino Nobile di Montepulciano ci mostra il futuro del vino

Vino-Nobile-produttrici-anteprima-2016

Vino-Nobile-produttrici-anteprima-2016

Di Donatella Cinelli ColombiniBrunello, Casato Prime Donne

Montepulciano sta vivendo un periodo felice, quasi una rinascenza: i mercatini invernali, la qualità del vino che cresce in verticale e ora un censimento che mostra il Vino Nobile come il più moderno in Italia. Se infatti, nel vino di qualità italiano, sta emergendo, una nuova generazione di giovani e di donne alla guida delle cantine, a Montepulciano la tendenza è già una realtà consolidata: oltre il 50% delle aziende è guidata da under 40 mentre le donne dirigono 16 delle 75 aziende associate al Consorzio e in altre 11 sono cointestatarie.
<< Il Consorzio del Vino Nobile non ha avuto bisogno di una legge per incrementare il

Vino-Nobile-di-Montepulciano

Vino-Nobile-di-Montepulciano

peso delle donne nel proprio CdA>> ha detto Miriam Caporali,Donna del Vino e consigliera al secondo mandato << siamo attualmente in tre donne, ma il numero è sicuramente destinato a salire in maniera naturale vista la sempre maggiore presenza di imprese rosa nella nostra denominazione>>.

10 migliori cocktail classici del mondo

Da Drinks international arriva una classifica preziosa per chi ama bere fuori pasto: i 10 migliori cocktail del mondo, quelli sempre di tendenza

10 cocktail migliori del mondo Mojito

10 migliori cocktail  del mondo Mojito

Di Donatella Cinelli Colombini

Siete modaioli? E nonostante questo avete piccoli piaceri a cui non volete rinunciare? Ecco la lista dei 10 migliori cocktail classici a cui potete affezionarvi senza il timore di apparire “passati” sono quelli sempre di tendenza, il cui successo internazionale sfida il tempo e si riempie di fascino.
N° 10 Mojito
Forse è il più antico. Pare che fosse la bevanda del famoso pirata Drake che la Regina d’Inghilterra Elisabetta rese nobile con il nome di Sir Francis Drake per le sue imprese contro i galeoni spagnoli carichi d’oro. Più di recente il Mojito si lega allo scrittore Ernest Hemingway e alle sue frequentazioni di Cuba. Ha avuto un

Old-Fasion-cocktail

Old-Fasion-cocktail

successo strepitoso all’inizio del millennio e questo determina forse il suo carattere attuale un po’ datato. Contiene rum, succo di lime, soda, zucchero di canna marrone, menta fresca e ghiaccio.
M° 9 Moscow Mule
Non è russo ma statunitense e nasce nel 1941. Viene servito in una tradizionale coppetta di rame cosa che lo rende molto particolare. La sua popolarità sta risalendo soprattutto in Usa dove è servito durante l’heppy hour, vodka, lime, zenzero e soda

Legnano conquistata dal vino delle donne

A Legnano con Mariacristina Oddero e Isabella Pelizzatti Perego per parlare ai giovani industriali di family business e con Paola Longo nella sua enoteca

Legnano Franz Botré, Egidio Alagia, Donatella Cinelli Colombini, Isabella Pelizzatti Perego, Mariacristina Oddero

Legnano Franz Botré, Egidio Alagia, Donatella Cinelli Colombini, Isabella Pelizzatti Perego, Mariacristina Oddero

Di Donatella Cinelli Colombini, Casato Prime Donne

Legnano è la città della Lega Lombarda che nel 1176 sconfisse l’Imperatore Federico Barbarossa. Legnano è il simbolo della capacità di unirsi contro le minacce esterne ma anche dell’attuale partito fondato dal senatore Bossi. La Confindustria Alto Milanese ha un gruppo giovani numeroso e vivace, guidato da Egidio Alagia un imprenditore del nuovo green, quello del verde urbano e delle piante salutari.
L’incontro con 3 donne del vino: Isabella Pelizzatti Perego, Mariacristina Odero e me doveva servire a spiegare ai giovani imprenditori come sfondare sui mercati esteri partendo da piccole imprese familiari. Evidentemente i successi del vino sorprendono al punto da spingere gli industriali a cercarci modelli da condividere.

Legnano, Paola Russo Enoteca Russo

Legnano, Paola Longo Enoteca Longo

Rimango sorpresa dal numero dei presenti, quasi duecento, tutti giovani e attenti. Modera il talk show organizzato da Domino Comunication, Franz Botré editore di “Spirito di Vino”. Gli argomenti si sviluppano con calma finchè l’Assessore Gianni Fava non scalda gli animi con proposte forti <<basta con il regionalismo, nel vino bisogna puntare sul brand Italia>>. Ovviamente io e la Oddero siamo contrarie a una “nazionale del vino” che farebbe perdere di identità alle zone ad altissima vocazione come quelle del Barolo o del Brunello in cui sono le nostre cantine, ma per le denominazioni meno note una strategia che unisse le forze potrebbe funzionare. Legnano è proprio il posto giusto per sostenere il concetto “uniti si vince”.

Come cambia la qualità del vino

Dopo 25 anni dalla svolta verso la qualità del vino, arriva un nuovo cambiamento: territorialità,  naturalezza,  diversità e capacità di emozionare

qualità del vino, emozioni uniche Ornellaia

qualità del vino, emozioni uniche Ornellaia

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Due contributi spiegano in modo diverso la rivoluzione in atto  nel concetto di qualità del vino; il primo è lindagine Censis commissionata da Ornellaia, la cantina di Bolgheri dei Marchesi dè Frescobaldi che ha sbancato le aste internazionali trascinando al successo i vini italiani (+47% ). L’analisi fotografa il concetto attuale del lusso come qualcosa che è sempre più legato a un’emozione straordinaria e meno al possesso di status symbol durevoli e esclusivi. Lusso è insomma soprattutto un’esperienza unica e capace di emozionare come guidare una macchina da gran premio sul circuito di Formula1 oppure, meno

qualità del vino Amarone Quintarelli 1985

qualità del vino Amarone Quintarelli 1985

avventurosamente, pranzare in un ristorante 3 stelle Michelin sorseggiando l’ultima bottiglia di Amarone 1985 di Bepi Quintarelli. E’ proprio a questo nuovo concetto di lusso, smaterializzato e esperienziale, che si riconduce l’aumento di alberghi 5 stelle (41%) e sempre più collegati a luoghi storici di cui viene gelosamente conservato lo charme.
Ma l’aspirazione al lusso riguarda anche le piccole cose e la gente comune, non solo i milionari. Ed ecco che mentre la crisi contraeva i consumi alimentari (-3% negli ultimi due anni) la vendita dei prodotti tipici cresceva del 2% e quella del bio addirittura del 10%. Stessa cosa è avvenuta con il vino che ha visto diminuire le quantità consumate dell’8% mentre saliva la spesa (+3,%).

Le vespe sono i custodi della tipicità dei vini

Fra gli elementi che determinano la specificità di un’area viticola entrano anche vespe sociali e calabroni nella cui pancia vivono e si accoppiano i lieviti

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

vespa sull'uva

vespa sull’uva

C’è una notizia buona e una cattiva.
La notizia buona è che un gruppo di studiosi dell’Università di Firenze e della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, coordinati da Duccio Cavalieri, ha scoperto come nascono i lieviti indigeni cioè quelli specifici di un determinato territorio, quella cattiva è che l’uso diffuso di lieviti industriali potrebbe inquinare l’ambiente determinando nuovi ibridi cioè metterebbe a rischio la tipicità dei vini. Infatti la biodiversità è qualcosa di vivo, i lieviti  sono un patrimonio microbiologico originario e assolutamente unico di ogni zona ma anche molto fragile perchè soggetto ai cambiamenti.

Casato Prime Donne Montalcino tinaia del vento

Casato Prime Donne Montalcino tinaia del vento

Per capire la dimensione del problema basta ricordare il crescente valore attribuito all’identità. Nella civiltà attuale parole come naturalezza, diversità e autenticità sono sempre più requisiti indispensabili per le produzioni di alto livello: vino, formaggi, ortaggi, pane …. Ma non basta; c’è poi il rischio della sparizione di alcuni caratteri dei vini di pregio, come la mineralità, che i recenti studi collegano direttamente al patrimonio biologico della vigna e della cantina ma soprattutto ai lieviti indigeni. Lieviti che vivono e si riproducono nella pancia di vespe sociali e calabroni e, in presenza di ceppi diversi, danno origine a nuovi ibridi.
Dobbiamo quindi allargare anche a loro il nuovo concetto di terroir comprendendo suolo, clima, vitigni, lavoro dell’uomo e patrimonio biologico vespe comprese. Non è uno scherzo, le amiche alate fanno qualcosa di più dell’impollinazione.

I bicchieri da vino sempre più grandi … forse troppo?

La gran confusione fra i bicchieri da vino sempre più grandi e i calici mignon usati come dose giornaliera nelle campagne governative

Le Vin. Je l’aime, je le respecte 2

Le Vin. Je l’aime, je le respecte 2

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne 

Ma il governo francese non lo sa che i bicchieri da vino sono sempre più grandi? E’ del dicembre scorso la campagna “Le Vin. Je l’aime, je le respecte” con vignette in cui due acini d’uva propagandano il giusto consumo 2-3-4-0 numero che significa: massimo 2 bicchieri al giorno per le donne, massimo 3 bicchieri al giorno per gli uomini, massimo 4 bicchieri bevuti tutti insieme, un giorno la settimana senza alcool. Facile, chiaro, memorizzabile …. Ma quanto sono grandi questi bicchieri? Si perché negli ultimi anni la dimensione dei bicchieri da vino è cresciuta fino a diventare maggiore dello stomaco di chi beve. Il bicchiere enorme e le

bicchieri da vino Riedel

bicchieri da vino Riedel

porzioni piccole sono diventate sinonimo di tavola raffinata e di apprezzamento per il vino, sono insomma uno status symbol sia nei ristoranti di lusso che nelle case leganti. Chi non rimane deluso se, dopo aver ordinato al ristorante, una bottiglia costosa, la vede servire negli stessi calici che sono sul tavolo? Ormai il bicchiere “supersize” è associato all’idea di apprezzamento per il nettare di bacco più buono.
Una contraddizione fra le dosi consigliate dalle autorità governative e le tendenze dell’arredo tavola che è stata sottolineata da Wine searcher con un delizioso articolo firmato da Wink Lorch. Una contraddizione che esiste ovunque e riguarda anche le vetrerie italiane compresa la RCR di Colle di Val d’Elsa che ha in catalogo quasi solo calici grani e grandissimi.

Tre momenti di vini di Donatella Cinelli Colombini

Momenti di vini: a casa Pellucci assaggiando vini di tutto il mondo, consorzio dei consorzi toscani AVITO e la degustazione Brunello – Amarone a Treviso

Momenti "di vini" a casa Pellucci cena con grandi vini di tutto il mondo

Momenti di vini  a casa Pellucci cena con grandi vini di tutto il mondo

Di Donatella Cinelli Colombini

Tre momenti di vini indimenticabili in poco più di ventiquattro ore che voglio condividere con voi. Prima tappa a Fiesole in casa dei miei amici Emanuela e Emanuele Pellucci. Amici di una vita con cui ho condiviso l’infanzia delle figlie e, soprattutto con Emanuele, uno sviscerato amore per il Brunello –lui come giornalista io come produttrice. Vini incredibili per qualità e origine. Il giorno dopo Emanule ha scritto su Facebook << neppure Jancis Robinson e Debra Meiburg, due tra le più note Masters of Wine al femminile, avrebbero saputo riconoscere la provenienza di alcuni vini>> E infatti noi commensali abbiamo padellato tutte le regioni di origine e gran parte dei vitigni. Con me e mio marito Carlo c’erano i Francois del Castello di Querceto Niccolò e

Emanuela e Emanuele Pellucci a cena con i vini del mondo

Emanuela e Emanuele Pellucci a cena con i vini del mondo

Simonetta Magnelli delle Chiuse di Montalcino, l’enologo Vittorio Fiore con sua moglie. Ed ecco i vini
Champagne Vielle Réserve Premier Cru Sadi Malot (l’unico servito non alla cieca),
Sauvignon Pequenas Producciones 2015 Casas del Bosque (Cile), vincitore di una gran medaglia d’oro al concorso Catad’Or 2015
Riesling Edition Grainhuebel 2014 Winzerveirein Deidesheim (Germania),

Le 10 parole del vino inglese escluso

Il vino stesso è un messaggio universale, ma il racconto del vino è pieno di termini  di tutto il mondo e queste sono le 10 parole del vino più usate

Julien Miquel spiega le 10 parole del vino più usate

Julien Miquel spiega le 10 parole del vino più usate

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne, Toscana 

Leggo da Julien Miquel  un enologo francese che vive in Nuova Zelanda ed è un autentico genio del vino  social. Quest’anno il suo Social Vignerons ha vinto il Wine Blog Award fra le novità . Vi suggerisco di seguirlo in Facebook, Twitter oppure nel suo blog o in Vivino perché vi aprirà la mente.  Qui riprendo un suo pezzo sulle 10 parole del vino più diffuse e vi faccio scoprire curiosità che solo un super esperto conosce.

Il vino per Julien è come un attore che non ha bisogno di interpreti per farsi capire

riserva fra le 10 parole del vino più diffuse

riserva fra le 10 parole del vino più diffuse

ma  << But there are a few wine terms that keep popping up on wine labels all the time. So you are simply better off understanding their meaning if you want to know what you’re buying>> ci sono alcuni termini che spuntano continuamente sulle etichette. Per capire cosa state comprando è meglio sapere cosa significano.

Ecco dunque il vocabolario “Bignami” del vino di Julien Miquel con le 10 parole del vino non inglesi più diffuse nelle retro etichette, perché come tutti sanno il fronte è quasi sempre un’opera di grafica mentre le notizie obbligatorie per legge e le spiegazioni sono quasi sempre dietro.

L’ingresso delle cantine turistiche

Sembra incredibile ma per vendere il vino bisogna offrire l’acqua. Ecco come organizzare l’ingresso turistico della cantina dove partono le visite guidate

Turisti del vino in cantina

Turisti del vino in cantina

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne 
Qui demolirò molti luoghi comuni: l’importanza dell’acqua in cantina, il ruolo dei bagni, l’apriporta elettrico, l’attesa come problema, la distribuzione dei depliant delle cantine concorrenti …..
Comincio dalla porta di ingresso, a mio avviso, va aperta dall’addetto all’accoglienza e non mediante un sistema automatico. E’ più scomodo, è più costoso ma cambia completamente il rapporto fra la cantina e il turista del vino. Andare alla porta è un modo di dare il benvenuto, magari sorridendo. Invece aprire la porta restano dietro il bancone trasforma questo momento in qualcosa meccanico

Accoglienza in cantina Casato Prime Donne Montalcino

Accoglienza in cantina Casato Prime Donne Montalcino

e di freddo. Sembra la stessa cosa ma la differenza è forte fra chi è accolto e chi entra senza essere degnato di uno sguardo.
Solo nelle grandi aziende, con molte migliaia di visitatori, la zona di accoglienza è esclusivamente dedicato alla sosta dei turisti, nelle normali cantine è invece un ambiente “promiscuo” in cui avvengono varie attività: l’attesa delle visite guidate, l’assaggio e le vendite. Insomma, in moltissime aziende i tour partono e finiscono nello stesso punto per cui l’ingresso ha un carattere polifunzionale.
Questo e un problema e insieme un’opportunità.
Esaminiamo per primi gli aspetti pratici. Appena arrivati i turisti hanno bisogno di bere acqua, di andare al bagno e di sedere al fresco, d’estate, oppure al caldo d’inverno.

Bordeax i pesticidi nei vigneti e la salute dei bambini

Il programma shock di France 2 <<Produits chimiques, nos enfants en danger>> ha scosso la Francia i pesticidi nei vigneti mettono a rischio la salute dei bambini

pesticidi nei vigneti esempio di trattamento antiparassitario

pesticidi nei vigneti esempio di trattamento antiparassitario

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Altro che paradiso degli amanti della natura e dei grandi vini! Bordeaux si rivela come un territorio fortemente inquinato proprio a causa dei pesticidi nei vigneti. Nella Gironda terra di chateau e di grandi brand del vino i bambini si ammalano di cancro il 20% in più della media nazionale.
Il volto più nero della viticultura francese è arrivato nelle case dei francesi con la violenza di un ciclone. Scatenando le proteste dei genitori delle zone viticole e forse allertando le autorità sanitarie.

vini-di-Bordeaux

vini-di-Bordeaux

Cancro, malformazioni prenatali, disturbi nello sviluppo e autismo… malattie molto diverse fra loro che possono avere la stessa causa: i pesticidi.
Ma da dove arrivano questi pesticidi? 6 aziende si spartiscono un business da 50 miliardi di Euro Bayer, Dupont, Monsanto, Syngenta, Dow, Basf.
97% di alimenti contaminati, Francia primo consumatore di pesticidi in Europa dove si vendono ogni anno 65.000 tonnellate di pesticidi puri.
Gli autori dei programma di France 2 hanno lavorato con una tecnica da 007, mettendo le mani su migliaia di dati sensibili e, fino ad oggi, segreti. Confrontando migliaia di numeri è stata realizzata una mappa delle regioni più inquinate. 3 sono segnate in nero come più contaminate e una di esse è quella dei vigneti bordolesi: la Gioronda.

La saga di Fiorano fra Antinori e Boncompagni Ludovisi

Una storia che sembra la continuazione del Marchese del Grillo, sullo sfondo vini da mito e il marchio Fiorano conteso fra gli Antinori e i Boncompagni Ludovisi

Alessia Antinori

Alessia Antinori

Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Comincio da un fatto di attualità avvenuto il 24 ottobre scorso a New York dove Alessia presiedeva a una degustazione da 175$ a persona presso l’ Italian Wine Merciants per presentare i vini prodotti a Fiorano da suo nonno il Prince Alberico Boncompagni Ludovisi. E’ in quella sede che due persone le hanno presentato dei documenti legali contestandole l’uso del nome “Fiorano”. Un colpo di scena organizzato del lontano cugino Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi che ha anche rilasciato una dichiarazione sull’accaduto a The Drinks Business <<My farm estate Tenuta di Fiorano has the

Alessandrojacopo-Boncompagni-Ludovisi

Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi

exclusive rights in European Union and the rest of the world to the brand names ‘Fiorano’ and ‘Fioranello>> la mia azienda Tenuta Fiorano ha il diritto di usare il nome Fiorano e Fioranello in esclusiva in Europa e nel resto del mondo.
Una contestazione più da tribunale che da sala da degustazione che passerebbe inosservata se non fosse coinvolta la famiglia del Marchese Piero Antinori, uno dei brand vinicoli più prestigiosi del mondo. Da qui la mia curiosità, e spero anche la vostra, di sapere perché le vigne e il nome Fiorano hanno scatenato un tale putiferio.
Parto da un meraviglioso articolo di Armando Castagno intitolato “Fiorano memorie e girandole” pubblicato lo scorso anno su “Vitae”. Armando ci porta per mano a scoprire un luogo pieno di fascino.

Pasqua in Toscana con bambini, nonni e cani

Pasqua in Toscana con bambini nonni e cani per riscoprire la sacralità e la gastronomia di questa festa aggiungendo vino e wellness alle tradizioni 

Pasqua con bambini nonni e cani alla Fattoria del Colle

Pasqua-in-Toscana-con-bambini-nonni-e-cani

La Fattoria del Colle è a 12 km dall’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore e 40 km da Sant’Antimo a Montalcino, a 100 km da Assisi. Chi vuole vivere la Pasqua in modo spirituale ha vicino i posti giusti.
Per chi desidera godersi la famiglia e pensa a una Pasqua con bambini, nonni e cani proponiamo un programma con attività giornaliere interessati e divertenti. Comprende la visita alla cantina del Brunello Casato Prime Donne (Montalcino) con una degustazione itinerante enomusicale, una novità assoluta creata dal sommelier musicista Igor Vazzaz. Alla fattoria del Colle l’avventura nel vino continua con la visita guidata alle sale storiche della fattoria, ancora abitate dalla proprietaria Donatella Cinelli Colombini e della cantina del Chianti e dell’Orcia. Un percorso pieno di curiosità che risveglierà i ricordi dei nonni e insegnerà ai più piccoli molte cose sulla storia toscana. Ci

Pasqua Fattoria del Colle, enologo per un giorno

Pasqua Fattoria del Colle, enologo per un giorno

saranno poi due degustazioni imperdibili: una verticale di Brunello dalla botte alla grande riserva e l’esperienza di diventare enologo per un giorno creando il vino dei propri sogni.
Per gli amanti della cucina una piccola chicca: la chef Roberta e la pasticcera Patrizia insegneranno a preparare la zuppa di Pasqua che gli antichi boscaioli consumavano solo il giorno della festa e per la “Pasqua con bambini” una lezione dedicata ai più piccoli che faranno gli “ossi di morto” biscotti tipici di Montalcino dal brutto nome e dal gusto prelibato.

Gli orari di apertura al pubblico delle cantine italiane

Da noi le cantine turistiche hanno orari e soprattutto giorni di apertura diversi da quelli in cui arrivano i visitatori. Conviene, oppure è meglio cambiare?

Porta della cantina Montalcino Casato Prime Donne

Porta della cantina Montalcino Casato Prime Donne

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Il turista del vino è davanti alla cantina, pronto ad iniziare l’esperienza fra calici e botti che ha sognato da tempo. Ma proprio in questo momento le probabilità di delusione sono le più alte. L’orario di apertura è infatti il maggiore problema delle cantine turistiche italiane. Il turista del vino, come tutti i turisti, arriva nei periodi festivi cioè nel week end e durante le vacanze quando gran parte delle cantine sono chiuse. Una situazione simile al bagnino che prende le ferie d’agosto. Una situazione che trova una giustificazione solo nella dimensione attuale dei flussi

Marielle Kubik e le sue allieve al Casato Prime Donne Montalcino

Marielle Kubik e le sue allieve al Casato Prime Donne Montalcino

enoturistici e del business enoturistico ancora troppo piccoli, salvo pochi casi, per giustificare l’assunzione di personale completamente dedicato all’accoglienza turistica e presente anche nei giorni festivi. Molto più spesso il campanello della porta di cantina suona negli uffici commerciali, oppure al front office agrituristico e più raramente nella zona di produzione del vino. E’ infatti in questi reparti che lavorano le persone a cui è demandato, in forma “promiscua”, l’incoming di individuali e gruppi. Una situazione che consente dei risparmi nei costi della manodopera ma diminuisce la spinta alla professionalizzazione del servizio di accoglienza. C’è la convinzione diffusa che basti una buona conoscenza dell’inglese e dei vini per offrire ai visitatori un’esperienza intensa che imprima per sempre nella loro memoria le specificità dell’azienda. Purtroppo questa è solo un’illusione.

La cantina aurea e i vigneti d’oro di Montalcino

Francesco Illy crea una cantina aurea degna di Leonardo da Vinci mentre il valore delle vigne di Brunello sale a mezzo milione di Euro l’ettaro

Cantina-aurea-Podere-le-Ripi

Cantina-aurea-Podere-le-Ripi

Di Donatella Cinelli Colombini

Montalcino tutto d’oro con l’inaugurazione della cantina aurea del più visionario e geniale dei suoi produttori: Francesco Illy l’uomo delle sfide impossibili. Poi c’è la “corsa all’oro rosso” dei vigneti da parte di super, super VIP del vino e non solo. L’ultimo acquisto sono i 12 ettari di vigneto della Velona (solo 7 di Brunello) pagati 6 milioni di Euro dal gruppo Bertarelli, la famiglia della barca Alinghi che ha vinto due American Cup e già possiede la griffe enologica Poggio di sotto a Montalcino oltre a Colle Massari nel Motecucco e Grattamacco a Bolgheri.

vigneto-Bonsai-Podere-le-Ripi

vigneto-Bonsai-Podere-le-Ripi

Ma lo shopping di vigneti montalcinesi ha avuto un’accelerazione degli ultimi mesi: il podere Salicutti è stato acquistato da un imprenditore tedesco e, qualche mese fa, la Cerbaiona dei miei amici Diego e Nora Mulinari è stata comprata per 6 milioni di Euro (3,2 ettari di vigneto) da Gary Rieschel. WineNews ha calcolato l’incremento di valore delle vigne di Brunello in 50 anni ed è emersa una cifra stratosferica: 2.474% praticamente il valore è cresciuto di 25 volte.

                                                                       
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