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Enomusica? Si: Monteverdi, Monk e Williams, Kodaly, Zappa

Hai visto mai? Chianti Superiore e l’Orfeo di Monteverdi, Rosso di M. con Round Midnight, Brunello con l’opera 8 di Zoltan Kodaly e il passito con Frank Zappa

Igor Vazzaz

Igor Vazzaz

Ecco come Igor Vazzaz ha rivoluzionato la percezione di luoghi, vini e musiche creando un capolavoro enomusicale capace di suscitare emozioni completamente nuove e modificare la cantina Casato Prime Donne in un ambiente sonoro pieno di magia

CHIANTI SUPERIORE DOCG 2012

Ingresso della cantina
Chianti di grande tipicità, a partire dal colore rubino tenue e l’encomiabile leggerezza rosea ai lati del disco. Al naso si esprime con

Casato Prime Donne decisione, è tarchiato, non privo di grazia: vi spiccano pungenti sensazioni di mora, petali passiti, lievi tracce di grafite. L’ingresso al palato è netto, fresco, con un tannino rustico ma piacevole; prosegue sapido, gustoso, per una pronunciata e gustosa persistenza.
● Claudio Monteverdi, Ouverture da L’Orfeo (1607)
direzione di Jordi Savall con La Capella Reial de Catalunya al Gran Teatro del Liceu di Barcellona (2002)

Jordi Savall con La Capella Reial de Catalunya al Gran Teatro del Liceu di Barcellona 3

Jordi Savall con La Capella Reial de Catalunya al Gran Teatro del Liceu di Barcellona 3

Assaggio d’apertura, ha inizio il viaggio: le note di un’ouverture improntata all’energia e alla vitalità sono le migliori compagne per questo primo approdo. L’ampiezza sonora implicita al complesso orchestrale ben si abbina alle distribuite sfumature di un vino gradevole, dalla percezione d’una sana acidità, sorretta dalla trama delle frequenze più basse, alla piacevolezza della frutta rossa, riecheggiata nel punteggiare sonoro di archi e fiati

Chianti Superiore Donatella Cinelli Colombini 6

Chianti Superiore Donatella Cinelli Colombini 6

più squillanti, resi compatti dalla scandita figurazione ritmica. Il passaggio, dal primo tema di matrice quasi marziale alla morbida partitura per archi che segue, si confà alla sosta del vino nel bicchiere che, atteso qualche secondo, riesce a esprimersi con sensazioni stemperate ed eleganti. Il viaggio ha inizio: non andiamo a Reims, rossiniana terra di champagne, ma in Toscana, scortati dalla musica del cremonese Claudio Monteverdi, iniziatore a tutti gli effetti di quella grande eccellenza italiana che è il melodramma.

Elisabetta Rogai e il suo Palio di_vino

Il bellissimo drappellone del Palio del 16 agosto è eseguito da Elisabetta Rogai che dipinge con la tecnica dell’Enoarte, con solo il vino, ma questa volta ….

Drappellone Palio di Siena 16 agosto 2015

Drappellone Palio di Siena 16 agosto 2015

Di Donatella Cinelli Colombini

La consuetudine vuole che il drappellone del Palio – cioè il rettangolo di seta dipinta destinato alla Contrada vincitrice – porti i simboli delle 10 contrade che correranno in Piazza del Campo a Siena. Per questo la mia amica Elisabetta ha arricchito con i colori la sua consueta tavolozza che comprende solo il vino.
Oltre all’immagine della Madonna Assunta in cielo (bellissima e con un’aureola di spighe di grano), a cui è dedicato il Palio di agosto, il drappellone 2015 sviluppa il tema “Terra di Siena, Terra del Mondo” con un esplicito riferimento al contenuto dell’Expo “Nutrire il pianeta”. Ecco che la Rogai ha fatto ricorso al paesaggio tipico del territorio per evidenziare, un legame secolare con la città che oggi è più forte che mai.
Secondo la tradizione il drappellone rimane segretissimo fino al quinto giorno prima della festa quando viene mostrato ai cittadini nel Palazzo Pubblico. I valletti del Comune, in abiti medioevali, lo mettono sul palco girato al contrario e solo quando il Sindaco dice <<ecco il drappellone del Palio>> viene mostrato al pubblico.

Da Veuve Clicquot il primo Champagne per cocktail

Ecco lo Champagne per i giovani: Veuve-Rich gusto più dolce, bottiglia argento elegantissima, va servito con ghiaccio e frutta. E’ un anti Prosecco di lusso?

Veuve Rich

Veuve Rich

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Mamma mia che rivoluzione! E non poteva venire che dalla vedova. Se c’è una maison di Champagne che non ha paura di osare è proprio questa: la storia di Veuve Clicquot è un azzardo fino dall’inizio, quando Barbe Nicole Clicquot Ponsardin all’età di 27 anni sostituì il marito suicida a capo della cantina. Nel 1814 contrabbandò in

Veuve rich con frutta

Veuve rich con frutta

Russia 10.000 bottiglie di Champagne, nonostante l’embargo di Napoleone, trasformando la corte zarista nel suo più fedele e assetato cliente. Ha introdotto tecniche che hanno rivoluzionato lo Champagne, come il disgorgement che permette di rimuovere i lieviti rendendo limpido il vino, così come la pratica del sabrage, cioè la stappatura mediante un colpo di spada, inizia sulle bottiglie donate agli ussari dal Barbe Nicole Clicquot.

Oggi Veuve Clicquot fa parte del gruppo LVMH la multinazionale del lusso. In tempi recenti Veuve Clicquot è stata oggetto di una specie di scherzo da parte di un’agenzia pubblicitaria russa: “Shhh…ampagne” pasticche effervescenti che messe in acqua si sarebbero trasformate in Champagne. Splendide foto e un sacco di gente che ci ha creduto nonostante la storia inverosimile.

Dal New York Times al Brunello: è il momento dell’armonia

Eric Asimov scrittore, wine critic del New York Times dal 2004, definisce la parola d’ordine del Brunello: equilibrio e apprezza quello del Casato Prime Donne
Di Donatella Cinelli Colombini

ERIC ASIMOV

ERIC ASIMOV

L’inizio dell’articolo è dei peggiori <<For a great wine, Brunello di Montalcino has had more than its share of detractors>> per essere un grande vino il Brunello di Montalcino ha avuto più della sua parte di critiche. E poi rincara la dose ricordando i vini troppo muscolosi e intensi per essere di solo sangiovese e i produttori che, nel passato, chiesero di aggiungere altre uve al Brunello, con << a disastrous redefinition that was narrowly averted>> una disastrosa ridefinizione che fu rifiutata.
Insomma, come è uso nella cultura anglosassone, le opinioni vengono dette dure e chiare, senza troppi giri di parole. A Eric Asimov piacciono i Brunello tradizionali, quelli che si rispecchiano nella nobile tradizione Biondi Santi ma è proprio da questa aspirazione, a vini classici di grande eleganza, che arrivano i contributi più interessanti.

Montalcino panorama

Montalcino panorama

<< You can still find Brunellos made in the jammy, sweet, concentrated, oaky style that found favor 20 years ago, but even if they are still popular, these wines now seem anachronistic>> potete ancora trovare Brunello fatti come marmellate, dolci, concentrate, legnose dello stile che andava di moda vent’anni fa, ma anche se essi sono ancora molto famosi, appaiono anacronitici.

Vendemmia manuale o vendemmia meccanica?

Dilemma: accorciare i tempi e fidarsi della tecnologia oppure puntare sulla cura manuale? Oggi le vendemmiatrici cercano la qualità e non solo il risparmio

ndemmiatrice meccanica

ndemmiatrice meccanica

Di Donatella Cinelli Colombini

Vendemmia atto 2° rimaniamo sul tema affrontato due giorni fa, per esaminare un argomento particolarmente dibattuto: la raccolta meccanica.

La possibilità di cogliere l’uva nel momento di massima maturazione e non il giorno prima ne il giorno dopo, è ormai diventato uno dei maggiori problemi di chi vuol produrre vini di alto livello. Così come la necessità di portare in cantina uva fresca rispetto alla temperatura atmosferica e infine di portarcela in pochissimi minuti. Tutte problematiche

Montalcino-Casato-Prime-Donne-vendemmia-2012

Montalcino-Casato-Prime-Donne-vendemmia-2012

semplici da risolvere per me che ho solo 33 ettari di vigneto, che maturano in tempi diversi e tutti intorno alle due cantine del Casato Prime Donne a Montalcino e della Fattoria del Colle a Trequanda (infatti io vendemmio solo a mano), ma difficili da affrontare per chi ha vigneti più vasti oppure distanti dal luogo di vinificazione. Per loro l’uso della vendemmiatrice può significare molto. Una macchina manda in cantina la stessa quantità d’uva di circa 50 raccoglitori e questo rende veloce e molto più semplice la raccolta. La nazione dove lavorano il maggior numero di vendemmiatrici è – udite, udite – la Francia. Nei vigneti d’oltralpe ci sono 23.000 delle 35.000 macchine attive nel mondo mentre da noi ce ne sono solo 1.500.

Minielicotteri per fare il chek up alle vigne 

Droni con nasi elettronici svolazzeranno fra i filari mandando notizie sulla maturazione dell’uva e soprattutto la data esatta della vendemmia

Droni nei vigneti

Droni nei vigneti

Di Donatella Cinelli Colombini

Era il 2006, in Sud Africa alcune cantine mi fecero vedere come valutavano lo stress idrico nei vigneti usando i satelliti. Io alzai le spalle, a quell’epoca l’irrigazione nei vigneti di Brunello era proibita e lo stato italiano, senza le miniere sudafricane, non avrebbe mai avuto le risorse per darci un accesso gratuito ai satelliti. <<Tutte a loro le fortune!>> pensai rassegnata. Ma è arrivata un’alterativa più risparmiosa e vicina alle piante per cui decisamente più precisa: i droni, minielicotteri senza pilota che si pilotano da terra e sono talmente piccoli da poter svolazzare fra i filari. E’ davanti a noi una viticultura di precisione che ci farà fare un salto in avanti verso la difesa dell’ambiente e la qualità delle uve. 

La vendemmia di quest’anno sarà il 2010 bis?

Buone notizie dai vigneti di Brunello; tutto fa sperare nel ripetersi della strepitosa vendemmia di 5 anni fa anche se con meno uva. Incrociamo le dita

Felix e Sangiovese 29 luglio 2015 P1060321

sangiovese, invaiatura 29 luglio 2015 Fattoria del Colle con Felix

Di Donatella Cinelli Colombini

I° articolo sulla vendemmia a cui ne seguirà uno dopo domani sulle vendemmiatrici/raccolta manuale.

Vigneti splendidi nel 2015 e una partenza a razzo del ciclo vegetativo grazie a un terreno ricco d’acqua per il piovosissimo anno 2014 e il piovosissimo inverno 2015. Il caldo torrido di luglio ha dato una frenata alla marcia verso la vendemmia che è prevista, almeno per il Brunello del Casato Prime Donne, nel calendario normale fra il 20 settembre e il 10 ottobre. Infatti l’invaiatura (cambiamento di colore dei grappoli) è iniziata solo alla fine di luglio e una volta completata precederà di circa 40 giorni la raccolta. L’invaiatura è innescata dallo stress idrico che quest’anno è mancato, le viti, nonostante il caldo, non

Foglia Tonda 29 luglio 2015

Foglia Tonda 29 luglio 2015

soffrono la sete perché a pochi centimetri di profondità il terreno è ancora umido.
Le somiglianze con il 2010 ci sono e sono tante: inverno piovoso, luglio da altoforno, ritardo dell’invaiatura … quest’anno c’è addirittura qualche elemento più favorevole. Il terreno è più soffice grazie alla coltivazione di fave e vescia durante l’inverno e all’eliminazione di ogni prodotto chimico.
I meteorologi prospettano un agosto fresco, proprio come il 2010. Unica differenza negativa la quantità d’uva: il 2010 fu una vendemmia abbondante per quantità e qualità, il 2015 produrrà molta meno uva perché le piogge primaverili hanno disturbato la fioritura.

Ancora su Toni Cafarelli il gelatiere dell’impossibile

Il Re del gelato, il genio creativo che ha rivoluzionato ingredienti e tecniche ha una ricetta semplicissima:  pulizia, accoglienza, prodotto, passione e prezzo

Toni Cafarelli  maestro gelataio a Montisi

Toni Cafarelli maestro gelataio a Montisi

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Prime Donne
Domenica pomeriggio, Montisi (a 8 km dalla fattoria del Colle), il mitico Toni Cafarelli è nella sua piccola nuova gelateria con il cappello in testa e un grembiule immacolato addosso. Serve al banco come fosse l’ultimo arrivato ma forse vuole ritrovare il piacere del contatto con i clienti stupefatti ed entusiasti delle sue creazioni.
L’intervista parte male. Chiedo <<La tradizione va rinnovata o rispettata?>> lui

Toni Cafarelli Montisi pasticceria d'eccellenza

Toni Cafarelli Montisi pasticceria d’eccellenza

risponde bruscamente quasi di cattivo umore <<Ma che domanda è? Va rinnovata ma anche rispettata!>>.
Incalzo <<Tradizione e creatività vanno mescolate o separate?>> e Toni <<entrambe le cose>>
Poi finalmente si sblocca <<La creatività è una ricerca di sfide>> e ancora <<fra tecnica e fantasia è più importante la fantasia 10 a 1>>

Il quartetto sorridente della Fattoria del Colle

Alessia, Sara, Consuelo e Giulia,  ecco le 4 giovani che vi accoglieranno alla Fattoria del Colle e vi faranno scoprire la campagna più bella del mondo
Di Donatella Cinelli Colombini

Giulia, Alessia e Consuelo

Giulia, Alessia e Consuelo

Alessia la più magra e la più ricciolina del gruppo. Dirige il settore turistico con il sorriso sulle labbra e una calma da astronauta anche negli imprevisti più critici. Nonostante il fisico esile è una grande sportiva; ha una bici con cui sfreccia su sterrati e asfalto percorrendo fino a 30 km per volta. Anche il padre è un appassionato del pedale e fa 70 km come niente fosse. Alessia è nata a Chiusi e si è laureata in lingue a Pisa, ama ascoltare la musica e leggere. Ha un super, super, super legame affettivo forever.

Sara e Giulia Fattoria del Colle

Sara e Giulia Fattoria del Colle

Sara è la più estrosa, sempre vestita in modo divertente con monili colorati e un taglio di capelli asimmetrico. Si è laureata a Siena in Scienze Politiche. Vive a Rapolano Terme, ma la sua vera passione non è l’acqua termale ma sono i grandi vini come il Brunello. In passato era titolare di un’enoteca a Siena dove organizzava eventi e degustazioni. Anche adesso guida gran parte delle degustazioni nella cantina della Fattoria del Colle e accompagna i gruppi di wine lovers. Segue specificamente i matrimoni mettendo un tocco di originalità e diversità in ogni evento.

Vini naturali: favorevoli e contrari dite la vostra

All’ExpoWhat is Vino “Natural” exactly?” Angelo Gaja e Oscar Farinetti per capire se è moda o ambientalismo e se il concetto di qualità è da rivedere

vignaioli naturali riunione periodica

vignaioli naturali riunione periodica

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne
Oscar Farinetti, patron di Eataly da fuoco alla miccia organizzando all’Expo un incontro sull’argomento più caldo: i vini naturali. Il mercato li chiede ma infuriano le polemiche fra chi li ritiene difettosi al limite del puzzolente e chi adora perché parte di un universo naturale che mette in diretto contatto il consumatore con la terra e le viti. In realtà ce ne sono di buoni e di cattivi, alcuni sono grandi vini e altri presentano difetti evidenti.
Prima di lasciare la parola ai partecipanti all’incontro dell’Expo (dopodomani in

Vini naturali

Vini naturali

questo blog). Facciamo dunque una piccolissima ricognizione sull’argomento e chiedo a voi, che leggete, di dare il vostro contributo e le vostre opinioni. I vini turali nascono da un presupposto etico che privilegia l’azione spontanea della natura su quella dell’uomo. Quest’ultima viene limitata sia nell’uso della chimica che in quello della tecnologia.

Cambia il vino o il gusto dei consumatori?

Matt Kramer del Wine Spectator e le sue opinioni sul cambiamento del gusto del vino. Vino + tempo + curiosità + flessibilità = EVOLUZIONE

Wine Spectator copertina maggio 2015

Wine Spectator copertina maggio 2015

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Appena apriamo il Wine Spectator tutti andiamo a vedere la Baying Guide, i best buy e i recommened cioè i punteggi. Indubbiamente le chiavi per aprire i mercati esteri sono li, nei rating fra 90 e i 100 punti. Ma in realtà i contributi giornalistici, all’inizio della rivista, sono altrettanto interessanti e utili. Io leggo regolarmente le opinioni di Matt Kramer che collabora con WS dal lontano 1985 e, qualche volta, trovo delle vere e proprie chicche. Per esempio l’articolo intitolato “How a palate trasforms” come si trasforma il gusto del vino.
Il nocciolo dell’articolo è il racconto di un incontro con Julio Gallo avvenuto una decina di anni fa. Alcuni assaggiatori erano convinti che il vino Hearty Burgundy della Gallo stesse

 Hearty Burgundy  Gallo

Hearty Burgundy Gallo

diventando più dolce per assecondare un gusto più popolare e Kamer chiese a Julio, l’enologo dei due celebri fratelli Gallo, se questa opinione fosse vera. Lui si sorprese e negò energicamente <<non è vero>> rispose <<e ti spiego perché … Una volta stabilito un bland non lo cambiamo più. Ci creerebbe troppi problemi. … Noi non cambiamo. Voi cambiate>>.
Chiaro diretto e convincente!
Sono dunque i gusti, anzi le percezioni a cambiare. Ovviamente l’elemento decisivo è lo spostamento dei consumi verso Paesi e generazioni diverse dal passato.

Notte da spiaggia alla Fattoria del Colle

Primo agosto vestiti da mare per ballare, giocare, mangiare e soprattutto bere ottimi vini nel parco della Fattoria del Colle a Trequanda nella Toscana top

Violante, Roberta e Donatella prepareranno per voi una notte speciale

Violante, Roberta e Donatella prepareranno per voi una serata speciale

Tutti rigorosamente vestiti da spiaggia, per una festa in campagna con sapore di mare.
Alle 8 di sera, apertura dei buffet con 14 sfiziosità estive preparate da Donatella Varlunghi dell’Osteria delle Crete di San Giovanni d’Asso e Roberta Archetti chef dell’Osteria della Fattoria del Colle: ci saranno piatti tradizionali e sfiziosità come insalata di riso mejadra e il gazpacio di melone e prosciutto croccante. Solo 20 € che comprendono anche un cocktail e un bicchiere di vino. Per i wine lovers la cantina è a pochi metri dalla festa, propone visite e il rifornimento di Rosato Rosa di Tetto, bianco IGT Sanchimento, Spumante Tespi, Chianti Superiore DOCG, Orcia Doc e persino Brunello di Montalcino.

Votate, votate, votate la foto più bella

Scegli la vincitrice fra le 5 fotografie finaliste del Premio Casato Prime Donne 2015. Riguardano i territori dei vini Brunello e Orcia: Montalcino, Pienza, Trequanda … 5 immagini bellissime, di un territorio meraviglioso. Sono talmente belle che decidere la migliore è davvero difficile ma una sola vincerà la sezione fotografica del Premio Casato Prime Donne 2015 La casella di voto rimarrà aperta fino al 31 agosto. Per accedere basta cliccare Concorso fotografico Premio Casato Prime Donne Il vincitore del concorso fotografico parteciperà alla cerimonia di premiazione che avrà luogo a Montalcino nel week end 12-13 settembre. L’immagine vincitrice sarà esposta in modo permanente nella sala Ilda Bartoloni del...

Barbatelle opera buffa di Carlo Cignozi con musica da Oscar

E’ nato a Pescara ma parla lombardo, è un avvocato ma produce Brunello, nel suo libro sussurra alla vigne ma lui canta con musica del Premio Oscar Luis Bacalov

Barbatelle_ di Carlo Cignozzi

Barbatelle_ di Carlo Cignozzi

Di Donatella Cinelli Colombini
Carlo Cignozzi è un bel signore di 72 anni ed ha intuizioni geniali. Nelle sue vigne un impianto di amplificazione diffonde Mozart e le sue viti rigogliose non si ammalano mai per cui possono fare a meno di ogni pesticida. Il progetto è arrivato prima delle recenti scoperte della “musica delle piante” (progetto Demanhur alla Cascina Trivulza dell’Expo) grazie all’intuizione geniale del mio amico Carlo. E già siamo sbalorditi da questo personaggio eclettico e dal coraggio irrefrenabile. Ma questo non è tutto: nel 2010 ha scritto un libro intitolato l’uomo che sussurra alle vigne. Penserete a un piccolo

Giancarlo-Cignozzi-librettista-Barbatelle

Giancarlo-Cignozzi-librettista-Barbatelle

editore intorno a Montalcino. Niente di tutto questo il libro è stato pubblicato da Rizzoli ( 5.90 € pagine 168) e ha affascinato tutti con la storia avventurosa, ma vera, di un avvocato milanese che si trasforma in vignaiolo di Brunello attraverso uno sciamano del Brasile. Ho letto il libro in bozza che, a mio avviso, era anche più bello della versione pubblicata.

Vigneto mio ma quanto costi?

Dal 2000 al 2013 i vigneti di Brunello triplicano il loro valore mentre il prezzo medio di quelli italiani saliva del 21%

Vigneti Barolo

Vigneti Barolo

Di Donatella Cinelli Colombini
I vigneti più cari sono nel Barolo DOCG e nella Bassa Langa di Alba dove c’è chi compra anche a un milione l’ettaro benché la media si attesti su 600 mila Euro. La classifica mette al secondo posto le aree Doc del lago di Caldaro (BZ) con 500 mila Euro per ettaro, con uno storico sorpasso di quelli che, da anni, erano decisamente i vigneti più cari d’Italia. Spettacolare performance del Veneto con il Docg di Valdobbiadene a 404 mila Euro, cifra che tuttavia, appare troppo piccola per l’area di Cartizze dove, se qualcuno vende, vuole cifre astronomiche. Beh astronomiche, se confrontati con i prezzi dei vigneti francesi, soprattutto in Borgogna, i nostri appaiono tutti decisamente convenienti.

Vigneti Alto Adige

Vigneti Alto Adige

Lo studio “Filiera vitivinicola: tendenze e prospettive per l’Italia. La Toscana e i valori fondiari agricoli”, redatto dalla Banca Monte dei Paschi di Siena, arriva finalmente nel Centro Italia dove svettano i prezzi medi di Montalcino. Per il vigneto di Brunello la richiesta è 350.000€ anche se questa sembra più una cifra da realizzo piuttosto che il prezzo corrente di mercato.

                                                                       
Cinelli Colombini
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