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San Valentino con bagno nel vino e massaggio di coppia

Eros e relax alla Fattoria del Colle con la vasca per il bagno nel vino in due e il massaggio di coppia con olio extravergine con virtù sexy

Fattoria del Colle massaggio di coppia e vinoterapia

Fattoria del Colle massaggio di coppia e vinoterapia

Pochi lo sanno ma proprio per questo vale la pena di provarlo fra i primi: l’olio extravergine ha proprietà afrodisiache ed è indicato come fluidificante essenziale per scatenare l’erotismo. Il massaggio con l’olio, specie se in coppia prepara la pelle alle carezze e stimola il piacere con il profumo che, aggiunto di lavanda o altre essenze naturali, fa da aromaterapia che aiuta la seduzione.

Dove sperimentarlo meglio che alla Fattoria del Colle? Nel cuore antico della Toscana, in mezzo agli oliveti e ai vigneti, c’è un piccolo borgo cinquecentesco dove pernottare, cenare a lume di candela e rigenerarsi nella zona benessere. Un luogo curato in ogni dettaglio, esclusivo, attrezzato con sauna, bagno turco, minipiscina jacuzzi e una zona per innamorati con vasca in legno dove fare il bagno nel vino e lettini per il massaggio di coppia. Le virtù rigeneranti, rilassanti e ringiovanenti di acqua, olio extravergine e vino di Montalcino renderanno indimenticabile il vostro San Valentino.

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1 notte in camera doppia con prima colazione, cena di San Valentino con 4 portate (vini esclusi), visita guidata con assaggio, vinoterapia- bagno nel vino e massaggio con olio extravergine eseguito da un’estetista esperta 194 EURO a persona

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1 notte in camera doppia con prima colazione, cena di San Valentino di 4 portate (vini esclusi), visita guidata con assaggio 95 EURO a persona

I 10 furti di vino più sbalorditivi della storia

Quello che si beve il vino del Principe Carlo, chi si infila Mouton Rothschild nei pantaloni, chi ruba per amore ….ecco la classifica di The Drinks Business
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Queen-Elizabeth-Angry

Queen-Elizabeth-Angry

Il furto di vino più sorprendente è di Michael Fagan un disoccupato che, nel 1982, si introdusse nella camera da letto della Regina Elisabetta e fu poi condannato per essersi scolato mezza bottiglia di vino australiano destinato al Principe Carlo. Infatti, fino al 2007 entrare a Buckingham Palace, senza invito, non era un reato e dunque per punire l’indiscreto visitatore non poterono fare altro che condannarlo per il furto del vino.

Altra storia buffa quella del truffatore che si è spacciato per l’agente del calciatore del Chelsea Didier Drogba ed è andato in un ristorante di Cambridge con due stelle Michelin prenotando un tavolo e vini come Château Lafite e Petrus. Più seria invece la storia della banda catturata dai gendarmi francesi all’inizio del 2014, dopo che, per mesi, avevano assaltato una cantina di Bordeaux ogni quindici. Bottino complessivo un milione di Euro.
C’è poi il furto di vino per amore di una ragazza texana che ha rubato per farsi arrestata e rivedere il suo ragazzo che era in prigione da qualche ora.

James Suckling il re dei Brunello lovers

Invito a cena dal giornalista e degustatore James Suckling l’uomo che ha creato il mito del Brunello fra i grandi consumatori e collezionisti statunitensi

JanesSucking Brunello dinner

JanesSuckling Brunello dinner

Di Donatella Cinelli Colombini

Il Brunello deve molto a James Suckling. James si innamorò di questo rosso toscano alla fine degli anni ’80, quando era un giovane redattore-degustatore del Wine Spectator. Negli anni successivi trasmise il suo entusiasmo ai più competenti e esigenti consumatori statunitensi fino a farlo diventare una vera moda.
A quell’epoca il Brunello era ancora un vino conosciuto da pochi intenditori. Ma lui cominciò a visitare le cantine una per una, assaggiando tutte le bottiglie in una degustazione plenaria annuale e pubblicando i giudizi al pari di come avveniva per i vini di Bordeaux o della Borgogna. <<Erano una quarantina>> racconta << mentre ora ce ne sono duecento>>. Il suo amore per la Toscana lo ha spinto a risiederci e tutt’ora ha una casa al Borro in provincia di Arezzo, oltre a quella a Hong Kong che gli serve come base per i suoi soggiorni di sei mesi all’anno in Asia.
A Montalcino Suckling ha tanti amici ed è circondato dalla gratitudine dei produttori che gli debbono tutti molto, anche quelli che hanno ricevuto giudizi severi sui loro vini, perché comunque hanno beneficato della sua divulgazione del brand collettivo.

Giovani in agricoltura, rimangono per forza o per amore?

Solo il 5% dei giovani sceglie di rimanere nell’azienda agricola di famiglia. Da Nomisma i dati sulla reale attrattività del lavoro nei campi per i giovani

un'auto nuova da mostrare

un'auto nuova da mostrare

Di Donatella Cinelli Colombini

Alla faccia del ritorno nelle campagne! Nonostante la crisi e la difficoltà di trovare lavoro, i ragazzi preferiscono le luci della città. Ma la cosa che trovo più triste sono i due giovani su tre che percepiscono la scarsa considerazione da parte della società cioè il “rango sociale” inferiore attribuito, a chi lavora in campagna, da una grossa fetta dell’opinione pubblica. 

Insomma dire a qualcuno <<sei un contadino>> equivale ancora a dargli dell’ignorante, rozzo e arretrato.
Credevo che certe situazioni fossero superate, invece siamo ancora al punto di quando ero giovane e, in discoteca, i ragazzi di campagna si vergognavano a dire che abitavano in un podere

I giovani del Brunello

I giovani del Brunello

e lavoravano la terra. E’ vero che esistono situazioni opposte. Oggi un giovane di Montalcino, terra di Brunello, oppure di Erbusco in Franciacorta, così come di Barolo o di Cormons nel Collio, quando va a ballare e incontra una ragazza che gli piace, si vanta di stare in mezzo alle vigne come della sua nuova moto oppure dell’Iphone ultimo modello. Ma la dignità, che il successo internazionale dei grandi vini ha dato a chi ci lavora, non riesce a proiettarsi più in là delle vigne e delle cantine. E forse neanche a quelle, se il nostro giovane agricoltore è solo un bracciante.

Musica e vino l’unione dei sensi che aumenta il piacere

Comincia con da Bellavista in Franciacorta il primo vero studio sull’assonanza di brani musicali a specifici vini e ora facciamolo insieme sul Brunello

Bellavista Franciacorta e musica

Bellavista Franciacorta e musica

Di Donatella Cinelli Colombini
Jazz & wine, MelodiadelVino, EnoArmonie, Bacco&Bach, Suoni di Vini … concerti e festival si susseguono nelle cantine … e dintorni come “7 note in 7 notti” serie di appuntamenti musicali-enologici, a Siena nelle splendida cornice della sala del

Cantine Aperte 2013 Bonella

Cantine Aperte 2013 Bonella

Concistoro del Palazzo Pubblico che l’11 dicembre ha visto impegnati i produttori dell’Orcia Doc insieme all’ensemble allievi dell’Istituto “Rinaldo Franci” sul tema “I fatti e i detti memorabili di Domenico Beccafumi” riferito agli affreschi della volta della sala. L’argomento vino-musica è dunque tutt’altro che nuovo ma è invece inedita la proposta di scegliere esattamente i brani musicali più capaci di rispecchiare le sensazioni di specifici vini. Comincia Vittorio Moretti con i suoi spumanti Bellavista e l’aiuto di un violoncellista di fama mondiale: Mario Brunello. L’obiettivo è di una completa assonanza che aumenti l’intensità del piacere e la comprensione di entrambe le espressioni artistiche: il vino e la musica.

Brunello di Montalcino 2010 arriva l’annata del secolo

Finalmente arriva il Brunello di Montalcino 2010, la vendemmia perfetta. Somma tre caratteri del Sangiovese di Montalcino: raffinatezza concentrazione longevità

Brunello di Montalcino 2010 DonatellaCinelliColombini

Brunello di Montalcino 2010 DonatellaCinelliColombini

Donatella Cinelli Colombini è lieta di presentarvi un capolavoro in bottiglia proveniente dal Casato Prime Donne a Montalcino. Un vino che adesso, appena uscito dalla cantina, nasconde la struttura potente in un’armonia elegantissima, piacevole e profonda. Fra trenta o cinquant’anni sarà un capolavoro di finezza. 

Questa magia della natura nasce solo a Montalcino e solo se il clima è favorevole.
Pochi territori del mondo sono capaci di produrre un grande vino con un solo vitigno come in Borgogna con il Pinot Noir. Montalcino è uno di questi territori. Il Sangiovese trova qui il terreno e il clima perfetti per maturare lentamente e completamente.
Cosa ha di speciale l’anno 2010? Inverno e primavera ricchissimi d’acqua. Luglio molto molto caldo. La maturazione è stata lenta e regolare per cui la maturità tecnologica (acidità e zuccheri) è andata di pari passo con quella polifenolica e i vinaccioli si sono lignificati all’inizio di settembre. I grappoli che arrivavano in cantina erano perfetti quelli che ogni vignaiolo sogna.

Olio extravergine, vino di Montalcino … amore e fantasia

Massaggio di coppia, un rito romantico che rende belli, sani e rilassati, alla Fattoria del Colle grazie al vino e all’olio extravergine

Fattoria del Colle- olio extravergine e  massaggi

Fattoria del Colle- olio extravergine e massaggi

Il benessere è mangiare la zuppa di pane trequandina fatta con le verdure dell’orto e la carne chianina ottenuta da animali allevati allo stato brado nelle colline intorno. Benessere è gustare lentamente un grande Brunello dopo aver camminato nei vigneti e visitato le cantine del Casato Prime Donne. Benessere è svegliarsi in una camera che sembra quella della casa dei nonni e sentire solo gli uccelli, le cicale e il vento fra gli alberi. Benessere è fare passeggiate in una campagna dove la storia, l’uomo e la natura trovano finalmente un’armonia perfetta.

Agriturismo Vinoterapia  Toscana Fattoria del Colle 4

Agriturismo Vinoterapia Toscana Fattoria del Colle 4

Benessere è godere gli effetti benefici delle acque calde nella minipiscina, la sauna, il bagno turco della Fattoria del Colle e poi giocare ai riti di coppia che rendono più bella la pelle e più felice lo spirito. Vinoterapia nella vasca in legno per due persone e massaggi nella nuova sala con due lettini. Gli innamorati scelgono i trattamenti con un’estetista di grande competenza e poi mettono sulla pelle creme a base di vino e di olio extravergine prodotti nelle due fattorie di Donatella Cinelli Colombini.
Il benessere delle virtù antiossidanti del vino rosso di Montalcino –quasi un elisir di lunga giovinezza- ma soprattutto del trigliceride oleico contenuto nell’extravergine degli oliveti della Fattoria del Colle. Si tratta di oliveti in cui non vengono mai usati pesticidi, le olive raccolte a mano quando sono ancora verdi, vengono spremute a freddo e conservate in recipienti saturati di gas inerte per impedire il contatto ossidativo con l’aria.
Il trigliceride oleico (idrocarburi insaturi, alcoli triterpenici e alifatici, polifenoli, steroli, tocoferoli e carotenoidi come ci spiega Diana Malcangi in “ Teatro Naturale”) è un vero concentrato di vitamine e antiossidanti di vario genere, che costituiscono solo l’1-2% dell’extravergine ma sono la parte più preziosa, quella “insaponificabile” .

Il buon Natale a Montalcino da un’emigrata a Trequanda

Tanti auguri a Montalcino e ai montalcinesi. Nostalgia e memoria, grandi storie e piccoli racconti, nelle parole di Donatella Cinelli Colombini alla sua terra

Natale e Brunello da Bruno Dalmazio

Natale e Brunello da Bruno Dalmazio

Natale è un momento di ricordi e speranze.

Amo Montalcino, è la mia terra, qui ho le radici come le mie viti di Sangiovese. Mi piace la forza austera del suo paesaggio. Ricordo che quando accompagni Saul Bellow – Premio Nobel per la letteratura 1976- a Montalcino, mi fermai lungo il viale della Madonna e lui rimase senza parole, schiacciato da quell’armonia senza tempo, da quelle colline boscose che sembrano un mare in tempesta.

Ho ricordi bellissimi a Montalcino. Li è nata mia figlia Violante perché Montalcino ha la semplicità e l’intimità adatte per i momenti importanti della vita.
Ricordo che da giovane mi colpiva come ci fosse tutto: dalla tipografia al teatro, dal dazio all’ospedale. Quasi un microcosmo che sapeva aggiornarsi velocemente. I miei nonni

Sant'Antimo foto di A.Rabissi

Sant'Antimo foto di A.Rabissi

raccontavano che la luce elettrica era arrivata nella loro casa di Montalcino prima che in quella di Modena, dove abitavano in inverno perché il bisnonno Pio era Rettore della locale Università. In effetti quando ritornai dopo un soggiorno di nove mesi a Lille in Francia (1978-9), trovai Siena esattamente come l’avevo lasciata e Montalcino piena di cantieri e di iniziative. Montalcino ha sempre sfornato talenti: ricordo quelli della mia giovinezza Giuseppe Bovini massimo esperto di arte bizantina e Walter Paccagnini segretario particolare di Paolo Emilio Taviani …. in anni recentissimi Roberto Guerrini e Maria Luisa – Lulù- Padelletti entrambi giuristi.

Angelo Gaja un gigante innovatore senza web

Donatella Cinelli Colombini ci racconta Angelo Gaja tratteggiando la personalità di un uomo – condottiero che sa distinguersi anche senza avere un sito internet

Angelo Gaja

Angelo Gaja

L’ho incontrato la prima volta a Montalcino a casa dei miei dove lui arrivò con un comune amico piemontese per vedere con i suoi occhi il “fenomeno Brunello”. Erano gli anni eroici, il 1975 o giù di li e il nostro vino stava emergendo nello scenario internazionale nonostante il suo alto prezzo, fra lo sbalordimento generale. Angelo guidava una grande Mercedes, un tipo d’auto da cui non si è mai separato, e ancora oggi gli permette di fare Barbaresco – Montalcino, andata e ritorno, in giornata. Durante il primo incontro quel piemontese imponente, dal carattere travolgente, mi intimidì. Era giovane ma aveva carisma, su questo non c’era dubbio, emetteva energia dalle parole, dai gesti … come un condottiero … avete presente Giulio Cesare, Napoleone o Garibaldi…. Anche l’idea di fare un “grand tour” sul vino per vedere le novità in Europa denotava una mente aperta, vigile e innovativa.
Negli anni successivi diventò il grande Gaja, quello delle copertine del Wine Spectator. La sua attività è stata sempre irrefrenabile e non solo con la stampa. Ovunque io andassi, anche nei ristoranti delle città interne del Brasile, nelle enoteche più sperdute e fredde del Canada … Angelo c’era stato e aveva entusiasmato i gestori con la sua passione per l’eccellenza.

Wine2wine il futuro nel bicchiere

Un modo nuovo di parlare fra produttori, fra produttori e giornalisti, fra produttori e tecnici. Un’abbuffata di contatti, stimoli e opportunità …veloce

Wine2wine Giovanni Matovani al centro Ian D'Agata a destra

Wine2wine Giovanni Matovani al centro Ian D'Agata a destra

Di Donatella Cinelli Colombini

Ha sorpreso tutti. Il mondo del vino è arrivato a Verona incuriosito ma non convinto. Ha partecipato a Wine2wine con crescente entusiasmo ed è tornata a casa con una gran voglia di rinnovarsi.

Stevie Kim Wine2wine  aspettando il ministro Martina

Stevie Kim Wine2wine aspettando il ministro Martina

Giovanni Mantovani, Gianni Bruno, Stevie Kim e Ian D’Agata  hanno creato un nuovo

format capace di aprire il futuro alle nostre cantine. Non posso raccontarvi tutto perché quattro forum in contemporanea, ogni ora, due giorni di seguito, costituiscono una massa che solo WineNews, con 5 persone a disposizione, è riuscito a seguire adeguatamente.

Vi racconterò, in pillole le cose che mi hanno colpito di più: Forum delle Donne del vino, presiedute da Elena Martusciello,  sui valori immobiliari delle cantine. Delis Pantini, di Nomisma, mostra il rendimento del capitale delle aziende agricole. Bene solo il Brunello di Montalcino (è questo che mi ha colpito) che pur diminuendo negli ultimi 4 anni, mette a segno un bel +5, 8%,  benino Alto Adige e Barolo mentre tutto il resto d’Italia affonda.  Situazione confermata da Bill Thompson Knght  Frank  <<i compratori esteri si stanno orientando  sulle zone vitate più importanti>>.

La guerra delle stazioni Chiusi batte Arezzo 1 a 0

Si chiamerà stazione MediaEtruria e romperà lo storico isolamento di Umbria, Toscana del Sud e alto Lazio. Benzina per economia, turismo e turismo del vino

Alta-velocità

Alta-velocità

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Il treno, il più antico mezzo di trasporto meccanico, ha una nuova giovinezza con l’alta velocità. Meno inquinante e decisamente più pratico dell’aereo, il treno è ormai preferito per i percorsi medio lunghi e quindi è ripartita la guerra per accaparrarsi fermate e linee.

Chiusi candidatura Stazione MediaEtruria

Chiusi candidatura Stazione MediaEtruria

Per l’area che comprende Umbria, Toscana meridionale e alto Lazio la prospettiva di rompere un isolamento lunghissimo e penosissimo ha scatenato un’autentica guerra tra Arezzo e Chiusi. Entrambe baricentriche, ma con Chiusi molto più avanti nella progettazione della stazione nei 5 ettari dell’ex centro carni, un’area che il comune sta bonificando e che permetterebbe di costruire l’intera infrastruttura velocemente e con un investimento di soli 20 milioni di Euro.
Un sogno che si realizza per il territorio senese rimasto fuori dalle grandi direttrici di traffico quando gli fu “scippata” l’autostrada del Sole deviando il percorso originario, per favorire Arezzo.

Qual è l’eredità di Veronelli nel turismo del vino?

Gino Veronelli, con le sue battaglie per la dignità del lavoro contadino e le specificità locali, ha messo le basi del successo enoturistico di oggi

#MarziaMorganti #DonatellaCinelliColombini #GuidoStecchi

#MarziaMorganti #DonatellaCinelliColombini #GuidoStecchi

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Un convegno alla Facoltà di Scienze gastronomiche dell’Università di Parma, in occasione dei 10 anni dalla morte di Luigi Veronelli, con personaggi davvero importanti: il preside Andrea Fabbri, Alfonso Iaccarino di Don Alfonso, Riccardo Illy, Colomba Mongiello (l’Onorevole che ha salvato l’olio extravergine di oliva), Gian Arturo Rota, Paolo Tegoni.  

Parma Master in Scenze gastronomiche convegno Veronelli

Parma Master in Scienze gastronomiche convegno Veronelli

 

L’argomento che devo sviluppare è difficile e intrigante: l’eredità di Gino Veronelli nel turismo del vino. Ho fatto di tutto per evitare questo convegno nonostante le insistenze di Guido Stecchi, perchè non mi sentivo all’altezza. Veronelli era nato nel 1926 e quindi aveva un’età più vicina a quella di mio nonno che alla mia. I miei rapporti con lui erano stati pochi e spesso burrascosi, come gli succedeva con moltissime persone. Ricordo che, nel 2001, quando diventai assessore al comune di Siena lui mi chiese di sostenere la sua proposta di denominazioni comunali e io gli dissi che Siena ha pochissima campagna, del tutto priva di reputazione viticola, dunque crearci una DOC mi sembrava una pessima idea. Lui replicò citando la mia risposta in un articolo e commentandola con la frase <<povera Donatella!>> come dire: la poverina non capisce ciò che dice. Ci rimasi male ma Gino era così … esplosivo.

Sempre più viti nel patrimonio dell’umanità Unesco

Lo zibibbo di Pantelleria come i vigneti delle Langhe come la Val d’Orcia del Brunello e della Doc Orcia sono patrimonio della cultura dell’umanità

viti ad alberello Pantelleria

viti ad alberello Pantelleria

Di Donatella Cinelli Colombini

Un grandissimo passo avanti nel riconoscimento del valore della cultura materiale e una rivincita di noi gente della campagna. Ve lo dice una laureata in storia dell’arte medioevale che ha sempre guardato l’iscrizione nel patrimonio dell’umanità Unesco come uno strumento di salvaguardia da riservare alle espressioni più alte della civiltà umana. Per questo mi avevano sempre sbalordito certe scelte bislacche: nel 1995 entra fra i siti Unesco Crespi d’Adda mentre Assisi, con il convento di San Francesco dove ci sono gli affreschi di Cimabue, Simone Martini e Giotto … solo 5 anni dopo. Meglio tardi che mai come invece è successo per Napoli, Palermo e Bologna. Si perché la Vucciria, Palazzo dei Normanni, Maschio Agioino, Capodimonte,  San Petronio, le torri Garisenda e Asinelli … te li aspetteresti nel patrimonio dell’umanità Unesco così come il Palio a cui fu negato il riconoscimento solo per un’impuntatura dell’allora Ministro Vittoria Brambilla.

                                                                       
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