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Sposa bagnata sposa fortunata se c’è una bella cantina

Ti racconto un matrimonio fra le botti, un aperitivo nella cantina storica e un banchetto nuziale a lume di candela nella veranda fra i vigneti. Ti piace?

Matrimonio in cantina Toscana Fattoria del Colle

Matrimonio in cantina Toscana Fattoria del Colle

Un matrimonio davvero particolare, adattissimo per chi sceglie la campagna toscana per quel tocco di unicità e fascino che scaturisce dalla magia stessa del vino.
La cantina della Fattoria del Colle ha una grande sala coperta da una volta a botte in mattoni, sui lati sono disposte le botticelle di rovere dove matura il vino Orcia Doc Cenerentola. Questo è il luogo dove allestire la cerimonia con l’altare e le sedie per gli sposi coperte di raso bianco. Non è una Chiesa (per altro la fattoria ha una deliziosa cappella che può contenere 40 persone) ma l’effetto è ugualmente solenne, anche se decisamente inconsueto.
Accanto alla bottaia, nella cantina storica, dove sono ancora visibili tracce dei muri medioevali, viene servito l’aperitivo. Anche questo è un ambiente suggestivo che conferisce al buffet un particolare timbro toscano. Insomma non è certo una cornice anonima per degli sposi che hanno scelto la Toscana per la festa del loro amore.

Cenerentola 2010, farà innamorare il Principe Azzurro?

2010, la vendemmia perfetta, quella che tutti i produttori di vino sognano. Cenerentola, il vino bandiera della fattoria del Colle,  Orcia Doc

Cenerentola 2010 castagne e foglia tonda

Cenerentola 2010 castagne e foglia tonda

E’ nato nei vigneti di Sangiovese e Foglia Tonda a 400 metri sul mare in posizione ventilata e ben esposta al sole. Uve raccolte a mano e selezionate nella vigna e in cantina dove il tavolo da cernita permette di scegliere solo gli acini migliori.

Nella cantina della Fattoria del Colle il vino Cenerentola è maturato in tonneau di 500- 700 litri e piccole botti di rovere francese per un anno. E’ un vino appagante, armonico, potente e longevo perché, le grandi vendemmie hanno proprio la capacità di raggiungere presto l’alta qualità e mantenerla per decenni.

Un vino con caratteri solo toscani perché contiene due antichi vitigni locali: l’elegante Sangiovese re del vigneto italiano e il potente Foglia Tonda originario del sud del senese, che proprio la Fattoria del Colle ha valorizzato dopo quasi un secolo di abbandono.
Ecco dunque Cenerentola che sta per diventare principessa. Il vino deve il suo nome alla posizione della Doc Orcia, nata nel 2000, fra i territori del Vino Nobile e del Brunello. Quasi una sfida della giovane denominazione verso le due “sorelle” più famose e importanti. Ma sarà proprio del 2010 che si innamorerà il principe azzurro?

Ornellaia Giacosa Quintarelli sono i vini più cari d’Italia

Wine searcher il sito sul vino più visitato del mondo con migliaia di articoli, 6 milioni di offerte ci propone la lista delle bottiglie italiane più ricche

tenuta-dell-ornellaia-ornellaia-vendemmia-d-artista-special-edition-bolgheri-superiore

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Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La fonte è la più attendibile perché Wine Searcher lavora con 38.000 distributori di tutto il mondo e ha 10 milioni di pagine visitate ogni mese. Dunque se indica il prezzo medio di vendita di una bottiglia vuol dire che quello è realmente il prezzo medio a livello mondiale.

Vediamo quali sono le cantine di questi vini da milionari.
Primo Ornellaia dell’omonima tenuta toscana Vendemmia d’Artista Special Edition Bolgheri Superiore.

Si tratta di piccole serie di bottiglie di grandi formati realizzate da artisti prestigiosi quali Rebecca Horn, Michelangelo Pistoletto, Ghada Amer e Reza Farkhondeh. Quasi dei capolavori d’arte che prendono forme diverse nei double Magnum, Imperial e Salmanazar – 3 – 6 e 9 litri. Un mecenatismo enoico che ha riscosso un enorme successo specialmente nelle aste e che Wine Searcher quota 975$ con punte di quasi sette mila.

14 il numero tabù del vino californiano e anche in italia?

James Laube spiega sul “Wine Spectator” perché i produttori californiani considerano il 14% di alcool nel vino un limite invalicabile

James Laube

James Laube

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
<<Per me la questione non è tanto stare sotto una certa percentuale d’alcool quanto l’armonia e il gusto di un vino>> scrive James Laube. Tuttavia il problema c’è ed è per questo che Laube, uno degli otto Senior editor della rivista del vino più reputata del mondo, super esperto di vini Californiani, analizza la questione da diversi punti di vista partendo dalla cantina Dunn di Napa Valley, che pur di ridurre il tenore alcolico dei suoi vini usa l’osmosi inversa.

Wine Spectator copertina

Wine Spectator copertina

La ragione che spinge i winemakers a cambiare assomiglia a <<quando ti guardi allo specchio e non ti piaci. C’è bisogno di dieta, o di fare ginnastica>> dice Laube.
Ed ecco che Jamie Kutch che aveva debuttato con un Pinot Noir 2005 di Sonoma con 16,5% di alcool, è tornato dalla Borgogna con nuove idee: coglie le sue uve prima per mantenere la freschezza e l’acidità, vinifica prolungando il contatto con le bucce, usando stems i cui tannini proteggano i caratteri del frutto. <<Nel tempo la polimerizzazione si evolve nella bottiglia e avviene una vera magia>> spiega Kutch a James Laube descrivendo i suoi nuovi vini che hanno fra i 12,5 e i 13,5% di alcool e aggiunge << a volte la Borgogna soffre per la mancanza di sole come a volte la California soffre per un eccesso di sole>>.

I sotterranei da mito e da leggenda del vino toscano

In Toscana ci sono alcune antiche cantine sotterranee con storie straordinarie. Progettate da grandi architetti, sorprese, curiosità, amori e grandi vini

 

Cantine del Redi Montepulciano

Cantine del Redi Montepulciano

Donatella Cinelli Colombini ci porta in quelle che le piacciono di più

Badia Coltibuono cioè abbazia del “raccolto buono” fondata mille anni fa dai monaci vallombrosani è uno dei luoghi più suggestivi del Chianti Classico. Ha sotto una cantina antica lastricata in pietra con volte basse che pare un camminamento per pregare. Anche Capezzana a Carmignano ha una storia antichissima alle spalle, produce vino dall’804 dopo Cristo ad oggi.
Nipozzano, un castello medioevale di grandi dimensioni nonostante un incendio che ne distrusse una parte. Sopra le sale in cui ha pranzato anche il Principe di Galles e sotto la bottaia da cui si scende in una segreta dove la famiglia Frescobaldi conserva i vini imbottigliati il giorno della nascita di ognuno dei suoi membri. Le bottiglie sono molte per i maschi e meno della metà per le femmine. Ancora dei Frescobaldi il castello di Pomino disegnato dall’architetto fiorentino Silvani nel Cinquecento. Le botti sono sotto volte a crociera sostenute da pilastri in pietra. Più che una cantina è un capolavoro di architettura rinascimentale.

Capodanno da wine lovers alla Fattoria del Colle

Dal 27 dicembre 3 degustazioni di Brunello, Orcia e DOCG toscane, cene degustazione, visite nelle cantine, trekking nei vigneti …. e feste, lezioni di cucina.. 

Brunello di Montalcino riserva

Brunello di Montalcino riserva

Alla Fattoria del Colle nel cuore della Toscana per vivere le vacanze di Capodanno da wine lovers nella campagna più bella del mondo. Con il partner, con i bambini, con gli amici e gli amici a 4 zampe, la Fattoria del Colle vi propone un ritorno alla semplicità del passato, in vere case di contadini con confort moderno.

Prezzi: 2 notti in camera doppia con bagno e prima colazione Euro 110 a persona
Prezzi: 2 notti in appartamento con 2 camere e 1 bagno (4 persone) o con 3 camere e 2 bagni ( 6 persone ) 94,00 a persona self catering, per bambini sotto i 12 anni sconto del 30%.
Il prezzo comprende tutte le animazioni previste dal programma escluso i pasti e gli spostamenti

Programma

VENERDI’ – 27 dicembre
 Ore 19 aperitivo nella sala degli stemmi della villa cinquecentesca del Colle
 Ore 20 cena nell’Osteria di Donatella 4 portate di piatti antichi: ciancifricola, rivolti con spinaci e ricotta, scottiglia di cinghiale (Euro 32 bevande escluse); in alternativa cena alla carta

Tagliolini toscani al tartufo bianco ecco la ricetta

Tartufo bianco, tagliolini fatti a mano, brodo di gallina, burro, rosso d’uovo e un tocco magico per un piatto regale in abbinamento con il Brunello riserva

 

Tartufo bianco tagliolini alla toscana Fattoria del Colle

Tartufo bianco tagliolini alla toscana Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

La Fattoria del Colle ha 5 riserve tartufigene e quindi riesce a mettere in tavola dei tartufi bianchi freschissimi di qualità strepitosa. Grazie alla disponibilità dei tartufi ho potuto fare esperimenti su esperimenti fino ad ottenere la ricetta perfetta dei tagliolini al tartufo alla toscana.

 

Eccola a voi:

 

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

4L di brodo di gallina, 8 cucchiai da minestra di passato di ceci, 80 g di burro, 400 g di tagliolini, 2 rossi d’uovo, 50 g di tartufo bianco, parmigiano grattato (?), sale

 

Ovviamente tutti gli ingredienti devo essere di grande livello: il brodo di gallina, ad esempio, non è neanche simile al brodo di dado. Quindi bisogna iniziare un giorno prima facendo un brodo di pollastra, lasciandolo raffreddare, poi sgrassatelo e filtratelo. Serve anche un passato di ceci; giusto qualche cucchiaio ma è l’occasione giusta per preparare una bella minestra con poco rosmarino.

 

Rosso Brunello: cerchi il vino e trovi una scarpa

Un brutto esempio di italian sounding che usa il nome del grande vino di Montalcino per vendere accessori di abbigliamento probabilmente prodotti in India

Rosso Brunello India

Rosso Brunello India

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
La segnalazione arriva da Franco Ziliani, quasi un “persecutore” per me, a cui questa volta devo dare ragione. La cosa è seria e può danneggiare il Brunello. L’articolo del blog Vino al Vino scritto da Silvana Biasutti, un’intellettuale esperta di marketing e di editoria che vive a Montalcino, descrive in modo molto efficace come il vino Brunello e forse le maglierie di Brunello Cucinelli, così come il drand “Made in Italy” siano stati abilmente utilizzati per vendere qualcosa che probabilmente non ha alcuna reale attinenza con il nostro Paese ma sembra….. Si perché gli infradito venduti da “Da Milano” in 35 negozi dell’India ( fra cui Delhi, Jaipur e Mumbai) somigliano a sandali italiani e non sono neanche brutti, solo che costano 35-40€ cioè molto ma molto meno di una vera scarpa italiana. Se andiamo a cercare la sede di questa misteriosa società Da Milano, a cui fa riferimento il brand Rosso Brunello, scopriamo che la direzione –head office- è a New Dehli e non a Melegnano o Lodi, come farebbe invece pensare la scritta Da Milano-Italia ben visibile in tutta la comunicazione.

Le 6 annate del vino Cenerentola solo per voi

Grande opportunità per i più esigenti wine lovers quelli che cercano cose uniche da avere in cantina o da regalare. Le 6 annate del vino Cenerentola Doc Orcia

Cenerentola DOC Orcia

Cenerentola DOC Orcia

La denominazione Orcia è nata nel 2000 fra i territori del Brunello e Nobile di Montepulciano. Proprio queste due “sorelle” più vecchie e più famose fanno assomigliare il vino alla celebre fiaba e danno origine al nome “Cenerentola”

Il vino Cenerentola è prodotto in piccole serie di 5.10.000 bottiglie ogni anno. Tutte “sold out” escluso il 2010 che invece è in anteprima solo per voi. La serie che vi proponiamo è dunque qualcosa di esclusivo e introvabile.

E a un piccolo prezzo: Euro 150.00 con spedizione gratuita in tutta Italia
Per i residenti all’estero è previsto un sconto di € 10.00 sulle spese di trasporto

Cenerentola Doc Orcia nasce alla Fattoria del Colle a 400 m sul mare ed è prodotto con Sangiovese e il rarissimo Foglia Tonda, antica uva del territorio senese riscoperta da Donatella Cinelli Colombini dopo più di un secolo di abbandono.

I veri professionisti lo fanno due volte

Matt Kramer uno dei “Contributing editor” del Wine Spectator spiega cosa distingue un produttore fortunato da uno grande: la capacità di ripetersi

Matt Kramer

Matt Kramer

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il punto di partenza è un’affermazione di Dizzy Gillespie, compositore, trombettista e pianista degli anni quaranta, una delle figure chiave del Jazz moderno. Gillespie diceva <<il professionista è la persona che lo sa fare due volte>>
Si tratta, Secondo Kramer, di una verità che viene troppo spesso dimenticata nel mondo del vino sempre alla ricerca di nuove scoperte. Egli spiega come i critici del vino siano letteralmente bombardati da sollecitazioni a provare vini delle più diverse provenienze, fatti con i vitigni più rari e le tecniche produttive più estreme come le anfore di terracotta…. Novità seducenti in una giungla di assaggi dove gli esperti procedono cercano gioielli enologici da celebrare. Questa caccia al tesoro enologica ha bisogno di verifiche prima di sbandierare una nuova scoperta. A questo proposito racconta di essere rimasto folgorato dalla qualità di un Cabernet di Napa e di essere poi andato in cantina scoprendo che gli altri vini non avevano lo stesso livello di eccellenza.

Ascoltare il mercato o le guide? Il dubbio dei produttori

Se fino a 5 anni fa un 90/100 del Wine Advocate oppure del Wine Spectator apriva il mercato ora cresce l’influenza del web e il desiderio di vini diversi
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Wine Advocate Brunello riserva 2007

Wine Advocate Brunello riserva 2007

Il tema è <<Chi compra il vino e chi sono gli “influencers”>>. Un tema importante e da sempre al centro dell’attenzione dei produttori di vino. Ma anche un tema che ha risposte diverse, anzi molto diverse rispetto a 5 anni fa. Nel Wine Industry Financial Symposium, che ha avuto luogo il 23 settembre scorso a Napa Valley in California, uno dei principali relatori era John Gillespie capo del Wine Market Council e Ceo di Wine Opinion. Nella sua relazione ottimamente riassunta da WineNews in un articolo dal titolo esplicito <<Usa: il consiglio di un amico meglio di Parker>>, Gillespie ha portato i risultati di un recente sondaggio che dimostra come l’appassionato di vino USA si fa guidare volentieri dagli amici più esperti oppure dai sommelier dei ristoranti e delle enoteche mentre è quasi impermeabile alle recensioni della stampa specializzata la cui influenza proviene in ordine decrescente da Wine Spectator, Wine Enthusiast e Wine Advocate.

Costellation Brands ecco i più grande del mondo nel vino

Primo produttore di vini di lusso nel mondo, primo importatore di birra mondiale, questo super colosso produce anche Brunello a Montalcino

Costellation Brands portafoglio

Costellation Brands portafoglio

Di Donatella Cinelli Colombini
Costellation Brands è una multinazionale di dimensioni davvero enormi e continua a crescere. I suoi fatturati del primo semestre 2013 pubblicati da I numeri del vino mostrano come ormai i profitti generati dalla birra abbiano superato quelli del vino: 220 milioni i primi e 155 i secondi prima dei costi corporate e degli aggiustamenti. Cifre da capogiro che corrispondono a volumi in crescita di oltre il 15%.
Il vino ha fatto un fatturato 629 milioni di Dollari in 6 mesi ed ha un mercato prevalentemente statunitense anche se la Costellation vende in 100 Paesi del mondo.

Tartufo bianco e vini rossi ma perché no!

Week end di novembre all’insegna del tartufo bianco che alla fattoria del Colle sarà abbinato a grandi vini rossi come Brunello, Chianti Superiore e Orcia

Tartufo Bianco San Giovanni d'Asso

Tartufo Bianco San Giovanni d'Asso

I week end del 9-10 e del 16-17 novembre con il sensuale aroma del tartufo bianco delle Crete Senesi. A San Giovanni d’Asso nel delizioso paese medioevale, intorno al castello che ospita il Museo del tartufo, ci sarà la 28° edizione della Mostra mercato con stand gastronomici per comprare, gustare e imparare tutto sul tuber magnum pico, il più raffinato e costoso fra i prodotti del bosco. San Giovanni d’Asso, 15 km dalla Fattoria del Colle, è uno dei centri di produzione tartufigena più importanti e rinomati per la particolare qualità delle trifole che sfidano quelle più note ma molto più care, di Alba.
Un buon motivo per trascorre due giorni in Toscana, alla Fattoria del Colle, nell’atmosfera autentica di una fattoria con 400 anni di storia, dove viene organizzato un programma fitto di suggestioni ma soprattutto il matrimonio inedito e ardito fra quattro piatti a base di tartufo bianco e 4 grandi vini rossi, Brunello, Brunello Riserva, Chianti Superiore e Orcia Doc.
Ecco i piatti: tortelli di patate con fonduta di pecorino e tartufo bianco, carpaccio di bue chianino con tartufo bianco, zuppa di patate del Colfiorito, porri e tartufo bianco, tagliata di bue chianino cotta su brace di legna e tartufo bianco.
Quattro proposte gastronomiche pensate per veri cultori della tavola a cui si aggiungono visite, degustazioni e una lezione di cucina. Alla fine un breve week breve ma intensissimo che completa la visita alla Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete senesi di San Giovanni d’Asso.

Brunello Prime Donne come il re sole “ apres moi le deluge”

Nel giorno del diluvio in Toscana i Sommelier AIS Toscani dovevano assaggiare 8 annate di Brunello Prime Donne ma dei 4 previsti solo Paolo Bini è arrivato

Brunello Prime Donne verticale per Sommelier AIS Toscana

Brunello Prime Donne verticale per Sommelier AIS Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini
Autentiche bombe d’acqua di 200-300 mm in poche ore dopo settimane decisamente piovose hanno trasformato la Val d’Arbia e la Val di Chiana in paludi: Buonconvento con un metro e mezzo d’acqua nelle case, Rapolano dove c’è stato anche un morto e strade allagate dovunque. In questa situazione che richiama alla mente il 1966 e l’alluvione a Firenze, preparare la degustazione di 8 annate di Brunello Prime Donne ci fa sentire come i passeggeri del Titanic che ballano mentre la nave affonda.
Sia come sia, le bottiglie sono stappate e “the show must go on”. Arriva anche il fotografo incredibilmente risparmiato dalla piena del fiume.
Il Sommelier Paolo Bini in divisa AIS è un bel giovane con lo sguardo attento e intelligente, un’ottima capacità di assaggio e un sangue freddo invidiabile. Non si perde d’animo e si mette a lavoro.
L’assaggio è allestito nella scuola di cucina della Fattoria del Colle dove c’è una stanza per la didattica che ha sulle pareti delle antiche testiere di letto. Le bottiglie ripercorrono la

Buonconvento alluvionata

Buonconvento alluvionata

storia della nostra azienda dal distacco dalla Fattoria dei Barbi, la nascita della cantina Casato Prime Donne, l’entrata in produzione dei nuovi vigneti e contemporaneamente la lenta comprensione della vocazione del nostro terroir e la ricerca dei fusti in legno più adatti.

                                                                       
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