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Quali vini servono i ristoranti stellati italiani?

Prima di tutti il Barolo e secondi, a pari merito, Brunello e Amarone. L’indagine svolta da WineMonitor/Nomisma per il Consorzio della Valpolicella  
Di Donatella Cinelli Colombini

sassicaia_la_perla Stua de Michil, Corvara (BZ)

sassicaia_la_perla Stua de Michil, Corvara (BZ)

I VINI PIU’ PRESENTI

L’indagine ha riguardato 96 ristoranti stellati italiani cioè i luoghi cult dell’alta cucina nel nostro Paese e ha rivelato che il Barolo regna sul gradino più alto del podio. Tuttavia quasi nove volte su dieci nella carta dei vini ci sono anche Brunello di Montalcino e Amarone della Valpolicella. Queste tre denominazioni sono dunque dei must per i ristoranti di alto livello. Non averli è come mancare di qualcosa.

La Pergola Cellars Marco Reitano

La Pergola Cellars Marco Reitano

Per noi produttori di Montalcino si tratta di un’ottima notizia, che ribadisce, ancora una volta il prestigio dei nostri vini e il loro perfetto abbinarsi ai luoghi più esclusivi della gastronomia.

TANTI VINI E POCHI SOMMELIER

Nei ristoranti stellati Michelin la carta dei vini supera sempre le 300 etichette ma spesso, soprattutto al Sud manca un sommelier ad assistere i clienti nella scelta. Una circostanza abbastanza sorprendente soprattutto in regioni, come la Sicilia, dove è avvenuta una grande crescita qualitativa della ristorazione negli ultimi anni. Ebbene solo 10 sommelier lavorano stabilmente fra i tavoli della migliore ristorazione siciliana e tre sono tutti insieme in un locale che non ha stelle.

90 . 90 . 91 Wine Spectator 

Wow!!!!!!! Cenerentola Doc Orcia 91/100, Chianti Superiore 90/100 e Vin Santo 90/100 il Wine Spectator premia i vini della Fattoria del Colle

Chianti Superiore, Cenerentola Doc Orcia e Vin Santo 90 91, 90 by Wine Spectator

Chianti Superiore, Cenerentola Doc Orcia e Vin Santo 90 91, 90 by Wine Spectator

Di Donatella Cinelli Colombini
Le notizie sono tanto più belle quando sono inaspettate e questa è proprio arrivata come una meravigliosa sorpresa. Apriamo Wine Spectator con un po’ d’invidia per i bellissimi articoli sui colleghi del Chianti e del Brunello e poi quasi distrattamente l’occhio di mio marito Carlo scorre i punteggi della Buying Guide, la porta del mercato internazionale <<ma voi non vedete proprio niente>> dice <<c’è il Chianti Superiore con 90/100>>. Violante ride <<che colpo!>> e poi <<guarda c’è anche il Vin Santo con 90/100>> a quel punto la Cinellicolombini Jr

Bruce Sanderson

Bruce Sanderson

non sta più nella pelle <<apri il sito>> dice agitatissima e mi detta la password << c’è il Cenerentola 2010 … ha preso 91>>. Tre vini della Fattoria del Colle di Trequanda con un punteggio superiore a novanta in un colpo solo su Wine Spectator è meraviglioso, più emozionate di quando arrivano gli alti punteggi sul Brunello, che ormai colleziona questo tipo di riconoscimenti.
Vediamo cosa ha scritto Bruce Sanderson il tasting department director della rivista americana. Un personaggio che conosco solo attraverso le fotografie ma che apprezza molto lo stile armonioso ed elegante dei miei vini.

I millennials italiani chi sono e cosa bevono

I millennials ovvero chi ha 18-35 anni sono la generazione dell’incertezza e dello smartphone ma anche buongustai radicati al territorio e consumatori di vino

Millennials

Millennials

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

MILLENNIALS E LAVORO

In Italia è la generazione dell’incertezza, soprattutto lavorativa. “Sono in viaggio, non in fuga” racconta l’indagine Episteme e Bocconi per Axa Italia. Una generazione che oscilla fra coraggio e rassegnazione. Persone che trovano nell’affettività, nel pragmatismo di chi va all’estero, nella flessibilità totale di chi si inventa un mestiere una continua ricerca di soluzioni ai pochi soldi e alle prospettive incerte.

MILLENNIALS A TAVOLA

giovani_cuochi

giovani_cuochi

A fianco di questo quadro complicato ne troviamo un altro più sereno che riguarda la convivialità dei giovani. Le notizie arrivano dall’Osservatorio Birra Moretti (602 millennials) e mostrano una vera e propria generazione di buongustai in contrapposizione con l’immagine di apatia e assenza di caratteri stabili che usciva dalla prima analisi.
Prima parola chiave #identificazione i giovani si rispecchiano (86%) in ciò che mangiano e in come mangiano. #territorialità legame alla gastronomia regionale (84%) oppure addirittura locale (75%). #trasparenza questo sentimento va a braccetto con la battaglia Coldiretti in favore del luogo di origine in etichetta, del Km 0, della filiera corta …. e di tutte le azioni che mirano a rendere comprensibile l’origine degli alimenti. Ottima notizia il 50% dei millennials pratica volentieri il turismo enogastronomico.

Ischia vintage appassionatamente

L’isola delle acque calde diventa quella delle piccole eccellenze enologiche con Ischia Vintage, curato da Ian D’Agata e destinato a un pubblico esclusivo 

Matilde Poggi, Marianna Mura, Antonio Ciccarelli, i coniugi Albanesi, Donatella Cinelli Colombini Ian D'Agata e Ampelio Bucci

Matilde Poggi, Marianna Mura, Antonio Ciccarelli, i coniugi Albanesi, Donatella Cinelli Colombini Ian D’Agata e Ampelio Bucci

Di Donatella Cinelli Colombini

Io e mio marito Carlo arriviamo a Ischia invitati da Ian D’Agata. E’ una situazione strana, in genere sono i produttori a invitare i giornalisti e non il contrario. Ian è un personaggio anticonformista anche da altri punti di vista. Conosce vini e produttori in modo enciclopedico ma i suoi giudizi sono spesso fuori dal coro, ha il coraggio delle grandi sfide come il libro The native Wine Grape of Italy sui vitigni autoctoni, il festival Contaminazioni che ha ringiovanito l’immagine dei vini piemontesi, oppure Vinitaly International dove ha trovato in Stevie Kim qualcuno che è addirittura più innovativo di lui. Insomma Ian è uno che cerca sempre nuove frontiere e infatti gli invitati a Ischia Vintage non sono “i soliti noti” bensì cantine in grado di sorprendere.

Ischia Vintage la sala da degustazione

Ischia Vintage la sala da degustazione

Produttori bravissimi come Ampelio Bucci il più grande interprete del Verdicchio, Marianna Mura con il suo straordinario Vermentino, Fausto Albanesi che a Torre dei Beati produce uno strepitoso Montepulciano d’Abruzzo. C’era anche Antonio Ciccarelli dell’Agenzia Marc de Grazia che ci ha fatto assaggiare una sorprendente  Gran Cuvée Spumante Brut Gini. Marc de Grazia non è un importatore come gli altri ma un vero talent scout che ha valorizzato Langa Inn – Barolo Boys, le piccole cantine irpine e più di recente i vini dell’Etna. Accanto a noi Matilde Poggi presidente FIVI Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti di cui anch’io faccio parte.

I sovrani del vino on line Wine Spectator e Jancis Robinson

In internet chi è davvero influente sul vino? Iniziamo la nostra ricognizione sulle classifiche dei wine blog più capaci di coinvolgere e interagire 

wine-web-power-index

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Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Inizio oggi e continuerò fra due giorni con un secondo post.

Quali sono i wine blog da seguire, quelli che veramente fanno tendenza nel vino a livello planetario? Ci sono moltissime classifiche e non tutte basate su criteri oggettivi ma una cosa è certa: Wine Spectator è fortissimo. In Usa e nel continente australe, dove vengono redatte queste graduatorie la conoscenza dei blogger italiani è ridotta per cui compaiono pochi nomi nostrani e i più presenti sono due: Marilena Barbera della cantina siciliana Barbera e il mitico sommelier fiorentino, amico mio, Andrea Gori.

Wine-Spectator

Wine-Spectator

Il punto di partenza della mia ricerca  è su Google scrivendo “Wine blog most influencers”. Sono uscite un bel numero di classifiche, molte aggiornate al 2015. Va detto che i criteri di valutazione sono molto diversi ma sostanzialmente si rifanno a due punti di vista opposti: il peso sul mercato e il peso interno al web. In altre parole, secondo alcuni conta la capacità di un blog nel far vendere le bottiglie, per altri invece è meglio valutare le interazioni cioè le condivisioni e i commenti che un blog suscita.

Ponte dell’Immacolata con 7 esperienze indimenticabili

4-8 dicembre un weekend lungo per l’Immacolata durante il quale fare il bagno nel vino, cercare il tartufo … nella campagna più bella del mondo

il-tartufaio

il-tartufaio

Fattoria del Colle Trequanda SI. Un ponte che inizia venerdì 4 dicembre e finisce martedì 8 per golosi e amanti della Toscana vera: 7 esperienze del vino dove ognuno sarà protagonista e, divertendosi, imparerà moltissime cose sul grande vino, il tartufo, l’olio extravergine, il formaggio e persino i dolci tipici senesi. Un programma che rigenera con prelibatezze quali i tagliolini con tartufo bianco e il Brunello
• Per gli amanti dell’arte nel raggio di 40 km ci sono Cortona, Montepulciano, Pienza, San Quirico e Bagno Vignoni, Montalcino, Buonconvento e poco più distante Siena e Perugia.

Agriturismo Fattoria del Colle

Agriturismo Fattoria del Colle

• Per gli shopping “risparmiosi” ci sono gli outlet di Val di Chiana e il mitico The Mall con le grandi firme.
• Per i trekkers in cerca di panorami mozzafiato e di percorsi storici. La Fattoria del Colle è vicino a uno dei più bei tratti della Via Francigena.
• Per gli appassionati di wellness la Fattoria del Colle ha un luogo esclusivo e piacevole con vasca per vinoterapia, saletta per il massaggio di coppia, sauna, bagno turco, jacuzzi con cromoterapia, docce emozionali … e terapisti di grandissima esperienza e professionalità che sapranno trasformare l’esperienza wellness in un momento indimenticabile e rigenerante. (da prenotare e concordare con la reception scegliendo fra le nostre proposte )

LA FATTORIA DEL COLLE è un piccolo borgo miracolosamente conservato per secoli, le case contadine, la villa cinquecentesca e la cappella con intorno vigneti, oliveti e un panorama meraviglioso. Nelle case degli antichi contadini ci sono ora camere, appartamenti e ville per i turisti. I mobili sono autentici, di piccolo antiquariato e l’impressione è quella di arrivare nella casa dei “nonni toscani”.

Continua la saga di Kurniawan il super falsario del vino

Dopo aver riempito il mercato di Pétrus e Romanée Conti falsi, ha provato a mettere nel sacco anche la giustizia americana che lo aveva messo in prigione

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Ruby Kurniawan era diventato miliardario vendendo bottiglie costosissime in parte forse autentiche, ma in parte sicuramente false. Era nato a Jakarta, in Indonesia, nel 1976 e nel 1998 era arrivato in USA con un visto per studenti. Nel 2000 già iniziava a commerciare vini rari fingendosi un ricco e raffinato esperto. E’ arrivato a comprare bottiglie per 10 milioni di Dollari in una sola asta e a vendere lotti con prezzi da capogiro come le 6 bottiglie di Bonnes Domaine Georges Roumier del 1923 per 95.000$.

Peccato però che questo vino sia stato messo in bottiglia per la prima volta 1924!
Per Ruby i guai cominciarono nel 2007 quando mise all’asta alcune magnum di Château Le Pin 1982. Sfogliando il catalogo della vendita Cristie’s, i titolari della cantina si accorsero della truffa e avvertirono la casa d’aste <<queste bottiglie sono false>>. Cristie’s ritirò il lotto dalla vendita e cominciò a indagare. Anche Soteby’s altra casa d’aste di fama mondiale, iniziò le indagini e venne fuori un’altra truffa di Ruby sulle magnum di Château Lafleur 1947. Nel marzo 2012 gli agenti dell’FBI perquisirono la sua villa in California trovando tutto l’occorrente per falsificare etichette, capsule, tappi, bottiglie, cartoni ….

Prezzi delle ville con vigna, le più care a Montalcino

Le chiamano Lifestyle Vineyard e sono grandi ville con piscina e cantina, quelle italiane più care sono nel Brunello e nel Chianti Classico senese

la casa dei sogni nel territorio del vino

la casa dei sogni nel territorio del vino

Di Donatella Cinelli Colombini

La casa in campagna dei sogni è un edificio storico con almeno 4 camere da letto, piscina, parco, vigneti e cantina; meglio se in futuro è possibile realizzarci un bed and breakfast. Secondo il Global Vineyard index del colosso Knight Frank (335 uffici nel mondo) le proprietà di questo tipo in Chianti Classico e Brunello sono cresciute di valore rispettivamente del 12 e del 4% nel 2014. Si tratta dunque di investimenti capaci di dare prestigio al nuovo vignaiolo ma anche di garantirgli un bel gruzzoletto in caso di vendita. Infatti, secondo il rilevamento Assoenologi dello scorso anno, la crisi

Montalcino

Montalcino

non ha intaccato il valore dei vigneti, che anzi è cresciuto del 20% mentre il prezzo dei terreni agricoli calava. Il prezzo attuale dei vigneti varia, secondo La classifica di WineNews, dai 550.000 euro l’ettaro dell’Alto Adige e dai 500.000€ dell’Amarone fino ai 35.000€ della media nazionale. Il Barolo e Montalcino costano da 350 a 330.000€ l’ettaro. Il prezzo dei casali arriva invece dal portale www.idealista.it, nelle zone più reputate è di 3.154€ il metro quadro con possibilità di incremento nel caso l’edificio sia un castello o una villa monumentale.

Temperatura e racconti nel marketing del vino

Le neuroscienze applicate al vino. Gli esperimenti di Neurexplore sul riscaldamento degli ambienti di vendita e i racconti diventano indicazioni utilissime 

calore vino e amicizia

calore vino e amicizia

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne
La temperatura calda aumenta la socialità e la valutazione degli individui sui prodotti. Non è un’opinione ma un dato scientifico che arriva da Neurexplore un centro di analisi e supporto al marketing di Trento specializzato in neuroscienze applicate alle decisioni di acquisto.

raccontare

raccontare

Il calore fisico attiva il calore emotivo che viene trasferito sui prodotti e sulle persone suscitando valutazioni migliori, in altre parole le cose sembrano più belle e più buone, ma non solo, anche le persone appaiono più affidabili e dunque cresce la propensione a seguire i consigli di altri o adeguarsi all’opinione collettiva … persino nelle scommesse. Si tratta di un “effetto spillover” per cui una condizione favorevole di temperatura ne genera un’altra di crescita della socialità e degli acquisti. Ovviamente questo effetto non è illimitato e non aumenta fino a temperature da deserto africano.

Le regole del vino in tavola, i segreti di Donatella

Non aspettate le grandi occasioni per bere i vostri vini nel modo giusto, fatelo sempre e non solo con le grandi bottiglie. Questi i consigli di Donatella Cinelli Colombini.

 

Di Donatella Cinelli Colombini 

Tavola apparecchiata

Tavola apparecchiata

CONTROLLA L’ODORE DEI BICCHIERI

Moltissimi mobili contaminano i bicchieri, basta che sia stata usata una colla, un anti tarlo, uno sbiancante del legno … e il bicchiere trasmetterà al vino il terribile odore di tappo. Prima di apparecchiare versate del vino in un bicchiere e annusatelo. Se ha il terribile TCA – odore di segatura – lavate i bicchieri con acqua e sapone inodore. Mi raccomando questo elemento: inodore. I bicchieri vanno sempre lavati con saponi neutri altrimenti danno al vino un aroma di lavanda o mela che è ancora peggio dell’odore di tappo.

Gli aromi presenti nel bicchiere sono inavvertibili quando è vuoto o contiene acqua ma si scatenano a contatto con il vino. L’odore killer viene dal cloro quindi può provenire anche dalla candeggina dell’igienizzante. Attenzione!

 

Decanter

Decanter

SCEGLI IL BICCHIERE GIUSTO

Rimando a una precedente occasione l’analisi del bicchiere giusto per le differenti tipologie di vino. Qui basta ricordare che i bicchieri devono essere calici di cristallo bianco e senza incisioni. Esistono anche dei “cristalli sonori” più robusti, leggermente più spessi del cristallo tradizionale. A me non piacciono ma sono convenienti. Se volete contenere le spese puntate su materiali di nuova concezione come il luxion; i bicchieri sono quasi indistruttibili e non si opacizzano in lavastoviglie. Per chi, come me, odia lavare i bicchieri a mano sono il massimo.

 

Campai brindiamo con il Brunello in Giappone

Tokyo, due aspetti dello stesso racconto: il mondo del vino superprofessionale e quello del turista curioso che va dove i normali visitatori non vanno 

Di Donatella Cinelli Colombini

IL VINO ITALIANO IN GIAPPONE E LE DIFFICOLTA’ PRATICHE

Tokyo prima sera di donatella e Violante

Tokyo Donatella e Violante con Mitsuyuki Umevawa

Il Giappone è il 6° Paese importatore di vino italiano, ci sono 10.000 ristoranti italiani ma, a differenza di molte nazioni estere, hanno solo personale giapponese e non italiano, sono proprio i cuochi e i sommelier locali che vengono da noi per imparare e poi tornano nella loro terra natale per lavorare. C’è anche una giovane maitre-sommelier che ha lavorato all’Enoteca Pinchiorri e parla perfettamente la nostra lingua.
Io e Violante Gardini siamo in Giappone, per la seconda volta in due anni, perché questo Paese ci piace e vogliamo che diventi uno dei nostri mercati esteri più forti.

cucina giapponese

cucina giapponese

Ma l’avventura giapponese inizia maluccio. Arrivati in treno a Tokyo dall’aeroporto, scopriamo che ci sono 8 Hotel Principe e noi siamo in quello nella zona della movida e delle luci rosse, mamma mia! Ha camere piccolissime e senza armadio per cui dobbiamo tenere tutti vestiti nelle valige chiuse altrimenti non riusciamo ad entrare in bagno. C’è da chiedersi come fanno i giapponesi ad aprire i loro enormi bagagli. L’unica cosa davvero apprezzabile sono i wc con sedile riscaldato e ogni sorta di accessori, compreso la profumazione a spruzzo. Tuttavia l’agenzia che ha organizzato il viaggio riceve tutti i nostri peggiori pensieri.
Con qualche telefonata in Italia, anche il nostro amico importatore Mitsuyuki Umevawa riesce a trovarci, meno male, ma la cena prenotata va in fumo e quindi mangiamo il sushi in un posto nei dintorni.

Esiste una valutazione obiettiva del vino?

Il giudizio sul vino dipende solo dal vino? No. Anche gli esperti sono influenzati dal luogo di origine e dal nome sulla bottiglia, così come tutti

 

Assaggio bendato

Assaggio bendato

Di Donatella Cinelli Colombini

Si tratta di neuroscienze e di sperimentazioni fatte da specialisti, non dell’opinione degli amici del bar. Accantonarle come fossero banalità è sbagliato.

Qualche anno fa due diverse indagini – in Svezia e in USA- provarono che l’alto prezzo fa sembrare il vino più buono, soprattutto alle donne. Ora i ricercatori si sono di nuovo messi in moto per capire se una diversa origine del vino spinge, chi lo assaggia, a trovarlo migliore e addirittura a pagarlo di più. La risposta è SI anche quando si tratta di esperti che dovrebbero basarsi solo su vista, olfatto e gusto, le percezioni risultano condizionate dalle aspettative.

L'origine influenza la percezione

L’origine influenza la percezione

Questa volta l’indagine è nostrana, effettuata da un centro di ricerca e consulenza su neuro-marketing e economia comportamentale di Trento che si chiama Neurexplore. E’ stata segnalata dal sito Teatro Naturale e, a noi che lavoriamo nel vino, fa l’effetto del Re nudo, tutti lo sanno ma nessuno lo dice. O almeno pochi lo dicono, perché gli esperti di marketing sostengono, da anni, l’opinione che nel vino gli elementi immateriali valgano due terzi della percezione di valore e qualità.

Vino, il valore creato nella vigna si perde per strada

La Bocconi promuove vigneti e cantine italiane ma boccia il marketing e la comunicazione del vino. Il dopo Expo promette bene per il padiglione vino

Rea, Acuri, Boscaini, ICE, Zonin, Bocconi SDA

Rea, Acuri, Boscaini, ICE, Zonin, Bocconi SDA

Di Donatella Cinelli Colombini vignaiola di Brunello

Cronaca di una mattinata in prima fila soffrendo nell’ascoltare una diagnosi ben nota sul vino che ancora non ha una cura.
Il Professor Andrea Rea “wine management Lab” della SDA Bocconi descrive la situazione del vino italiano come un sorriso storto. Il lato della bocca in cui si crea maggior valore è la vigna e la cantina. Sul lato opposto della bocca c’è la parte in cui questo valore va perduto. Purtroppo, noi italiani siamo più bravi a produrre uva e vinificarla che nelle strategie di mercato e comunicazione e dunque la bocca non ha un bel sorriso, bensì una

Taste of Italy Expo

Taste of Italy Expo

smorfia perché al consumatore non riusciamo a portare la stessa percezione di valore che abbiamo fabbricato nella vigna.
Brutto ma vero.
Anche se in questo momento le condizioni per giocare una partita vincente ci sono: i consumatori millennials che hanno trent’anni o giù di li, amano il piccolo e diverso, per cui la parcellizzazione del vino italiano in migliaia di etichette cessa di essere un problema e diventa un’opportunità come ha giustamente osservato Domenico Zonin Presidente Unione Italiana Vini.

Wine wedding matrimonio di vino alla Fattoria del Colle

Novità 2015: addio al nubilato con profumi da seduzione e cucina erotica. Per gli sposi una luna di miele da sogno con la vinoterapia e la camera del Granduca

Matrimonio alla Fattoria del Colle aperitivo

Matrimonio alla Fattoria del Colle aperitivo

Alla Fattoria del Colle, in Toscana, la festa di matrimonio comincia prima e finisce dopo: prima con la sposa e le sue amiche nel magico mondo dei profumi d’autore e della cucina afrodisiaca. Dopo con una luna di miele nella camera costruita per il Granduca di Toscana e la sua amante Isabella e poi nella zona benessere con la vinoterapia e il massaggio di coppia.
Al centro della festa la cerimonia e il banchetto di nozze (aperitivo, banchetto e taglio della torta) con il ballo finale. Una giornata da sogno che ogni coppia decide seguendo il suo cuore perché sia un evento unico e diverso da ogni altro. La Fattoria del Colle è

Matrimonio in fattoria del Colle, pranzo

Wedding in Tuscany fattoria del Colle, pranzo

un piccolo borgo autentico circondato da vigneti e uliveti. I grandi spazi permettono agli sposi di scegliere fra numerose location ogni momento della festa. Da quest’anno la fattoria è attrezzata con due nuovi tendoni per scongiurare ogni inconveniente legato al maltempo ( da pagare e concordare a parte).
Al centro di tutto i grandi vini delle cantine Casato Prime Donne a Montalcino e Fattoria del Colle di Trequanda: Brunello, Chianti superiore e Orcia Doc. La villa cinquecentesca, il boschetto e i parchi con le piscine, il ristorante e la sua terrazza panoramica, gli appartamenti arredati con mobili antichi (101 posti letto) …. sono una cornice autentica che conferisce al matrimonio solennità e intimità, raffinatezza e semplicità.
Nella Cappella di San Clemente, nei punti panoramici e presso il tabernacolo del boschetto è possibile allestire una cerimonia nuziale molto suggestiva con altare, musica e sedie per gli invitati (da concordare). 

                                                                       
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