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Benvenuto Brunello bello ma sempre uguale

Il Brunello festeggia i 50 anni dalla DOC  con un grande 2011 e una super riserva 2010 ma deve rinnovare le iniziative e soprattutto Benvenuto Brunello

BENVENUTO-BRUNELLO-2016-CENA-DI-GALA-SOMMELIER-AIS

BENVENUTO-BRUNELLO-2016-CENA-DI-GALA-SOMMELIER-AIS

Di Donatella Cinelli Colombini

Vini strepitosi, ogni anno il numero delle eccellenze enologiche aumenta nel Brunello come in una squadra olimpica dove ognuno cerca di battere il record del compagno. I vini di Montalcino si confermano in piena salute e in piena corsa verso i successi internazionali. Un 2011 Brunello con una qualità superiore alle aspettative e una bevibilità che sarà l’acceleratore del suo successo nella ristorazione internazionale. Il trecentesco convento di Sant’Agostino, che diventerà presto sede del Consorzio del Brunello, è una cornice perfetta per l’assaggio dei grandi rossi di questo territorio.

ALESSANDRO-REGOLI-GIULIO-SALVIONI-RICCARDO-ILLY-ANDREA-MACHETTI

IRENE-CHIARI-ALESSANDRO-REGOLI-GIULIO-SALVIONI-RICCARDO-ILLY-ANDREA-MACHETTI

In occasione di Benvenuto Brunello 2016 i due chiostri del convento hanno ospitato le degustazioni dei giornalisti -assistite dai sommelier- e i banchi dei produttori in cui era possibile sentire i vini e le spiegazioni  su ciascuna bottiglia. Meno bene la cena di gala. All’arrivo una fila esagerata davanti al guardaroba. Kerin O’Keefe del Wine Enthusiast, che era proprio davanti a me, si è spazientita <<se avessi immaginato una cosa simile sarei venuta alle nove>>. Ma anche chi ha saltato la fila non è stato più fortunato. Nel primo chiostro c’era Riccardo Illy <<il presidente del Consorzio Bindocci ci ha detto di tenere i cappotti ma non riusciamo a entrare nella sala degli aperitivi, c’è troppa gente>> e con le mani occupare sarebbe stato quasi impossibile prendere un calice.

E il Brunello di Montalcino 2011 si scopre grande

Fra lo sbalordimento generale il Brunello di Montalcino 2011 piace quanto e forse più della leggendaria annata 2010

Brunello di Montalcino 2011 e 2010 degustazione di Luciano Pignataro

Brunello di Montalcino 2011 e 2010 degustazione di Luciano Pignataro

Di Donatella Cinelli Colomini 
Tutto è iniziato il 22 gennaio quando Luciano Pignataro, geniale e trasgressivo come sempre, pubblica un articolo intitolato “Brunello di Montalcino: la 2011 è meglio della 2010. Degustazione alla cieca di 44 campioni”.
Il gruppo di assaggiatori è di altissimo livello: Fabio Casamassima, Luciano Di Lello, Antonio Di Spirito, Daniele Moroni,Gianmarco Nulli Gennari, Andrea Petrini, Giuseppe Picconi, Luciano Pignataro, Stefano Ronconi, Fabrizio Russo, Maurizio Valeriani.
Ambiente informale, tovaglia a quadretti e quella che poteva sembrare una zingarata si rivela invece una genialata. Perché fra lo sbalordimento generale i Brunello di un’annata 4 stelle, senza attese da parte dei mercati internazionali come la 2011, risulta mediamente meglio di quelli 2010 esaltati dalla critica e dai buyer di tutto il mondo. In assaggio tutti i Brunello più noti Biondi Santi compreso. Solo in 8 casi, compreso il mio e quello della più celebre cantina montalcinese, il 2010 ha battuto l’annata più recente ma comunque le distanze erano minime e il livello generale altissimo.

Brunello 2011 e Brunello 2010 degustazione Luciano Pignataro

Brunello 2011 e Brunello 2010 degustazione Luciano Pignataro

A riconfermare il giudizio arrivano, il 29 gennaio, le valutazioni di Walter Speller super – assaggiatore del wine blog della più celebre Master of Wine Jancis Robinson. In questo caso possiamo confrontare i Brunello “selezione” 2011 e la riserva 2010 cioè i vini in cui tutte le cantine si impegnano al massimo nella qualità. Anche qui i giudizi sono molto molto vicini e dire che la riserva 2010 è piaciuta molto a Speller che ha dichiarato a MontalcinoNews <<è veramente una Riserva di qualità come non la vedevo da molti anni>>

Perché sposarsi al Colle è più bello

Abbiamo organizzato il matrimonio di campioni mondiali di sport, registi cinematografici,  finanzieri con invitati di 16 nazionalità diverse … e ognuno ha detto <<sposarsi al Colle è più bello>>

Di Sara Mazzeschi, Fattoria del Colle

Sposi a fattoria del Colle

Sposi a fattoria del Colle

Perché a tavola ci sono Brunello e altri vini con premi internazionali, perchè il taglio della torta è nel boschetto con le luci dello scenografo di “4 matrimoni e un funerale”, perchè la luna di miele è nella camera del Granduca di Toscana, perché i panorami sono i più belli del mondo e perché la Fattoria del  Colle è un luogo autentico, con quattrocento anni di nobile storia e un matrimonio ha bisogno di una cornice vera come l’amore degli sposi.

Ho preso parte a cerimonie in tutta Italia ma non c’è niente da fare , sposarsi in Toscana è insuperabile! Infatti , dati alla mano, è tra le mete più ricercate e negli ultimi tempi  ville, castelli e casali che si offrono come possibili location sono spuntate come funghi.  Fattoria del Colle, nel Sud di Siena, dove organizzo matrimoni da anni ha visto decine e decine di coppie richiedere la perfezione per il loro Giorno e mai questo luogo antico e magico ha deluso.  Ma perché sceglierlo? Perché sposarsi qua è più bello?

Il successo di BuyWine 2016 e l’addio a ToscanaPromozione

L’edizione 2016 di BuyWine collegata alle Anteprime dei vini Toscani, è stata un successone. Piccole Doc e piccoli produttori contenti, Orcia compresa

BuyWine-2016

BuyWine-2016

Di Donatella Cinelli Colombini

Questa è una storia agro-dolce molto italiana, una storia che mi auguro avrà un lieto fine e riguarda il vino toscano, quello meno conosciuto, quello delle piccole denominazioni e delle piccole cantine familiari. E’ la storia di BuyWine 2016.
BuyWine è un workshop che fa incontrare importatori di tutto il mondo alle aziende toscane del vino di ridotte dimensioni, cioè quelle che hanno maggiore difficoltà a internazionalizzarsi. L’edizione 2016 era

BuyWine-2016-a-San-Quirico-con-la-DOC-Orcia

BuyWine-2016-a-San-Quirico-con-la-DOC-Orcia

rimasta in dubbio fino a ottobre con i piccoli consorzi che spingevano perchè fosse fatta e la Regione Toscana che tagliava risorse e eventi. Alla fine il nuovo assessore all’Agricoltura Marco Remaschi ha preso il coraggio a due mani e l’ha approvata.  ToscanaPromozione, l’agenzia della Regione Toscana per la promozione e il marketing, ha fatto un’autentica rincorsa per recuperare i mesi di ritardo. Incredibile ma vero, il 12-16 febbraio sono arrivati in Toscana 240 buyer da 36 Paesi esteri, ancora più selezionati degli anni scorsi. Metà di loro era alla sua prima partecipazione a BuyWine e tutti con una gran voglia di fare affari e scoprire le denominazioni più nuove e piccole.

Il prezzo giusto del vino al ristorante

La bottiglia viene ricaricata di oltre 2 volte e mezza mentre il vino al bicchiere di oltre 5 volte. Nessuno scandalo è il consiglio degli gli studi di settore

La Ciau ristorante cantina

La-Ciau-ristorante-cantina

Di Donatella Cinelli Colombini,  Casato Prime Donne

Per il normale cliente che pranza al ristorante gustandosi una buona bottiglia è forse difficile capire che il giusto prezzo di quel vino è quasi tre volte il valore pagato alla cantina in cui è stato prodotto. Un calcolo che spesso risulta indigesto anche ai produttori << ma come >> dicono <<dopo tutta la fatica che ho fatto in vigna e in cantina a me arriva solo qualche spicciolo>>. Eppure anche i famigerati “studi di settore” con cui vengono calcolati i presunti fatturati delle imprese, indicano il ricarico minimo in due volte e mezzo il prezzo di acquisto del vino IVA esclusa. Questo significa che, secondo i calcoli di SlowFood una bottiglia da 10€ (senza IVA al 22%) arriva nel conto del cliente a 27,5 (Iva al 10% inclusa). I motivi che giustificano un simile ricarico sono nella necessità di immagazzinare decine e, in certi casi migliaia di bottiglie, per offrire al cliente una buona carta dei vini. Anche la presenza di personale competente nella scelta e nel sevizio dei vini, costa molto. Così come costano i calici di cristallo per gustarlo nel migliore dei modi, l’arredo della sala e tutte le azioni messe in atto dal ristorante per farsi conoscere e calamitare clientela. Ecco dunque che anche il questa ultima fase del suo percorso, il vino si addiziona di costi che inevitabilmente vanno a finire nel conto del cliente.

Dall’Istria a Trieste con Quochi di Quore

Santo Versace, Andy Luotto, la famiglia Illy e la loro fabbrica di caffè, la cena Quochi di Quore, l’Istria che sbalordisce tanti volti di un solo week end

Quochi di Quore 2016 Trieste con Rossana Illy

Quochi-di-Quore-2016-con-Rossana-Illy-Santo-Versace-e-Donatella-Cinelli-Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini
A Cittanova – Novigrad in Croazia o meglio in Istria, come ribadisce il sindaco, per una lezione sul turismo del vino e una cena con Chianti Superiore, Orcia Doc e Brunello. Comincio la conferenza parlando molto lentamente con frasi semplici ma dopo mi accorgo che gli imprenditori davanti a me parlano italiano meglio di me anche se con spiccato accento veneto. Che figura! Sono in gamba, brillanti, concreti e con una gran capacità di fare questi italiani che hanno cambiato nazionalità 3 volte rimanendo attaccati all’Italia. A cena

Glauco_Bevilacqua-e-il-sindaco-di-Cittanova

Glauco_Bevilacqua-e-il-sindaco-di-Cittanova

i vini hanno un successo strepitoso, soprattutto il Chianti Superiore, più immediato del Brunello ma altrettanto armonico. Alla fine il mio amico Glauco Bevilacqua organizzatore dell’iniziativa è raggiante <<vogliono venire tutti in Toscana>> mi dice. Bella gente!
Finalmente una domenica da turisti sulla costa io e mio marito Carlo Gardini da soli, per vedere la meravigliosa cattedrale di Parenzo e i suoi mosaici bizantini

Rovigno-Cattedrale

Rovigno-Cattedrale

mozzafiato. A Rovigno rimaniamo sbalorditi dalla qualità dei locali. Forse un pochetto anonimi ma di alta classe con tanti clienti russi ricchi. Ci chiediamo <<non è che questi Croati creano la nuova Forte dei Marmi?>>.
A Trieste per “Quochi di Quore” serata organizzata da Rossana Bettini Illy per finanziare Operation Smile, Onlus presieduta da Santo Versace, che paga gli interventi chirurgici sui bambini che non possono sorridere e mangiare perché affetti dal labbro leporino.

La ripresina dell’italietta è astemia

La metà delle donne italiane non beve alcolici e il nostro Paese è il secondo in Europa per numero di astemi. Italia è invece primo per palestre, 12.000

consumo di vino a tavola

consumo di vino a tavola

di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

In Europa solo il Portogallo (42%) ha più astemi dell’Italia dove quelli che non bevono bevande alcoliche, da oltre un anno, sono il 37%. Negli ultimi dieci anni il numero dei bevitori è sceso, da noi, del 13%. Bevono soprattutto i maschi e gli abitanti delle città, con percentuali maggiori nel Nord Est. Un italiano su 5 beve alcolici tutti i giorni ma crescono i consumi saltuari fuori

Le bevute fuori pasto sono soprattutto maschili

Le bevute fuori pasto sono soprattutto maschili

pasto e, soprattutto fra i giovani e fra chi ha un titolo di studio elevato, gli alcolici stanno diventando un occasionale complemento della socializzazione. La bevanda più apprezzata è il vino, prediletto dall’85% dei bevitori abituali di alcolici ma la birra cresce nei consensi. Nei supermercati perde appeal il vino comune e cresce l’interesse per i DOC-DOCG.
Andando più nel profondo sulle differenze fra consumi maschili e femminili di bevande alcoliche vediamo che la forbice è molto ampia per quanto riguarda i bevitori quotidiani (77% maschi e 50% femmine) mentre è più stretta per i consumi saltuari (43% M 39% F).

La prima accoglienza nelle cantine turistiche 

Quanto contano, fiori, prati, tavoli e sedie da giardino, parcheggi, cartelli … per dare una buona impressione e una buona accoglienza nelle cantine aperte

Montalcino-Brunello-CasatoPrimeDonne-AnticaVignaiola

Montalcino-Brunello-CasatoPrimeDonne-AnticaVignaiola

Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Avete presente il detto <<la prima impressione è quella che conta>>? E anche l’aforisma di Oscar Wilde <<Non avrai una seconda occasione di fare una prima buona impressione>>?
Il primo giudizio è quello che si imprime più a lungo nella mente e con più difficoltà viene sovvertito; questo vale sia per le persone che per i luoghi e quindi anche per le cantine aperte al pubblico. Durante i miei sei viaggi nelle cantine sudafricane (alla ricerca di una partnership che poi non ci fu), rimanevo sempre colpita dalla cura della zona di ingresso. Ortensie fiorite, gerani enormi, alberi, prati perfettamente rasati, siepi …. Tutto aveva un carattere ordinato e piacevole, quasi un “effetto cartolina” tanto era accattivante il colore. A volte l’esterno era persino più bello delle cantine ed io mi chiedevo come mai in Italia avvenisse quasi sempre l’opposto. Credo sia opportuno imparare dai colleghi sudafricani che hanno iniziato a sviluppare il

South Africa Cape winelands

South Africa Cape winelands

turismo del vino prima di noi italiani e riescono a portare in azienda il 70% degli stranieri che arrivano a Città del Capo per vacanza. L’esterno della cantina è dunque molto importante e deve essere curato con attenzione dando ai visitatori una prima impressione positiva senza snaturare l’identità dei luoghi. Evitiamo dunque lo stile villa provenzale ma facciamo il possibile affinché i nostri olivi centenari, le essenze tipiche del nostro bosco, i fiori … diano il benvenuto ai wine lovers.

Quando la degustazione in cantina diventa un’attrazione

Barrel tasting, degustazioni itineranti, assaggi con la musica, minilezioni,, brindisi nelle vigne fra le tante degustazioni proposte dalle cantine turistiche

Brunello-e-panorami-Fattoria-del-Colle-Agriturismo-in Toscana

Brunello-e-panorami-Fattoria-del-Colle-Agriturismo-in Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini
In alcuni casi le degustazioni turistiche originano delle vere e proprie attrazioni che connotano una cantina, in altri casi sono al centro di eventi e quindi vengono ampliate con la presenza di grandi esperti e di grandi infrastrutture ma sicuramente all’estero questo genere di proposta è più sviluppata che in Italia. Basta vedere i premiati 2015 – quasi tutti stranieri- del Drinks International’s Wine Tourism Awards che ha usato una giuria di PR, comunicatori e wine educator per valutare le nuove proposte internazionali privilegiando quelle dove il contenuto educativo e gastronomico è più rilevante. E’ evidente che molte

Giocando al piccolo enologo Fattoria del Colle Toscana

Giocando al piccolo enologo Fattoria del Colle Toscana

cantine hanno messo in campo risorse enormi e c’è un gran numero di idee innovative. Fra i vincitori troviamo la cilena Viu Manet che, oltre le passeggiate in calesse fra i vigneti, offre una scuola di vino per i giovani comprensiva di degustazioni in cui gli aspiranti wine makers provano a comporre un blend unendo vini di vitigni e vigneti diversi.
Una degustazione stile “giochiamo al piccolo enologo” che, per altro, fa parte anche dell’offerta turistica della mia Fattoria del Colle, ed è sviluppata anche dalla società francese Cinéréa. Questa agenzia propone eventi basati sull’oenoludisme cioè sul vino come intrattenimento. La produzione del proprio vino fa parte delle esperienze della “ Wine making academy” dove una degustazione bendata diventa un team building perché i partecipanti lavorano in gruppo.

I vini più cari del mondo nel 2015

La classifica di Wine Searcher sui 50 vini più cari del mondo. 39 francesi, 10 vini tedeschi, uno statunitense, nessun italiano e sul trono Romanée Conti

Donatella Cinelli Colombini,  Montalcino, cantina Casato Prime Donne

 

Wine Searcher è il portale più consultato del mondo da chi sta per comprare una bottiglia di vino perché fornisce i prezzi di 7.931.211 etichette in 55.888 rivendite di tutto il mondo, dalle grandi catene alle boutique più esclusive. Per questo moltissimi wine lovers hanno la sua app nel telefonino e prima di comprare una bottiglia inquadrano l’etichetta e ottengono da Wine Searcher il suo prezzo in tutte le parti del mondo.
La classifica delle bottiglie più care è dunque più che attendibile e nel 2015 riserva la solita doccia fredda a noi italiani. Nessun vino fra i primi 50. C’è Romanée Conti sul gradino più alto del podio con il suo Conti Grand Cru che ha un prezzo medio, delle ultime annate, di 13.007 Dollari ma può arrivare anche a 53.151 (fate attenzione agli spiccioli mi raccomando!). Seguono Egon Muller-Scharzhof Scharzhofberger Riesling Trockenbeerenauslese della regione della Mosella in

Germania e Domaine Laflaive Montrachet Grand Cru, Cote de Beaune in Francia rispettivamente al prezzo medio di 8.108 e 5626 $.
Romanée Conti svetta anche fra i prezzi più cari richiesti dai TOP 50 e oltre al primo classificato c’è il suo Romanée Saint Vivant Grand Cru in vendita a 47,999$. Immaginatevi quanto costa un piccolo assaggio e fatevi venire l’acquolina in bocca.
Colpiscono due cose: la quasi totale sparizione dei vini di Henri Jayer presente in classifica solo all’ottavo posto con il buonissimo Echezeaux Grand Cru mentre il suo monumentale Richebourg è addirittura scomparso. Evidentemente dopo la mostre del grande Henri, nel 2006, non si è riusciti a dare continuità al suo mito. Peccato!

Wine&Siena primo evento nazionale 2016 del vino

Inaugurando Wine&Siena Helmuth Köcher presidente e fondatore del MeranoWine Festival ha detto <<faremo di Siena la Bordeaux italiana>>

Wine&Siena 2016 Siena Monte dei Paschi di Siena

Wine&Siena 2016 Siena Monte dei Paschi di Siena

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino

<<Come a Bordeaux>> ha spiegato Köcher <<intorno a Siena c’è un territorio vitivinicolo fra i migliori del mondo e Wine&Siena sarà l’evento annuale che richiamerà qui operatori e collezionisti internazionali. Nel futuro diventerà più importante di quello di Merano>>. Un progetto ambizioso che ha trovato il sostegno entusiasta di Stefano Bernardini della Confcommercio e di tutte le autorità cittadine ma soprattutto del Banca Monte dei Paschi di Siena. Ed ecco che il vino

Wine& Siena Social team di #sienaMWF con Violante Cinellicolombini Jr e il Brunello Prime Donne

Wine& Siena Social team di #sienaMWF con Violante Cinellicolombini Jr e il Brunello Prime Donne

entra nella Rocca Salimbeni, la più antica banca del mondo, fondata nel 1472 e rimasta per oltre cinquecento anni nello stesso imponente edificio. Con Wine&Siena la direzione generale MPS si è riempita di vino: i tavoli da degustazione erano ovunque, nell’atrio a piano terra dove ci sono i documenti storici e la prima cambiale, nei corridoi, nella loggia e nella splendida scala elicoidale progettata da Spadolini. Il Brunello era al posto d’onore, nel salone all’ultimo piano dove usualmente i banchieri parlano di finanza. Fa un certo effetto essere in quello spazio pieno di opere d’arte con enormi trifore gotiche sui tetti della città.
<<Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva, si gusta, si sorseggia e… se ne parla>> disse EDOARDO VII. Una frase che ha legato, come un fil rouge, le 150 cantine selezionate dagli organizzatori di Merano e arrivate qui da tutta Italia.

Le degustazioni nelle cantine turistiche 1° parte

Le degustazioni principali offerte dalle cantine aperte al pubblico sono due: informale al banco di vendita e seduti a tavola per l’assaggio guidato

Banco di vendita e degustazione Montalcino Casato Prime Donne

Banco di vendita e degustazione Montalcino Casato Prime Donne

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne 

Poi ci sono le degustazioni itineranti, gli assaggi con la musica, le minilezioni di degustazione, i brindisi nelle vigne e tante varianti che, a volte si collegano ad eventi e, soprattutto all’estero, assumono la forma di attrazioni a sé stanti proprio per la loro particolarità.
Cominciamo dunque dalle due tipologie base:
• assaggio al bancone preliminare all’acquisto
• degustazione guidata
Un piccolo assaggio è utile a orientare gli acquisti del turista del vino. Per

Sala da degustazione Montalcino Casato Prime Donne

Sala da degustazione Montalcino Casato Prime Donne

effettuarlo vengono generalmente usati bicchieri da degustazione piccoli e robusti come quelli dei corsi da sommelier. Le cantine aperte al pubblico che vogliono fare buoni affari devono tenere presso il banco di vendita una buona scorta di calici, una sputacchiera e le bottiglie per l’assaggio. In genere questa degustazione è piccola e gratuita.
Ovviamente il vino deve presentarsi al meglio e quindi bisogna che la temperatura sia ottimale e non ci siano ossidazioni. Per chi non ha un wine dispenser tipo Enomatic consiglio di attrezzarsi almeno con un frigo da vino e usare subito dopo ogni somministrazioni, i tappi a estrazione di ossigeno (quelli con le pompette).

Le bollicine di Pinot Noir battono Alzheimer

La scoperta del Professor Spencer fa saltare di gioia i produttori di Champagne perché le loro preziose bollicine mantengono giovane il cervello

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino Casato Prime Donne

krug Champagne

krug Champagne

300 fortunati volontari stanno bevendo un bicchiere di Champagne tre volte la settimana per vedere se le loro cellule celebrali si mantengono più vive dei 300 volontari meno fortunati, che invece non lo bevono. L’esperimento fatto con i ratti ha dato risultati spettacolari dopo sole sei settimane: i topi consumatori di Champagne manifestavano un aumento del 200 per cento delle proteine utili alla memoria. Il professor Jeremy Spencer dell’Università di Reading ha dunque pensato di replicare la prova sugli umani con una sperimentazione di 3 anni. Pare che le

Pinot Noir per lo Champagne

Pinot Noir per lo Champagne

sostanze con effetti benefici siano i polifenoli presente nel Pinot Noir e Pinot Meunier cioè nelle uve nere usate per le preziose bollicine francesi. L’invecchiamento cellulare che provoca la perdita della memoria inizia a 40 anni e continua fino agli ottanta. La così detta demenza senile dei vecchietti che dimenticano dove hanno messo le cose appena comperate oppure dove sono stati al mattino. Proprio questa smemoratezza apparirebbe curabile con lo Champagne e non si è mai vista cura più apprezzata anche perché Spencer ha detto di iniziarla più precocemente possibile. Che bellezza!

Wine&Siena, ci saremo anche noi

Il 30 e 31 gennaio Wine&Siena sarà la passerella delle bottiglie italiane di qualità che attirerà tanti buyer e wine lovers ansiosi di assaggiarle in anteprima

Di Donatella Cinelli Colombini, Casato Prime Donne

150 cantine selezionate dal MeranoWineFestival all’intero panorama enologico italiano fra cui spicca uno squadrone di quasi cento produttori toscani che offriranno una sorta di “anteprima” delle anteprime.
Quasi una passerella di novità che batte sul tempo e di soli 10 giorni, le grandi kermesse “istituzionali” in programma a Firenze, Montalcino, Montepulciano e San Gimignano. Un’anteprima riservata a poche aziende selezionate dai degustatori del MeranoWineFestival e forse proprio per questo, più attraente agli occhi di professionisti e appassionati. Della serie <<l’ho assaggiato per primo>>.

Continental Siena Sede di Wine&Siena

Continental Siena Sede di Wine&Siena

Tante cantine famose e qualche azienda “da scoprire” provenienti da Toscana Alto Adige, Veneto, Piemonte, Lombardia, Abruzzo, Marche, Friuli e Slovenia. Ci saranno anche i vini di Donatella Cinelli Colombini presentati da Violante Gardini: Brunello e Brunello Prime Donne 2011, Brunello Riserva 2010, Cenerentola Doc Orcia.
Per Siena la degustazione che avrà luogo a Rocca Salimbeni sede storica del Monte del Paschi e al Grand Hotel Continental, è un’occasione importantissima per rilanciarsi come capitale del vino di qualità. Un’opportunità capace di dare ossigeno al turismo e presentare la città del Palio come vetrina del suo straordinario territorio viticolo forte di 5 DOCG.

                                                                       
Cinelli Colombini
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