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Cantine aperte 2016 al Casato Prime Donne

Tutti in movimento per Cantine aperte 2016 con l’itinerario enomusicale di 4 vini accompagnati da musiche e gastronomia , domenica alle 16 Sigaro Toscano

Cantine aperte Casato Prime Donne Montalcino

Cantine aperte Casato Prime Donne Montalcino

Domenica 29 maggio Cantine aperte 2016, al Casato Prime Donne di Montalcino gli invitati d’onore saranno i wine lovers in Vespa a cui sarà riservato anche uno sconto sulla bottiglia che ha ottenuto i più alti punteggi sulla stampa internazionale, il Brunello Riserva 2010 premiata con 97/100 da parte della super rivista di vino Wine Spectator .
Il Casato Prime Donne di Montalcino azienda di Donatella Cinelli Colombini ideatrice di Cantine aperte, e della presidente toscana del Movimento Turismo del vino, sua figlia Violante Gardini, offrirà ai visitatori un’esperienza straordinaria: un percorso in 4 tappe con l’assaggio di Chianti Superiore, Rosso di Montalcino, Brunello e Passito ascoltando i brani scelti in

Cantine aperte in Vespa

Cantine aperte in Vespa

abbinamento, dal sommelier musicista Igor Vazzaz. Monteverdi e Frank Zappa … dipinti a soggetto storico … intramezzati da spiegazioni sul vino e sul territorio. Ci saranno anche piccoli assaggi di cacio pecorino, salsiccia e biscotti tradizionali. In altre parole un’esperienza che stimolerà tutti i sensi e anche la mente. L’itinerario enomusicale è stata creato nel 2015 e costituisce una novità assoluta che suscita nuove emozioni anche ai wine lovers più esperti. Partenze dei tour ogni ora dalle 10 alle 17.

Donne e vino fra seduzione e razionalità

Donne e vino: affascinate dal vino e persino dagli uomini che lo bevono, preferiscono gli autoctoni e il consiglio del contadino a quello degli esperti

Donne e vino Fattoria del Colle Toscana brindisi con candele

Donne e vino Fattoria del Colle Toscana brindisi con candele

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino
Il profilo delle donne consumatrici di vino, che emerge dalla ricercaDonne e vino” curata dal Professor Gabriele Micozzi e realizzata dallo spin off dell’Università politecnica delle Marche su incarico del Consorzio Vini Piceni, ci rivela un personaggio a due facce: quella razionale della diplomata o laureata (85%) che vorrebbe etichette più esplicative su abbinamenti e storia del vino, l’altro lato c’è il carattere sempliciotto che mette fra i marchi più seducenti la Ferrero e il Campari, così come fra i brand alimentari più apprezzati Barilla e Parmigiano Reggiano. Infine c’è il

Gabriele Micozzi e suoi collaboratori Donne e vino

Gabriele Micozzi e suoi collaboratori Donne e vino

carattere più istintivo che giudica gli uomini bevitori di vino, colti (32%) interessanti (26) e divertenti (24%) mentre gli astemi risultano noiosi anche se salutisti. Infatti nella classifica <<secondo lei è più interessante l’uomo che beve: vino, birra, cocktail, acqua …?>>il vino vince con il 70% di preferenze.
In altre parole se il 84% delle donne sarebbe disposta a approfondire la conoscenza del vino con un corso, per cui dimostra vero interesse, è poi più affascinata dallo story telling del contadino (22%) che dalle spiegazioni dei giornalisti e dei sommelier (rispettivamente 13 e 12%) per cui la qualità intrinseca passa in secondo piano rispetto al contesto emozionale suscitato dal racconto.

Guerra del vino ricomincia 

Vignaioli francesi alla nuova guerra del vino vuotano in autostrada il contenuto di 4 autobotti di vino provenienti dalla Spagna 

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello

La storia si ripete esattamente uguale, con i vigneron francesi che catturano le autobotti come novelli Robin hood e fanno uscire il vino sull’asfalto mentre la polizia locale fa finta di non vedere. La guerra del vino di trent’anni fa contro quello italiano si ripete esattamente identica.
La storia si ripete ma con trent’anni di vita all’interno di un’Europa dove la libera circolazione delle merci è uno dei presupposti base della coesistenza. Una distanza fra la teoria e la pratica che ben si legge confrontando il resoconto dei fatti scritto nei giornali francesi e in quelli internazionali e italiani.

 

Ecco che Le Figaro si schiera con i vignaioli dell’Aude la regione della splendida città di Carcassonne dove i vigneti arrivano a ridosso della cinta muraria medioevale. 150 viticultori francesi hanno creato una barriera all’interno dell’autostrada poco lontano dalla frontiera spagnola hanno bloccato 4 cisterne facendo uscire il 700 ettolitri di vino sull’asfalto e hanno scritto con la vernice sul camion “vino non conforme”. Intervistati hanno detto << On a importé 7,2 millions d’hectolitres de vins tous confondus en 2015, dont 5,6 en provenance d’Espagne >> nel 2015 abbiamo importato 7,2 milioni di ettolitri di vino di cui 5,6 di provenienza spagnola.

2 giugno agriturismo e cantine in Toscana 

Il ponte del 2 giugno, il più bello dell’anno in agriturismo con degustazioni di Brunello, piccola scuola di cucina, visite in cantina 

2 giugno Fattoria del Colle-piscina e panorama

2 giugno Fattoria del Colle-piscina e panorama

E’ il periodo in cui le giornate sono più lunghe e la campagna senese è più bella, un mare verde di colline coperte di giovane grano, città d’arte che sembrano uscite da un affresco medioevale, la possibilità di abbronzarsi e di camminare in una natura amata da secoli.
La Fattoria del Colle vi aspetta a braccia aperte e con il consueto entusiasmo per animare il soggiorno con esperienze capaci di divertire e arricchire i nuovi e vecchi wine lovers. Un programma adatto a adulti, bambini e persino cani desiderosi di correre a perdifiato.
Gli appuntamenti da non perdere sono tre e spiccano in un ricco programma di proposte che comprende piccole lezioni di cucina (adatte anche ai bambini), visite guidate e cene con antiche ricette come il peposo, la scottiglia e i pinci. Il programma completo è nel nostro sito.

Pinci con le briciole Fattoria del Colle

Pinci con le briciole Fattoria del Colle

Giovedì 2 giugno alla Fattoria del Colle ciascuno creerà il suo vino, potrà dunque diventare ENOLOGO PER UN GIORNO. Ovviamente è solo un gioco ma insegna a bilanciare tannini, alcool e acidi  unendo i vini di 3 diversi vitigni: Sangiovese, Merlot e Sagrantino. Aiutati da Sara tutti useranno contenitori graduati, bicchieri da assaggio e doseranno le proporzioni fino ad arrivare al Supertuscan da imbottigliare e etichettare con il proprio nome. Portarsi a casa questa bottiglia unica, per berla con gli amici sarà un’esperienza irripetibile.

Perché amo Gozo?

Perché è l’isola dell’eterna primavera, perché ha delle coste che profumano di timo, perché ci sono tanti amici, perché è Gozo il cuore antico del Mediterraneo

Gozo panorama al tramonto maggio 2016

Gozo panorama al tramonto maggio 2016

Di Donatella Cinelli Colombini

Camminare sulle rocce che scendono a strapiombo nel mare di Gozo è un’esperienza aromatica per le erbe profumate –timo, origano, finocchio soprattutto – che crescono spontanee. Ora i sentieri di trekking sono di gran moda e ci sono decine di turisti che camminano godendosi i panorami mozzafiato. Sulle scogliere ci sono campicelli e piccoli pascoli con muri a secco che sembrano quelli di Ulisse e Calipso. In realtà l’isola sta cambiando rapidamente anche grazie ai finanziamenti europei. Strade rifatte, ottimo trasporto pubblico, servizi sanitari d’avanguardia (specialmente i dentisti come il bravissimo Joseph Xuareb di Savina Clinc) bus turistici,

Gozo, Dolce vita, azzurra a tavola

Gozo, Dolce vita, azzurra a tavola

tanti nuovi negozi e tanti ristoranti sempre più buoni. Qualche esempio: un indimenticabile branzino a Porto Vecchio, il pesce parata al sale di Ta Philip entrambi a Mgarr, i calamari di Dolce vita a Victoria, le fettuccine nell’hot pot del ristorante cinese Xi Xi a Xaghra, gli aperitivi del Capitan Spriss a Victoria preparati da Azzurra una toscana trapiantata a Gozo come i simpaticissimi gestori di +39 sulla baia di Marsalforn, oppure lo chef di Mille grazie (St Lawrence) che cuoce a basse temperature dei meravigliosi galletti. In effetti ci sono tanti italiani qui, anzi sempre più italiani e non solo ristoratori ma anche macellai, birrai (birra artigianale Lord Chambray) e persino apicoltori. Non lo immaginereste ma Gozo è diventato il maggior esportatore europeo di api regine.

Le vigne di Brunello in primavera

Venite con me a Montalcino nelle vigne di Brunello mentre avviene la “spollonatura” cioè la pulizia del tronco dai germogli che non portano uva

di Alice Bracciali

vigne di Brunello

vigne di Brunello

Una cosa ho imparato appena ho iniziato a lavorare per Donatella Cinelli Colombini: un ottimo vino si ottiene solo con una cura smodata della vigna. Oggi vi porto nelle vigne di Brunello per vedere la prima potatura verde del sangiovese.

Eccomi qui dunque, armata di scarponi, crema solare contro le scottature, macchina fotografica. Una bella mattinata di lavoro per i nostri vignaioli e di scoperte per me e per voi che mi seguite attraverso il video.

La città dove il vino è più caro è Seul

Singapore è la città con il costo della vita più alto ma quella in cui le bottiglie di vino costano di più è Seul. Se andate in Corea attenzione a cosa bevete

città dove il vino è più caro Seoul Brunello Tasting 2012

città dove il vino è più caro Seoul Brunello Tasting 2012

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne
Le città più care del mondo, quelle da visitare solo se muniti di carte di credito attaccate a conti belli pieni , sono nell’ordine Singapore, Zurigo e Hong Kong seconde a pari merito, Ginevra, Parigi, Londra, New York, tre all’ottavo posto Copenhagen, Seoul, Los Angeles.
L’analisi arriva da The Economist che da oltre 30 anni verifica un paniere di 400 prezzi che vanno dal latte al pane e a tutto quello che serve normalmente per vivere.
Partendo da questa analisi Drinks Business ha cercato quali sono le città dove una bottiglia di vino costa di più e sono emerse diverse sorprese. Il formato preso in esame è la bottiglia da 750 Cl sullo scaffale.

Londra Donatella e Violante da Harrods

Londra Donatella e Violante da Harrods

Ecco che a Ginevra costa 8,49 Dollari e sale a 10, 71 $ a Parigi, dove tuttavia è auspicabile una migliore qualità media. Ottavo posto, fra le città dove il vino è più caro, per Copenaghen, nella patria dei “garage importers” piccole società in concorrenza una con l’altra che distribuiscono a circoli di appassionati i prezzi sono comunque alti: 11,57 Dollari a bottiglia. Segue Londra con 12,47$ New York con 14,03$ e Hong Kong con 16,47$
Arriviamo al podio delle città dove le bottiglie di vino hanno prezzi proibitivi: Singapore ha una media di 22,39$ più che in linea con il suo carattere di città dove il costo della vita è il più caro del mondo.
Segue un posto che non ti aspetteresti: Los Angeles nella California dei grandi vigneti statunitensi dove il vino sembra una merce di “prossimità” eppure il cartellino medio segna 23,53$. Mi auguro che questo prezzo indichi anche la presenza di consumatori esigenti che chiedono ottime bottiglie.

Gelate e clima impazzito

Fra il 26 e il 27 aprile le gelate hanno colpito la Borgogna. Dopo il global warming cose del genere sembravano impossibili invece è successo come nel 1981

Gelate candele contro il gelo nei vigneti

Gelate candele contro il gelo nei vigneti

Di Donatella Cinelli Colombini

Le gelate primaverili, l’incubo dei vignaioli insieme alla grandine, tornano a minacciare i vigneti. Nessuno si aspettava una cosa simile visto l’aumento delle temperature, invece qualche giorno fa, i termometri sono scesi intorno allo zero e il paesaggio è tornato invernale. La zona più rovinata è la Borgogna dove la gelata ha interessato anche aree che normalmente vengono risparmiate. Ma anche altre parti d’Europa sembrano colpite come la Loira, la Languedoc e l’Abruzzo dove la neve è

Romanée Conti

Romanée Conti

scesa copiosamente. Insomma un disastro a cui si aggiunge la grandine, nella zona di Mâconnais, ancora in Borgogna, ha battuto su 1.500 ettari di vigneti.
Un clima impazzito che fa letteralmente venire i capelli ritti a noi produttori di vino. Un marzo tiepido e soprattutto un aprile quasi estivo che ha fatto indossare in anticipo i vestiti sbracciati, in tutta Italia, aveva prodotto un anticipo di quindici giorni nello sviluppo vegetativo delle viti. Qui nella zona del Brunello e della Doc Orcia, il Sangiovese ha germogli di venti o trenta centimetri e grappolini già formati.

Wine tours, cantine e strane domande

Tour dopo tour, anno dopo anno, le domande dei turisti in cantina sono state tante e diverse ma alcune, più che altro, strane…davvero strane!

Wine tours a casato Prime Donne, Montalcino

Wine tours a casato Prime Donne, Montalcino

Di Sara MazzeschiFattoria del Colle

Uno degli aspetti più entusiasmanti  del mio lavoro a Fattoria del Colle è il tempo che passo in cantina o in giro per la struttura con i turisti. Sia qua che a Casato Prime Donne a Montalcino è davvero bello mostrare a inesperti o appassionati wine lovers dove produciamo e affiniamo Chianti, Doc Orcia e, nel caso dell’altra azienda, Brunello.

Ho sempre pensato che far conoscere alle persone ciò che sta “dietro” ad una bottiglia, quanti sforzi e decisioni difficili portano – si spera – ad un vino di alta qualità, è l’aspetto più importante del mio parlare e raccontare, per questo sono sempre contenta quando leggo curiosità nelle facce di chi mi segue e quando mi vengono fatte domande . Va detto, non c’è limite a ciò che mi è stato chiesto, ogni volta che penso di aver sentito tutto arriva un ragazzino sveglio o un professore che solleva gli occhiali per guadarmi meglio e…resto senza parole!

Come raccontarsi ai turisti del vino

Spiegazioni chiare, brevi, coinvolgenti … mai frasi al negativo, mai gergo tecnico, tanti aneddoti e pochi concetti, ecco come raccontarsi ai turisti del vino

Come raccontarsi ai turisti del vino Cantina CasatoPrimeDonne Sommelier Brasiliani

Come raccontarsi ai turisti del vino CasatoPrimeDonne Sommelier Brasiliani

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello, Montalcino, Casato Prime Donne 

Il segreto è mostrandosi competenti ma non supponenti. Ovviamente una grande padronanza delle lingue estere aiuta ma non basta
Ovviamente una predisposizione alle relazioni – l’empatia- aiuta ma non basta
Per raccontarsi ai turisti del vino  e far percepire la qualità della produzione enologica servono anche la competenza, la scelta delle informazioni adatte …. sembra facile! E poi conta il modo con cui si parla e soprattutto servono tante prove. I grandi avvocati, i politici … i professionisti che devono parlare in pubblico studiano attentamente cosa dire e come dirlo per colpire

Come raccontarsi ai turisti del vino DonatellaCinelliColombini con i buyer russi

Come raccontarsi ai turisti del vino DonatellaCinelliColombini con i buyer russi

chi ascolta. Spesso quella che sembra un’improvvisazione estemporanea è frutto di un lungo lavoro preparatorio.
Sono più spesso gli inesperti che improvvisano e i risultati sono deludenti nella stragrande maggioranza dei casi, in altre parole <<se non sai cosa dire meglio se stai zitto!>>.
Oggi più che in passato la competenza sul vino, sull’azienda e sul territorio sono un bagaglio professionale determinante per chi lavora nell’accoglienza turistica in cantina. Per questo molte cantine scelgono sommelier che parlano inglese e poi fanno loro compiere una full immersion nell’azienda con visita di tutti i reparti produttivi e nel territorio con le chiese i musei e le feste popolari dei dintorni. Perché ciò sia efficace bisogna che, i futuri addetti all’accoglienza turistica, siano consapevoli dell’importanza di questo bagaglio professionale e lo sappiano raccontare in modo coinvolgente.

Onav e Onav Pavia e Siena

Due degustazioni Onav in tre giorni a Pavia con una verticale di Brunello e a San Quirico con la DOC Orcia nello splendido Palazzo Chigi

Onav Pavia Assaggio Brunello Donatella Cinelli Colombini

Onav Pavia Assaggio Brunello Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ sempre un piacere degustare i vini con gli assaggiatori ONAV perché sono aperti alla scoperta ed apprezzano chi sperimenta cercando l’eccellenza attraverso strade nuove. Ecco i due assaggi di questa stessa settimana. Il primo è a Broni nelle cantine Bertè & Cordini con una verticale di Brunello da quello ancora in botte del 2012 alla riserva  2006.
Gli assaggiatori ascoltano attenti e alla fine manifestano la loro sorpresa nel trovarsi di fronte a vini diversi dal

ONAV degustazione Orcia Wine Festival 2016

ONAV degustazione Orcia Wine Festival 2016

Brunello fine Novecento, potente e muscoloso. Nel bicchiere hanno espressioni di Sangiovese elegante e capace di ricordare la più antica tradizione montalcinese. In altre parole una novità che guarda al passato e soddisfa i più esigenti consumatori attuali che chiedono territorialità e armonia. Situazione diversa ma uguale entusiasmo alle degustazioni ONAV che accompagnano l’Orcia Wine Festival a San Quirico d’Orcia nel ponte del 25 aprile. Le sale affrescate dello splendido Palazzo Chigi fanno da cornice alla manifestazione che comprende l’assaggio dei vini di 17 cantine e, nelle vie del centro storico, si accompagna alla musica, agli sbandieratori in costume medioevale, alla cucina tipica e alle auto d’epoca.

Itinerario turistico in cantina 2° parte

Qual’è la durata, perché la pulizia è importante come distinguere folclore e enologia. Tanti piccoli segreti del perfetto itinerario turistico in cantina 

Itinerario turistico in cantina Brolio la Cappella

Itinerario turistico in cantina Brolio la Cappella

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

DURATA E ORARI
A seconda della dimensione aziendale, l’ itinerario turistico in cantina  dura da 15 a 45 minuti e in certi casi ingloba anche piccoli musei e cappelle, come al Castello di Brolio in Chianti, oppure la rimessa delle carrozze, come a Torrevento nella DOCG Castel del Monte. Visite molto lunghe riducono il tempo da dedicare agli assaggi e allo shopping che, generalmente, concludono l’esperienza turistica.
Molto spesso le visite vengono organizzate in base a un calendario e ad un orario precisi. Questa razionalizzazione, ormai molto diffusa, è conveniente quando i flussi

Itinerario turistico in cntina Torre Vento carrozze

Itinerario turistico in cntina Torre Vento carrozze

diventano consistenti ed è necessario organizzare il lavoro degli accompagnatori. In altri casi, di visite ancora scarse, causa inutili attese poco gradite a chi viaggia ed ha pochi giorni per vedere tanti luoghi meravigliosi. Una via di mezzo, presente nello Champagne già quarant’anni fa, è quella di creare un intrattenimento con video oppure piccoli assaggi, che riduca la noia dell’attesa nella zona di accoglienza.
In ogni caso, bisogna tenere presente che i visitatori arrivano dalla tarda mattinata in poi e soprattutto nel pomeriggio. I mesi di maggior afflusso sono quelli autunnali che si caratterizzano anche con la clientela più competente. In inverno i visitatori diventano rarissimi mentre iniziano di nuovo a crescere dopo Pasqua. La clientela italiana si concentra nei fine settimana e in agosto.

WineSearcher  prezzi notizie e giudizi su 8 milioni di vini

Ti dice se il vino ha un buon prezzo, racconta la denominazione, accoglie il tuo giudizio e la lista dei tuoi preferiti. Ecco la nuova app di WineSearcher 

WineSearcher-App-2016

WineSearcher-App-2016

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello ,  Casato Prime Donne

Avete visto i turisti stranieri nelle enoteche italiane? Si avvicinano alle bottiglie pregiate le inquadrano con il telefonino in modo che lo scanner riconosca il vino e gli dica quanto costa pescando i prezzi fra 55.000 rivendite di tutto il mondo comprese, ovviamente, quelle vicino a casa loro. I turisti guardano, calcolano e decidono se comprare o no.

Al ristorante il telefonino entra in azione quando la bottiglia arriva in tavola e, la solita App di WineSearcher, racconta al nostro visitatore tutto sulla denominazione o sul vitigno attingendo a un’enciclopedia dove ci sono già 3.500 regioni vitivinicole e 900 varietà d’uva.
Ma non finisce qui; con le novità tecnologiche appena introdotte, il nostro wine lover può scrivere il suo giudizio sulla bottiglia appena bevuta. Chicca finale può creare, sempre nella App di Wine Searcher, la lista dei vini che ha assaggiato e che preferisce.

Wine-Searcher

Wine-Searcher

C’è da sperare che dopo il viaggio in Italia questa lista sia lunga e il turista continui a bere le cose che ha apprezzato senza dire, come avveniva un tempo << … in Italia ho bevuto un Chianti Classico buonissmo ma non mi ricordo come si chiama>> oppure << si mi sembra di aver già bevuto questo vino ma non ricordo se mi è piaciuto o no>>.
In pratica la app di WineSearcher potrebbe consolidare la trasformazione dei turisti che sono stati da noi in consumatori di vini italiani. Un processo da non sottostimare visto che l’enogastrnomia è il ricordo più bello degli stranieri dopo il viaggio nel Bel Paese.

Itinerario turistico in cantina 1

Come creare un itinerario turistico in cantina capace di essere ricordato per sempre: percorso, punti di sosta, accessori, luci, odori, arredi … 

Itinerario turistico in cantina Casato Prime Donne Montalcino

Itinerario turistico in cantina Casato Prime Donne Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini Fattoria del Colle 
ITINERARIO DELLE VISITE
C’è una regola da cui partire: i luoghi e le spiegazioni possono essere fredde o calde cioè tecniche o emozionanti. La tinaia dove avviene la vinificazione è, in genere, un ambiente freddo con tanto acciaio, tecnologia, ordine, igiene. La bottaia per la maturazione del vino nei fusti di legno è normalmente un ambiente caldo per il carattere stesso del rovere, la forma armoniosa delle botti, le luci meno forti e gli ambienti più piccoli. Ebbene, anche se questo può causare problemi nella chiarezza delle spiegazioni sul processo produttivo del vino, è sempre meglio iniziare la visita dalle zone della cantina più belle e emozionanti, per creare nei visitatori un atteggiamento entusiasta che li predispone a un legame emotivo con i luoghi e le persone.

Itinerario turistico in cantina Casato-prime-donne

Itinerario turistico in cantina Casato-prime-donne

Evidentemente  l’itinerario turistico in cantina deve essere predisposto in anticipo, se possibile nel momento della progettazione della struttura, perché ha bisogno di diverse aree ampie dove un gruppo di 20-25 persone possa sostare intorno alla guida. Ho scritto 25 persone perché i gruppi di numero superiore sono difficili da gestire da una sola persona e ancora più difficile è instaurare una vera sintonia con i partecipanti. Questo elemento è molto importante perché i turisti in gruppo hanno spesso interessi e competenze diseguali e quindi vanno coinvolti in modo diverso, questo è impossibile se troppi. Ci sono gli “enoturisti per caso”, attratti da aneddoti, e i super esperti di vino desiderosi di sapere tutto sulle sperimentazioni effettuate in cantina. Questi ultimi sono gli unici con cui conviene iniziare la visita dalle zone più tecnologiche. In ogni caso le aree ampie in cui sostare lungo il percorso vanno predisposte e attrezzate in anticipo, con le cose che agevolano la spiegazione.

I nomi delle grandi bottiglie di vino

Jeroboam, Mathusalem, Nabuchodonosor, Melchizedek da un litro e mezzo a 30 litri ecco i nomi delle grandi bottiglie di vino

Nomi delle grandi bottiglie di vino Donatella Cinelli Colombini con Petrus

Nomi-delle-grandi-bottiglie-di-vino-Donatella-Cinelli-Colombini-con-Petrus

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne 

Se andate a Londra nell’enoteca Hedonism nel prestigioso quartiere di Myfair troverete scaffali interi con enormi bottiglie di Petrus, Ornellaia, Château Margaux … vini che già nel formato normale da 750 Cl costano una fortuna e nella versione grande hanno prezzi più che proporzionali. In altre parole se la bottiglia normale costa 10 la sua versione da un litro e mezzo – magnum- costa 30 e quella da sei litri -Imperial – costa 150. Si tratta di bottiglie destinate a essere bevute fra molti, molti anni perché la capacità di invecchiamento del vino cresce con l’aumentare del formato e quindi vale la pena comprarle solo in vista di una grande ricorrenza futura e solo quando si dispone di un cavò buio con 15°C di temperatura e 80% di umidità.

Nomi delle grandi bottiglie di vino

Nomi-delle-grandi-bottiglie-di-vino

Nelle “banche” del vino di Toronto, Stoccolma, New York che ho visitato c’erano molte di queste bottiglie. I titolari delle celle in cui riposano i vini milionari sono collezionisti o anche persone desiderose di sfoggiare i loro soldi e la loro raffinatezza. Sono locali sotterranei con la vigilanza armata all’ingresso esattamente come i caveau delle banche vere.

                                                                       
Cinelli Colombini
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