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Fattoria del Colle nuova wine destination al top

2 nuove proposte per i wine lover che cercano una degustazione inconsueta oppure vogliono trascorrere una giornata fra vigne, vini e panorami

 

Fattoria-del-Colle-soggiorni-Trekking nei vigneti

Fattoria-del-Colle-soggiorni-Trekking nei vigneti

Degustazioni itineranti che sembrano avventure alla scoperta di vigneti e vini, aromi e sapori, panorami e luoghi storici. La proposta di una giornata alla Fattoria del Colle per rigenerarsi in un ambiente salubre, a contatto con la natura e capace di raccontare una storia centenaria. Un itinerario dedicato ai vigneti e ai vini che producono. Un altro che propone una degustazione itinerante fra storia, aromi e sapori. Un pranzo esperienza per provare le più diverse tipologie di formaggi o salumi toscani e, il sabato, la possibilità di un’escursione alla cantina del Brunello di Montalcino Casato Prime Donne

Visite e pranzi vengono organizzate su richiesta e vanno prenotate il giorno prima al n° 0577-662108 oppure all’email info@cinellicolombini.it

 

 

Trekking-nei-vigneti-Toscana-Fattoria-del-Colle

Trekking-nei-vigneti-Toscana-Fattoria-del-Colle

DEGUSTAZIONE ITINERANTE NEI VIGNETI

3 vigneti, 3 vitigni e 3 assaggi (ore 12: partenza dal cortile della Fattoria)

Degustazione itinerante di tre vini nei vigneti biologici con la stessa varietà d’uva: Traminer per l’IGT bianco Sanchimento, Foglia Tonda per la Doc Orcia Cenerentola e Sangiovese per il Brunello che nasce a Montalcino nell’azienda Casato Prime Donne visibile all’orizzonte. L’esperienza, grazie a un’espertissima guida, sarà una divertente scoperta delle caratteristiche dei tre vitigni e del vino che producono (15 Euro a persona). Durata: circa un’ora.

 

DEGUSTAZIONE ITINERANTE IN GIARDINI, ORTI, LUOGHI STORICI E VIGNETI

3 vini fra storia, vigne, giardini e orti (ore 15: partenza dal cortile della Fattoria)

Panorami mozzafiato, il giardino all’italiana della Fattoria del Colle con i suoi vialetti di bosso, la cappella di San Clemente costruita nel 1592 con le sue storie di eretici e Madonne, la camera del Granduca Pietro Leopoldo sovrano della Toscana e della sua amante Isabella, l’orto delle piante antiche dove c’è anche la mandragora con virtù afrodisiache, l’assenzio – la fata verde e l’albero del pepe…. Un percorso di aromi, storie e leggende che comprende anche l’assaggio di 3 vini della Fattoria del Colle (Chianti Superiore DOCG Doc Orcia Leone Rosso e IGT Il Drago e le 8 Colombe) e una tipica merenda toscana con i pomodori appena colti nell’orto (13 Euro a persona). Durata: circa un’ora.

 

 

Vivino il super portale dei wine lovers

I vini di Donatella Cinelli Colombini in vendita su Vivino e lei ci racconta “da dentro” il portale più utilizzato dai migliori consumatori di tutto il mondo

 

Vivino la più grande app e e-commerce del vino

Vivino la più grande app e e-commerce del vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Le mie cantine arrivano per ultime sulle piattaforme di vendita on-line. La colpa è mia e si lega a una forma di rispetto nei confronti degli importatori. Sono una signora di campagna all’antica che gioca con il digitale ma non lo capisce. Ecco che l’arrivo del covid ha spinto mia figlia Violante a insistere <<dai mamma buttiamoci>> e allora ci siamo buttate cominciando dal primo, il più celebre e reputato portale di informazioni, recensioni ed e-commerce: Vivino.

Ovviamente conoscevo Vivino e l’ho usato come qualunque persona che ama le super bottiglie, ma non avevo mai avuto un dialogo diretto con i suoi manager e non sapevo le logiche che guidano l’acquisizione dei vini da vendere. Quest’ultima cosa è la più semplice, anzi quasi ovvia per un portale che raccoglie il giudizio dei consumatori: per essere venduti su Vivino bisogna avere buone recensioni. E quelle dei miei vini sono ottime.
I manager italiani di Vivino sono smart: veloci, capaci di ascoltare, fanno le domande giuste e le elaborano. Il country manager per l’Italia si chiama Mauro Bricolo ed è davvero forte.

Brunello 2015 Donatella Cinelli Colombini Montalcino Casato Prime Donne

Brunello 2015 Donatella Cinelli Colombini Montalcino Casato Prime Donne

Ci ha persino detto <<è meglio che un vino sia su molte piattaforme di e-commerce, perché questo lo rende più visibile e più richiesto>>. Un modo di pensare avanti, lontanissimo dall’approccio geloso dei commercianti vecchio stile! Le novità sono  il flash sale, cioè le offerte lampo che durano da due a cinque giorni a prezzi vantaggiosi (hanno un successo commerciale strepitoso) e  il marketplace. In Italia Vivino ha 35 store attivi Vino75, ma vuole crescere ancora.

Qualche curiosità: le ore in cui si concentra la vendita sono la mattina fra le 9 e le 10, ma anche il pomeriggio fra le 18 e le 20. Il momento di punta è il Black Friday.

 

Orcia Doc e coronavirus

I contraccolpi dell’epidemia Covid su una denominazione che ha il suo primo mercato nell’area di produzione e i turisti esteri come clienti principali

 

Doc Orcia a Piena

Doc Orcia a Pienza

Di Donatella Cinelli Colombini

L’area dove nasce la Doc Orcia è, in gran parte, iscritta nel patrimonio dell’umanità UNESCO. Questa denominazione è conosciuta come “il vino più bello del mondo” perché si estende su un territorio integro, un capolavoro di bellezza paesaggistica che, purtroppo, il covid mette a rischio.
Nell’area di produzione della Doc Orcia si registravano quasi un milione e mezzo di presenze turistiche e circa un milione di escursionisti giornalieri attratti dalla magica armonia dei panorami, dalla ricchezza di piccole città d’arte, dalle acque termali, ma soprattutto da cibi e vini di grande storia e qualità. Per questo il 65% delle cantine Orcia ha attività di agriturismo o ristorazione e tutte hanno vendita diretta dei vini. Una situazione privilegiata per una giovane DOC che si trovava ad avere il mercato di esportazione “sotto casa” per il gran numero di turisti enogastronomici, in maggioranza esteri, che compravano i vini oppure li bevevano nei locali della zona. Una situazione che, con l’epidemia covid, rischia di trasformarsi da opportunità a grosso rischio. Questo perché esiste il fondato timore che i turisti non arrivino.
Avere un solo mercato largamente prevalente, quello locale, e una sola tipologia di cliente, il turista, è un fattore di fragilità per le aziende della Doc Orcia che potrebbero subire maggiori contraccolpi commerciali rispetto alle altre denominazioni toscane. Infatti per loro si sommano gli effetti della crisi nelle vendite del vino con i mancati introiti per l’affitto di appartamenti e per la ristorazione agrituristica che probabilmente resterà vuota.

 

LE 60 CANTINE DELLA DOC ORCIA

Doc Orcia 60 cantine del vino più bello del mondo

Doc Orcia 60 cantine del vino più bello del mondo

Le aziende produttrici di Orcia DOC sono una sessantina e producono complessivamente meno di 300.000 bottiglie di vino l’anno, coltivando 153 ettari di vigneto. Si tratta dunque di imprese piccole o molto piccole, in gran parte a carattere familiare. Si trovano in 12 comuni nell’area collinare fra le denominazioni del Brunello e del Vino Nobile, in una zona di grande vocazione nella produzione di vini rossi da invecchiamento (Buonconvento, Castiglione d’Orcia, Pienza, Radicofani, San Quirico d’Orcia, Trequanda, parte dei territori di Abbadia San Salvatore, Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena).

 

I MOTIVI DELLA FRAGILITA’ E DELL’IMPORTANZA DI QUESTA DENOMINAZIONE

Una situazione di immediato allarme per i suoi effetti economici e sociali ma con possibili contraccolpi successivi più duraturi anche sul patrimonio paesaggistico.

Brunello riserva 2013 oro al concorso Texsom

Il Brunello di Montalcino Riserva 2013 vince la medaglia d’oro al Texsom International Awards. Concorso enologico dei migliori sommelier USA

 

Oro al Brunello riserva 2013 di Donatella Cinelli Colombini

Texsom premia con l’oro il Brunello Riserva 2013

Il Texas, terra di petrolio ma anche di mandrie e bistecche, è fra i mercati più importanti per il Brunello e infatti il Consorzio dei produttori vi organizza spesso grandi degustazioni con grande successo di buyer e di appassionati.

 

TEXCOM IL PIU’ SELETTIVO CONCORSO ENOLOGICO IN USA

Vincere una medaglia d’oro al concorso TexsomThe most selective competition in Unites States” con il Brunello Riserva 2013 è molto importante sia per la produttrice Donatella Cinelli Colombini sia per l’importatore USA Banville Wine Merchants. Il concorso si avvale di una giuria internazionale di 70 professionisti del vino di altissimo livello, fra cui molti Master of Wine e Master Sommelier. Valuta le bottiglie in modo bendato durante tre giornate di degustazione.
Viene organizzato da Texcom, fondata nel 2005 come “Texas Sommelier Conference” da due Master Sommelier – James Tidwell e Drew Hendricks –,  con lo scopo di innalzare la professionalità di chi deve scegliere e servire i vini. Nel tempo Texsom ha sviluppato attività di formazione, divulgazione con mezzi social e un vero giornale, concorsi per sommelier e per vini. Lo standard altissimo di ogni iniziativa ha trasformato Texsom in un locomotore nella preparazione dei migliori Sommelier. Nel Continente americano, infatti, hanno in mano gran parte della comunicazione social di argomento enoico e guidano il settore distributivo del vino in ristoranti, enoteche e non solo.

 

Texsom oro al Brunello

Texsom oro al Brunello di Montalcino Riserva 2013

BRUNELLO 2013 RISERVA UN’ANNATA DA INVECCHIAMENTO VINCE L’ORO AL CONCORSO TEXSOM

Vincere una medaglia d’oro al Texsom International Awards è più di un premio importante. Questo significa che il Brunello di Montalcino Riserva 2013 ha un’altissima qualità percepita dai professionisti del vino USA, cioè del più importante mercato mondiale del Brunello.
Figlio di un’annata fresca il Brunello 2013 è partito in sordina, come capita a tutti i vini di Montalcino più longevi. Per questo, pur avendo un giudizio di solo 4 stelle, ha poi superato, al giudizio di tutti i maggiori esperti, l’annata 2012 che si fregiava di 5 stelle. Il Brunello Riserva 2013 (94/100 da Robert Parker-Wine Advocate) conferma la vocazione di questo vino al lungo invecchiamento rivelandosi di straordinaria eleganza e armonia.

 

Brunello Riserva si nasce non si diventa

Come e perché un Brunello diventa riserva. Una scelta che nasce nella vigna e viene confermata negli anni, dagli assaggi durante la maturazione in botte

 

Brunello Riserva

Brunello di Montalcino Riserva Donatella Cinelli Colombini

Il Brunello Riserva è uno dei più grandi vini rossi del mondo per la sua straordinaria qualità e per la vocazione al lunghissimo invecchiamento. Sfida i secoli, questo Brunello non diventa riserva, nasce per diventare riserva fin dall’inizio, nel momento in cui viene scelta l’uva per produrlo.
E’ il terroir di Montalcino che crea un autentico capolavoro.
Il Brunello di Montalcino riserva di Donatella Cinelli Colombini è prodotto dalle uve di Sangiovese del Casato Prime Donne, una proprietà di 40 ettari, di cui 16 coltivati a vigneto, nel versante Nord di Montalcino. Si tratta della zona più fresca del territorio del Brunello, quella in cui le maturazioni sono più lente e regolari anche grazie a terreni di bassa fertilità che danno poca uva da cui si ottengono vini caratterizzati da alta intensità sensoriale e note floreali e fruttate.

Brunello riserva punteggi di Wine Spectator

Brunello riserva Donatella Cinelli Colombini Mostra i punetggi di Wine Spectator

Il Brunello Riserva viene prodotto solo nelle migliori annate, quando il clima fa nascere grappoli piccoli e aperti con acini piccoli e perfettamente maturi. In genere sono anni con inverni piovosi ed estati fresche ma soleggiate che si concludono con forti escursioni termiche fra la notte e il giorno nel mese di settembre.

 

UVAGGIO DEL BRUNELLO RISERVA DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI

100% Sangiovese.
Nei 16 ettari di vigneto del Casato Prime Donne, ogni anno, l’enologa Valerie Lavigne sceglie uno o due ettari con l’uva migliore destinandola al Brunello Riserva. La selezione viene fatta assaggiando l’uva, come un secolo fa, le analisi di laboratorio confermano la decisione.
Con lo stesso assaggio, viene fissato il giorno della vendemmia che è fatta a mano scegliendo grappolo per grappolo. Un modo di lavorare lento e attento che permette di mandare in cantina solo uva perfetta, allo stesso livello di maturazione. Generalmente l’uva migliore proviene dal vigneto Ardita.

 

Il mio Brunello stile anni Settanta

Da 7 anni il Casato Prime Donne lavora, in vigna e in cantina, per riportare il Brunello al suo stile originario anni Settanta: elegante, verticale, longevo

Montalcino Brunello Casato Prime Donne

Montalcino Brunello Casato Prime Donne Foto di famiglia Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Sono arrivata a questa consapevolezza pian piano. Come un’adolescente che all’inizio rifiuta il passato, poi si lascia trascinare dalle mode, finché prende una personalità propria e capisce qual’è la sua strada.
Una confessione simile suona strana in una come me, che è cresciuta in mezzo alle botti di Brunello, ma quando ho lasciato l’azienda di famiglia, nel 1998, ho faticato parecchio a capire cosa volevo davvero e a vivere i ricordi senza soffrire, facendo in modo che mi ispirassero.

IL BRUNELLO ANNI ‘SETTANTA E IL SOGNO DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI

Da sette anni al Casato Prime Donne lavoriamo sulla ricerca di un Brunello “identitario” capace di raccontare il suo vitigno e il suo terroir. A poco a poco ho capito che stavo facendo un percorso al contrario verso lo stile del Brunello anni Settanta, quello originario.

Brunello di Montalcino Casato Prime Donne

Brunello di Montalcino Casato Prime Donne

Il Sangiovese di Montalcino prodotto da mio nonno Giovanni Colombini, prima da solo e poi con mia madre Francesca univa piacevolezza e longevità, eleganza e carattere. A quell’epoca il clima fresco permetteva la produzione di grandi Brunello solo nelle migliori vendemmie e solo su terreni sassosi e capaci di drenare la pioggia. Oggi il Climate changes ha moltiplicato le buone e ottime vendemmie ma ci obbliga a cercare l’acqua in profondità e un lavoro enorme per proteggere l’uva dal sole e mantenere le viti in equilibrio.

COME RITORNARE ALLO STILE ORIGINARIO DEL BRUNELLO

Il progetto “stile anni settanta” è a buon punto e gli esiti sono già evidenti soprattutto nel Brunello “annata” ma serviranno altri 10 anni per concluderlo: vogliamo innestare le nuove viti nel campo e aumentare le botti da 15 hl.

Brunello 2015 la parola di Monica Larner

I commenti e i giudizi di Monica Larner per Robert Parker Wine Advocate premiano i due Brunello 2015 di Donatella Cinelli Colombini con 94 e 95 centesimi

 

Brunello 2015

Brunello 2015 Donatella Cinelli Colombini 94 e 95/100 da Robert Parker

94 centesimi per il Brunello e 95 per la selezione “Prime Donne” due splendidi giudizi e soprattutto due commenti che fotografano in modo perfetto i vini di Donatella Cinelli Colombini e le sue scelte stilistiche.
Monica Larner è super assaggiatrice dei vini italiani per Robert Parker – Wine Advocate, la pubblicazione enologica che, dal 1978, recensisce e giudica oltre 12.000 vini all’anno, valutando la migliore produzione mondiale e orientando i buyer più importanti. Dal 2013 Monica Larner è l’Italian reviewer e nel tempo si è distinta per una straordinaria capacità di talent scout individuando nuove tendenze e denominazioni emergenti. Le sue doti giornalistiche emergono negli articoli dove racconta eventi e personaggi con lucidità e profondità dando sempre un tocco personale.

Brunello 2015 Donatella Cinelli Colombini 95/100 da Robert Parker Wine Advocate

Brunello 2015 Donatella Cinelli Colombini 95/100 da Robert Parker Wine Advocate

WINE ADVOCATE  – ROBERT PARKER

Wine Advocate-Robert Parker, recentemente acquisita dal gruppo Michelin della celebre guida rossa dei ristoranti, è l’unica pubblicazione di critica enologica che non accetta pubblicità. Scelte etiche rigorose che sono condivise da tutti i collaboratori e che Monica Larner ha esteso ad altri ambiti come nel 2013 quando rifiutò di assaggiare i vini di un produttore che aveva scritto offese razziste contro una donna di colore.
Le parole di Monica Larner sui Brunelli 2015 di Donatella Cinelli Colombini sono un esempio di intelligenza giornalistica e grande capacità di assaggio.

 

Bere poco ma bere bene nei giorni del coronavirus

Donatella racconta cosa beve nei giorni del coronavirus e suggerisce come concedersi qualche piacere enogastronomico salutare per il fisico, la mente e l’umore

di Donatella Cinelli Colombini

Donatella Cinelli Colombini trafuga bottiglie pregiate

Donatella Cinelli Colombini nella sua cantinetta privata mentre trafuga bottiglie pregiate

Sono una produttrice di Brunello, Chianti e Orcia ma bevo le mie bottiglie solo quando ho ospiti. In casa, con mio marito e mia figlia Violante, assaggio quello che arriva dalla cantine dei colleghi. Mi serve per capire cosa succede in Italia e nel mondo ma anche per non assuefarmi al gusto del mio vino. Non voglio diventare come quei produttori talmente abituati alle loro bottiglie da percepire meno buoni tutte le altre.

LA CANTINA PRIVATA DI DONATELLA ALLA FATTORIA DEL COLLE

Purtroppo mio marito Carlo è gelosissimo delle bottiglie più rare e importanti. Ma ora, per vincere la noia da segregati in casa, ho deciso di fare un blitz e saccheggiare la nostra riserva privata. E’ in una piccola stanza nel sotterraneo della Fattoria del Colle, un secolo fa serviva come stalla dell’asinello. Ci sono le serie speciali delle mie bottiglie, quelle firmate dai vincitori del Premio Casato Prime Donne e i vini dei miei amici produttori. Un piccolo tesoro custodito da un Carabiniere in alta uniforme.
Carlo mi ha sorpreso mentre prendevo due bottiglie stratosferiche delle Cantine Ferrari. Ma ho tenuto duro e gli ho permesso solo di scegliere la bollicina da portare in tavola. Preparare una cena speciale, per noi soli ci ha fatto bene, in questo periodo pieno di preoccupazioni. Per questo consiglio anche a voi di fare la stessa cosa.

Donatella Cinelli Colombini nella sua cantinetta privata

Fattoria del Colle cantinetta privata con Carabiniere

COME E PERCHE’ PORTARE IN TAVOLA UNA GRANDE BOTTIGLIA E BERLA PIAN PIANO

Siamo tutti chiusi in casa, qualcuno è da solo, magari in città e in un appartamentino senza panorama. La voglia di vincere l’ansia concedendosi un bicchiere in più potrebbe venire.
Ma è una pessima idea.
Fate come me, bere poco ma strabene. E’ il momento di aprire le bottiglie conservate per anni in attesa di un momento speciale. E ora questo momento è arrivato!
Internet può darci tutte le informazioni sul vino e sull’annata che abbiamo scelto. Aneddoti sulla cantina, sul produttore, sui consumatori eccellenti …. Tutto quello che può solleticare la curiosità in vista del gran momento.
L’apertura di una grande bottiglia è infatti un momento da celebrare e da preparare. Anche decantando il vino un giorno prima, se la bottiglia è di rosso ed ha molti anni.

Rosso di Montalcino DOC 2018 Bio direttamente a casa

Dalla cantina di Montalcino, direttamente al vostro portone un Rosso di Montalcino BIO in anteprima. Prezzo speciale per #iobevoacasa #iorestoacasa

Rosso di Montalcino 2018 #iostappoacasa

Rosso di Montalcino 2018 BIO di Donatella Cinelli Colombini #iostappoacasa

State a casa, saremo noi a farvi arrivare un vino straordinario, il nostro primo Rosso di Montalcino biologico. E’ un’anteprima, per questo, vi chiediamo di rendere speciale il momento in cui lo portate in tavola. Fotografatelo e postate le immagini  #donatellacinellicolombini #iobevoacasa #iorestoacasa Servirà per renderci più uniti e forti in questo momento condividendo una bella esperienza.

6 BOTTIGLIE DI ROSSO DI MONTALCINO 2018 BIO

Riceverete una scatola da 6 bottiglie da 0,75 Cl direttamente al vostro portone. Ora come non mai è il momento per rimanere nelle nostre case ma senza rinunciare ai grandi vini da gustare con la famiglia per portare in tavola un segno di speranza e di amore per la vita. Coraggio, tutto andrà bene!

Offerta valida fino al 30 Marzo 2020
PREZZO speciale di € 97,00 (+ spedizione in Italia di 16€) anziché € 108,00.
SOLO PER I SOCI DEL CLUB DI DONATELLA Spedizione gratuita in Italia e sconto di € 10,00 sulle spese di trasporto all’estero

Sangiovese Vendemmia 2018 Montalcino

Vendemmia Montalcino 2018

Pagamento con bonifico bancario o Carta di Credito Visa o Mastercard
Per ordinare il vino scrivere a vino@cinellicolombini.it oppure telefonare 0039 0577 662108

VI PRESENTO IL ROSSO DI MONTALCINO DOC 2018 BIO

Prodotto interamente con uve Sangiovese dagli stessi vigneti del Brunello nel territorio di Montalcino, considerato il migliore del mondo per la coltivazione di questo storico vitigno.
Amiamo la nostra terra ed è per questo motivo che dal 2018 tutti i nostri vini avranno in etichetta il simbolo BIO della fogliolina verde, sinonimo di attenzione e rispetto per la natura!

Mineralità del vino fra terroir e abusi di marketing

La mineralità è un concetto corretto per descrivere il vino di certi terroir e diventa puro marketing altrove. Ma serve davvero capire la sua origine?

Mineralità del vino

Mineralità del vino Riesling della Mosella

di Donatella Cinelli Colombini

Leone Zot ha scritto un meraviglioso post per Intravino sulla mineralità del vino. L’inizio è molto tecnico con la spiegazione di come il cervello elabora ciò che i sensi percepiscono.

COME IL CERVELLO DECODIFICA ODORI E SAPORI IN BASE AL PIACERE E AI RICORDI

Traduce nella pratica ciò che Vincenzo Russo, il guru italiano del neuromarketing, sostiene da anni: ciò che sentono il naso e la bocca passa attraverso i filtri celebrali del piacere e della memoria per cui restituisce emozioni e ricordi non oggettivi ma <<diventa soggettiva, intima, non più scambiabile>>. Opinione che poggia su evidenze scientifiche solidissime e riconosciute a livello mondiale, ma che ribalta il concetto di degustazione organolettica oggettiva, sostenuto per anni da Sommelier e critici del vino. In pratica nessun assaggiatore è un giudice

mineralità del vino

Timorasso dei Colli Tortonesi mineralità del vino

obiettivo, esattamente come non lo è un critico d’arte o un critico musicale. Tutti filtrano il giudizio in base alle proprie esperienze precedenti e i più bravi sono quelli con maggiori competenze e maggiore apertura al nuovo.

LA MINERALITA’ NEL CERVELLO E NEL BICCHIERE

Degustando il cervello umano somma esperienze ancestrali, nei milioni di anni in cui l’uomo ha deciso cosa mangiare e cosa bere usando naso e bocca, a esperienze personali. La mineralità del vino è difficile da collocare in questo scenario ma ….. <<ascolto note sulfuree riferibili al non metallo zolfo, la pietra focaia quando viene sfregata, anch’essa non troppo lontana dallo zolfo, ascolto la salinità e gli idrocarburi>> racconta Leone Zot e tutti abbiamo fatto la stessa esperienza portando al viso molti bicchieri.

Le due nuove giovani enologhe di Donatella

Lo staff femminile delle cantine di Donatella Cinelli Colombini aumenta di numero con l’arrivo delle due giovani enologhe Sabrina e Giada

Le cantine del Casato Prime Donne di Montalcino e della Fattoria del Colle a Sud del Chianti, le prime in Italia con un organico interamente femminile, si arricchiscono di due nuove unità: Sabrina Buzzolan e Giada Sani.

LE DUE GIOVANI ENOLOGHE DEL CASATO PRIME DONNE E DELLA FATTORIA DEL COLLE

cantina Donatella Cinelli Colombini le enologhe Barbara Giada e Sabrina

cantina Donatella Cinelli Colombini le enologhe Barbara Giada e Sabrina

Due giovani enologhe che si divideranno la responsabilità della produzione di Brunello, Chianti Superiore e Doc Orcia sotto la supervisione di Barbara Magnani che da vent’anni è il braccio destro di Donatella Cinelli Colombini. Il piano a medio termine, è il rinnovamento generazionale anche se, per il momento, Donatella e Barbara intendono mantenere le giovani leve sotto le ali per irrobustire le loro capacità e stimolare la voglia di innovare senza perdere d’occhio il rispetto delle tradizioni e della natura. <<Un’alchimia che richiede coraggio, amore per la terra e passione per il lavoro di cantina>> spiega Donatella Cinelli Colombini presentando le sue due pupille. Piccole e minute entrambe sono diverse sia nell’aspetto che nel carattere. Giada, toscana di Asciano, a 10 km dalla Fattoria del Colle, è bruna, ha capelli lunghi e adora l’ordine. Sabrina Buzzolan arriva da Malo Vicenza ed ha i capelli biondi ricci e la carnagione rosata delle donne di Tiziano.

SABRINA BUZZOLAN ENOLOGA GIRAMONDO

Barbara Giada e Sabrina enologhe di Donatella Cinelli Colombini

enologhe di Donatella Cinelli Colombini Barbara Giada e Sabrina

Anche nel percorso professionale hanno seguito strade diverse. Sabrina ha studiato a San Michele all’Adige e poi all’Università di Udine dove si è laureata in viticultura e enologia. Ha iniziato a viaggiare per il vino giovanissima facendo un’esperienza nel laboratorio di analisi di Antonio T. Palacios Garcìa e poi l’Erasmus all’Universidad de La Rioja. Sono seguite vendemmie da Kooyong Winery in Australia, poi più volte in Francia nelgli Château Guadet, Chateau Puygueraud e nel famosissimo Chateau Pavie Macquin, ha fatto esperienze a Journey’s End in Sud Africa e da Carrick Wines in Nuova Zelanda.
Un percorso formativo di grande profilo e di ampi orizzonti intercalato con il lavoro in Italia che inizia nella cantina Maculan di Breganze fino ad arrivare da Donatella Cinelli Colombini.
Grazie alla sua buona conoscenza delle lingue estere Sabrina ha affiancato l’attività di enologo nella cantina montalcinese del Casato Prime Donne con il marketing assumendo un profilo molto vicino a quello indicato da Riccardo Cotarella come enologo del futuro <<che oltre produrre vino sa anche venderlo>>. Per questo ha anche frequentato il corso Wset ed ha iniziato ad affiancare nelle fiere, Violante Gardini export manager dell’azienda.

Federico Fellini nei ricordi di Donatella Cinelli Colombini

Tre piccoli episodi personali che tratteggiano l’uomo Federico Fellini il suo bisogno di semplicità l’istinto libero e anticonformista, la grande umanità

Federico Fellini con Giulietta Masina e le famiglie Guidotti e Cinelli Colombini

Federico Fellini con la moglie e le famiglie Guidotti e Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

I miei ricordi si riferiscono agli anni fra il 1975 e il 1985, io ero una giovanissima e vivevo tra Montalcino e Siena un’esistenza molto borghese e decisamente provinciale. Ero abituata a incontrare intellettuali e persone famose perché la mia famiglia aveva sempre avuto quel tipo di frequentazioni ma Federico Fellini era decisamente fuori misura.
Quell’uomo era un mito, un genio riconosciuto a livello mondiale con 5 premi Oscar. Una fama talmente gigantesca che avrebbe intimidito gente molto più attrezzata di me. Davanti a lui ero nervosissima, mi sudavano le mani, non riuscivo a stare e ferma e soprattutto dicevo solo qualche frase cortese ma non sapevo dialogarci, mi sembrava di non avere niente di interessante da dire. Peccato!
Federico Fellini e sua moglie Giulietta Masina venivano in Toscana per “passare le acque” a Chianciano. Da li arrivavano a Montalcino per spezzare la monotonia della cura e forse anche per fare qualche stravizio. Spesso li accompagnava Mario Guidotti o l’allora giovanissimo Fabio Carlesi.

Faderico Fellini alla Fattoria dei Barbi

Federico Fellini Lelia Socini Fausto Cinelli Francesca Colombini

FEDERICO FELLINI E GIULIETTA MASINA A MONTALCINO

Fellini era sempre in disordine come se odiasse farsi stirare i vestiti. La moglie invece era sempre impeccabile con i capelli ben pettinati e i vestiti senza una piega. Il Maestro parlava poco ma si guardava intorno con curiosità e si interessava di vino. Amava la buona tavola per cui mia madre lo attraeva con arrosti e Brunello.

L’ANTICONFORMISMO E L’UMANITA’ DI FELLINI

Era anticonformista in modo così spontaneo da lasciare interdetti. Una volta avevamo organizzato per lui una cena in giardino ma era freddo. Gli proponemmo varie cose per coprirsi e lui scelse un orribile scialle rosso di maglia con delle lunghe nappe. Sarebbe stato volgarotto su qualunque donna ma lui se lo drappeggiò addosso godendo del nostro imbarazzo.
Un’altra volta arrivò inaspettato mentre i miei genitori erano fuori e io avevo la casa piena di amici per una merenda. Fra questi giovani c’erano Azelia Batazzi e l’allora fidanzato Franco Becci che mi hanno ricordato l’episodio poco tempo fa. L’arrivo inaspettato del grande maestro mi aveva messo in imbarazzo e non riuscendo a organizzare qualcosa solo per lui decisi di unirlo al gruppo << posso dire a Federico Fellini di unirsi a voi?>> chiesi e loro benché entusiasti di questo incontro inaspettato non riuscirono a rivolgergli la parola mentre lui addentava pane e prosciutto.

Donatella e Trequanda un amore forte

20 anni di delusioni e successi alla Fattoria del Colle. Donatella racconta il cambiamento del territorio di Trequanda e le sue speranze per il futuro

 

vasi di terracotta Petroio

Petroio Trequanda vasi di terracotta

In vent’anni la fatica è stata tanta e anche le delusioni, come quando cercai di convincere i produttori di terracotta, attività di cui Petroio, frazione di Trequanda, ha una tradizione che affonda fino al Rinascimento, di scegliere un marchio collettivo e puntare sul turismo come primo mercato. Ricordo che la presidente del consorzio della terracotta mi disse <<ma se devo stare aperta al pubblico la domenica come faccio a trovare marito?>>. E non fu l’unica reazione negativa. I produttori affissero anche un manifesto contro il sindaco che mi appoggiava e alla fine rinunciammo anche al contributo della Camera di Commercio. Perdemmo una cifra che potrebbe corrispondere a 100.000 Euro di oggi e che vent’anni fa avrebbe permesso di realizzare un’azione importante e probabilmente capace di salvare le fabbriche di terrecotte dal tracollo che hanno avuto negli anni seguenti.

 

TREQUANDA E LA DOC ORCIA PER UN FUTURO DA VIGNAIOLI

 

Vendemmia-Fattoria-del-Colle-17-settembre-2018-Fattoria-del-Colle

Vendemmia Fattoria del Colle settembre 2018

In altri campi invece la reazione positiva c’è stata anche grazie alla nascita della Doc Orcia, la denominazione che riguarda i vigneti sulle colline comprese fra i territori del vino Nobile e del Brunello. Oggi anche a Trequanda c’è la capacità e la volontà di coltivare le viti in modo impeccabile cercando ogni mezzo per accrescere la qualità dell’uva. Un enorme cambiamento rispetto ai primi anni in cui gli operai della Fattoria del Colle lasciavano la vendemmia per andare a cercare i funghi oppure per partecipare al “fierone di Sinalunga”. Nel Novecento la vendemmia arrivava sempre alla metà di ottobre e il fierone era il mio incubo <<ma come si fa a mettere a rischio l’uva migliore per andare al fierone?>>. Per una come me, cresciuta fra le botti di Brunelloera una cosa inconcepibile. Per fortuna adesso la trovano inconcepibile anche loro.
Attualmente esportiamo in 39 Paesi del mondo e, anche se il Brunello della cantina del Casato Prime Donne, ha fatto da traino ai vini della Fattoria del Colle ora questi ultimi hanno cominciato a brillare di luce propria e quest’anno hanno messo a segno un risultato spettacolare: 4 etichette oltre i 93 centesimi su Wine Spectator e Wine Advocate-Robert Parker.

DAZI USA A QUALI VINI FAREBBERO PIU’ MALE

Quanto e su quali vini italiani i dazi Usa ci avrebbero potuto fare più danno? In termini percentuali sui bianchi ma il termini assoluti sui rossi DOP toscani 

Di Donatella Cinelli Colombini

dazi USA sul vino italiano

Washington Casa Bianca la minaccia dei dazi USA sul vino italiano

Sono i grandi rossi toscani Brunello, Bolgheri e Chianti Classico quelli che sarebbero usciti con le ossa rotte se Trump avesse deciso di mettere i dazi alle importazioni. Per fortuna, la mattina del 15 febbraio le cantine italiane si sono svegliate con la buona notizia: per ora niente dazi.

DAZI USA SUL VINO DA DOVE NASCONO

Un’analisi fatta dal Corriere Vinicolo disegna la geografia di quello che potrebbe essere il  disastro se i dazi, come previsto dal carosello creato da Trump, arrivassero veramente fra sei mesi.

Dopo ottobre 2019, cioè dopo l’applicazione dei dazi, i vini francesi hanno perso il 36% del loro business verso gli USA benché Champagne e grandi rossi fossero esenti dalla tassa. Un contraccolpo così enorme negli acquisti che forse l’introito dell’erario statunitense è stato persino negativo rispetto al passato. Apparentemente il vero effetto dei dazi non è stato il recupero del denaro versato al Consorzio Airbus, che secondo Trump ha messo in ginocchio Boeing (come se i 737 Boeing non fossero precipitati), ma quello di terrorizzare i governi europei e creare un autentico caos nel sistema distributivo statunitense composto da importatori, distributori e dettaglianti.

Dazi Usa e vino

Dazi USA sul vino EU e consumi nel gigante americano

COSA SUCCEDEREBBE NELLE CANTINE ITALIANE CON L’ARRIVO DEI DAZI USA

Ma vediamo cosa succederebbe in Italia se le tasse di importazione USA, fra sei mesi, arrivassero anche sulle nostre bottiglie. Gli Stati Uniti assorbono il 26% del valore dell’export del vino italiano.
Secondo il Corriere Vinicolo i vini con la maggior quota di esportazione in USA sono Marsala (60%), Bianchi DOP del Friuli Venezia Giulia (50%), Frizzanti IGT (42%) rossi toscani DOP (39%).
Seguono i vini bianchi fermi e effervescenti sia Dop che varietali e poi i rossi piemontesi DOP con il 30% del volume d’affari.

Il vino italiano visto dal Wine Spectator

Durante Wine2Wine 2019 il senior editor di Wine Spectator Bruce Sanderson ha degustato con i giovani e ha mostrato come i suoi lettori, percepiscono i nostri vini 

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Di Donatella Cinelli Colombini

La degustazione con 9 esponenti delle nuove generazioni del vino italiano – fra loro mia figlia Violante Gardini, Bernardino Sani e Dominga Cotarella- è avvenuto nell’area più multietnica e social di Veronafiere, il regno di Stevie Kim e di VinitalyInternational, un ambiente che ispira alla creatività con soffitti dipinti, interior design di tendenza … ma i giovani erano invece molto “nel ruolo” con poca leggerezza e molta determinazione.  Davanti a loro Bruce Sanderson uno dei guru più ascoltati del vino a livello mondiale, assaggia la Borgogna, il Piemonte e la Toscana per Wine Spectator e, secondo me assaggia il meglio!

WINE2WINE A VERONA PER SCOPRIRE COME VEDONO IL VINO ITALIANO I LETTORI DEL  WINE SPECTATOR

E’ a Verona, in occasione di Wine2wine il workshop sul wine business più importante in Italia e per presentare Opera Wine la degustazione che ogni anno precede Vinitaly.
Un’occasione ghiotta per  rivelare gli esiti del sondaggio di Wine Spectator sui suoi lettori. Ecco qui le chicche migliori invitandovi a leggere il resto sul WineNews di Alessandro Regoli.

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Il  sondaggio fra i lettori di Wine Spectator, ci rivela le opinioni di un target di wine lovers qualificato e, presumibilmente danaroso. Il Brunello è il vino più amato da chi ha superato i 50 anni (48%) mentre Barolo è il prediletto dagli appassionati sotto i 30 anni (24%).

L’ITALIA VINCE SULLA FRANCIA  PER LA DIVERSITA’ E IL BUON RAPPORTO QUALITA’ PREZZO

Fra le regioni enoiche del vecchio mondo, sorprendentemente l’Italia batte la Francia nelle scelte dei lettori, una vittoria schiacciante di 59% contro 26%. Si tratta di un dato molto significativo perché i lettori del Wine Spectator non sono la media degli americani, sono gli opinion maker e soprattutto il segmento di popolazione che influenza il consumo dei premium e luxury wines.
La varietà/diversità (74%) e il rapporto qualità prezzo (67%) sono le armi vincenti delle bottiglie del nostro Paese.

                                                                       
Cinelli Colombini
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