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Pellucci Pellaccia

Emanuele Pellucci, giornalista e assaggiatore, a cui dobbiamo il primo e principale libro sul Brunello ci racconta la sua storia da Fiesole alle Ande

Emanuela-Pellucci

Emanuele-Pellucci

di Donatella Cinelli Colombini

Pochi riescono a raccontare la propria vita come in un diario lungo 70 anni che riporta con precisione date, luoghi e nomi. Il libro autobiografico di Emanuele Pellucci descrive con precisione meticolosa il “piccolo mondo antico” di Fiesole dalla metà del Novecento. Figlio di un diplomatico, Emanuele ha trascorso lunghi periodi della sua infanzia in Svizzera ma senza mai smettere di appartenere alla piccola comunità fiesolana che, nonostante la promiscuità con Firenze, viveva una vista sua più intima e familiare quasi fosse un paese.

IL LIBRO SUL BRUNELLO DI EMANUELE PELLUCCI

L’incontro con il vino e specificamente con il Brunello di cui Emanuele Pellucci diviene il primo e principale narratore, è del 1974. Quando lui arriva a Montalcino c’è un solo albergo e una sola osteria. Incontra Franco Biondi Santi, il Conte Emilio Costanti e mia madre Francesca Colombini poco dopo Primo Pacenti e Nello Baricci insieme a tutta la generazione dei pionieri del Brunello moderno compreso Ezio Rivella enologo manager di Banfi.

Il progetto di scrivere un libro sul Brunello, che oggi appare persino banale, era in quel momento pionieristica e coraggiosa perché <<nessun editore credeva in un possibile interessamento da parte del pubblico per un libro che parlava di un vino che a quell’epoca era conosciuto soltanto dagli appassionati più avveduti>>. Persino il Consorzio gli nega un piccolo finanziamento perché il libro conteneva anche le schede delle due aziende più note ma non associate all’organismo consortile: Biondi Santi e Fattoria dei Barbi.

Valle del Douro Emanuela-Pellucci

Valle del Douro Emanuele-Pellucci

Un libro molto importante nella storia del Brunello per l’intelligenza tecnica con cui sono descritti suolo, clima, vitigno, caratteri organolettici, regole produttive e aziende. Un libro che ha aiutato i vini di Montalcino a farsi conoscere e i montalcinesi a raccontarli correttamente. Per Emanuele segna l’inizio di un cambio di vita con viaggi continui e il passaggio dal giornalismo sportivo e di cronaca, che aveva praticato precedentemente, a quello enologico con la rivista “Civiltà del Bere”.

BUON ANNO 2021

Salutiamo un 2020 difficilissimo e brindiamo, con il nuovo Brunello, al 2021 che arriva, augurando pace e bene a tutti per un futuro splendente

 

matrimonio di Violante ed Enrico - più bel ricordo 2020

matrimonio di Violante ed Enrico – più bel ricordo 2020

Di Donatella Cinelli Colombini

Ci vuole un brindisi porta fortuna e non c’è di meglio del Brunello 2016 Prime Donne. Come ben sanno tutti i wine lovers il Brunello diventa legalmente Brunello solo allo scoccare della mezzanotte dell’ultimo dell’anno. Questa volta la nuova annata è stata preceduta da squilli di tromba e i grandi critici internazionali gli hanno dato punteggi stratosferici ancora prima che uscisse nel marcato. Quindi, oltre al carattere di vino portafortuna, che tutto il Brunello possiede, questa volta siamo davanti a un Brunello fortunello capace di scacciare l’ombra malefica del covid e farci sperare in un nuovo anno gravido di speranze.
Brindo dunque con Brunello Prime Donne 2016 augurando a tutti salute e felicità nel nuovo anno.

 

FINISCE IL 2020 ANNO DEL COVID

Finisce il 2020 ed è un momento di consuntivi: salvo mio fratello che tuttavia era asintomatico, nessuno di noi si è ammalato di covid19 in famiglia e in azienda.

2020 nuovo staff delle cantine di Donatella Cinelli Colombini con 3 enologhe: Giada,Barbara e Sabrina

2020 nuovo staff delle cantine di Donatella Cinelli Colombini con 3 enologhe: Giada,Barbara e Sabrina

La provincia di Siena è stata complessivamente fra le meno toccate dall’epidemia ma per proteggerci abbiamo fatto davvero tanto; mascherine, sanificanti, pistole per disinfezione secca, apparecchi a ozono … ambienti per la quarantena dei cuscini dei letti …. schermi di plexiglass, turni negli uffici …. Abbiamo persino cacciato una turista sospetta….
Il lavoro è andato avanti come sempre nelle vigne dove la vendemmia è stata scarsa di quantità e abbondante di qualità. Ci aspettiamo 5 stelle. La raccolta delle olive, invece, è stata abbondante in quantità e qualità mentre i tartufi bianchi erano pochissimi.

 

CONSUNTIVI 2020 BENE IL VINO MALE IL TURISMO

Il business del vino è andato bene grazie ai mercati esteri che hanno comprato e ricomprato un eccellente Brunello 2015. E’ stato lui il nostro campione che ha sconfitto il covid. Le vendite del vino in Italia e la vendita diretta delle cantina sono molto calate ma, grazie alle minori spese (niente Prowein e Vinitaly, nessun viaggio all’estero, sospensione del Premio Casato Prime Donne …) il bilancio economico dell’azienda agricola è positivo.
Meno allegra la situazione dell’agriturismo e del ristorante della Fattoria del Colle che hanno lavorato solo da metà luglio a metà ottobre perdendo tutti i matrimoni stranieri e il 70% del fatturato normale. Ancora più disastroso il bilancio dei 3 negozi ToscanaLovers con quello di Cortona quasi azzerato e gli altri due ridotti all’osso per cui i ricavi 2020 saranno un quinto di quelli normali.

Brunello 2016 e Brunello Riserva 2015 a casa vostra

Proposta imperdibile per avere a casa tua, fra i primissimi, il Brunello 2016 e il Brunello Riserva 2015 e iniziare il nuovo anno da wine lovers  

 

Offerta anteprima Brunello 2016 e Brunello Riserva 2015

Offerta anteprima Brunello 2016 e Brunello Riserva 2015

Oltre a ricevere il vino a casa, potrai degustare i due Brunello on line con Donatella Cinelli Colombini. La data verrà comunicata non appena il vino sarà arrivato.  Sarà un appuntamento molto esclusivo nel week-end.

Come sapete il Brunello diventa legalmente Brunello e può essere bevuto solo dopo la mezzanotte del suo quinto capodanno.  Dunque, quelli che vi proponiamo non sono ancora Brunello e Brunello Riserva, lo diventeranno il I° gennaio 2021 e voi sarete fra i primi ad assaggiarli e farli gustare ai vostri amici. Li faremo arrivare a casa tua con la pompetta che salva il vino avanzato fino al giorno dopo.

Il Brunello porta fortuna e ti farà iniziare il 2021 da vero Wine lovers!

Buon anno nuovo !!!!!

Ovviamente alcuni importanti wine critics hanno assaggiato i vini nei mesi scorsi ed hanno dato rating eccellenti.

 

BRUNELLO DI MONTALCINO 2016 RATINGS

Robert Parker/Wine Advocate                   95

Vinous Antonio Galloni                                93

James Suckling                                            94

 

BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2015 RATINGS

Robert Parker/Wine Advocate                  94

Vinous Antonio Galloni                              94

James Suckling                                        93

 

OFFERTA PER I SOCI DEL CLUB DI DONATELLA

Donatella Cinelli Colombini aspetta i Brunello lovers per degustare insieme

Donatella Cinelli Colombini aspetta i Brunello lovers per degustare insieme

3 bottiglie di Brunello di Montalcino 2016 e 3 bottiglie di Brunello Riserva 2015 + una pompetta che estrae l’aria

Prezzo di 329 Euro (invece di 367 Euro) fino al 5 gennaio 2021

Per chi vuole raddoppiare l’acquisto con 2 cartoni con 6 bottiglie di Brunello 2016 e 6 bottiglie di Brunello riserva 2015

Prezzo di 618 Euro (invece di 724 Euro) fino al 5 gennaio 2021

SPEDIZIONE A CASA GRATIS IN ITALIA E SCONTATA di 20,00 Euro ALL’ESTERO

 

OFFERTA PER I NON SOCI DEL CLUB DI DONATELLA

3 bottiglie di Brunello di Montalcino 2016 e 3 bottiglie di Brunello Riserva 2015 + una pompetta che estrae l’aria

Prezzo di 341 Euro (invece di 367 Euro) fino al 5 gennaio 2021

Per chi vuole raddoppiare l’acquisto con 2 cartoni con 6 bottiglie di Brunello 2016 e 6 bottiglie di Brunello riserva 2015

Prezzo di 646 Euro (invece di 724 Euro) fino al 5 gennaio 2021

SPEDIZIONE A CASA GRATIS IN ITALIA E SCONTATA di 20,00 Euro ALL’ESTERO

 

Il costo della spedizione all’estero varia a seconda del Paese e verrà quantificata all’accettazione dell’ordine. Abbiamo delle condizioni molto vantaggiose per le spedizioni negli Stati Uniti, Canada, Giappone, Singapore, Hong Kong e Australia.

 

Tordi finti, ricetta di Montalcino

Deliziosi involtini dal sapore così intenso da sembrare tordi in salmì, cacciagione molto apprezzata a Montalcino, con la cottura in tegame

 

Tordi finti e Brunello di Montalcino

Tordi finti e Brunello di Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini

Montalcino è un territorio di grandi boschi dove, tanti anni fa, la caccia, era il modo per procurarsi la carne e sopravvivere all’inverno.

Una delle prede più ambite dai cacciatori erano i tordi ed a loro è dedicata la festa dell’ultimo week end di ottobre “Sagra del tordo” in cui i 4 quartieri Borghetto, Pianello, Ruga e Travaglio, sfilano in costume medioevale per le vie del centro storico, per poi sfidarsi in un torneo di tiro con l’arco.
I tordi sono uccelli migratori che scendono dal Nord Europa, specialmente in gruppo, per svernare nelle zone calde. Gli stormi arrivano in autunno e il loro arrosto allo spiedo oppure la preparazione in salmì sono particolarmente adatti ad accompagnare grandi Brunello.
Ma non tutti amano la cacciagione così come molti gourmand sono contrari alla caccia. Per loro esiste un’alternativa al tordo in salmì, una ricetta inventata dalle massaie di Montalcino per portare in tavola qualcosa di straordinariamente saporito e capace di esaltare il grande Brunello.

 

Vitello in arrosto morto

Il nome spinge a fare gli scongiuri, ma in realtà il vitello in arrosto morto è una ricetta deliziosa e adatta all’inverno e a vini raffinati come il Brunello

 

di Donatella Cinelli Colombini

Era una delle ricette predilette da mia nonna Giuliana Colombini che serviva la carne con della purea di patate. A me piaceva anche se, da piccola, il nome mi faceva paura e ancora di più la descrizione <<si chiama così perché cuoce nel tegame sempre chiuso come fosse una cassa da morto>>. Ci vuole fantasia per pensare ad una spiegazione più lugubre, neanche fosse il piatto di Halloween!!!!!
Scusate se vi ho rovinato l’appetito e cercate di recuperare entusiasmo perché quella che segue è la ricetta di un piatto di carne delizioso, che può essere preparato in anticipo e quindi vi permette di godere gli amici invitati a cena e il vino, con tutta tranquillità.

Ingredienti per il Vitello in arrosto morto

Ingredienti per il Vitello in arrosto morto

 

INGREDIENTI DELL’ARROSTO MORTO PER 4 PERSONE

Mezzo chilo di carne di vitello (cappello del prete), 2 carote, 2 costole di sedano, 1 cipolla, mezzo bicchiere di vino, olio extravergine e sale.

Basta con la sfogliatura delle viti

La pratica di togliere le foglie che proteggono i grappoli dal sole aveva una buona motivazione vent’anni fa, ma con il clima di oggi è sicuramente sbagliata

 

Viti di sangiovese sfogliate

Viti di sangiovese sfogliate

di Donatella Cinelli Colombini

A volte il successo può essere una gabbia che impedisce ogni cambiamento ma in realtà il successo è una conquista continua che impone un continuo aggiornamento. Questo vale nello sport, nella scienza, nell’industria e anche nei settori dove, apparentemente, la conservazione delle tradizioni offre un vantaggio competitivo, come nel vino.

 

I VIGNETI DI MONTALCINO TENUTI COME GIARDINI E AMATI COME FIGLI

Nel tempo i vignaioli montalcinesi hanno curato le loro vigne con attenzione affettuosa, come fossero figli. Fra le pratiche utilizzate per accrescere la maturazione dell’uva e preservarla dal marciume, in caso di pioggia, c’era la sfogliatura che veniva fatta a mano, verso i primi di settembre. In pratica, le viti venivano private delle foglie fino a scoprire i grappoli.

Vigneto sfogliato prima della vendemmia

Vigneto sfogliato prima della vendemmia

Fino a vent’anni fa questa pratica offriva indubbi vantaggi perché accresceva la concentrazione zuccherina degli acini e li manteneva asciutti in un’epoca in cui l’uva stentava a superare il 13% d’alcool potenziale e la vendemmia avveniva sempre ad ottobre, cioè dopo l’inizio delle piogge autunnali.  La sfogliatura rendeva anche più veloce la raccolta dell’uva e questo, nel caso di tempo incerto, era un altro buon motivo per farla.

 

SFOGLIATURA DELLE VITI DA  OTTIMA PRATICA DI COLTIVAZIONE A AZIONE DANNOSA

Oggi la situazione è completamente cambiata perchè le temperature si sono sensibilmente innalzate.
Il ciclo vegetativo delle viti inizia prima e finisce prima. Questo significa che l’epoca della maturazione coincide, quasi sempre con un periodo assolato con temperature massime superiori ai 30°C. Quindi i vignaioli devono fare esattamente l’opposto rispetto al passato: se prima il sole era spesso troppo poco per delle complete maturazioni e bisognava cercarlo, oggi dobbiamo proteggere l’uva dal sole in modo che non avvengano scottature o addirittura disseccamenti. Tutta l’impalcatura fogliare deve essere usata anche in funzione ombreggiante per rallentare la maturazione “tecnologica” cioè della polpa degli acini, in modo che vada in parallelo alla maturazione “polifenolica” cioè della buccia degli acini. Solo in questo modo potremo raccogliere uve adatte per produrre grandi Brunello.

 

Costole con i rapi di Montalcino

Ricetta autunnale delle case contadine di Montalcino che anticamente, con i primi freddi, uccidevano il maiale grasso e gustavano il delizioso costoleccio

 

di Donatella Cinelli Colombini

Il costoleccio o rostinciana, insieme al fegato, erano le parti meno conservabili del maiale per questo venivano mangiate subito ed erano motivo di festa nelle povere case contadine dove la carne arrivava in tavola molto di rado.

Ingredienti delle costole con i rapi di Montalcino

Ingredienti delle costole con i rapi di Montalcino

Il modo più succulento di gustare il costato di maiale è sulla griglia, con sale e pepe nero ma, per chi non dispone di un barbecue, la ricetta delle costole con i rapi, è un’ottima alternativa. Tutta la cucina montalcinese è molto saporita e adatta ai vini rossi di grande struttura che nascono dal super Sangiovese di questo territorio. In questo caso non consiglio di accompagnare il piatto con il Brunello perché è una pietanza molto semplice e casalinga ma propongo un bel Rosso di Montalcino. Notate che ho scritto rapi in vernacolo senese e non rape termine corretto italiano.

 

Vino e turismo arriva un conto salato per le cantine

Colleghi produttori guardiamo lontano senza ignorare le difficoltà odierne ma stando uniti, sostenendo la ristorazione e diventando protagonisti della ripresa

 

vino-e-crisi-del-turismo-2020-Fattoria-Del-Colle-Cenerentola

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Di Donatella Cinelli Colombini produttrice di Brunello a Montalcino

 

C’è da chiedersi se ha ragione il Governo che parla di un calo del PIL inferiore al 10% e di una situazione sotto controllo, oppure sono giuste le percezioni dei normali cittadini che vedono una crisi gravissima, diffusa e capace di trasformarsi in un declino permanente del nostro Paese.
Limitiamoci a parlare delle cose che sappiamo: di vino e soprattutto di vino e turismo.

 

IL CALO DEL TURISMO IN ITALIA E I SUOI EFFETTI ECONOMICI

vino-e-turismo-nel-2020-Montalcino-Casato-Prime-Donne

vino-e-turismo-nel-2020-Montalcino-Casato-Prime-Donne

Il 2020 è stato l’anno nero del turismo con 58% di viaggiatori esteri in meno e un netto cambio di target: mancano gli statunitensi (-89,5%) altospendenti e sono arrivati i tedeschi in auto o in camper.
Il calo nel turismo italiano è meno forte -31% ma anche in questo caso è cambiata la modalità di viaggio: la vacanza media ha un importo di soli 859€ ed è durata una settimana. Il 23% dei vacanzieri ha usufruito del bonus.
Gli effetti economici sono importanti: perché mancano 24 miliardi di spesa dei viaggiatori estri e l’apporto del turismo al PIL nazionale è sceso dal 5,7% al 3,2%.
Va comunque ricordato che la catena di consumi innescata dal turismo non si arresta all’albergo o al ristorante ma si allunga a settori che apparentemente non sono collegati come i vivai di fiori, la produzione di arredi, le cantine, le società di wedding planner o le fabbriche di veicoli ….. creando un effetto domino difficile da quantificare ma ben evidente in città come Venezia e Firenze che vivono di turismo estero.

 

TURISMO AUTUNNALE ITALIANO MOSSO ANCHE DALL’ENOGASTRONOMIA

In autunno il 58% degli italiani hanno fatto ancora una vacanza prediligendo il mare (57%), la montagna, le città d’arte e i soggiorni enogastronomici (29%). Non è una cattiva notizia per territori come il Barolo e il Brunello che hanno anche produzione di tartufo bianco e in autunno vivono un momento di turismo vip ma contemporaneamente i contagi sono aumentati velocemente e enormemente.

 

Covid e turisti un 2020 tragicomico

Dal lockdown al braccio di ferro con i turisti desiderosi vivere la vacanza come se il covid non ci fosse: l’estate 2020 nella campagna toscana del vino

 

covid-e-turismo-alla-Fattoria-del-Colle-nuova-chef-Doriana-Marchi

covid-e-turismo-alla-Fattoria-del-Colle-nuova-chef-Doriana-Marchi

di Donatella Cinelli Colombini

Devo premettere che io, come tantissimi altri produttori di vino con wine resort, ero decisa a rimanere chiusa al turismo per tutto il 2020.
Troppo pericoloso e troppo costoso!

 

LA RIAPERTURA AL PUBBLICO NONOSTANTE IL COVID

E’ stato il matrimonio di mia figlia Violante e l’incertezza sulla durata della cassa integrazione a farmi cambiare idea. Così, a Giugno, è iniziata una vera corsa per intercettare clienti e organizzare le sanificazioni.
Per fortuna avevamo preparato i piani, ma non ci aspettavamo che fosse così difficile comprare un paio di guanti di gomma. Ora abbiamo di tutto: casse di mascherine, schermi, bidoncini a pedale, sanificanti, fazzolettini disinfettanti, impianti a ozono, pistole sanificanti, pistole per la febbre, registri …..
Un’impresa costosa ed impegnativa che è diventata un incubo poco prima del matrimonio di Violante, quando lo chef ed il maitre del ristorante ci hanno lasciato quasi all’improvviso.
Mi è venuto persino l’herpes per lo stress.
Quasi subito abbiamo trovato Doriana Marchi per la cucina e nella sala del ristorante la squadra si è riformata intorno ad Alfio Bari. Ma io non riuscivo neanche a dormire.

 

ISPEZIONI DURANTE IL LOCKDOWN E PAURE FORSE ESAGERATE

covid-e-turismo-alla-Fattoria-del-Colle-apertura-delle-piscine

covid-e-turismo-alla-Fattoria-del-Colle-apertura-delle-piscine

Per mesi il lavoro è andato avanti solo nelle vigne e a turno in cantina. Abbiamo lasciato imballata la nuova imbottigliatrice perché il collaudo lo dovevano fare tecnici di Bergamo e non abbiamo fatto lo spumante perché il camion per l’imbottigliamento arrivava da Brescia. Insomma più che prudenti eravamo fifoni.
Durante il lockdown abbiamo avuto 3 ispezioni in una sola settimana. Poi più niente neanche quando abbiamo riaperto al turismo.

 

IL VINO TIENE MA IL TURISMO AFFONDA

La riapertura è avvenuta in un clima di scoraggiamento e paura. Sapevamo di rischiare il contagio e di andare incontro ad un disastro economico senza precedenti: una perdita di fatturato dell’80% con gli stessi costi fissi e un bel carico di mano d’opera.

Per fortuna le vendite del vino, sorprendentemente, tenevano. Forse, grazie ad uno strepitoso Brunello 2015 e a una Violante scatenata che è riuscita persino a trovare 4 nuovi importatori durante il lockdown, a fine anno il calo del business dovrebbe arrestarsi intorno al 25%. E’ tantissimo, ma in confronto al turismo sembra poco.
Ma torniamo al turismo. Abbiamo avuto quasi solo clientela italiana mentre la Fattoria del Colle è pensata per clientela estera. Cosa complicata di per sé ma aggravata da una circostanza imprevista: per molti turisti essere in vacanza significava cancellare il coronavirus come se il 2020 fosse un anno normale.

 

SCOTTIGLIA DI CINGHIALE NEL GUSCIO DEL PANE

La ricetta originaria della scottiglia era a base di pollo e coniglio ma, negli ultimi quarant’anni, i cinghiali sono saliti dalla Maremma verso Montalcino

 

di Donatella Cinelli Colombini

La cucina contadina, quella di famiglia, si evolve così, in base agli alimenti disponibili e alle necessità delle persone. In quarant’anni le colline della Toscana interna si sono popolate di un numero crescente di cinghiali. All’inizio la cosa sembrava positiva con le squadre di cacciatori che raddoppiavano il numero dei capi abbattuti ad ogni battuta. Poi i boschi non bastavano più a sfamare una popolazione di ungulati troppo numerosa e i cinghiali hanno iniziato a mangiare l’uva e le altre produzioni agricole. Quando noi produttori di vino abbiamo recintato i vigneti, i cinghiali hanno assaltato orti e giardini persino nei centri urbani. Nel parco della nostra casa di Firenze ne arriva un’intera famiglia quasi ogni sera.

 

IL CAMBIO DEGLI INGREDIENTI DAL POLLO E IL CONIGLIO AL CINGHIALE

Cinghiale per scottiglia

Cinghiale per la scottiglia

Con la crescita degli abbattimenti, la cucina a base di carne di cinghiale si è diffusa fuori della Maremma, che originariamente era l’habitat degli ungulati.

Ricette come la scottiglia si prestavano ottimamente a un cambio di ingredienti e così è avvenuto. A Montalcino la scottiglia di cinghiale è ormai un piatto invernale della festa in moltissime case anche perché accompagna magnificamente il Brunello.

 

Weekend del tartufo bianco in Toscana

Vi aspettiamo alla Fattoria del Colle per cercare, cucinare e gustare il tartufo bianco delle Crete Senesi nel weekend di Ognissanti

 

Tartufo-bianco-delle-crete-senesi-weekend-per-cercarlo e-assaggiarlo

Tartufo-bianco-delle-crete-senesi-weekend-per-cercarlo e-assaggiarlo

Da venerdì 30 ottobre a domenica I° novembre, tre giorni (due notti) nel periodo del foliage, dei tartufi bianchi e dell’olio nuovo nella Toscana del Brunello e dei grandi vini rossi. Vivere nella Fattoria del Colle (clicca per il programma e la prenotazione) in mezzo ai vigneti, cenare con antiche pietanze locali, andare con i cani e i tartufai a cercare le preziose trifole e poi imparare a cucinarle. E ancora visitare vigneti e (parzialmente) le cantine, degustare i grandi rossi e finalmente cenare con un tartufo profumatissimo e forse persino afrodisiaco.

 

PROPOSTA WEEK END DEL TARTUFO BIANCO ALLA FATTORIA DEL COLLE

  • 2 notti in camera doppia con bagno alla Fattoria del Colle
    ricerca tartufi-bianchi-alla-Fattoria-del-Colle

    ricerca tartufi-bianchi-alla-Fattoria-del-Colle

  • 2 colazione a base di salumi, formaggi e dolci tipici caffè, latte succhi e yogurt
  • La ricerca del tartufo con il tartufaio e i suoi cani
  • Piccola lezione di cucina al tartufo con la chef della Fattoria del Colle Doriana Marchi
  • Visita guidata dei vigneti e parzialmente della cantina del Brunello Casato Prime Donne con piccolo assaggio
  • Visita guidata della Fattoria del Colle con degustazione itinerante di tre vini

 

LA BELLEZZA DELL’AUTUNNO NELLA CAMPAGNA TOSCANA

L’autunno è il momento del foliage, cioè quello in cui i vigneti e i boschi cambiano di colore trasformando la Valdorcia e le Crete Senesi in uno scenario da fiaba. E’ forse il periodo in cui la campagna è più bella. Ideale per fare trekking e safari fotografici rigenerando corpo e mente.

Anche i piaceri della tavola sono al massimo in autunno perché le lunghe serate permettono di godere lentamente dei piaceri golosi. La Fattoria del Colle è infatti nell’area di produzione del tartufo bianco delle Crete Senesi e di un olio extravergine fra i migliori della Toscana. Ultimo ma più importante il grande vino rosso: il Brunello proveniente dalla cantina Casato Prime Donne a Montalcino della stessa proprietà, il Chianti Superiore e la Doc Orcia prodotto dai vigneti tutti intorno.

 

Do you love Italian Wine? Even more after this book

Jumbo Shrimp Guide to Italian Wine, un manuale sul vino italiano per wine lover stranieri che insegna a noi cosa interessa e incuriosisce all’estero

 

Jumbo Shrimp Guide to Italian Wine Stevie Kim

Jumbo Shrimp Guide to Italian Wine Stevie Kim

di Donatella Cinelli Colombini

Le pubblicazioni in inglese sui vini italiani sono sempre troppo corte, come quelle di Hugh Johnson, oppure troppo lunghe, tipo l’atlante di Burton Anderson.
Trovare una giusta misura e una chiave di lettura cool e trendy è difficile, ma la Jumbo Shrimp Guide to Italian Wine (pp 135, € 10) c’è riuscita. Merito di Stevie Kim, la vulcanica direttrice di Vinitaly International, che ha portato dalla Korea, sua terra di nascita e dagli Stati Uniti, sua terra di adozione, un approccio al vino che mette al centro il wine lover. Per questo, nel delizioso opuscolo che Stevie mi ha mandato e che si apre con la sua introduzione, non ci sono gli argomenti che i produttori o gli esperti sono soliti dire, ma quello che i consumatori appassionati vorrebbero sentire, nella forma veloce e narrativa che piace a chi è “always on”, sempre connesso.

 

Donatella-Cinelli-Colombini-Stevie-Kim-Cristiana-Cirielli

Donatella-Cinelli-Colombini-Stevie-Kim-Cristiana-Cirielli

JUMBO GUIDE TO ITALIAN WINE

Ovviamente c’è una parte storica con greci, romani, Leonardo da Vinci e Camillo Benso Conte di Cavour. Ovviamente c’è la presentazione delle regioni e dei vitigni e anche di quelli non conosciutissimi, così come c’è la spiegazione di come leggere le complicatissime etichette italiane e la piramide in cui è diviso il vino del nostro Paese.
Fin qui niente di particolarmente rivoluzionario, la parte più forte arriva in fondo. Dopo un disegno dell’Italia fatto di spaghetti ci sono i piatti tipici di ogni regione con un abbinamento cibo-vino da non perdere.
L’indicazione del capoluogo: Torino, Venezia, Roma … a noi fa sorridere, ma chi di noi sa quale è il capoluogo dell’Alsazia o dello Champagne? Pochi e quindi forse certe informazioni servono.

 

TRE BICCHIERI AL BRUNELLO 2015 DI DONATELLA

Tre Bicchieri, il prestigioso riconoscimento della Guida dei Vini 2021 del Gambero Rosso va al Brunello 2015 di Donatella Cinelli Colombini

 

Tre-Bicchieri-Guida-ai-Vini-d'Italia-del-Gambero-Rosso-al Brunello-di-Donatella-Cinelli-Colombini

Tre Bicchieri – Guida ai Vini d’Italia del Gambero Rosso al Brunello di Donatella Cinelli Colombini

La presentazione avverrà a Roma il 16 ottobre nei Cinecittà Studios dove i vini premiati della Toscana verranno degustati insieme a quelli di Canton Ticino, Lazio, Campania, Marche e Umbria.

 

PRESENTAZIONE DEI TRE BICCHIERI DELLA TOSCANA IL 16 OTTOBRE A ROMA

Una giornata intera di evento con inizio alle 10 per la consegna dei diplomi e le foto celebrative a cui seguiranno due degustazioni (14-17/ 18-21) nel set “Antica Roma”. Uno scenario da film nel vero senso della parola che permetterà di superare lo stress delle mascherine e degli altri dispositivi anti covid. Proprio la necessità di rispettare le normative sanitarie ha imposto al Gambero Rosso di dividere la premiazione in tre giorni, dal 16 al 21 ottobre, con la Toscana, per fortuna, ad aprire la festa. Mia figlia Violante (la CinelliColombini Jr) sarà a Roma in forma smagliante e con scorta di mascherine e sanificanti, io invece, pur con molto dispiacere, ho rinunciato inchinandomi alla prudenza.

Vedremo se mi sarà possibile partecipare alle altre tappe del tour riservato ai vini premiati, che nei prossimi mesi toccherà Lecce, Milano, Napoli, Palermo e Torino.

 

COME AVVIENE LA SELEZIONE DEI BRUNELLO PREMIATI CON TRE BICCHIERI

La Guida dei Vini contiene oltre 22.500 vini recensiti prodotti da 2.542 cantine. Esserci è importante e soprattutto ottenere il simbolo dei tre bicchieri.

Gambero Rosso Tre bicchieri Brunello di Montalcino 2015

Brunello 2015 – Casato Prime Donne – Tre Bicchieri

Vorrei qui soffermarmi su qualche curiosità per quanto riguarda la selezione dei Brunello inseriti nella guida o premiati. Per noi di Montalcino tutto inizia con la richiesta delle bottiglie da assaggiare da parte del Consorzio del Brunello. Dopo qualche giorno arrivano i degustatori  che si sottopongono ad un tour de force assaggiando quasi 400 bottiglie, tutte rigorosamente bendate. Detto così sembra un’impresa goliardica e persino divertente, ma in realtà è qualcosa di faticosissimo. Ho fatto personalmente la giurata ad un solo concorso internazionale dove si assaggiavano 50 vini ogni mezza giornata, finendo esausta e con le papille gustative in grosso stress. Ovviamente gli assaggiatori del Gambero Rosso sono molto più allenati di me, ma degustare centinaia di rossi strutturati per il lungo invecchiamento è un lavoro pesante anche per i palati più allenati.
Dopo questa fase preliminare che riguarda praticamente tutti i produttori del Brunello, le cantine con vini candidati per i TreBicchieri ricevono una nuova richiesta di campioni da parte del Consorzio. Quest’anno la mia cantina Casato Prime Donne aveva entrambi i Brunello 2015 fra i selezionati.

 

Vendemmia 2020 si profila un’altra doppietta a 5 stelle

Vendemmie 2019 e 2020 come gemelli diversi: entrambe meritevoli del massimo punteggio ma anche di essere capite nelle diversità come le 2015 – 2016

 

Brunello-Vendemmia-2020-Casato-Prime-Donne-le-due-giovani-enologhe-Giada-e-Sabrina

Brunello-Vendemmia-2020-Casato-Prime-Donne-le-due-giovani-enologhe-Giada-e-Sabrina

di Donatella Cinelli Colombini

E’ sempre difficile brillare accanto ad una stella di prima grandezza: sarà difficile per chi correrà i 100 metri dopo Usain Bolt, è stato difficile per tutti i matematici dopo Albert Einstein ed è difficile per qualunque imprenditore confrontarsi con Jeff Bezos di Amazon.
E’ la stessa cosa per l’annata 2020. Non riesce a brillare dopo una vendemmia capolavoro come la 2019 anche se è una delle migliori raccolte d’uva degli ultimi 20 anni, sicuramente meritevole delle 5 stelle che premiano le migliori annate di Montalcino.

 

LA VENDEMMIA COVID DEL 2020

Ma andiamo per ordine raccontando nel dettaglio la vendemmia dell’anno covid, la prima con le mascherine e la necessità di allontanare chiunque avesse avuto rapporti, anche indiretti, con persone positive. E’ stato brutto dire a due vendemmiatori con i figli in una classe in quarantena <<dovete stare a casa finchè non avete un tampone negativo>> ed è stato difficile dire alla nostra consulente enologa Valerie Lavigne << se non riesce a farsi il tampone prima di partire dalla Francia dovrà rinunciare a venire>>. Il rischio del contagio ha creato tanta paura, tanti problemi e comunque un’atmosfera molto meno gioiosa del solito.

 

CLIMA: VENDEMMIA 2020 DAL SECCHISSIMO AL PIOVOSISSIMO

Vendemmia-2020-Montalcino-Casato-Prime-Donne-Violante-e-Enrico

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C’è stata una gelata durante il germoglio (18-23 marzo) alla fine di marzo. Inizialmente le vigne sembravano indenni ma poi abbiamo visto che l’uva era decisamente meno del solito.
L’inverno è stato mite e arido. In primavera abbiamo subito un attacco di oidio nei vigneti della Fattoria del Colle e i trattoristi hanno passato notti insonni per dare zolfo alle vigne prima dell’alba.
A giugno finalmente è arrivata l’acqua con un mese piovosissimo. Il caldo torrido è iniziato alla metà di luglio ed è durato fino alla metà di settembre quasi senza piogge salvo una bella precipitazione a fine agosto. Per fortuna l’escursione termica fra la notte e il giorno è stata sempre forte.
L’invaiatura è avvenuta alla fine di luglio e l’ultima fase della maturazione è stata accelerata dal caldo, specialmente a settembre quando le temperature diurne si sono mantenute sopra i 32°C. Le vigne non sono state sfogliate per proteggere l’uva dal sole che comunque ha fatto dei danni.
Il guaio è che le perturbazioni sono arrivate proprio durante la vendemmia e il costante rischio pioggia ha costretto tutti ad un lavoro accelerato, con grande batticuore e persino qualche preghierina per cui in vigna è stata trasmessa anche Radio Maria.

 

FRANCO PALLINI IL SANGIOVESE LOVER

Franco Pallini e le differenze fra il Sangiovese di Montalcino più sensuale ed esuberante con quello del Chianti Classico più muscolari e aristocratici

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Franco-Pallini-Masterclass-Vendemmia-Experienze-2020-Fattoria-del-Colle

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La masterclass di Franco Pallini per la Vendemmia Experience  (la prossima nel weekend del 9-11 ottobre con Leonardo Taddei) organizzata da Donatella Cinelli Colombini alla Fattoria del Colle si è incentrata sulla differenza fra il Sangiovese di Montalcino e del Chianti Classico. Franco ha rivelato un amore sviscerato per questo vitigno soprattutto nelle sue espressioni più difficili.

 

FRANCO PALLINI E L’EVOLUZIONE DEL SANGIOVESE

Il Sangiovese si adatta più o meno a tutti i luoghi ma arriva all’eccellenza solo in determinati terroir esattamente come il Nebbiolo. Per questo, pur avendo origini meridionali ha in Toscana la sua terra di elezione, questo perché ogni vitigno esprime il meglio di sé in situazioni “al limite”. Un elemento che potrebbe spingere ancora più a Nord la terra promessa del Sangiovese se avvenisse un ulteriore innalzamento delle temperature.
Attualmente siamo in un momento di passaggio e di evoluzione: dall’americanizzazione di trent’anni fa, che aveva spinto i produttori verso vini costruiti e opulenti, più adatti ai concorsi che al pubblico, stiamo tornando alle origini con vini più adatti alla tavola, gradevoli, diversificati, con forte impronta di territorio.

 

LA FEMMINILITA’ E MASCOLINITA’ DEL SANGIOVESE SECONDO FRANCO PALLINI

Franco-Pallini-Masterclass-Vendemmia-Experienze-2020-Fattoria-del-Colle

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Il Sangiovese ha aspetti femminili e maschili e ama i contrasti come, ad esempio, l’escursione termica fra la notte al giorno. E’ donna nella vite, la cui parte legnosa è morbida e si “taglia bene”, nel legame con la terra dove cresce, nella fertilità che tende ad essere troppa.
Il Sangiovese è maschio nel vino. Si apprezza con pazienza. All’inizio è scontroso e assomiglia a un atleta scattante, alto, dotato di grandissima tecnica. E’ spigoloso, non è un vino piacione.

 

DIFFERENZE FRA IL SANGIOVESE DEL CHIANTI CLASSICO E DEL BRUNELLO

Montalcino e il Chianti Classico, questi sono i terreni magici del Sangiovese dove il vino raggiunge finezze speciali.
Franco Pallini confessa di amare di più il secondo perché più ricco di differenziazioni grazie alla vastità della zona di produzione. Franco apprezza la muscolarità del Sangiovese chiantigiano trainata da una buona struttura acida e tannini particolarmente fini. <<Quelli che prediligo non mostrano colori fitti e hanno facilmente qualcosa di meno nel peso e nel calore ma qualcosa in più sul piano della freschezza>>. A Montalcino la zona di produzione è più piccola, più meridionale e più vicina al mare. Un terroir caratterizzato da maggiore luminosità e ventilazione, temperature più alte e vendemmie più precoci. Caratteristiche che danno origine a vini più aperti, più “concessivi” e persino esuberanti di quelli chiantigiani. Per questo a Montalcino il Sangiovese <<basta a sé stesso>>. Solo li <<riesce a farsi così compiuto, senza troppi spigoli e senza zone d’ombra>>.

                                                                       
Cinelli Colombini
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