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Basta con la sfogliatura delle viti

La pratica di togliere le foglie che proteggono i grappoli dal sole aveva una buona motivazione vent’anni fa, ma con il clima di oggi è sicuramente sbagliata

 

Viti di sangiovese sfogliate

Viti di sangiovese sfogliate

di Donatella Cinelli Colombini

A volte il successo può essere una gabbia che impedisce ogni cambiamento ma in realtà il successo è una conquista continua che impone un continuo aggiornamento. Questo vale nello sport, nella scienza, nell’industria e anche nei settori dove, apparentemente, la conservazione delle tradizioni offre un vantaggio competitivo, come nel vino.

 

I VIGNETI DI MONTALCINO TENUTI COME GIARDINI E AMATI COME FIGLI

Nel tempo i vignaioli montalcinesi hanno curato le loro vigne con attenzione affettuosa, come fossero figli. Fra le pratiche utilizzate per accrescere la maturazione dell’uva e preservarla dal marciume, in caso di pioggia, c’era la sfogliatura che veniva fatta a mano, verso i primi di settembre. In pratica, le viti venivano private delle foglie fino a scoprire i grappoli.

Vigneto sfogliato prima della vendemmia

Vigneto sfogliato prima della vendemmia

Fino a vent’anni fa questa pratica offriva indubbi vantaggi perché accresceva la concentrazione zuccherina degli acini e li manteneva asciutti in un’epoca in cui l’uva stentava a superare il 13% d’alcool potenziale e la vendemmia avveniva sempre ad ottobre, cioè dopo l’inizio delle piogge autunnali.  La sfogliatura rendeva anche più veloce la raccolta dell’uva e questo, nel caso di tempo incerto, era un altro buon motivo per farla.

 

SFOGLIATURA DELLE VITI DA  OTTIMA PRATICA DI COLTIVAZIONE A AZIONE DANNOSA

Oggi la situazione è completamente cambiata perchè le temperature si sono sensibilmente innalzate.
Il ciclo vegetativo delle viti inizia prima e finisce prima. Questo significa che l’epoca della maturazione coincide, quasi sempre con un periodo assolato con temperature massime superiori ai 30°C. Quindi i vignaioli devono fare esattamente l’opposto rispetto al passato: se prima il sole era spesso troppo poco per delle complete maturazioni e bisognava cercarlo, oggi dobbiamo proteggere l’uva dal sole in modo che non avvengano scottature o addirittura disseccamenti. Tutta l’impalcatura fogliare deve essere usata anche in funzione ombreggiante per rallentare la maturazione “tecnologica” cioè della polpa degli acini, in modo che vada in parallelo alla maturazione “polifenolica” cioè della buccia degli acini. Solo in questo modo potremo raccogliere uve adatte per produrre grandi Brunello.

 

Vino e cantine locomotori della ripresa del turismo italiano

Food and wine sono la prima calamita dei turisti stranieri, le nostre cantine attraggono anche il 38% degli italiani e possono far ripartire il turismo tricolore

 

Vino e cantine-locomotori-della-ripresa-turistica-italiana

Vino e cantine-locomotori-della-ripresa-turistica-italiana

di Donatella Cinelli Colombini

Le wine destination come Montalcino o Barolo <<si sono riempite persino nell’estate 2020 a differenza delle città d’arte>> dice Donatella Cinelli Colombini, ideatrice della giornata Cantine aperte e prima portabandiera dell’enoturismo italiano. Ora sembra un sogno lontano ma l’epidemia di coronavirus finirà e l’Italia deve farsi trovare pronta a giocare un ruolo da protagonista nel mercato turistico mondiale.

 

MUSEI VUOTI E CITTA’ DEL VINO PIENE NELL’ANNO DEL COVID

E’ quasi certo che l’onda lunga del covid non favorirà mostre e musei, teatri e monumenti d’arte al chiuso ma potrebbe trasformare le denominazioni del vino in attrattori capaci di richiamare visitatori dall’Italia e dall’estero e rimettere in moto l’intero turismo italiano.

Vino e cantine-locomotori-della-ripresa-turistica-italiana

Vino e cantine-locomotori-della-ripresa-turistica-italiana

Tuttavia, perché la locomotiva vino trascini la ripresa, bisogna che le grandi bottiglie e i loro luoghi di produzione diventino visibili, anzi molto visibili, delle vere rock star <<e non come appaiono nei siti ufficiali del turismo (italia.it e  visititaly.eu) dove sembrano desaparecidos>> commenta la Cinelli Colombini.

 

PERCHE’ L’ECCELLENZE GASTRONOMICHE NON POSSONO TRAINARE LA RIPRESA TURISTICA

Una manovra che potrebbe funzionare anche con i forni del pane di Altamura, le cattedrali del prosciutto San Daniele o i profumatissimi magazzini di stagionatura del Parmigiano Reggiano … se i luoghi dove nascono le eccellenze alimentari fossero organizzati come le cantine. In Italia ci sono 25-30.000 aziende enologiche aperte al pubblico di cui il 96% con punto vendita, visita guidata e degustazione (dati ENIT 2020) e circa 8.000 con una vera organizzazione per la wine hospitality.

 

SCOTTIGLIA DI CINGHIALE NEL GUSCIO DEL PANE

La ricetta originaria della scottiglia era a base di pollo e coniglio ma, negli ultimi quarant’anni, i cinghiali sono saliti dalla Maremma verso Montalcino

 

di Donatella Cinelli Colombini

La cucina contadina, quella di famiglia, si evolve così, in base agli alimenti disponibili e alle necessità delle persone. In quarant’anni le colline della Toscana interna si sono popolate di un numero crescente di cinghiali. All’inizio la cosa sembrava positiva con le squadre di cacciatori che raddoppiavano il numero dei capi abbattuti ad ogni battuta. Poi i boschi non bastavano più a sfamare una popolazione di ungulati troppo numerosa e i cinghiali hanno iniziato a mangiare l’uva e le altre produzioni agricole. Quando noi produttori di vino abbiamo recintato i vigneti, i cinghiali hanno assaltato orti e giardini persino nei centri urbani. Nel parco della nostra casa di Firenze ne arriva un’intera famiglia quasi ogni sera.

 

IL CAMBIO DEGLI INGREDIENTI DAL POLLO E IL CONIGLIO AL CINGHIALE

Cinghiale per scottiglia

Cinghiale per la scottiglia

Con la crescita degli abbattimenti, la cucina a base di carne di cinghiale si è diffusa fuori della Maremma, che originariamente era l’habitat degli ungulati.

Ricette come la scottiglia si prestavano ottimamente a un cambio di ingredienti e così è avvenuto. A Montalcino la scottiglia di cinghiale è ormai un piatto invernale della festa in moltissime case anche perché accompagna magnificamente il Brunello.

 

Château Lafite nuovi protagonisti e nuove idee

A Château Lafite lo scossone è arrivato nel 2018 quando al barone Eric de Rothschild è subentrata sua figlia Saskia e il CEO è diventato Jean-Guillaume Prats

 

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Di Donatella Cinelli Colombini

Prima di curiosare  nel bellissimo articolo su Lafite di James Lawrence pubblicato in Wine Searcher, permettetemi qualche accenno alla storia di questo luogo da sogno.

 

STORIA DI LAFITE CHE SEMBRA UNA NOVELLA

Alla fine del Seicento le sue vigne erano unite a quelle di Latour grazie al matrimonio di Alexander de Ségur con l’erede dell’altro Château. Ma è nel Settecento che i vini di Lafite entrarono alla corte di Versailles. Il marchese Nicolas Alexandre de Ségur era soprannominato il “Principe delle viti” e il vino Lafite divenne il “Vino del re”. La consacrazione arrivò quando Richelieu, nel 1755, venne nominato governatore della Guyenne e un medico di Bordeaux gli prescrisse il vino di Château Lafite che gli fece ritrovare la giovinezza.

Lafite era prediletto da Madame de Pompadour e più tardi Madame du Barry pretese di bere solo il “vino del re”, come veniva chiamato il rosso di Lafite.

Chateau-Lafite-bariccaia

Chateau-Lafite-bariccaia

Altro grande estimatore di queste bottiglie fu Thomas Jefferson, futuro presidente degli Stati Uniti, che fu ambasciatore della “Repubblica degli Stati Uniti” alla corte di Versailles. Nel 1855 Lafite venne classificato ufficialmente come <<il primo dei primi Cru>> Premier Grand Cru (First Growth). L’8 agosto 1868 Lafite, con i suoi 74 ettari di vigneto, fu acquistato dai banchieri de Rothschild che trasformarono il castello in una sorta di reggia piena di capolavori d’arte.

 

LE EN PRIMEUR DI BORDEAUX DEL 2019

Eccoci ai giorni nostri e alle en primeur 2019 che si sono svolte per la prima volta con degustazioni a distanza. I risultati sono stati buoni e migliori di quanto tutti si aspettassero. Persino Michel Rolland ha messo l’accento sul buon risultato di vendite e sulla possibilità di continuare, almeno in parte, con lo stesso metodo nel futuro.

 

Uova ripiene alla toscana

Le uova ripiene sono l’antipasto più tradizionale della campagna toscana insieme a salumi, cacio pecorino, carciofi sott’olio e panzanella

 

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Uova ripiene alla Toscana – ingredienti – Fattoria del Colle

di Donatella Cinelli Colombini

Nell’infanzia le uova ripiene erano una delle mie passioni così come adoravo le merende con pane e acciughe sotto pesto. Trovavo invece salato e poco invitante il baccalà al pomodoro.
Fino a cinquant’anni fa il pesce fresco era rarissimo in campagna. A Montalcino arrivava un pescivendolo una volta la settimana, il venerdì e aveva il suo banco dentro il mercato che, a quell’epoca, si svolgeva nel centro del paese. Il pesce stava dentro una specie di grotticina ricavata sfruttando il dislivello del terreno sotto piazza “padella”. In casa mia avevano dei dubbi sulla freschezza di quel pesce che quindi non veniva comprato. Ma arrivavano in tavola tutti i pesci conservati: baccalà, acciughe e tonno.
Non sempre, ma spesso, mia nonna faceva cucinare “di magro” il venerdì anche se aveva dei dubbi sul precetto cattolico della penitenza trasformata in abbuffata di pesce, per cui proponeva il pesce come norma alimentare anticipando le conoscenze scientifiche che hanno ridotto la carne nella dieta.

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Uova ripiene alla Toscana – Fattoria del Colle

 

INGREDIENTI DELLE UOVA RIPIENE PER 4 PERSONE

6 Uova (2 per la maionese), 120 g di olio extravergine, mezzo limone, 100 g di tonno all’olio, 4 acciughe, burro, capperi, aceto, sale e pepe.

 

Compleanni: Violante leone e Donatella vergine

Violante finisce gli anni il 22 e Donatella il 24 agosto. Compleanni ravvicinati, compleanni fortunati e in Toscana per le CinelliColombini

 

Compleanno di Donatella e Violante in Toscana

Compleanno di Donatella e Violante in Toscana

di Donatella Cinelli Colombini

 

Entrambe abbiamo festeggiato i nostri primi compleanni alla Fattoria dei Barbi a Montalcino. Per Donatella veniva apparecchiata una lunga tavola con una tovaglia bianca per servire una luculliana merenda ai bambini. C’erano molte torte, biscotti cioccolato e alla fine un bellissimo gelato. Per Violante le cose erano più complicate perché soffriva di acetone. La festa l’agitava al punto da scatenarle invariabilmente febbre e vomito. Ha iniziato a godersi le feste solo da grande ma ora si diverte sul serio.

 

COMPLEANNO IN TOSCANA E A GOZO

Negli ultimi dieci anni i soggiorni a Gozo sono stati fissati per trascorrere entrambe il compleanno nelle isole maltesi. Quest’anno invece Violante ed Enrico sono tornati appositamente per spegnere le candeline tutti insieme.

Violante ed Enrico sul volo di ritorno da Gozo, Malta

Violante ed Enrico sul volo di ritorno da Gozo, Malta

Grazie all’ottima organizzazione dell’aeroporto di Perugia che, sebbene piccolo, è stato il primo in Italia a fare il tampone ai viaggiatori di ritorno da Malta, i nostri “novelli sposi” hanno potuto uscire dalla quarantena in pochissime ore e festeggiare il compleanno con noi.
Per la cena del doppio compleanno ho scelto un posto pieno di magia. Perché il midsummer night’s dream avviene solo in luoghi capaci di parlare alle mente e al cuore.

 

 

Perché Gozo è il mio posto del cuore

Come scegliere il proprio Buen Retiro per essere felici. Donatella Cinelli Colombini spiega come lei e Carlo hanno trovato Gozo nell’arcipelago maltese

 

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Gozo – Malta – panorama dalla camera da letto – casa di Carlo e Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Ognuno ha bisogno del suo “posto del cuore” dove è possibile assopire gli affanni e sentirsi in pace con il mondo. Per molti è il paese natale. Per altri è il luogo delle vacanze. C’è chi lo cerca nei viaggi in posti sconosciuti e chi nella memoria.
Per trovarlo bisogna sapere cosa cercare.

 

IL BUEN RETIRO DI DONATELLA CALDO, SICURO, ANTICO E AUTENTICO

Io volevo un posto caldo perchè sono freddolosa. Un posto sicuro cioè senza terremoti, criminalità e con un buon sistema sanitario. Infine doveva essere un posto autentico e non trasformato dal turismo.
Io e mio marito Carlo lo abbiamo cercato tantissimo.
Il Sud Africa mi piace ma ci vogliono 10 ore di volo per andarci come in Brasile. Gli Emirati Arabi sono troppo caldi per troppi mesi. Cipro non ci è piaciuta più di tanto.
Malta non mi attraeva affatto. Per me era il posto dei pensionati inglesi e delle scuole di lingua per studenti. Il racconto del soggiorno di mia figlia Violante rafforzò questa convinzione.

 

COME DONATELLA HA SCOPERTO GOZO

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Gozo – Malta – casa di Carlo e Donatella Cinelli Colombini – ingresso della terrazza

Poi il mio importatore mi convinse a fare alcuni viaggi di lavoro. Valletta, le “tre città” fortificate, Mdina mi sbalordirono con le loro fortezze enormi e i centri storici che sembravano uscire dal presepio, mentre Gozo non mi piacque. In un’occasione successiva la mia opinione si rovesciò. Malta era piena di nobile storia ma sovraffollata e piena di turisti. Invece Gozo era quasi intatta.
Io e mio marito entrammo in un’agenzia immobiliare quasi per gioco e incontrammo Guliana che, capì quasi subito cosa ci piaceva. Tre giorni dopo avevamo firmato il preliminare di acquisto della nostra futura casa  in una zona ancora quasi abbandonata con panorami spettacolosi. Per comprarla bisognava vendere l’appartamento di Follonica, quella dove mia figlia Violante da bambina faceva le vacanze al mare con i nonni. Ovviamente lei si oppose. Il compromesso fu di mettere i mobili di Follonica in un container e spedirli a Gozo. Per fortuna nell’isola maltese c’era Guliana che ci fece trovare i mobili sballati e piazzati in base alla mappa della casa che le avevamo dato. Finire i lavori fu più difficile del previsto ma niente in confronto alle peripezie del successivo ampliamento, di due anni fa, sulla terrazza nel tetto. Per questo, quando io e mio marito siamo a Gozo non vogliamo idraulici, elettricisti o muratori per casa. Abbiamo la nostra fidata Doris e suo marito, che seguono la casa mentre siamo assenti e si occupano anche delle riparazioni.

 

CAFFE’ IN FORCHETTA DI MONTALCINO

Delizioso dessert nato nel primo Novecento a Montalcino. Si chiama caffè in forchetta ma in realtà viene mangiato con il cucchiaio

 

di Donatella Cinelli Colombini

E’ un dolce liberty, un’epoca in cui i caffè divennero luoghi importanti nella vita sociale. A Montalcino, come a Venezia o a Torino, i locali del centro, furono riqualificati e arricchiti di velluti e specchi per ospitare una clientela borghese che, nella città del Brunello, comprendeva nobili, studiosi, imprenditori, proprietari terrieri e persino qualche artista.

 

CAFFE’ IN FORCHETTA NELLA MONTALCINO DEL PRIMO NOVECENTO

Caffè in forchetta di Montalcino Toscana Fattoria del Colle

Caffè in forchetta di Montalcino Toscana Fattoria del Colle

Montalcino ha infatti sempre avuto un tessuto sociale diversificato, colto e molto aperto all’esterno. Nonostante questa vivacità, lo stile di vita delle donne era controllato e non certo disinvolto come a Parigi. In particolare le donne venivano criticate quando consumavano il caffè, considerata una bevanda troppo audace. Per questo venne inventato un cream caramel dove al latte veniva aggiunto il caffè per cui diventava possibile servire il caffè alle signore senza che sembrasse tale. Il dolce ebbe un notevole successo e veniva consumato in tutte le case finché, come tutte le cose, passò di moda. Lo pubblicai in un opuscolo intitolato “66 ricette di cucina montalcinese” che trascriveva la tradizione gastronomica orale del territorio montalcinese. Questo ridette fama al caffè in forchetta che ora è molto presente nei menù dei ristoranti del territorio del Brunello.
Ve lo ripropongo. E’ un dolce semplice e adattissimo a concludere dolcemente il pasto.

 

I vini di Sangiovese più conosciuti del mondo

7 Brunello e 3 Supertuscan sono i vini di Sangiovese più cool: Fontodi, Casanova di Neri e Montevertine. La lista arriva da WineSearcher ed è sorprendente

Sangiovese Montalcino

Sangiovese Montalcino Casato Prime Donne

Di Donatella Cinelli Colombini

Come sempre Don Kovanagh ci sorprende con un argomento intrigante per tutti i wine lover e soprattutto gli appassionati di vino toscano. I vini a base di Sangiovese che attraggono maggiormente la curiosità e sono più cercati on line nell’enorme portale Wine Searcher, una banca dati di 6 milioni di offerte che cresce continuamente.

I SANGIOVESE PIU’ POPOLARI NEL MONDO

Al primo posto un Supertuscan l’IGT Flaccianello della Pieve di Fontodi. Medaglia d’argento per il Brunello Tenuta Nuova di Casanova di Neri, il vino arrivato primo nella Top 100 del Wine Spectator del 2006. Terzo posto per Montevertine con il suo Pergole Torte Toscana IGT. Segue un quartetto di Montalcino: Poggione, Biondi Santi, Banfi, Soldera, Frescobaldi e Valdicava tutti con il Brunello salvo Case Basse-Soldera con i IGT a base della stessa uva di Sangiovese dei suoi celebri Brunello.

Aprono le cantine Casato Prime Donne e Fattoria del Colle

Riapre ai turisti la cantina Casato Prime Donne di Montalcino e la Fattoria del Colle nel Doc Orcia diventa una wine destination green

 

Fattoria del Colle - giardino all'italiana con limoni in vaso

Fattoria del Colle – giardino all’italiana con limoni in vaso

Vino e turismo all’aria aperta. Una formula che nasce dal distanziamento covid e diventa un nuovo modo di vivere l’esperienza con il vino scoprendo il ciclo vegetativo della vite, i terreni, i vitigni e soprattutto i panorami che diventano protagonisti di brindisi e degustazioni all’aria aperta.

 

CASATO PRIME DONNE WINE TOUR NELLE VIGNE DI BRUNELLO

Il Casato Prime Donne a Montalcino aperto anche il sabato pomeriggio propone una degustazione itinerante di Rosso, Brunello di Montalcino e Brunello Riserva. Parte dai vigneti biologici di sangiovese, permette di vedere i luoghi di vinificazione e maturazione in botte (almeno dall’esterno), spiega la annate del Brunello davanti al calendario con le stelle, fa entrare i visitatori nelle istallazioni artistiche come la cornice per i selfie, i Punti di Vista e il Modernacolo creato per Carla Fendi. La visita dura quasi un’ora ed è nuova e estremamente avvincente.
Una sola raccomandazione: per partecipare occorre prenotare in anticipo.

 

Casato Prime Donne - calendario del Brunello

Casato Prime Donne – calendario del Brunello

FATTORIA DEL COLLE TANTE PROPOSTE PER SOGGIORNI E VISITE GIORNALIERE

Farsi registrare prima di partire da casa è necessario anche alla Fattoria del Colle dove le attività proposte ai turisti sono molte e diversificate perché la fattoria è come un piccolo borgo cinquecentesco circondato da vigneti e oliveti con un panorama meraviglioso sulle Crete Senesi e la Valdorcia.
Pernottamenti in appartamenti, camere e ville, pasti tipici abbinati coi vini, scuola di cucina, trekking naturalistici e viticoli, visite guidate e degustazioni….. tutto curato nel dettaglio per offrire ai visitatori emozioni e piccole scoperte.
Per questo la Fattoria del Colle va considerata una wine destination in cui è possibile trascorrere le vacanze oppure una giornata all’aria aperta e all’insegna dei grandi vini.

 

Ricotta montata

Un dessert toscano molto facile da preparare e straordinariamente buono: la ricotta montata con Vin Santo con la ricetta di Montalcino

 

Di Donatella Cinelli Colombini

 

Le cose semplici sono le più buone. La ricotta montata è talmente semplice da preparare che, persino le persone come me, che non cucinano mai, sono in grado di realizzarlo. E’ un dessert prelibato e richiede pochissimo tempo di esecuzione.
Ovviamente esistono molte versioni più complesse. Quella che vi propongo è la ricetta di Montalcino a base di Vin Santo, da servire con lo stesso vino ambrato e forse con qualche biscotto di pasta frolla o dei cantucci.

 

Merende toscane. La più buona? Pane e pomodoro

Ecco la vera merenda contadina toscana, quella che i bambini di Montalcino e della Valdorcia mangiavano nel pomeriggio: pane e pomodoro

 

merende toscane pane e pomodoro

merende toscane pane e pomodoro

di Donatella Cinelli Colombini

Sono i sapori più veri e le cose più sane che un bambino possa mangiare, altro che merendine industriali!
Istruzioni per la merenda contadina nello stile di Montalcino e della Valdorcia: andare a prendere i pomodori maturi nell’orto, tagliarli a metà e strusciarli su una fetta di pane sciapo cioè senza sale, in modo che il succo rosso impregni la mollica appoggiando sopra il resto del pomodoro, infine condire con olio extravergine, salare e spolverare di pepe nero.
Da leccarsi le dita. Non c’è niente di più gustoso e profumato.

 

Fattoria del Colle riapre agriturismo e ristorante

Nella Toscana dei grandi vini, dove il covid non è quasi arrivato, Donatella Cinelli Colombini riapre e rinnova dal I° luglio le attività turistiche

 

Fattoria-del-Colle-ristorante-Petto d'anatra in porchetta - Cenerentola (7)

Fattoria del Colle ristorante – Petto d’anatra in porchetta e Cenerentola

La Fattoria del Colle a Trequanda, comune che non ha avuto casi di Coronavirus, e il Casato Prime Donne a Montalcino, dove le persone infettate sono state quanto le dita di una mano, grazie a un sangiovese in versione di Santo protettore, ecco i luoghi dove Donatella Cinelli Colombini, dal I° luglio, aspetta i turisti wine lover.
Vuole offrire loro delle vacanze divertenti e rigeneranti oppure delle visite di poche ore per immergersi in un paesaggio bellissimo e incontaminato gustando vini di straordinaria qualità.

 

SOGGIORNI IN AGRITURISMO ALLA FATTORIA DEL COLLE

Appartamenti e camere con uno spazio esterno privato e attrezzato per mangiare. Soggiorni settimanali, ma anche pacchetti di due notti con due cene e degustazioni. Per le sanificazioni contro il coronavirus vengono usati prodotti di igienizzazione di tipo medico-chirurgico e impianto a perossido di idrogeno.

Fattoria del Colle la sera in piscina

Fattoria del Colle la sera in piscina

Per motivi di sicurezza, non possono essere effettuate le pulizie giornaliere degli appartamenti e delle camere, che quindi vanno considerate self-care/self-catering con la sola fornitura giornaliera di biancheria pulita.

 

PARCHI PISCINE E TREKKING

La Fattoria del Colle ha una superficie di 336 ettari e quindi offre ampi spazi per rigenerarsi all’aria aperta. Ci sono 3 parchi attrezzati in cui godere il sole, il panorama e la quiete della campagna, una piscina, 3 percorsi di trekking segnalati da cartelli dedicati alla scoperta della natura, un percorso di trekking dedicato alla vite. Sdraie, lettini, sedie e tavoli esterni, giochi per bambini, sono distanziati e sanificati per garantire la salute degli ospiti.

 

2 magnum di Brunello Riserva 2012 e 2013

Due grandi annate di Brunello in versione Riserva e in bottiglia magnum con cassetta di legno direttamente a casa tua per le feste e le cene importanti

 


Tutto il Brunello è capace di vivere in bottiglia per molti anni ma la tipologia riserva nasce per il lunghissimo invecchiamento. Donatella Cinelli Colombini produce Brunello riserva solo nelle migliori vendemmie, selezionando a mano una piccola quantità d’uva Sangiovese assolutamente perfetta. Per questo il Brunello riserva è stato prodotto solo 10 volte negli ultimi 13 anni.
Si tratta di piccolissime quantità, per ogni annata sono state prodotte 6.000 bottiglie e 100 magnum.
Il formato magnum, da 1,5 litri è quello in cui il vino si conserva meglio. Se sei un wine lover e vuoi stupire gli amici con due Brunello strepitosi non lasciarti sfuggire l’acquisto delle magnum di Brunello riserva 2012 e 2013.
Arriveranno in cassetta di legno, direttamente a casa tua insieme a una pompetta per estrarre l’aria. Ti permetterà di conservare la bottiglia per bere il vino, con calma in più giorni.

 

OFFERTA BRUNELLO RISERVA 2012 E 2013 MAGNUM IN CASSETTA DI LEGNO

Riceverai direttamente a casa tua
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Brunello riserva 2012-2013 Casato Prime Donne Montalcino

PER I SOCI DEL CLUB DI DONATELLA
Prezzo speciale di 248 Euro (anziché 310) fino al 19 maggio 2020
Offriamo gratuitamente le spese di spedizione in Italia e diamo 10€ di sconto per la spedizione all’estero.

 

PER CHI NON E’ ANCORA MEMBRO DEL CLUB DI DONATELLA
Prezzo speciale di 265 Euro (anziché 310) fino al 19 maggio 2020
A questo prezzo va aggiunta la spedizione in Italia che ha il costo di 18€ mentre la spedizione all’estero varia a seconda del Paese e verrà quantificata all’accettazione dell’ordine.

 

PAGAMENTO con bonifico bancario o carta di credito VISA o Mastercard

 

PER PRENOTARE LE DUE MAGNUM DI BRUNELLO RISERVA

Mandare un’email a vino@cinellicolombini.it
Questa offerta si concluderà il 19 maggio 2020

 

                                                                       
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