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Rosso di Montalcino DOC 2018 Bio direttamente a casa

Dalla cantina di Montalcino, direttamente al vostro portone un Rosso di Montalcino BIO in anteprima. Prezzo speciale per #iobevoacasa #iorestoacasa

Rosso di Montalcino 2018 #iostappoacasa

Rosso di Montalcino 2018 BIO di Donatella Cinelli Colombini #iostappoacasa

State a casa, saremo noi a farvi arrivare un vino straordinario, il nostro primo Rosso di Montalcino biologico. E’ un’anteprima, per questo, vi chiediamo di rendere speciale il momento in cui lo portate in tavola. Fotografatelo e postate le immagini  #donatellacinellicolombini #iobevoacasa #iorestoacasa Servirà per renderci più uniti e forti in questo momento condividendo una bella esperienza.

6 BOTTIGLIE DI ROSSO DI MONTALCINO 2018 BIO

Riceverete una scatola da 6 bottiglie da 0,75 Cl direttamente al vostro portone. Ora come non mai è il momento per rimanere nelle nostre case ma senza rinunciare ai grandi vini da gustare con la famiglia per portare in tavola un segno di speranza e di amore per la vita. Coraggio, tutto andrà bene!

Offerta valida fino al 30 Marzo 2020
PREZZO speciale di € 97,00 (+ spedizione in Italia di 16€) anziché € 108,00.
SOLO PER I SOCI DEL CLUB DI DONATELLA Spedizione gratuita in Italia e sconto di € 10,00 sulle spese di trasporto all’estero

Sangiovese Vendemmia 2018 Montalcino

Vendemmia Montalcino 2018

Pagamento con bonifico bancario o Carta di Credito Visa o Mastercard
Per ordinare il vino scrivere a vino@cinellicolombini.it oppure telefonare 0039 0577 662108

VI PRESENTO IL ROSSO DI MONTALCINO DOC 2018 BIO

Prodotto interamente con uve Sangiovese dagli stessi vigneti del Brunello nel territorio di Montalcino, considerato il migliore del mondo per la coltivazione di questo storico vitigno.
Amiamo la nostra terra ed è per questo motivo che dal 2018 tutti i nostri vini avranno in etichetta il simbolo BIO della fogliolina verde, sinonimo di attenzione e rispetto per la natura!

Federico Fellini nei ricordi di Donatella Cinelli Colombini

Tre piccoli episodi personali che tratteggiano l’uomo Federico Fellini il suo bisogno di semplicità l’istinto libero e anticonformista, la grande umanità

Federico Fellini con Giulietta Masina e le famiglie Guidotti e Cinelli Colombini

Federico Fellini con la moglie e le famiglie Guidotti e Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

I miei ricordi si riferiscono agli anni fra il 1975 e il 1985, io ero una giovanissima e vivevo tra Montalcino e Siena un’esistenza molto borghese e decisamente provinciale. Ero abituata a incontrare intellettuali e persone famose perché la mia famiglia aveva sempre avuto quel tipo di frequentazioni ma Federico Fellini era decisamente fuori misura.
Quell’uomo era un mito, un genio riconosciuto a livello mondiale con 5 premi Oscar. Una fama talmente gigantesca che avrebbe intimidito gente molto più attrezzata di me. Davanti a lui ero nervosissima, mi sudavano le mani, non riuscivo a stare e ferma e soprattutto dicevo solo qualche frase cortese ma non sapevo dialogarci, mi sembrava di non avere niente di interessante da dire. Peccato!
Federico Fellini e sua moglie Giulietta Masina venivano in Toscana per “passare le acque” a Chianciano. Da li arrivavano a Montalcino per spezzare la monotonia della cura e forse anche per fare qualche stravizio. Spesso li accompagnava Mario Guidotti o l’allora giovanissimo Fabio Carlesi.

Faderico Fellini alla Fattoria dei Barbi

Federico Fellini Lelia Socini Fausto Cinelli Francesca Colombini

FEDERICO FELLINI E GIULIETTA MASINA A MONTALCINO

Fellini era sempre in disordine come se odiasse farsi stirare i vestiti. La moglie invece era sempre impeccabile con i capelli ben pettinati e i vestiti senza una piega. Il Maestro parlava poco ma si guardava intorno con curiosità e si interessava di vino. Amava la buona tavola per cui mia madre lo attraeva con arrosti e Brunello.

L’ANTICONFORMISMO E L’UMANITA’ DI FELLINI

Era anticonformista in modo così spontaneo da lasciare interdetti. Una volta avevamo organizzato per lui una cena in giardino ma era freddo. Gli proponemmo varie cose per coprirsi e lui scelse un orribile scialle rosso di maglia con delle lunghe nappe. Sarebbe stato volgarotto su qualunque donna ma lui se lo drappeggiò addosso godendo del nostro imbarazzo.
Un’altra volta arrivò inaspettato mentre i miei genitori erano fuori e io avevo la casa piena di amici per una merenda. Fra questi giovani c’erano Azelia Batazzi e l’allora fidanzato Franco Becci che mi hanno ricordato l’episodio poco tempo fa. L’arrivo inaspettato del grande maestro mi aveva messo in imbarazzo e non riuscendo a organizzare qualcosa solo per lui decisi di unirlo al gruppo << posso dire a Federico Fellini di unirsi a voi?>> chiesi e loro benché entusiasti di questo incontro inaspettato non riuscirono a rivolgergli la parola mentre lui addentava pane e prosciutto.

Donatella Cinelli Colombini Rosso di Montalcino 2018

Il primo Rosso di Montalcino biologico del Casato Prime Donne, la cantina di Montalcino di Donatella Cinelli Colombini mette la fogliolina verde in etichetta 

 

La vendemmia 2018 ha dato vini ricchissimi di aromi grazie alla forte differenza di temperatura fra la notte e il giorno, a settembre, durante l’ultima fase della maturazione.

Cinelli Colombini Rosso Montalcino

Rosso Montalcino 2018

STORIA DELL’ANNATA 2018

Quella 2018 è stata una vendemmia con poca uva ed ha richiesto del vero coraggio per aspettare a raccogliere dopo che le bucce degli acini si erano ammorbidite diventando capaci di cedere al mosto le sostanze nobili: i polifenoli.
Infatti nel 2018 le previsioni del tempo promettevano la pioggia e grandine. Se fossero davvero arrivati i temporali avrebbero rovinato i grappoli. Donatella e le sue cantiniere hanno scommesso sul sole e hanno vito la sfida portando in cantina dell’uva meravigliosa.

Rosso di Montalcino

Rosso di Montalcino 2018 Cinelli Colombini

Per la prima volta, nel 2018, abbiamo ripreso un’antica abitudine dei vignaioli di Montalcino, l’uva è stata selezionata nella vigna grappolo per grappolo raccogliendo solo quelli con lo stesso livello di maturazione. Questo ha permesso di vinificare in ogni tino uva con caratteri omogenei. Ovviamente il lavoro dei vignaioli è diventato più lento e sono tornati più di una volta nelle stesse vigne sempre scegliendo l’uva.
Il vantaggio di questo tipo di raccolta selettiva è di avere l’uva perfetta sia per il Brunello che per il Rosso di Montalcino.

SCHEDA TECNICA DEL ROSSO DI MONTALCINO 2018

TIPOLOGIA: rosso secco.
ZONA DI PRODUZIONE: Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne
CARATTERI DELL’ANNATA: Primavera molto piovosa con maggio piovosissimo. Estate con giorni caldi alternati a piogge. Settembre assolato. Il germogliamento e l’invaiatura sono avvenuti nei tempi normali. La pioggia ha fortemente ostacolato la fioritura riducendo il numero e la dimensione dei grappoli. A settembre le viti sono state sfogliate soprattutto nella parte meno esposta al sole. Gli acini d’uva che, alla metà di settembre, apparivano irrigiditi e di calibro superiore alla media si sono progressivamente ammorbiditi e ristretti fino ad essere in condizioni ottimale nel momento della raccolta
UVAGGIO: 100% Sangiovese
VENDEMMIA: 24-25 settembre. Raccolta manuale basata sulla scelta dei grappoli nella vigna. In cantina l’uva è stata privati dei graspi e gli acini sono stati selezionati sul tavolo di cernita.
VINIFICAZIONE: in tini tronco conici di acciaio e cemento con cappello aperto, follatore e controllo automatico delle temperature. Lieviti indigeni selezionati al Casato Prime Donne.

MATURAZIONE IN BOTTE: 6-12 mesi di tonneau di rovere di 5-7 ettolitri.

Il nuovo chef della Fattoria del Colle è un Sommelier

Si chiama Alessandro Sironi ha un’esperienza trentennale in cucina ma anche un diploma di Sommelier AIS e uno di assaggiatore di birra

Alessandro Sironi

Alessandro Sironi Chef ristorante Fattoria del Colle Toscana

48 anni milanese, Alessandro Sironi, è il nuovo chef del ristorante della Fattoria del Colle nelle colline a sud del Chianti che si affacciano su Montalcino e la Valdorcia. Un territorio antico dove la gastronomia va pensata in abbinamento con il vino. Per questo Donatella Cinelli Colombini ha accolto con entusiasmo lo chef sommelier Alessandro Sironi nel ristorante della sua fattoria e ha iniziato subito a trasmettergli l’essenza della civiltà culinaria senese.

ALESSANDRO SIRONI CHEF SOMMELIER DELLA  FATTORIA DEL COLLE

Alessandro Sironi, ha fatto la sua formazione in cucina dopo aver abbandonato il Liceo scientifico prima della maturità. Nel suo curriculum un periodo di quattro anni a La Bettolina a Gaggiano Milanese dove è cresciuto professionalmente fino ad arrivare al ruolo di chef. Segue un periodo ancora più lungo, come sous chef, nello stellato Michelin Marino alla Scala.
E’ in questo periodo che diventa Sommelier AIS e degustatore di birra. Le esperienze successive nella ristorazione lo vedono nella funzione di gestore oppure di executive chef in ristoranti anche molto grandi come il Quanta Sport Village di Milano.

Alessandro Sironi chef sommelier

Alessandro Sironi chef della Fattoria del Colle in Toscana

LA CULTURA GASTRONOMICA SENESE E LE RADICI LOMBARDE

Alessandro Sironi arriva in Toscana, per amore, per creare la sua famiglia. Lavora prima a Castiglion del Lago e poi a Cortona in un ristorante tutto suo.
La sua cucina si basa sul rispetto delle materie prime, scelte con cura e valorizzate da cotture sapienti. Adora i grani antichi con cui realizza focacce e pane che richiamano i sapori delle nonne, paste fresche e specialmente paste ripiene che sono il suo cavallo di battaglia. Ha un’attenzione quasi maniacale ai tempi di cottura perché <<sono i dettagli a fare la differenza>> e esaltano i sapori. Della gastronomia toscana ammira la tradizione, le carni nobili e le spezie come lo zafferano tanto caro anche alla sua cultura d’origine. Il primo piatto che ha creato è una pasta di rape rosse condita con broccoletti. Una ricetta che va ad aggiungersi alle pappardelle con sugo di cinghiale e panforte, i ravioli ripieni di peposo e la mantovana antica e moderna …. Che sono i fiori all’occhiello della Fattoria del Colle.

Brunello Prime Donne: storia di una sfida

Donatella Cinelli Colombini aveva appena iniziato a progettare l’azienda che porta il suo nome quando si accorse che manager e consumatori donne non contavano niente

Brunello-Prime-Donne-2015-storia-di-una-sfida

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Il Brunello di Montalcino Prime Donne è di stile molto tradizionale, prodotto in una piccola selezione esclusiva.

Deve la sua eccezionalità alle uve di Sangiovese da cui nasce. La piccola dimensione dei grappoli e degli acini gli permettono di unire alla longevità, una straordinaria eleganza e una sorprendente piacevolezza. La solida struttura acida e tannica è infatti appena percepibile grazie a una perfetta armonia.

STORIA DI UNA SFIDA: IL BRUNELLO PRIME DONNE

Il Brunello selezione Prime Donne fu prodotto per la prima volta con l’annata 1993.
Donatella Cinelli Colombini aveva appena iniziato a progettare l’azienda che porta il suo nome e che si caratterizza per le due cantine – il Casato Prime Donne a

Brunello-Prime-Donne-2013-storia-di-una-sfida

Brunello-Prime-Donne-2013-storia-di-una-sfida

Montalcino e la Fattoria del Colle a Trequanda – con un organico interamente femminile. L’attenzione al ruolo femminile nel vino portò Donatella a osservare che i wine critics e i curatori delle guide italiane dei vini erano, nel 1998, tutti uomini. Decise quindi di riaffermare l’importanza del gusto delle donne nella scelta del vino creando il primo Brunello selezionato da un pannel femminile e internazionale. Il primo gruppo era composto da 4 assaggiatrici la Master of Wine inglese Maureen Ashley, l’enotecaria tedesca Astrid Schwarz, una delle migliori sommelier italiane Daniela Scrobogna e la Pr italo americana Marina Thompson. Nel corso degli anni, il gruppo si è modificato fino a diventare quello attuale composto da due Master of Wine, l’inglese Rosemary George e la svedese Madeleine Stenwreth, oltre che da Astrid Schwarz e Daniela Scrobogna.
Le assaggiatrici degustano i vini delle diverse vigne in modo bendato e poi decidono la tipologia delle botti da usare, la durata della maturazione e il blend fra le diverse tipologie.
All’inizio il Brunello Prime Donne costituiva una sfida coraggiosa, un vino rosso premium tradizionalmente pensato per consumatori maschi che si inchina al gusto delle donne. Nel corso degli anni il suo successo di pubblico e di critica è andato di pari passo all’affermazione del genere femminile come acquirente di vini rossi di alta gamma. Oggi il Brunello Prime Donne è esportato in 30 Paesi del mondo ed è un simbolo di coraggio, valori etici e sfida ai luoghi comuni.

Brunello 2015 di Donatella Cinelli Colombini

Una grandissima annata di Brunello cinque stelle che ha iniziato ad essere celebrata ancora prima di entrare nel mercato e unisce potenza, eleganza e  longevità

Brunello di Montalcino 2015

Brunello di Montalcino 2015 casato Prime Donne

L’andamento climatico mostra le tipiche caratteristiche dei migliori millesimi del Brunello con inverno e primavera piovosi che hanno idratato il terreno, luglio caldissimo che ha bloccato un sviluppo vegetativo determinando un calibro ridotto degli acini, agosto con temporali alternati a giornate calde, settembre con fortissima escursione termica fra notte e giorno che ha favorito la sintesi dei profumi. Un copione che si ripete per tutte le grandi annate di Brunello e sembra dimostrare che il global warming è un’autentica fortuna per il vigneto di Montalcino perché moltiplica le annate cinque stelle e ne innalza il livello qualitativo fino a vertici mai raggiunti nel passato.

CLIMA DELL’ANNATA 2015

Il 2015 verrà ricordato per il suo clima capriccioso che nel Sud della Toscana, risparmiò Montalcino, ma fece enormi danni tutto intorno: a Torrita il 5 luglio, chicchi di grandine grossi come arance, distrussero tetti e auto, a Buonconvento la piena del fiume Arbia, il 24 agosto, portò l’acqua in musei, case, negozi e persino nel teatro, un vero disastro.

Brunello-Vendemmia 2015 Violante Gardini aspettando le 5 stelle

Brunello-Vendemmia 2015 Violante Gardini aspettando le 5 stelle

MONTALCINO E LA SUA OTTIMA VENDEMMIA 2015

Montalcino sembrava avere una protezione divina e l’uva arrivò alla vendemmia in condizioni perfette.
Infatti il 14 settembre quando arrivò la nostra consulente enologa Valerie Lavigne l’uva era quasi pronta per la raccolta e si presentava nel modo migliore. Valerie aveva con lei un ospite d’eccezione, il preside della facoltà di enologia di Bordeaux Denis Dubourdieu uno degli uomini più potenti e temuti di tutto il mondo del vino. Il Professor Dubourdieu ebbe solo una parola per descrivere i vigneti del Casato Prime Donne dopo averli ispezionati a piedi << impeccable>> cioè perfetti.

BRUNELLO 2015 CARATTERI

TIPOLOGIA:

rosso secco

ZONA DI PRODUZIONE: Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne

Capodanno 2020 al Brunello nella campagna Toscana

Alla Fattoria del Colle le vacanze di Capodanno  2020 piene di esperienze per golosi, wine lovers e amanti della quiete e delle tradizioni toscane

Dal 26 dicembre al 6 gennaio la Fattoria del Colle, a Sud del Chianti, propone un programma di animazioni giornaliere capace di far conoscere ai visitatori la civiltà toscana più autentica e antica. Ci saranno la visita alle cantine del Brunello con uno speciale accompagnamento musicale, la lezione di cucina sui dolci natalizi senesi come il panforte e ricciarelli tenuta da una pasticcera, cene a tema con 3 piatti,  l’esperienza “enologo per un giorno” condotta da una sommelier, la visita guidata alle parti storiche della Fattoria del Colle con degustazione itinerante, l’assaggio dell’olio nuovo …. Ogni iniziativa curata nel dettaglio per offrire conoscenze e divertimento sia ai grandi wine lover che ai semplici appassionati della campagna e dei panorami.
Per il programma dettagliato delle attività, i prezzi e per prenotare cliccare qui aprendo la pagina del sito.

Ceramiche di Paola Gorelli e metti in tavola la storia

Da Toscana Lovers la maestra d’arte Paola Gorelli propone ceramiche senesi ispirate a quelle senesi del Due del Trecento come in un sogno gotico mai finito

Ceramiche-gotiche-senesi-Siena-santa-Maria-Della-Scala

Ceramiche-gotiche-senesi-Siena-santa-Maria-Della-Scala

di Donatella Cinelli Colombini

Le ceramiche gotiche conservate nei musei di Siena e Montalcino raccontano il passato ricco e raffinato della terra senese. Nel Duecento e nel Trecento la città del Palio era il centro finanziario del mondo collegato ai grandi mercati europei attraverso la Via Francigena.

LE CERAMICHE GOTICHE SENESI DI PAOLA GORELLI

Le riproduzioni delle ceramiche medioevali senesi, eseguite da Paola Gorelli, sono molto fedeli agli originali anche nella tecnica di esecuzione perché sono tornite a mano e dipinte a mano da una maestra d’arte che ha lungamente studiato il mestiere, come avveniva nelle botteghe artigiane di ottocento anni fa. Ogni oggetto è leggermente diverso dall’altro per cui ognuno è un pezzo unico, un frammento di vera tradizione.
I negozi ToscanaLovers di Siena, Bagno Vignoni e Cortona propongono in anteprima la nuova collezione ceramica di Paola Gorelli che ha dipinto i motivi gotici senesi su oggetti d’uso quali sottobottiglie, mattonelle e portapenne.

LE CERAMICHE DUECENTESCHE DI MONTALCINO

Paola-Gorelli-mentre-esegue-le-ceramiche-stile-medioevale

Paola-Gorelli-mentre-esegue-le-ceramiche-stile-medioevale

Dopo la battaglia di Montaperti del 1260, la capitale del Brunello era un centro economico di prima grandezza con vasche da concia e produzioni di cuoio, fornaci per le ceramiche, enormi conventi e ospedali. Montalcino era infatti al prima zona salubre oltre le paludi maremmane infestate dalla malaria. La Repubblica di Siena costruì il Palazzo dei Priori proprio nel centro cittadino nella seconda metà del Duecento. Si trattava di un edificio in pietra slanciato e ben proporzionato che tutt’ora è orgoglio del popolo del Brunello. Nelle intercapedini del tetto i costruttori misero vasi di ceramica rotti che furono ritrovati durante i restauri del Novecento e costituiscono uno delle maggiori collezioni di ceramica gotica.

Mantovana ai pinoli di Montalcino antica e moderna

Alla Fattoria del Colle la pasticcera Patrizia Cenni e lo Chef Giovanni Rallo hanno inventato un dolce che racconta la tradizione della torta Mantovana di Montalcino

Mantovana-antica-e-moderna-di-Giovanni-Rallo-e-Patrizia-Cenni-della-Fattoria-del-Colle

Mantovana-antica-e-moderna-di-Giovanni-Rallo-e-Patrizia-Cenni-della-Fattoria-del-Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

MANTOVANA DI MONTALCINO E RICORDI PERSONALI

A Montalcino la mantovana è uno dei dolci tradizionali ed è fatta solo con i pinoli, senza mandorle. E’ il dolce preferito di mia figlia Violante Gardini (la Cinellicolombini Jr). Per  questo abbiamo faticato  a farle accettare la nuova versione perché lei è legata ai ricordi e ai sapori dell’infanzia. Ricordi che per me sono ancora più forti: mio nonno Giovanni Colombini comprava questa torta ogni domenica, dopo la Messa, alternando quella più casalinga de “Le Cocche” due sorelle con un micronegozio nel corso di Montalcino a quella del Bar Mariuccia dove il pasticcere Angelo offriva una versione più delicata. In realtà anche queste due torte erano un’evoluzione della mantovana tradizionalmente cotta nei forni a legna dei poderi dopo aver sfornato il pane. Quelle torte erano più secche perché contenevano pochissimo burro.

LA NUOVA MANTOVANA DELLA FATTORIA DEL COLLE

Patrizia e Giovanni hanno creato un dolce totalmente nuovo ma capace di mostrare come la cultura gastronomica toscana si rinnova pur rimanendo fedele al suo passato.

Mantovana-antica-e-moderna-di-Giovanni-Rallo-e-Patrizia-Cenni-della-Fattoria-del-Colle

Mantovana-antica-e-moderna-di-Giovanni-Rallo-e-Patrizia-Cenni-della-Fattoria-del-Colle

Giovanni Rallo ha inventato un semifreddo con gli ingredienti della mantovana. Su di esso viene grossolanamente sbriciolata la mantovana tradizionale con un rametto di timo rinfrescante. Il risultato è strepitoso sia da un punto di vista gastronomico, perché l’equilibrio dei sapori è perfetto, che sotto il profilo culturale. E’ il racconto di un dolce originario di Mantova, arrivato a Firenze, forse grazie a Isabella D’Este, nel primo Cinquecento, per poi perdere le mandorle e riempirsi di pinoli nella campagna senese. Un dolce che nella nuova versione della Fattoria del Colle diventa fresco e cremoso.

Qui di seguito troverete la ricetta della torta mantovana tradizionale così come la prepara la pasticcera della Fattoria del Colle Patrizia Cenni mentre per il semifreddo, recentemente creato, dallo chef Giovanni Rallo è ancora segreto e dovrete venire alla Fattoria chiedendo a lui di rivelarvelo.
Il vino più adatto ad accompagnare la nuova mantovana è il Passito 2018 di Donatella Cinelli Colombini che ha recentemente ottenuto 94/100 dalla prestigiosa rivista Wine Advocate-Robert Parker.

Brunello: è meglio la vendemmia 2010 oppure la 2019?

Tanta uva fantastica con acini piccoli come il Cabernet e grappoli completamente aperti. Abbiamo portato in cantina un Brunello 5 stelle “lusso”

Di Donatella Cinelli Colombini

2019-vendemmia -Brunello-Casato-Prime-Donne

2019-vendemmia -Brunello-Casato-Prime-Donne

Oggi finisce la vendemmia 2019 di Brunello e siamo euforici.

2010 e 2019: due vendemmie abbondanti d’uva e altissime di qualità.
Qual è la migliore?
Nel 2010 l’inverno e la primavera furono piovosissimi e l’estate calda e arida. Nel 2019 l’inverno è stato arido mentre la primavera, specialmente aprile e maggio, con piogge continue. Entrambe le annate hanno cominciato l’estate con il terreno pieno d’acqua e questo ha permesso alle viti di sopportare agevolmente i successivi mesi caldissimi che, nel 2019 sono stati interrotti solo da due grandi perturbazioni (I° luglio 15 settembre) per un totale di quasi 200 mm d’acqua. Hanno idratato il suolo ma non più di tanto.
Al momento della vendemmia l’uva delle due annate era molto simile: grappoli piccoli con acini molto piccoli e perfettamente sani.
Quindi la ricetta del Brunello 5 stelle “lusso” parrebbe questa: piogge fino a primavera, caldo e siccità estiva, autunno sereno.

VENDEMMIA 2019 BRUNELLO 5 STELLE LUSSO

Un’uva che è rimasta perfetta nonostante un diluvio proprio all’inizio della vendemmia: 95 millimetri in due temporali il 22 e 23 settembre e nonostante l’altro diluvio (40 mm) con qualche chicco di grandine il 2 ottobre.
Vendemmia memorabile per la straordinaria qualità, la quantità abbondante dell’uva ma anche per l’incidente stradale della cantiniera Barbara Magnani. Sotto il diluvio di lunedì 23 settembre un automobilista, che proveniva in senso opposto, ha perso il controllo ed ha colpito frontalmente come un proiettile la Jeep di Barbara. Lei è stata estratta dall’abitacolo dai pompieri e trasportata in ambulanza, immobilizzata nel lettino, fino al pronto soccorso di Siena. Tanta paura, lividi ovunque, auto distrutta ma niente conseguenze gravi. La vendemmia è andata avanti con la giovane enologa, vice cantiniera Sabrina catapultata in prima linea e il vignaiolo Efisio scioccato ma orgoglioso dell’uva che stava portando in cantina.

Vendemmia-2019-piovosità-dell

Vendemmia-2019-piovosità-dell

Durante la vendemmia io o mia figlia Violante siamo sempre in azienda. Quest’anno, per la prima volta, nei giorni della vendemmia, avevamo due viaggi all’estero quasi impossibili da spostare: Violante in USA con un tour di sette città in dieci giorni e io in Russia per due seminari per cinquanta sommelier di Mosca e San Pietroburgo. Quando Barbara mi ha avvertito del suo incidente volevo tornare immediatamente in azienda ma lei mi ha convinto <<stia tranquilla che è tutto sotto controllo>>. Ed era vero, ho una squadra fantastica!

LA SFOGLIATURA FA MALE E NON BENE ALL’UVA

Il 27 settembre è arrivata la consulente Valerie Lavigne ed ha constatato la sbalorditiva qualità dell’uva, alla Fattoria del Colle e soprattutto al Casato Prime Donne di  Montalcino: <<è la prima volta che vedo un Sangiovese che pare Cabernet>> ha detto complimentandosi del piccolo calibro degli acini, la maturità perfetta di tutta l’uva e il colore del mosto che dopo tre ore è già rosa e in un giorno diventa rosso. Le analisi confermano che stiamo raccogliendo nel momento top, quello magico dove maturità e freschezza combaciano. Il 25 settembre il contenuto di antociani estraibili dell’uva iniziava a calare  in tutta la collina di Montalcino.

Aspettando la vendemmia di Brunello 2019

Salvo imprevisti la vendemmia 2019 sarà una delle migliori del nuovo millennio. La raccolta del Brunello nelle date classiche fra fine settembre e primi di ottobre

Di Donatella Cinelli Colombini

Vendemmia-2019-L'enologa-Sabrina-con-l'uva-di-Merlot-della-Fattoria-del-Colle

Vendemmia-2019-L’enologa-Sabrina-con-l’uva-di-Merlot-della-Fattoria-del-Colle

IL CLIMA 2019 NELLE VIGNE DI BRUNELLO

Il 2019 è stata un’annata piuttosto arida. L’inverno ha avuto poche piogge e niente neve. E’ stato freddo ma non freddissimo anche per il gran numero di giornate soleggiate. La primavera, sebbene molto piovosa, non è riuscita a reidratare il terreno del tutto. Tuttavia il maltempo ha ritardato l’inizio del ciclo vegetativo delle viti e ha disturbato la fioritura dando vita a grappoli leggermente sotto dimensionati.
In estate le ondate di caldo africano sono state interrotte da perturbazioni nordiche con piogge di grande entità. Abbiamo registrato fino a 50 mm di precipitazioni in un solo giorno. Piogge che hanno comunque abbassato le temperature e idratato il terreno con più frequenza alla Fattoria del Colle e leggermente di meno al Casato Prime Donne di Montalcino.
La perturbazione più violenta il 28 luglio ha letteralmente sconvolto, con chicchi di grandine grandi come albicocche, la zona di Arezzo mentre da noi ha prodotto solo nubifragi. Dal I°luglio al 15 settembre, sui vigneti del Casato Prime Donne sono caduti 97 mm di pioggia.
In settembre il cielo sereno ha mantenuto le temperature alte fino alla metà del mese per poi rannuvolarsi e accrescere l’escursione termica fra la notte e il giorno. Circostanza quest’ultima, molto favorevole alla sintesi dei profumi nell’uva e nel vino.

Vendemmia-2019-Fattoria-del-Colle-vigneto-Traminer-biologico

Vendemmia-2019-Fattoria-del-Colle-vigneto-Traminer-biologico

CALENDARIO DELLA VENDEMMIA 2019

Primo giorno di vendemmia il 9 settembre con la scelta dell’uva di Traminer per il passito che grazie agli ottimi rating della stampa estera più importante è diventato uno dei vini di punta dell’azienda. La vendemmia del vigneto Sanchimento è continuata manualmente per mandare in cantina i grappoli destinati al vino bianco della Fattoria del Colle.
L’11 e il 12 settembre è stata raccolta l’uva di Sangiovese per lo spumante. I grappoli provenivano dai vigneti Fondo di Collepiccino e Cancello nero della Fattoria del Colle e la loro raccolta ha sostituito il diradamento – vendemmia verde in queste due vigne. Infatti mentre l’uva dello spumante deve provenire da viti con tanti grappoli poco maturi, quella per i rossi ha bisogno di viti scariche e grappoli maturi a puntino. Prima di andare nel tino l’uva della “base spumante” è stata raffreddata in un vecchio camion frigo. Il mosto appena pressato aveva una naturale colorazione rosata per l’ottima capacità di cessione delle bucce.
Il 16 settembre è iniziata la vendemmia del Merlot, ancora alla Fattoria del Colle. Alla fine della stessa settimana inizierà la vendemmia del Sangiovese ancora alla Fattoria del Colle. L’uva è pronta e purtroppo anche i cinghiali se ne sono accorti per cui, le due vigne non recintate, sono letteralmente prese d’assalto. Purtroppo i cinghiali costituiscono un problema irrisolto in Toscana ed hanno trasformato le zone del vino in immensi campi di concentramento con reti, recinzioni elettrificate, cannoni … per difendere l’uva dai voraci ungulati.

Turismo della vendemmia e della svinatura con Brunello, Chianti e Orcia

Vendemmia o svinatura experience il 5 ottobre e Week end di-vino l’11-13 ottobre. Appuntamenti per la vendemmia da wine lovers in Toscana alla Fattoria del Colle

tuscany-wine-weekend-esperienza-nella-viigna

tuscany-wine-weekend-esperienza-nella-viigna

Tutto fa sperare in una grande vendemmia, forse una delle migliori degli ultimi 30 anni. Essere protagonisti di un simile evento e dei vini che ne nasceranno è il sogno di ogni wine lover e la Fattoria del Colle vuole trasformarlo in realtà. Le proposte sono due e uniscono formazione e divertimento.
La prima è il 5 ottobre con una “toccata e fuga” di due giorni e una sola notte.

TUSCANY WINE WEEKEND DURANTE LA VENDEMMIA

L’altro è un programma da veri amanti del vino con visite, assaggi, lezioni ed esperienze uniche come quella di diventare enologi per un giorno e preparare il proprio vino Super Tuscan facendo il blend fra tre vitigni in purezza: Sangiovese, Merlot e Sagrantino. I partecipanti porteranno a casa, per berla con gli amici, la bottiglia del proprio vino, con nome e etichetta personalizzata.
11-13 ottobre tre giorni per una vera full immersion nel vino con il programma Tuscany wine weekend (prezzi e modalità di prenotazione sono nel sito cliccando qui  ) che viene amplificato per consentire ai partecipanti  assaggiare il mosto in vinificazione, e il Traminer in appassimento. Ovviamente la visita nelle vigne è più

Enologo per un giorno Week-end vendemmia Fattoria del Colle

Enologo per un giorno Week-end vendemmia Fattoria del Colle

coinvolgente e divertente in periodo di vendemmia.  Anche in cantina e soprattutto in tinaia.

Ovviamente c’è una parte più seria con una lezione frontale sul sangiovese e il vino in Toscana con approfondimenti sulle principali DOCG che, alla fine, verranno assaggiate: Vernaccia, Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano e Bolgheri. Al Brunello è dedicato una speciale esperienza nella cantina di Montalcino Casato Prime Donne con una degustazione itinerante che inizia con l’assaggio dalla botte. Due cene degustazione a base di pietanze antiche e moderne da abbinare ai vini con un risultato più “godereccio” e meno tecnico. Alla fine un diploma che ricorda un’esperienza utile a chi desidera conoscere meglio il vino e fare nuove amicizie fra i wine lovers.

Violante ultimo compleanno da single

Come me, anche Violante festeggia quasi sempre il suo compleanno a Gozo-Malta nella nostra casa in pietra con cortile arabo e terrazza superpanoramica

Violante-in-Giappone

Violante-in-Giappone-

Di Donatella Cinelli Colombini 

Violante è uno degli ultimi bambini nati nel piccolo ospedale di Montalcino nel 1984. Poco dopo il reparto maternità venne chiuso dirottando tutte le nascite a Siena. Visto con gli occhi odierni sembra pericoloso far nascere un bambino in un piccolo ospedale di campagna dove mancavano le attrezzature per monitorare le condizioni del nascituro ma io desideravo che nel certificato di nascita di mia figlia fosse scritto Montalcino e ero certa, forse con un pizzico di incoscienza, che tutto sarebbe andato bene, come infatti avvenne. Arrivai in ospedale alle 7,30 e un’ora dopo uscivo dalla sala parto. L’unico vero inconveniente fu l’enorme afflusso di amici e parenti. Praticamente non ero mai sola e invece avrei avuto bisogno di privacy perché i punti sotto mi facevano male e avevo bisogno di mettermi in posizioni non troppo adatte a stare in pubblico.

VIOLANTE DA PICCOLA

Compleanno-di-Violante-lei-appena-nata-in-ospedale-a-Montalcino

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Violante era molto bella, appena nata sembrava una bambolina. Ha sempre avuto una salute di ferro salvo dei problemi di acetone che le scatenavano la febbre e il vomito all’improvviso. L’unico problema era il sonno. Ha fatto la sua prima notte intera a quattro anni. La mattina dopo ero talmente sorpresa che mi precipitai al suo lettino per vedere se era ancora viva. In realtà Violante non stava sveglia, ma ogni ora piagnucolava voleva dell’acqua e poi si riaddormentava. Le uniche notti quasi in bianco le ha fatte quando andavamo a Reggio Emilia dove lavorava mio marito Carlo. Il cambio di ambiente la innervosiva e i primi giorni piangeva continuamente.

VIOLANTE COME E’ CAMBIATA

Alcuni lati del suo carattere infantile le sono rimasti ancora oggi: è permalosa, non tollera che si parli di lei in sua assenza e quando si arrabbia urla. Per molte altre cose è l’esatto opposto di com’era da piccola: era mangiona e golosa mentre ora sta attentissima a quello che mette nel piatto.

                                                                       
Cinelli Colombini
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