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FINE LA PRIMA FIERA DELL’ENOTURISMO È STATA UN SUCCESSO

#WINETOURISM MARKETPLACE ITALY A RIVA DEL GARDA HA UNITO B2B A CONVEGNISTICA FACENDO INCONTRARE I MANAGER DELLA WINE HOSPITALIY A ESPERTI, GIORNALISTI E BUYER

Fine prima fiera dell'enoturismo italiano a Riva del Garda

Fine prima fiera dell’enoturismo italiano a Riva del Garda

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne a Montalcino 

Violante Gardini Cinelli Colombini ha partecipato a Fine, prima fiera sull’enoturismo,  in qualità di Presidente del Movimento del Turismo del Vino presentando l’indagine 2025 realizzata con Ceseo che ha rivelato, per la prima volta, le specificità delle cantine turistiche nelle varie zone d’Italia.

FINE UN SUCCESSO SOPRA LE ATTESE PER LA PRIMA FIERA ITALIANA SULL’ENOTURISMO

Forti dell’esperienza alla Feria de Valladolid, gli organizzatori di Fine hanno realizzato un ottimo borsino che ha consentito a ogni azienda di incontrare decine di operatori scelti incrociando le esigenze delle singole cantine con le richieste di ogni tour operator. Ha invece sconcertato molti manager della wine hospitality la richiesta di esperienze oltre il vino e la degustazione. Circostanza questa che lascia immaginare un futuro prossimo in cui il <<vino deve, quindi, abbandonare la centralità della proposta e lasciare spazio ad altre esperienze che – per consolidare il rapporto con l’enoturista – devono essere dense di empatia e di autenticità>> come ha scritto WineNews.

BRUNELLO DI MONTALCINO PRIME DONNE 2021 BIO E VIGNA

IL PRIMO BRUNELLO “SINGLE VINEYARD” DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI E’ SELEZIONE PRIME DONNE

Sangiovese per il Brunello vendemmia 2021 Toscana Montalcino Casato Prime Donne

Sangiovese per il Brunello vendemmia 2021 Toscana Montalcino Casato Prime Donne

La vigna Prime Donne ha un’estensione di circa 5 ettari e  nell’azienda di Donatella Cinelli Colombini viene chiamata Ardita per la presenza di un’istallazione artistica firmata da Marco Pignattai e raffigurante una vacca chianina in acciaio a specchio, che porta appunto quel nome. E’ una delle migliori vigne di Montalcino. Un vigneto che ogni anno, con ogni tipo di clima, produce un’uva perfetta con grappoli e acini piccoli e una maturazione omogenea.
Fu piantato nel 2002 a 225 metri sul mare in un terreno di origine Plio Quaternaria con prevalenza di argille e sabbie marine. Ha avuto un inizio stentato e tutt’ora non ha una grande vigoria, anzi non ha quasi mai bisogno di vendemmia verde perché produce spontaneamente circa un chilo d’uva a pianta.
Come tutti i grandi vigneti del mondo la vigna Ardita ha bisogno di pochissime attenzioni, in altre parole “fa tutto da sola” grazie a un terroir particolarmente vocato. Anche in cantina il vino ottenuto dal vigneto Ardita non ha bisogno di interventi umani perché è senza difetti per questo è sufficiente conservarlo con cura in botti della migliore qualità.
Il cambio di nome da Ardita a Prime Donne dipende dalla predilezione delle assaggiatrici del Progetto Prime Donne che,  nella degustazione alla cieca dell’intera produzione aziendale, molto spesso preferiscono la struttura potente e vellutata del vino del vigneto Ardita. In passato chiedevano di maturarlo in botte (15-20 hl) ma ora sono affascinate anche dall’impronta dei tonneau da 5- 7 ettolitri specialmente quando sono piegati a vapore.

L’ANNATA 2021 A MONTALCINO

Quella del 2021 verrà ricordata come la vendemmia più lunga e costosa perché l’uva è stata scelta nelle vigne grappolo per grappolo. A causa di una corrente artica che percorse l’Europa alla fine di aprile, una buona parte dei germogli furono bruciati dal gelo mentre quelli che erano ancora chiusi si aprirono in ritardo molti giorni dopo. Il ciclo vegetativo delle viti iniziò dunque in tempi diversi e per questo l’uva arrivò a maturazione in tempi diversi.
I grappoli e gli acini erano piccoli e bellissimi. Ma per coglierli nel momento di perfetta maturazione i vendemmiatori dovettero sceglierli a mano spostandosi da una vigna all’altra. Un lavoro enorme.
La fase di maturazione molto lunga di questa annata ha creato i presupposti per l’ottima struttura dei vini e la loro particolare vocazione al lungo invecchiamento.

EVENTO ENOTURISTICO DI SUCCESSO (2)

ORGANIZZAZIONE DI UN EVENTO ENOTURISTICO, COSA FARE PRIMA DURANTE E DOPO L’INIZIATIVA PER TRASFORMARE I VISITATORI IN CLIENTI ABITUALI E REPEATERS

eventi enoturistici in cantina Fattoria del Colle Toscana

eventi enoturistici in cantina Fattoria del Colle Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

E’ molto importante organizzare in anticipo ogni aspetto di un evento: sedie, frigo per servire i vini alla temperatura perfetta, piano B in caso di pioggia, cibo per vegetariani e celiaci …. Solo preordinando ogni cosa è possibile affrontare senza affanno gli inevitabili imprevisti dell’ultim’ora ed essere rilassati e sorridenti intrattenendo gli ospiti.
Io sono una maniaca dell’organizzazione e scrivo il piano per gli eventi principali un mese prima con la dettagliata indicazione di quando e chi deve fare ogni singola azione. Viene riguardato da due collaboratori e poi distribuito alle persone coinvolte con grande anticipo. Dopo l’evento segno gli errori per fare meglio nel futuro.
Va ricordato che l’evento deve essere instagrammabile e quindi avere abbastanza colore e “colpo d’occhio” oltre a angoli adatti a selfie e foto. Le luci colorate sono utilissime di notte per dare un tocco magico alla cantina pur rispettando la sua dignità. Sono utili anche le cornici per selfie che servono per ricordare ai clienti l’hashtag da inserire nelle foto postate nei social. Questo consente poi di coinvolgere i partecipanti nelle stories e nella fotogallery aziendale.

ENOTURISMO IN NORD EST E IN TRENTINO

ACCOGLIENZA FAMILIARE, PREZZI CONTENUTI, POCHI EVENTI E CHIUSURA DOMENICALE QUESTI I CARATTERI DELLE CANTINE TURISTICHE DEL NORD EST E SOPRATTUTTO DEL TRENTINO

Gairhof vigneti Trentino

Movimento Turismo del Vino-Trentino-profilo delle cantine turistiche CESEO

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

I profili dell’accoglienza turistica nel Nord Est e specificamente in Trentino è stratta dall’indagine nazionale 2024 sulle cantine del Movimento Turismo del Vino. Un’analisi effettuata da Antonello Maruotti professore ordinario di statistica dell’Università Lumsa di Roma e presidente del comitato scientifico di CESEO centro studi enoturistici e oleoturistici. Per la prima volta delinea le differenze e le peculiarità di ciascun territorio nell’accogliere i visitatori in cantina. Mostra come i caratteri specifici di ogni area si rispecchino in modo fedele anche della wine hospitality: più ospitali, festaioli e propensi ad abbinare il vino con i cibi tipici a Sud. Più attenti a valorizzare il paesaggio e la cultura, diversificare l’esperienza ma anche più cari in Toscana. Più pragmatici o orientati sull’assaggio in Friuli Venezia Giulia mentre in Trentino l’accoglienza in cantina diventa più familiare e meno costosa, meno “fantasiosa” e valorizzata da eventi ma anche meno accessibile la domenica.
Questo il panorama di un turismo del vino che cambia nelle diverse parti d’Italia con regioni dove le cantine hanno anche investito in modo importante sui punti vendita, le sale da degustazione, le infrastrutture di somministrazione e pernottamento…. A fronte di un comune e crescente interesse nell’enoturismo si cominciano a delineare caratteri peculiari di ogni zona che da un lato vanno accentuati per diversificare l’offerta e dall’altro lato vanno corretti nei comportamenti controproducenti.

DAL SOGNO ALL’INCUBO DELLE STELLE MICHELIN

ALBERTO LUPINI CI RACCONTA IL PASSAGGIO DAL SUCCESSO ALLA CHIUSURA DI 18 RISTORANTI STELLATI ITALIANI NEL 2024 SINTOMO DI UNA CRISI CHE TOCCA TUTTA LA RISTORAZIONE

Giorgio-Pinchiorri

Giorgio-Pinchiorri

DI Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Nemmeno l’alta ristorazione si salva dalla crisi che sembra aggredire tutto il settore dei pubblici esercizi italiani: tra il 2023 e il 2024 hanno chiuso 18 ristoranti stellati nel nostro Paese. La guida Michelin 2025, inoltre, ha tolto la stella ad altri 16 locali e questo grande cambiamento mostra come un certo modello di alta ristorazione non sia più sostenibile. Chef che diventano cuochi a domicilio oppure aprono ristoranti alternativi. Affitti stratosferici, enorme difficoltà nel trovare il personale, guide con aspettative sempre più alte …. I motivi sono tanti ma il risultato è il passaggio dal sogno della stella Michelin all’incubo dei conti da pagare.
L’elenco dei ristoranti stellati che hanno chiuso nel 2024 è molto lungo e triste. Fra di essi “Viva” di Viviana Varese a Milano, “Bianca sul Lago” di Emanuele Petrosino a Oggiono (Lc), “Cannavacciuolo Cafè e Bistrot” a Novara, “Locanda Tamerici” di Ameglia (Sp), “Dal Corsaro” di Cagliari, “Somu” di Baja Sardinia (Ss)

LA STELLA MICHELIN COSTA PIU’ DI QUANTO RENDE

Aveva fatto scalpore, nel gennaio 2025 il cartello “vendesi” fuori del ristorante Bros di Lecce che dal 2018 faceva brillare una stella Michelin a Lecce. Grazie agli chef Floriano Pellegrino e Isabella Potì aveva portato un messaggio di rinnovamento nella proposta gastronomica salentina. I due titolari parlano di “pausa creativa” prima di tornare con un progetto ancora più ambizioso e più vicino ai loro ideali gastronomici, ma intanto hanno tirato giù la saracinesca.

DONATELLA SENZA CELLULARE A MALTA

DISAVVENTURA A LIETO FINE DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI CHE VA A MALTA PER UNA MASTERCLASS DEI SUOI VINI E APPENA ARRIVATA PERDE LO SMART PHONE SU UN’AUTO BOLT

Gozo-Malta-Vini e Capricci di Abraham Said - Masterclass con i vini di Donatella Cinelli Colombini

Gozo-Malta-Vini e Capricci di Abraham Said – Masterclass con i vini di Donatella Cinelli Colombini

Ho tardato a raccontarvi questa disavventura perché mi vergognavo della mia dabbenaggine che mi ha fatto sentire più vecchia di quanto sono.
Avevo incastrato due appuntamenti consecutivi. Il primo all’Università Cattolica di Piacenza con un bel convegno delle Donne del Vino dell’Emilia Romagna. Il secondo a Malta con un viaggio di tre giorni per riaprire la nostra casa di Gozo e guidare la masterclass sui miei vini con il nostro importatore Abraham Said – Vini e Capricci.
Sono partita per Malta dall’aeroporto di Roma già piuttosto stanca ma anche entusiasta dalla prospettiva di rincontrare gli amici. Le isole maltesi mi hanno accolto con un caldo abbraccio. Volo perfetto macchina che arriva subito per portami al fast ferry, brevissima attesa prima di imbarcarmi sul traghetto ma appena seduta a bordo mi accorgo di non avere più il cellulare. Il comandante del traghetto fa controllare nella sala d’aspetto dell’imbarco ma non lo trovano. Io sono in un bagno di sudore e la mia mente sotto choc non riesce ancora a pensare a una soluzione per tirarmi fuori dai guai.

LA RICERCA DELLO SMARTPHONE DI DONATELLA NELL’AUTO BOLT

All’attracco di Gozo mi aspettano Henry e Martha Vella amici gozitani che fortunatamente avevo avvertito prima di perdere il telefono. Lui è ingegnere aerospaziale e lei dentista. Insieme a mio genero Enrico a Firenze entrano nel Cloud e cominciano a seguire il mio smartphone capendo due cose: non era acceso e quindi la persona che lo detiene non vuole rubarlo e che il telefono è ancora sull’auto Bolt che mi ha portato dall’aeroporto al traghetto perché si muove.
Comincia la caccia all’autista che non risponde alle chiamate anche azionando un dispositivo sonoro molto rumoroso. La ricerca di un contatto con l’agenzia Bolt di Malta è complicato ma alla fine Martha e Henry riescono a trovarlo.

L’ARCHEOLOGIA NEL BICCHIERE: IL VINO DELLA MAGNA GRECIA

LANÒ VINO FATTO COME NELLA MAGNA GRECIA DI 2500 ANNI FA DAI FRATELLI BRUNO E CARMELO TRACLÒ A BOVA NEL SUD DELLA CALABRIA DOVE ANCHE LA LINGUA E’ GRECO CALABRO

Lanò vino fatto come 2500 anni fa nella Magna grecia

Lanò vino fatto come 2500 anni fa nella Magna Grecia

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

L’area dove si trova la cantina si chiama Bovesìa ed è a ridosso dell’Aspromonte. Qui gli anziani parlano il greco calabro eredità delle colonie greche dell’epoca pre romana. Un’eredità viva ma ormai fragile che rimanda a 2500 anni fa e spiega perché due produttori di vino hanno sentito il bisogno di produrre Lanò che in greco calabro vuol dire palmento – pressa da vino in pietra di tipo tradizionale.

LANO’ UN VINO FATTO COME 2500 ANNI FA

In effetti la famiglia Traclò ha un palmento di 200 anni che il cuore della loro cantina. La vigna è a 600- 700 metri sul mare, poco più di un ettaro su quattro terrazze. Le viti sono ad alberello coltivate “come si è sempre fatto” senza chimica e con tanta manualità. Ci sono le vecchie varietà piantate dal nonno che comprò la terra dal Vescovo di Bova: Nerello mascalese, detto qui Mavreli, il Castiglione, la Lacrima piccola di Bova, la Nocellara, la ‘Ntsolia (Inzolia), il Guardavalle, la Tundhulidda. Quest’ultima è quasi estinta.
Il vino Lanò nasce fermentando tutte insieme queste uve senza aggiungere lieviti ma lasciando che la vinificazione avvenga spontaneamente come succedeva nel passato. Unica concessione alla modernità i tini da fermentazione in acciaio ma senza controllo della temperatura. Il vino rimane due anni in tini d’acciaio e sei mesi in bottiglia. La cantina è nell’abitazione familiare all’interno del Paese di Bova.

LE CANTINE TURISTICHE USA NON GUADAGNANO PIÙ COME PRIMA

COSA DICE IL REPORT DELLA SILICON VALLEY BANK, SULLA VENDITA DIRETTA NELLE CANTINE USA: ROB MCMILLAN È OTTIMISTA PER I SEGNI DI LUCE MA IL MOMENTO È BUIO

vendita diretta delle cantine USA Direct to consumer wine report

vendita diretta delle cantine USA Direct to consumer wine report

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Momento complicato per il vino con le cantine USA che cercano di allargare il numero dei contatti per mantenere le vendite di bottiglie. Infatti oltre metà del loro vino è acquistato dai wine lovers che visitano le loro cantine e dopo lo ricomprano online. Il Direct to Consumer Report della Silicon Valley Bank disegna un quadro in calo ma con qualche segno di ripresa.

IL WEB CHIAVE DEL SUCCESSO TURISTICO E DELLE VENDITE DIRETTE

Uno dei principali problemi delle cantina USA è il dialogo con i consumatori giovani che usano internet più delle generazioni precedenti, hanno decisioni di acquisto repentine e chiedono di ricevere il vino a casa altrettanto velocemente.
Per coinvolgere i consumatori giovani lo strumenti digitale ha un ruolo chiave e le cantine che lo usano efficacemente danno priorità a:
– Creare comunità e incoraggiare la comunicazione tra pari rispetto alla messaggistica dall’alto verso il basso.
– Narrazione del marchio autentica e differenziata, ovvero osare rinunciando ad essere tradizionali.

COSTANO 51$ LE BOTTIGLIE USA SPEDITE AI PRIVATI

“DIRECT TO CONSUMERS 2025” WINE SHIPPING REPORT ANALISI DELLA SILICON VALLEY BANK SULLE VENDITE DIRETTE DELLE CANTINE USA RELATIVE AL VINO SPEDITO AI CLIENTI

Spedizioni ai privati dalle cantine USA

Spedizioni ai privati dalle cantine USA

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne di Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Il primo dato interessante è il numero delle cantine USA che sono 11.500 cioè tre volte di meno di quelle italiane che sono circa 35.000.

51$ A BOTTIGLIA DI PREZZO MEDIO A BOTTIGLIA SEPEDITA

Il secondo dato è piuttosto impressionante: prezzo medio a bottiglia 51$ + 6% rispetto all’anno prima. Da notare che anche le bottiglie oltre gli 80$ l’una hanno continuato a crescere del 2%.
L’incremento di valore unitario ha frenato il calo complessivo delle spedizioni che sono scese del 5% di valore complessivo (3,9 miliardi di Dollari) ma hanno preso una batosta del 10% in volume. Sono infatti stati i vini meno cari cioè sotto i 40$ a bottiglia quelli più colpiti dalla crisi. I vini in questa fascia di prezzo rappresenta il 54% di tutte le spedizioni di vino D2C, ma solo il 23% del valore totale delle spedizioni e sono in linea discendente da tempo.

LE PICCOLE CANTINE DOMINANO IL D2C LE SPEDIZIONI AI PRIVATI

Una contrazione che ha colpito soprattutto le grandi aziende (sopra il mezzo milione di casse da 12 bottiglie). Va sottolineato come esse spediscano bottiglie dal prezzo unitario più basso (22$) rispetto alle piccole cantine. Le grandi imprese detengono solo il 16% delle spedizioni ai clienti privati dove sono invece le small wineries a contare di più.
Nel 2024, le spedizioni dalle cantina USA ai consumatori hanno rappresentato l’8% di tutte le loro vendite fuori sede. Nel complesso il vino non venduto direttamente ai visitatori ma spedito a privati o importatori, distributori e simili, nel 2024, ha un valore complessivo di 51 miliardi di dollari e segna una contrazione rispetto all’anno precedente.

ENOTURISMO IN UK E FRANCIA

L’ENOTURISMO È ORMAI UN SEGMENTO STRATEGICO DEL BUSINESS DI TUTTE LE CANTINE MA C’È CHI LO SA PROMUOVERE E REALIZZARE MEGLIO DI ALTRI COME INGLESI E FRANCESI

Enoturismo in UK chiltern-valley-winery

Enoturismo in UK chiltern-valley-winery

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

The Drinks Business ci presenta la wine hospitality stile inglese che dal 2022 è raddoppiato (+55%) i suoi visitatori.

ENOTURISMO IN UK

Complici di questo successo il mutamento del clima e un nuovo stile di enoturismo che affianca alla consueta offerta di visite agli impianti produttivi e agli assaggi di vino una nuova proposta arricchita di cibo, arte ed eventi. Il così detto Wine Garden of England sta dunque diversificando la sua wine hospitality, il vino è sempre presente ma non è più da solo e qualche volta non è più protagonista. Le nuove proposte permettono di narrare meglio i brand aziendali e talvolta offrono alternative a basso tenore alcolico con cocktail e bevande a base di verdure. L’evoluzione dell’enoturismo inglese è comunque nel segno dell’autenticità, del rispetto delle tradizioni e della natura perché tutti hanno ben chiaro come la sfida, nell’immenso mercato turistico, sia giocata sulle armi della diversità e delle esperienze vere.

CONCHA Y TORO LA CANTINA PIU’ VISITATA DEL MONDO

230.000 VISITE ALL’ ANNO E UN NUOVO PROGETTO ENOTURISTICO DA 17 MILIONI DI DOLLARI PER CONCHA Y TORO LA MAGGIORE CANTINA CILENA E PRIMA WINE DESTINATION MONDIALE

Concha y Toro nuovo centro agrituristico

Concha y Toro nuovo centro agrituristico

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Il nuovo Wine Center di Concha y Toro è un progetto innovativo che promuoverà la cultura e la storia del Cile. 12.000 m2 costati 17 milioni di dollari che vogliono diventare una tappa obbligatoria di tutti i viaggi in Cile e un must per tutti gli enoturistici. Si trova nella valle di Maipo a 20 km da Santiago.

LA CANTINA PIU’ VISITATA DEL MONDO

Il centro è una celebrazione della cultura cilena e dell’ascesa di questo Paese nel mondo del vino ma soprattutto celebra il 140° anniversario di Concha y Toro.
Offre un’esperienza immersiva che fonde natura, arte, vini di alta qualità, cucina d’autore, tecnologia avanzata e patrimonio storico.

LE DONNE DEL VINO E IL VINO BIANCO DELLA TOSCANA INTERNA

INSIEME A ELISABETTA TOSI CERCHIAMO DI CAPIRE IL RUOLO DELLE DONNE DEL VINO NELL’INDIVIDUAZIONE DEI VITIGNI E TECNICHE DI PRODUZIONE PER UN SUPER TUSCAN WHITE

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

Siena Enoteca Italiana 18 luglio 2025 evento sui vini bianchi toscani cone le Donne del Vino

Siena Enoteca Italiana 18 luglio 2025 evento sui vini bianchi toscani cone le Donne del Vino

Dopo la giornata di studio del 18 luglio all’Enoteca Italiana di Siena, sotto la regia scientifica dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, l’argomento “vino bianco in Toscana” è diventato di attualità. Elisabetta Tosi lo ha approfondito per Forbes.com facendomi alcune domande che trascrivo qui di seguito e che lei ha usato per scrivere il suo pezzo

COME E’ NATA L’IDEA DIUNO SHIFT DAL ROSSO IMPORTANTE AL BIANCO IN TOSCANA?

Per la verità siamo in tanti a pensare la stessa cosa. Su WineSearcher del 17 agosto ho letto un pezzo intitolato “Saint Emilion punta ad adottare i vini bianchi”. Nel testo c’era scritto << se il vino spumante ottenuto dal Merlot sembra una stranezza, il Merlot potrebbe in realtà essere una delle varietà adottate dalla denominazione Saint-Emilion in un progetto per produrre vini bianchi con questo nome>>. La decisione è stata votata dall’assemblea in cui erano presenti l’80% dei vignaioli della denominazione. <<Produciamo già vini bianchi nella zona, come a Cheval Blanc>> ha detto Galhaud Presidente del Saint Emilion <<dobbiamo definire le varietà e lo stile. L’idea non è quella di produrre Bordeaux Sauvignon ma di trarre ispirazione dalle peculiarità dei nostri vitigni. Stanno nascendo buoni vini dai Crémant realizzati con blancs de noirs [vino bianco da uve rosse]>>.
Ovviamente la situazione della Toscana è diversa da quella bordolese che ha una base ampelografica piccolissima. Noi abbiamo molti vitigni autoctoni anche bianchi e quindi possiamo ripartire da quelli per produrre un grande vino bianco.

RUBY TANDOH LA RIVOLUZIONARIA UK DEL CIBO

DICE COSE SIMILI A CARLIN PERTINI MA E’ INGLESE ED È UN’AUTENTICA RIVOLUZIONE PERCHE’ PARLA DI CIBO IN MODO NUOVO E GIOVANE

Rudy Tandoh Crumb

Rudy Tandoh Crumb

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Donatella, Fattoria del Colle Trequanda 

Ho scoperto Ruby Tandoh grazie a un articolo del Gamberorosso e mi sono incuriosita. Poi ho scoperto un personaggio incredibile e rivoluzionario.

Wikipedia ci offre un ritratto lunghissimo ma rivelatore: nata nel 1992 nell’Essex ha un nonno arrivato dal Ghana, due genitori impiegati, tre fratelli e una moglie visto che è dichiaratamente bisessuale.
Ruby ha sofferto di un disturbo alimentare per 6 anni, problema che l’ha portata a diventare vegana per un periodo e poi a tentare il suicidio a 18 anni. Ha studiato filosofia e storia dell’arte all’University College di Londra senza laurearsi. È arrivata seconda nella quarta stagione del reality  The Great British Bake Off della BBC nel 2013 suscitando una tempesta mediatica.

UNA DONNA SEMPRE ALL’ATTACCO

Ruby Tandoh ha scritto cinque libri di cucina di cui il penultimo del 2021, Cook as You Are, è stato inserito in diverse classifiche come uno dei migliori testi di gastronomia. Tutti grandi successi.

                                                                       
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